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	<title>Commenti a: Antonio Saccoccio e la crisi dell&#8217;apprendimento</title>
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	<description>Blog di Gianni Marconato</description>
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		<title>Di: Antonio</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2009/04/antonio-saccoccio-e-la-crisi-dellapprendimento/comment-page-1/#comment-764</link>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 21:35:55 +0000</pubDate>
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		<description>Il problema è che davvero noi insegnanti abbiamo passato troppo tempo a non mettere in discussione nulla.
E ora ci sta franando tutto addosso. In modo rapidissimo e forse irrecuperabile. Complice l&#039;accelerazione ulteriore che hanno dato i nuovi media.

Io stesso nei miei primi anni di insegnamento tendevo a replicare stili educativi dati per buoni. Che erano poi quelli che avevo &quot;subito&quot; da studente. Trasmissivismo e contenutismo.
Poi piano piano ho iniziato a pormi domande. Mi chiedevo, e mi chiedo, soprattutto: &quot;Perchè alcuni ragazzi brillanti si annoiano durante le mie lezioni? Eppure non sono certo uno che fa dormire io quando parlo!&quot;
Insomma, ho iniziato a mettermi in discussione, a darmi risposte e a provare nuove strade.
Ora non so a che punto sono arrivato, ma so che qualche cosa gradualmente la sto capendo.
Bisogna avere il coraggio di osare e di dire &quot;forse non sono così bravo ad insegnare, forse posso fare meglio, forse non è questo il modo giusto&quot;.
Il coraggio, ogni tanto, di chiudere quel libro di latino e provare a fare qualcos&#039;altro, qualcosa che magari sia semplicemente &quot;interessante&quot; per gli studenti.
Ma tutto è semplicistico. Tutto è appena agli inizi.
Abbiamo lasciato passare decenni senza una riflessione seria sull&#039;insegnamento e l&#039;apprendimento.
Ora siamo ad un bivio: o ci fermiamo a riflettere o la scuola deve chiudere.
Io sto riflettendo, perchè le scuole - almeno per ora - credo che debbano ancora restare aperte.
O forse la scuola come l&#039;abbiamo concepita finora ha fatto davvero il suo tempo?
Anche questo è un interrogativo - forse estremo - ma che sento il dovere di condividere.

Grazie davvero per il post e per le belle parole. :-)
E grazie per le tue riflessioni sempre coraggiose e prive di quell&#039;ipocrisia che - ahimè! - è abituale quando si parla di scuola in Italia.

un saluto e a presto!

Antonio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema è che davvero noi insegnanti abbiamo passato troppo tempo a non mettere in discussione nulla.<br />
E ora ci sta franando tutto addosso. In modo rapidissimo e forse irrecuperabile. Complice l&#8217;accelerazione ulteriore che hanno dato i nuovi media.</p>
<p>Io stesso nei miei primi anni di insegnamento tendevo a replicare stili educativi dati per buoni. Che erano poi quelli che avevo &#8220;subito&#8221; da studente. Trasmissivismo e contenutismo.<br />
Poi piano piano ho iniziato a pormi domande. Mi chiedevo, e mi chiedo, soprattutto: &#8220;Perchè alcuni ragazzi brillanti si annoiano durante le mie lezioni? Eppure non sono certo uno che fa dormire io quando parlo!&#8221;<br />
Insomma, ho iniziato a mettermi in discussione, a darmi risposte e a provare nuove strade.<br />
Ora non so a che punto sono arrivato, ma so che qualche cosa gradualmente la sto capendo.<br />
Bisogna avere il coraggio di osare e di dire &#8220;forse non sono così bravo ad insegnare, forse posso fare meglio, forse non è questo il modo giusto&#8221;.<br />
Il coraggio, ogni tanto, di chiudere quel libro di latino e provare a fare qualcos&#8217;altro, qualcosa che magari sia semplicemente &#8220;interessante&#8221; per gli studenti.<br />
Ma tutto è semplicistico. Tutto è appena agli inizi.<br />
Abbiamo lasciato passare decenni senza una riflessione seria sull&#8217;insegnamento e l&#8217;apprendimento.<br />
Ora siamo ad un bivio: o ci fermiamo a riflettere o la scuola deve chiudere.<br />
Io sto riflettendo, perchè le scuole &#8211; almeno per ora &#8211; credo che debbano ancora restare aperte.<br />
O forse la scuola come l&#8217;abbiamo concepita finora ha fatto davvero il suo tempo?<br />
Anche questo è un interrogativo &#8211; forse estremo &#8211; ma che sento il dovere di condividere.</p>
<p>Grazie davvero per il post e per le belle parole. <img src='http://www.giannimarconato.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
E grazie per le tue riflessioni sempre coraggiose e prive di quell&#8217;ipocrisia che &#8211; ahimè! &#8211; è abituale quando si parla di scuola in Italia.</p>
<p>un saluto e a presto!</p>
<p>Antonio</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Oggi non volevo scrivere niente &#171; Insegnare Apprendere Mutare</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2009/04/antonio-saccoccio-e-la-crisi-dellapprendimento/comment-page-1/#comment-763</link>
		<dc:creator>Oggi non volevo scrivere niente &#171; Insegnare Apprendere Mutare</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 11:34:26 +0000</pubDate>
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		<description>[...] e travolge, è bastato un attimo, un&#8217;occhiatina e inciampo in un post di Gianni Marconato, Antonio Saccoccio e la crisi dell&#8217;apprendimento. Non mi resta che leggere, un po&#8217; perché da qualche tempo Gianni è entrato prepotentemente [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] e travolge, è bastato un attimo, un&#8217;occhiatina e inciampo in un post di Gianni Marconato, Antonio Saccoccio e la crisi dell&#8217;apprendimento. Non mi resta che leggere, un po&#8217; perché da qualche tempo Gianni è entrato prepotentemente [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Apprendere (con e senza le tecnologie) » Antonio Saccoccio e la &#8230;</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2009/04/antonio-saccoccio-e-la-crisi-dellapprendimento/comment-page-1/#comment-762</link>
		<dc:creator>Apprendere (con e senza le tecnologie) » Antonio Saccoccio e la &#8230;</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 10:32:08 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Fonte: Apprendere (con e senza le tecnologie) » Antonio Saccoccio e la &#8230; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Fonte: Apprendere (con e senza le tecnologie) » Antonio Saccoccio e la &#8230; [...]</p>
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