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	<title>Commenti a: O la crusca o la vita (A. Saccoccio)</title>
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	<description>Blog di Gianni Marconato</description>
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		<title>Di: Gianni Marconato</title>
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		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 14:54:44 +0000</pubDate>
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		<description>Girolamo, eccellente analisi che rende chiaro come tanto sbraitare di Israel sia, anche in questo caso,  mera propaganda ammantata da scienticità. copio il link al tuo pregevole lavoro in altro post qui, centrato, sempre, sullo sproloquiare del presunto scienziato Isral

http://www.giannimarconato.it/2010/03/webofobia-dante/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Girolamo, eccellente analisi che rende chiaro come tanto sbraitare di Israel sia, anche in questo caso,  mera propaganda ammantata da scienticità. copio il link al tuo pregevole lavoro in altro post qui, centrato, sempre, sullo sproloquiare del presunto scienziato Isral</p>
<p><a href="http://www.giannimarconato.it/2010/03/webofobia-dante/" rel="nofollow">http://www.giannimarconato.it/2010/03/webofobia-dante/</a></p>
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	<item>
		<title>Di: Girolamo De Michele</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/01/o-la-crusca-o-la-vita-a-saccoccio/comment-page-1/#comment-6036</link>
		<dc:creator>Girolamo De Michele</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 14:41:10 +0000</pubDate>
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		<description>Vi segnalo, sullo stesso argomento, questo mio post:
http://www.carmillaonline.com/archives/2010/04/003423.html#003423</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi segnalo, sullo stesso argomento, questo mio post:<br />
<a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2010/04/003423.html#003423" rel="nofollow">http://www.carmillaonline.com/archives/2010/04/003423.html#003423</a></p>
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	<item>
		<title>Di: Basta non far danni &#8230; &#171; Apprendere (con e senza le tecnologie)</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/01/o-la-crusca-o-la-vita-a-saccoccio/comment-page-1/#comment-5392</link>
		<dc:creator>Basta non far danni &#8230; &#171; Apprendere (con e senza le tecnologie)</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 10:21:50 +0000</pubDate>
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		<description>[...] O la crusca o la vita (A. Saccoccio)  [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] O la crusca o la vita (A. Saccoccio)  [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Antonio Saccoccio</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/01/o-la-crusca-o-la-vita-a-saccoccio/comment-page-1/#comment-5389</link>
		<dc:creator>Antonio Saccoccio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 13:46:59 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;blockquote&gt;Il “privato” (ammesso e non concesso) come può attirare i docenti migliori se li tratta come schiavi?&lt;/blockquote&gt;

Questo che poni è un problema fondamentale, MariaGrazia.

Il libero pensatore è da sempre insofferente alle gabbie e ai padroni.

Pensiamo a quello che è accaduto per le nostre università: le menti più brillanti, al posto di lasciarsi schiavizzare dal sistema baronale universitario, sono fuggite in cerca di impieghi in cui esprimere liberamente le loro qualità e la loro creatività.

Nella scuola pubblica, tranne i casi di dirigenti scolastici dispotici, c&#039;è ancora una certa libertà (e per questo io resisto). E in questo è assai preferibile rispetto alla scuola privata. Il giorno in cui nella scuola pubblica questa libertà di pensiero cesserà, adeguandosi ai modelli privatistici o alle baronie e gerarchie accademiche, sarà il &lt;em&gt;de profundis &lt;/em&gt;per la scuola pubblica.

In questo contesto il web 2.0 porta alla luce l&#039;urlo dell&#039;individuo a mille dimensioni, che, nella sua barbarica ma sanissima violenza, scuote il tradizionale e ufficiale assetto ad una direzione (e ad una dimensione) ancora diffuso dagli old media, dalla scuola e dal mondo della cultura e dell&#039;arte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il “privato” (ammesso e non concesso) come può attirare i docenti migliori se li tratta come schiavi?</p></blockquote>
<p>Questo che poni è un problema fondamentale, MariaGrazia.</p>
<p>Il libero pensatore è da sempre insofferente alle gabbie e ai padroni.</p>
<p>Pensiamo a quello che è accaduto per le nostre università: le menti più brillanti, al posto di lasciarsi schiavizzare dal sistema baronale universitario, sono fuggite in cerca di impieghi in cui esprimere liberamente le loro qualità e la loro creatività.</p>
<p>Nella scuola pubblica, tranne i casi di dirigenti scolastici dispotici, c&#8217;è ancora una certa libertà (e per questo io resisto). E in questo è assai preferibile rispetto alla scuola privata. Il giorno in cui nella scuola pubblica questa libertà di pensiero cesserà, adeguandosi ai modelli privatistici o alle baronie e gerarchie accademiche, sarà il <em>de profundis </em>per la scuola pubblica.</p>
<p>In questo contesto il web 2.0 porta alla luce l&#8217;urlo dell&#8217;individuo a mille dimensioni, che, nella sua barbarica ma sanissima violenza, scuote il tradizionale e ufficiale assetto ad una direzione (e ad una dimensione) ancora diffuso dagli old media, dalla scuola e dal mondo della cultura e dell&#8217;arte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mariaserena</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/01/o-la-crusca-o-la-vita-a-saccoccio/comment-page-1/#comment-5388</link>
		<dc:creator>Mariaserena</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 08:01:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giannimarconato.it/?p=1118#comment-5388</guid>
		<description>La mia ipotesi che possiamo cominciare a sperare in un cambiamento a livello macro  dedicando a questo progetto oltre al nostro entusiasmo anche una volontà strenua di dialogo e di reciproca comprensione.
Si parla tanto, ma a volte si ascolta solo chi ci da ragione, o si ascolta solo se  stessi.
Io ammiro il pensiero di Antonio Saccoccio, che seguo da anni nel sul blog; le sue riflessioni e analisi aprono (finalmente!) nuove prospettive per il futuro. Riaprire le finestre sul domani è il primo passo. Poi iniziamo a costruire, fidando molto nelle nuove generazioni troppo spesso oscurate, non qui ovviamente, da giudizi frettolosi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mia ipotesi che possiamo cominciare a sperare in un cambiamento a livello macro  dedicando a questo progetto oltre al nostro entusiasmo anche una volontà strenua di dialogo e di reciproca comprensione.<br />
Si parla tanto, ma a volte si ascolta solo chi ci da ragione, o si ascolta solo se  stessi.<br />
Io ammiro il pensiero di Antonio Saccoccio, che seguo da anni nel sul blog; le sue riflessioni e analisi aprono (finalmente!) nuove prospettive per il futuro. Riaprire le finestre sul domani è il primo passo. Poi iniziamo a costruire, fidando molto nelle nuove generazioni troppo spesso oscurate, non qui ovviamente, da giudizi frettolosi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianni Marconato</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/01/o-la-crusca-o-la-vita-a-saccoccio/comment-page-1/#comment-5387</link>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 06:31:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giannimarconato.it/?p=1118#comment-5387</guid>
		<description>@ Daniele  ... pieno di speranza lo sono anch&#039;io - diversamente perchè sarei qui a &quot;lottare&quot;? Non ho la vocazione del Don Chisciotte ....
Purtoppo, i fatti parlano da soli ..
Certo, un cambiamento (a livello micro)è possibile e concordo con te che proprio i &quot;nativi digitali&quot;  ci aiuteranno in questo cambiamento. Tanti bravi insegnanti sono già su questa strada ed il tuo pregevole lavoro, come quello di Antonio, Grazia, Mariaserena, il mio (spero) aiuterà non poco questo cambiamento.
Ma questo, è la mia riflessione, è un cambiamento col fiato corto e destinto a fallire se nel breve non riusciremo ad attivare un cambiamento a livello macro.
Per intanto continuiamo a darci da fare ....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Daniele  &#8230; pieno di speranza lo sono anch&#8217;io &#8211; diversamente perchè sarei qui a &#8220;lottare&#8221;? Non ho la vocazione del Don Chisciotte &#8230;.<br />
Purtoppo, i fatti parlano da soli ..<br />
Certo, un cambiamento (a livello micro)è possibile e concordo con te che proprio i &#8220;nativi digitali&#8221;  ci aiuteranno in questo cambiamento. Tanti bravi insegnanti sono già su questa strada ed il tuo pregevole lavoro, come quello di Antonio, Grazia, Mariaserena, il mio (spero) aiuterà non poco questo cambiamento.<br />
Ma questo, è la mia riflessione, è un cambiamento col fiato corto e destinto a fallire se nel breve non riusciremo ad attivare un cambiamento a livello macro.<br />
Per intanto continuiamo a darci da fare &#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Maria Grazia</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/01/o-la-crusca-o-la-vita-a-saccoccio/comment-page-1/#comment-5386</link>
		<dc:creator>Maria Grazia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 23:44:28 +0000</pubDate>
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		<description>Io non sono d&#039;accordo con il prof Pauletto  (forse perché sono dott. Tranne a scuola dove sono solo ins. Ed eccezion fatta per le mie occasionali studentesse universitarie che mi chiamano prof, invece di chiamarmi dott).
Perdonate il gioco di parole ma riflette lo scenario sistemico di fondo... :-) 

Io non so in che scuola tornerò l&#039;anno prossimo, dopo questo periodo di dottorato. L&#039;ho lasciata fiaccata da schizofreniche &quot;manomissioni&quot; (mi sembra più corretto di riforme) e la vedo languire giorno dopo giorno, nella rassegnazione ormai dilagante di ritornare &quot;uniche&quot; (parlo per il mio &quot;settore&quot; ovviamente). Ormai le maestre, in sostanza, già lo sono. La salvaguardia di un residuo lavoro di team peggiora le cose, più di quanto già i tagli orari facciano. 

Ho fondati dubbi che un sistema &quot;integrato&quot; pubblico/privato possa far emergere la qualità, in queste condizioni. Come? Con che risorse? Il &quot;privato&quot; (ammesso e non concesso) come può attirare i docenti migliori se li tratta come schiavi?
E comunque il surplus di docenti (vari ed eventuali) che verranno distribuiti in maniera (sempre varia ed eventuale) nelle (sempre meno) classi di concorso, che qualità daranno agli insegnamenti a cui approderanno?   

Perché, se volessimo fare un discorso di quelli da guru dell&#039;economia, non è che la catena del valore si alimenta da sola! Ci vuole la qualità e il vantaggio competitivo, dice Porter. E dove lo andremo a reperire questo vantaggio competitivo? Nelle scuole dei ricchi (non è importante che siano pubbliche o private) che potranno attrarre i docenti migliori mentre i peggiori rimarranno a quelli che non hanno una &lt;em&gt;voice&lt;/em&gt; adeguata (vedi la &quot;lezione&quot; di Hirschman) e quindi ai poveracci.

Se poi continuiamo a seguire gli economisti classici e la &quot;mano invisibile&quot; del mercato è ovvio che rimandiamo i nostri ragazzi nelle fabbriche invece di farli studiare...

PS lo sfogo è contro il sistema, ovviamente. Sono contenta che ci siano colleghi speranzosi nel futuro. Siamo qui per crederci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non sono d&#8217;accordo con il prof Pauletto  (forse perché sono dott. Tranne a scuola dove sono solo ins. Ed eccezion fatta per le mie occasionali studentesse universitarie che mi chiamano prof, invece di chiamarmi dott).<br />
Perdonate il gioco di parole ma riflette lo scenario sistemico di fondo&#8230; <img src='http://www.giannimarconato.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  </p>
<p>Io non so in che scuola tornerò l&#8217;anno prossimo, dopo questo periodo di dottorato. L&#8217;ho lasciata fiaccata da schizofreniche &#8220;manomissioni&#8221; (mi sembra più corretto di riforme) e la vedo languire giorno dopo giorno, nella rassegnazione ormai dilagante di ritornare &#8220;uniche&#8221; (parlo per il mio &#8220;settore&#8221; ovviamente). Ormai le maestre, in sostanza, già lo sono. La salvaguardia di un residuo lavoro di team peggiora le cose, più di quanto già i tagli orari facciano. </p>
<p>Ho fondati dubbi che un sistema &#8220;integrato&#8221; pubblico/privato possa far emergere la qualità, in queste condizioni. Come? Con che risorse? Il &#8220;privato&#8221; (ammesso e non concesso) come può attirare i docenti migliori se li tratta come schiavi?<br />
E comunque il surplus di docenti (vari ed eventuali) che verranno distribuiti in maniera (sempre varia ed eventuale) nelle (sempre meno) classi di concorso, che qualità daranno agli insegnamenti a cui approderanno?   </p>
<p>Perché, se volessimo fare un discorso di quelli da guru dell&#8217;economia, non è che la catena del valore si alimenta da sola! Ci vuole la qualità e il vantaggio competitivo, dice Porter. E dove lo andremo a reperire questo vantaggio competitivo? Nelle scuole dei ricchi (non è importante che siano pubbliche o private) che potranno attrarre i docenti migliori mentre i peggiori rimarranno a quelli che non hanno una <em>voice</em> adeguata (vedi la &#8220;lezione&#8221; di Hirschman) e quindi ai poveracci.</p>
<p>Se poi continuiamo a seguire gli economisti classici e la &#8220;mano invisibile&#8221; del mercato è ovvio che rimandiamo i nostri ragazzi nelle fabbriche invece di farli studiare&#8230;</p>
<p>PS lo sfogo è contro il sistema, ovviamente. Sono contenta che ci siano colleghi speranzosi nel futuro. Siamo qui per crederci.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Mariaserena</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/01/o-la-crusca-o-la-vita-a-saccoccio/comment-page-1/#comment-5385</link>
		<dc:creator>Mariaserena</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 22:20:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giannimarconato.it/?p=1118#comment-5385</guid>
		<description>Grande post su grandi idee!E&#039; vitale essere presenti in questa fase durissima della storia della nostra scuola.
Non sono ottimista.
A volte si balla come sul Titanic e si fa chiasso ogni volta che si vuol far tacere la ragione; ma qui la ragione della scuola parla e grida con la voce di due grandi: Gianni Marconato e Antonio Saccoccio.
Con voi ce la possiamo fare.
Grandi idee per il futuro, vissute con slancio e forza vitale: una energia che si trasfonderà spero, in tantissimi.
Beh io vorrò esserci, in prima fila, e con un applauso fragoroso ed entusiasta!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grande post su grandi idee!E&#8217; vitale essere presenti in questa fase durissima della storia della nostra scuola.<br />
Non sono ottimista.<br />
A volte si balla come sul Titanic e si fa chiasso ogni volta che si vuol far tacere la ragione; ma qui la ragione della scuola parla e grida con la voce di due grandi: Gianni Marconato e Antonio Saccoccio.<br />
Con voi ce la possiamo fare.<br />
Grandi idee per il futuro, vissute con slancio e forza vitale: una energia che si trasfonderà spero, in tantissimi.<br />
Beh io vorrò esserci, in prima fila, e con un applauso fragoroso ed entusiasta!</p>
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		<title>Di: Mariaserena Peterlin</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/01/o-la-crusca-o-la-vita-a-saccoccio/comment-page-1/#comment-5542</link>
		<dc:creator>Mariaserena Peterlin</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 21:03:00 +0000</pubDate>
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		<description>Parlare chiaro e forte, mettere a nudo il meccanismo è indispensabile. Siamo qui per questo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Parlare chiaro e forte, mettere a nudo il meccanismo è indispensabile. Siamo qui per questo.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Antonio Saccoccio</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/01/o-la-crusca-o-la-vita-a-saccoccio/comment-page-1/#comment-5384</link>
		<dc:creator>Antonio Saccoccio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 20:12:26 +0000</pubDate>
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		<description>grazie Gianni! ;-&gt;

direi che la fotografia che hai scelto rende perfettamente l&#039;idea!

&lt;strong&gt;
O la crusca o la ruspa!&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie Gianni! ;-&gt;</p>
<p>direi che la fotografia che hai scelto rende perfettamente l&#8217;idea!</p>
<p><strong><br />
O la crusca o la ruspa!</strong></p>
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