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	<title>Commenti a: Se LIM ed altro non sono innovazione &#8230;.</title>
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	<description>Blog di Gianni Marconato</description>
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		<title>Di: Paola Limone</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2009/04/se-lim-ed-e-book-non-sono-innovazione/comment-page-1/#comment-2173</link>
		<dc:creator>Paola Limone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 18:44:19 +0000</pubDate>
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		<description>Bè, grazie ancora una volta a Gianni per il post inaspettato e gradito.
Non so chi di voi lo ha saputo, ma il 20 aprile abbiamo avuto una conferenza via satellite con il ministro Brunetta e altre due scuole italiane (di Roma e Palermo) che hanno avuto i jumpc in classe (dati da Intel e Olidata, non portati a casa ma lasciati in classe, senza la progettazione che ha contraddistinto il lavoro del gruppo piemontese). 
Il ministro ha detto che presto ci saranno milioni di jumpc nelle scuole, e se da un lato questo ci rallegra per l&#039;attenzione al tema, dall&#039;altro ci fa molta paura. Stiamo cercando di far di tutto per far arrivare anche a lui e a chi dovrà pendere le decisioni il messaggio che senza un modello già sperimentato con successo il rischio sarà quello (già vissuto più volte) di una pioggia di strumentazioni (e quindi denaro) a rischio abbandono. 
Le scuole non hanno più un euro per acquisti e per l&#039;assistenza, chi si occuperà della messa in sicurezza di migliaia di computerini? Della loro configurazione per la scuola? 
Della loro sicurezza per la navigazione?

Il nostro modello è replicabile, si può lavorare per renderlo adattabile ad altre piattaforme ed ad altri computer, è nato dalla scuola per le scuole, non dal mercato per gli acquirenti. E questo non è poco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bè, grazie ancora una volta a Gianni per il post inaspettato e gradito.<br />
Non so chi di voi lo ha saputo, ma il 20 aprile abbiamo avuto una conferenza via satellite con il ministro Brunetta e altre due scuole italiane (di Roma e Palermo) che hanno avuto i jumpc in classe (dati da Intel e Olidata, non portati a casa ma lasciati in classe, senza la progettazione che ha contraddistinto il lavoro del gruppo piemontese).<br />
Il ministro ha detto che presto ci saranno milioni di jumpc nelle scuole, e se da un lato questo ci rallegra per l&#8217;attenzione al tema, dall&#8217;altro ci fa molta paura. Stiamo cercando di far di tutto per far arrivare anche a lui e a chi dovrà pendere le decisioni il messaggio che senza un modello già sperimentato con successo il rischio sarà quello (già vissuto più volte) di una pioggia di strumentazioni (e quindi denaro) a rischio abbandono.<br />
Le scuole non hanno più un euro per acquisti e per l&#8217;assistenza, chi si occuperà della messa in sicurezza di migliaia di computerini? Della loro configurazione per la scuola?<br />
Della loro sicurezza per la navigazione?</p>
<p>Il nostro modello è replicabile, si può lavorare per renderlo adattabile ad altre piattaforme ed ad altri computer, è nato dalla scuola per le scuole, non dal mercato per gli acquirenti. E questo non è poco.</p>
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		<title>Di: Gianni Marconato</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2009/04/se-lim-ed-e-book-non-sono-innovazione/comment-page-1/#comment-751</link>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 07:07:07 +0000</pubDate>
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		<description>@ Emanuela: &quot;... per quanto possibile&quot;. Concordo; le condizioni non sempre ci sono tutte; sarebbe già un bel passo avanti avere ben chiaro dove si voglia puntare e muoversi in quella direzione alla velocità possibile. Il problema è che spesso c&#039;è ... nebbia in val padana
@Mario ed it tuo carrello che porta a spasso il laboratorio insegnanti: i pionieri, gli innovatori, gli sperimentatori ci sono sempre stati e le loro pene sono sempre state l&#039;essersi trovati il deserto attorno. Ma abbiamo la certezza che, quel desrto, poco a poco si popola. Quindi .... avanti tutta che la strada è quella giusta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Emanuela: &#8220;&#8230; per quanto possibile&#8221;. Concordo; le condizioni non sempre ci sono tutte; sarebbe già un bel passo avanti avere ben chiaro dove si voglia puntare e muoversi in quella direzione alla velocità possibile. Il problema è che spesso c&#8217;è &#8230; nebbia in val padana<br />
@Mario ed it tuo carrello che porta a spasso il laboratorio insegnanti: i pionieri, gli innovatori, gli sperimentatori ci sono sempre stati e le loro pene sono sempre state l&#8217;essersi trovati il deserto attorno. Ma abbiamo la certezza che, quel desrto, poco a poco si popola. Quindi &#8230;. avanti tutta che la strada è quella giusta</p>
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		<title>Di: Agati</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2009/04/se-lim-ed-e-book-non-sono-innovazione/comment-page-1/#comment-750</link>
		<dc:creator>Agati</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 20:57:18 +0000</pubDate>
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		<description>Anni fa (2003) ci avevo provato - con un progetto intitolato &quot;la rete nello zainetto&quot; - con il carrello ibm (portatili + access point): su prenotazione un bidello portava il carrello in classe, i ragazzi prendevano i portatili e potevano lavorare... Scarso successo: pochi(ssimi) docenti lo hanno utilizzato. ma in effetti era ancora una forzatura (anche se non erano i ragazzi a peregrinare verso i laboratori, era comunque una sorta di laboratorio che peregrinava verso le classi). Senza contare che i docenti... L&#039;ideale sarebbe proprio la &quot;naturalezza&quot; di avere un portatile &quot;personale&quot; nello zaino, da estrarre - come un libro - nel momento del bisogno. Rimane il problema dei docenti...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anni fa (2003) ci avevo provato &#8211; con un progetto intitolato &#8220;la rete nello zainetto&#8221; &#8211; con il carrello ibm (portatili + access point): su prenotazione un bidello portava il carrello in classe, i ragazzi prendevano i portatili e potevano lavorare&#8230; Scarso successo: pochi(ssimi) docenti lo hanno utilizzato. ma in effetti era ancora una forzatura (anche se non erano i ragazzi a peregrinare verso i laboratori, era comunque una sorta di laboratorio che peregrinava verso le classi). Senza contare che i docenti&#8230; L&#8217;ideale sarebbe proprio la &#8220;naturalezza&#8221; di avere un portatile &#8220;personale&#8221; nello zaino, da estrarre &#8211; come un libro &#8211; nel momento del bisogno. Rimane il problema dei docenti&#8230;</p>
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		<title>Di: Emanuela Zibordi</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2009/04/se-lim-ed-e-book-non-sono-innovazione/comment-page-1/#comment-749</link>
		<dc:creator>Emanuela Zibordi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 19:51:47 +0000</pubDate>
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		<description>il progetto di Paola e colleghi è, come ho potuto constatare a Bologna al convegno ADI, limpido e chiaro nella sua finalità, senza fronzoli intellettualistici. Credo anch&#039;io che questa sia la strada da seguire, per quanto possibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il progetto di Paola e colleghi è, come ho potuto constatare a Bologna al convegno ADI, limpido e chiaro nella sua finalità, senza fronzoli intellettualistici. Credo anch&#8217;io che questa sia la strada da seguire, per quanto possibile.</p>
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