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	<title>Commenti a: Rilancio dal blog di Lorenza Boninu</title>
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	<description>Blog di Gianni Marconato</description>
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		<title>Di: Federico</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/01/rilancio-dal-blog-di-lorenza-boninu/comment-page-1/#comment-6555</link>
		<dc:creator>Federico</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 13:04:52 +0000</pubDate>
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		<description>D&#039;accordo con lei, &quot;professore inutile&quot; (il cui nome simboleggia la sua triste condizione di professionista non rispettato dai suoi studenti), mi ricollego al discorso della società odierna, fatta di divi resi famosi per aver ricattato con foto compromettenti personaggi noti, o per aver partecipato a reality dove il termine stesso sembra quasi avere un&#039;accezione ironica, o per essere entrati in Parlamento e essere divenuti ministri solo come premio alle ottime prestazioni sessuali offerte ai nostro eminentissimi governanti (che le hanno evidentemente gradite). La cultura diventa strumento pericoloso per il regime di soppressione dell&#039;informazione che si è venuto a creare in questo triste Paese, giusto quindi ridicolizzarla e rendere i nostri figli deficienti affinché credano a quelle pagliacciate di telegiornali o finte tribune politiche a cui assistiamo quotidianamente. Logico quindi che oggi i ragazzi abbiano un&#039;altra dimensione, poco rispetto verso l&#039;insegnamento e soprattutto pochissima motivazione nell&#039;affrontare un percorso di apprendimento e di formazione di un pensiero culturale, con l&#039;inevitabile conseguenza che i giovani stiano smarrendo personalità e spirito critico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo con lei, &#8220;professore inutile&#8221; (il cui nome simboleggia la sua triste condizione di professionista non rispettato dai suoi studenti), mi ricollego al discorso della società odierna, fatta di divi resi famosi per aver ricattato con foto compromettenti personaggi noti, o per aver partecipato a reality dove il termine stesso sembra quasi avere un&#8217;accezione ironica, o per essere entrati in Parlamento e essere divenuti ministri solo come premio alle ottime prestazioni sessuali offerte ai nostro eminentissimi governanti (che le hanno evidentemente gradite). La cultura diventa strumento pericoloso per il regime di soppressione dell&#8217;informazione che si è venuto a creare in questo triste Paese, giusto quindi ridicolizzarla e rendere i nostri figli deficienti affinché credano a quelle pagliacciate di telegiornali o finte tribune politiche a cui assistiamo quotidianamente. Logico quindi che oggi i ragazzi abbiano un&#8217;altra dimensione, poco rispetto verso l&#8217;insegnamento e soprattutto pochissima motivazione nell&#8217;affrontare un percorso di apprendimento e di formazione di un pensiero culturale, con l&#8217;inevitabile conseguenza che i giovani stiano smarrendo personalità e spirito critico.</p>
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		<title>Di: Il professore inutile</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/01/rilancio-dal-blog-di-lorenza-boninu/comment-page-1/#comment-6104</link>
		<dc:creator>Il professore inutile</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 19:44:06 +0000</pubDate>
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		<description>Mah. Oggettivamente, nella società di oggi, un uomo che guadagna poco (insegnante o meno) è comunque uno sfigato. Per una donna il discorso è diverso: da una donna non ci si aspetta che guadagni molto, ma più che altro che sia belloccia ed eroticamente disponibile. Da un uomo, al contrario, la società (e la donna stessa) si aspettano prima di tutto l&#039;efficienza economica, unita a quella sessuale. E&#039; una banalità. Ma è la società di oggi (nella quale i nostri alunni sono immersi, e vi resteranno, a meno che non vadano a fare gli eremiti, gli anarchici o i liberi pensatori, votandosi così ad una vita di eroici sacrifici e battaglie vane) che è banale, non io. A tutto ciò si aggiunge lo scarso prestigio che oggi ha un sapere fine a se stesso, autarchico appunto, che non sia finalizzato al denaro e al potere. Non viviamo nell&#039;Atene di Pericle, o nella Roma di Augusto, o nella Firenze dei Medici. E anche Orazio e Seneca professavano a parole l&#039;indifferenza e il disprezzo per la ricchezza e il potere, ma vivevano a corte. Per disprezzare il denaro e il prestigio sociale bisogna averne in abbondanza. Il denaro e il prestigio, per il maschio, sono come il sesso: quando se ne ha, non ci si pensa, quando non se ne ha, non si pensa ad altro (invero la maggior parte degli uomini, dei maschi intendo, non pensa ad altro anche quando ne ha, e ciò è forse insito nella loro natura). Questa è l&#039;amara realtà. La filosofia e la letteratura servono appunto per cercare di evaderne, di estraniarsene, più che (come vuole il luogo comune intellettualoide e pedagogicoide) di &quot;comprenderla criticamente&quot;; fine, questo, in vista del quale è ben più utile, anche se più squallida, la diretta e quotidiana esperienza. Devi assolutamente  pubblicare il post sulla percezione che gli alunni hanno dell&#039;insegnante come sfigato. Non è casuale, poi, che (stando ad un&#039;indagine) il paese in cui gli insegnanti sono maggiormente stimati dagl alunni sia la Svizzera, cioè quello in cui sono pagati di più. I miei alunni mi prendono per i fondelli appunto perché guadagno poco. E, dal loro punto di vista, hanno ragione. L&#039;amore per la cultura, oggi, è fonte di derisione. L&#039;intellettuale, lo studioso (a meno che non ottengano successo e soldi, come Eco e pochissimi altri) sono visti come imbecilli, o come marziani, in un mondo in cui il sapere in sé, disinteressato, conta davvero poco. Gli insegnanti dediti allo studio e alla ricerca sono derisi anche dai colleghi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mah. Oggettivamente, nella società di oggi, un uomo che guadagna poco (insegnante o meno) è comunque uno sfigato. Per una donna il discorso è diverso: da una donna non ci si aspetta che guadagni molto, ma più che altro che sia belloccia ed eroticamente disponibile. Da un uomo, al contrario, la società (e la donna stessa) si aspettano prima di tutto l&#8217;efficienza economica, unita a quella sessuale. E&#8217; una banalità. Ma è la società di oggi (nella quale i nostri alunni sono immersi, e vi resteranno, a meno che non vadano a fare gli eremiti, gli anarchici o i liberi pensatori, votandosi così ad una vita di eroici sacrifici e battaglie vane) che è banale, non io. A tutto ciò si aggiunge lo scarso prestigio che oggi ha un sapere fine a se stesso, autarchico appunto, che non sia finalizzato al denaro e al potere. Non viviamo nell&#8217;Atene di Pericle, o nella Roma di Augusto, o nella Firenze dei Medici. E anche Orazio e Seneca professavano a parole l&#8217;indifferenza e il disprezzo per la ricchezza e il potere, ma vivevano a corte. Per disprezzare il denaro e il prestigio sociale bisogna averne in abbondanza. Il denaro e il prestigio, per il maschio, sono come il sesso: quando se ne ha, non ci si pensa, quando non se ne ha, non si pensa ad altro (invero la maggior parte degli uomini, dei maschi intendo, non pensa ad altro anche quando ne ha, e ciò è forse insito nella loro natura). Questa è l&#8217;amara realtà. La filosofia e la letteratura servono appunto per cercare di evaderne, di estraniarsene, più che (come vuole il luogo comune intellettualoide e pedagogicoide) di &#8220;comprenderla criticamente&#8221;; fine, questo, in vista del quale è ben più utile, anche se più squallida, la diretta e quotidiana esperienza. Devi assolutamente  pubblicare il post sulla percezione che gli alunni hanno dell&#8217;insegnante come sfigato. Non è casuale, poi, che (stando ad un&#8217;indagine) il paese in cui gli insegnanti sono maggiormente stimati dagl alunni sia la Svizzera, cioè quello in cui sono pagati di più. I miei alunni mi prendono per i fondelli appunto perché guadagno poco. E, dal loro punto di vista, hanno ragione. L&#8217;amore per la cultura, oggi, è fonte di derisione. L&#8217;intellettuale, lo studioso (a meno che non ottengano successo e soldi, come Eco e pochissimi altri) sono visti come imbecilli, o come marziani, in un mondo in cui il sapere in sé, disinteressato, conta davvero poco. Gli insegnanti dediti allo studio e alla ricerca sono derisi anche dai colleghi.</p>
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		<title>Di: Mariaserena Peterlin</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/01/rilancio-dal-blog-di-lorenza-boninu/comment-page-1/#comment-5744</link>
		<dc:creator>Mariaserena Peterlin</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 16:49:00 +0000</pubDate>
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		<description>Lorenza, un&#039; eccellenza sul web :) !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lorenza, un&#039; eccellenza sul web <img src='http://www.giannimarconato.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  !</p>
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		<title>Di: giovanna</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/01/rilancio-dal-blog-di-lorenza-boninu/comment-page-1/#comment-5338</link>
		<dc:creator>giovanna</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 15:04:58 +0000</pubDate>
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		<description>ciao Gianni,
concordo sull&#039;&quot;eccellenza&quot; dello scritto di Lorenza! 
Come non condividere.
Sulla motivazione in primis dell&#039;insegnante, sull&#039;appassionare innanzi tutto. Con i miei piccoli alunni devo utilizzare anche &quot;divertire&quot;, devo suscitare anche &quot;divertimento&quot;  (anche stamane ho &lt;em&gt;detto&lt;/em&gt;: &quot;divertiamoci a scoprire...!&quot;). Non gli attribuisco il senso etimologico giustamente sottolineato da Lorenza, ma &quot;imparare divertendosi&quot;, imparare anche con il gioco (fondamentale, ripeto, con *piccolo alunni*) 
Quanto al docente sfigato, ahia! Passi per la società (mi assocerei al me ne frego)  ma se sono gli studenti... 
Leggeremo il tuo post ! :-)
ciao
g</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao Gianni,<br />
concordo sull&#8217;&#8221;eccellenza&#8221; dello scritto di Lorenza!<br />
Come non condividere.<br />
Sulla motivazione in primis dell&#8217;insegnante, sull&#8217;appassionare innanzi tutto. Con i miei piccoli alunni devo utilizzare anche &#8220;divertire&#8221;, devo suscitare anche &#8220;divertimento&#8221;  (anche stamane ho <em>detto</em>: &#8220;divertiamoci a scoprire&#8230;!&#8221;). Non gli attribuisco il senso etimologico giustamente sottolineato da Lorenza, ma &#8220;imparare divertendosi&#8221;, imparare anche con il gioco (fondamentale, ripeto, con *piccolo alunni*)<br />
Quanto al docente sfigato, ahia! Passi per la società (mi assocerei al me ne frego)  ma se sono gli studenti&#8230;<br />
Leggeremo il tuo post ! <img src='http://www.giannimarconato.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
ciao<br />
g</p>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/01/rilancio-dal-blog-di-lorenza-boninu/comment-page-1/#comment-5462</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 01:00:00 +0000</pubDate>
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