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	<title>Commenti a: Licenziare gli insegnanti che non sanno insegnare (si fa per dire)</title>
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	<description>Blog di Gianni Marconato</description>
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		<title>Di: Benedetto Raimondi</title>
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		<dc:creator>Benedetto Raimondi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 11:25:49 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile dott. Marconato,
ho scoperto casualmente il suo sito e vorrei sottoporre all&#039;attenzione sua e dei visitatori un&#039;altra delle tante anomalie della scuola italiana, forse attirandomi le critiche di qualcuno, ma per trasparenza debbo scrivere ciò che segue.
Sono un chimico, abilitato ad insegnare chimica ovviamente ma... posso insegnarla solo negli istituti tecnici e professionali! Se dovessi risultare soprannumerario, non potrei avere nessuna opportunità d&#039;insegnare chimica in un liceo! Sì, perché nei licei della repubblica delle banane, docenti laureati in chimica non possono insegnarla nei licei, docenti laureati in biologia o scienze naturali o geologia possono invece insegnarla.
Mi è stato fatto notare, passando ad un altro contesto ma non è una divagazione, che se una persona ha una congiuntivite, per farsela curare va dall&#039;oculista. Se il malato si rivolgesse ad un ortopedico serio, medico anche lui ma non oculista, dovrebbe sentirsi dire: &quot;vada da un oculista&quot;. Nella repubblica delle banane, invece, facendo una trasposizione dal mondo medico a quello scolastico, un ortopedico potrebbe curare le stesse patologie dell&#039;oculista ma l&#039;oculista potrebbe curare le congiuntiviti solo nel proprio studio!
Niente male, vero?
L&#039;ortopedico e l&#039;oculista, come il chimico ed il biologo, hanno studiato, in parte della loro carriera universitaria, le stesse materie, ma non hanno lo stesso titolo nè seguito un identico percorso formativo. Perché non fare un bel tam-tam su questa vergognosa anomalia? NON intendo assolutamente fare guerra ai colleghi di altre classi di concorso, ma è indispensabile che ogni docente insegni la disciplina specifica corrispondente al titolo di studio posseduto. Se si è in possesso di più lauree, ovviamente, nulla vieterebbe ad un docente d&#039;insegnare più discipline. Ma la condizione primaria per l&#039;accesso ad un insegnamento dovrebbe essere il possesso del titolo di studio specifico.
Lo scorso anno diedi lezioni private di chimica ad una signorina di un liceo classico col giudizio sospeso per la chimica. La signorina ed i suoi genitori cercavano disperatamente un docente laureato in chimica, perché? Ricordo che la collega titolare dell&#039;insegnamento non era laureata in chimica e le sue lezioni erano una vergognosa riproposizione dei sui corsi universitari di chimica.
Concludo citando un mio docente di chimica dell&#039;università, il cui figlio studiava chimica al liceo. Il docente disse che rinunciò ad aiutare il ragazzo dopo averne letto i fedeli appunti presi a lezione. Allora non sapevo che un chimico non potesse insegnare chimica nei licei...
Un saluto da Benedetto Raimondi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile dott. Marconato,<br />
ho scoperto casualmente il suo sito e vorrei sottoporre all&#8217;attenzione sua e dei visitatori un&#8217;altra delle tante anomalie della scuola italiana, forse attirandomi le critiche di qualcuno, ma per trasparenza debbo scrivere ciò che segue.<br />
Sono un chimico, abilitato ad insegnare chimica ovviamente ma&#8230; posso insegnarla solo negli istituti tecnici e professionali! Se dovessi risultare soprannumerario, non potrei avere nessuna opportunità d&#8217;insegnare chimica in un liceo! Sì, perché nei licei della repubblica delle banane, docenti laureati in chimica non possono insegnarla nei licei, docenti laureati in biologia o scienze naturali o geologia possono invece insegnarla.<br />
Mi è stato fatto notare, passando ad un altro contesto ma non è una divagazione, che se una persona ha una congiuntivite, per farsela curare va dall&#8217;oculista. Se il malato si rivolgesse ad un ortopedico serio, medico anche lui ma non oculista, dovrebbe sentirsi dire: &#8220;vada da un oculista&#8221;. Nella repubblica delle banane, invece, facendo una trasposizione dal mondo medico a quello scolastico, un ortopedico potrebbe curare le stesse patologie dell&#8217;oculista ma l&#8217;oculista potrebbe curare le congiuntiviti solo nel proprio studio!<br />
Niente male, vero?<br />
L&#8217;ortopedico e l&#8217;oculista, come il chimico ed il biologo, hanno studiato, in parte della loro carriera universitaria, le stesse materie, ma non hanno lo stesso titolo nè seguito un identico percorso formativo. Perché non fare un bel tam-tam su questa vergognosa anomalia? NON intendo assolutamente fare guerra ai colleghi di altre classi di concorso, ma è indispensabile che ogni docente insegni la disciplina specifica corrispondente al titolo di studio posseduto. Se si è in possesso di più lauree, ovviamente, nulla vieterebbe ad un docente d&#8217;insegnare più discipline. Ma la condizione primaria per l&#8217;accesso ad un insegnamento dovrebbe essere il possesso del titolo di studio specifico.<br />
Lo scorso anno diedi lezioni private di chimica ad una signorina di un liceo classico col giudizio sospeso per la chimica. La signorina ed i suoi genitori cercavano disperatamente un docente laureato in chimica, perché? Ricordo che la collega titolare dell&#8217;insegnamento non era laureata in chimica e le sue lezioni erano una vergognosa riproposizione dei sui corsi universitari di chimica.<br />
Concludo citando un mio docente di chimica dell&#8217;università, il cui figlio studiava chimica al liceo. Il docente disse che rinunciò ad aiutare il ragazzo dopo averne letto i fedeli appunti presi a lezione. Allora non sapevo che un chimico non potesse insegnare chimica nei licei&#8230;<br />
Un saluto da Benedetto Raimondi</p>
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		<title>Di: ignmj</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/licenziare-gli-insegnanti-che-non-sanno-insegnare/comment-page-1/#comment-6663</link>
		<dc:creator>ignmj</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 10:54:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giannimarconato.it/?p=1262#comment-6663</guid>
		<description>Non mi sono ancora registrato al sito www.lascuolachefunziona.it
Prima di farlo, volevo raccontare portare all&#039;attenzione dei visitatori che tra Catania e la Calabria, nell&#039;ottobre 2009, la Finanza ha sequestrato varie scuole private denunciandone dirigenti e vari dipendenti. Perché solo il TG3 Sicilia ha specificato che erano scuole private? Tra le irregolarità contestate: presenze fittizie di alunni mai frequentanti, forse solo iscritti.
Se si abolisse per decreto che non si possono recuperare più anni scolastici in uno solo, vorrei vedere se e quanti diplomifici potrebbero fare &quot;concorrenza a vantaggio dell&#039;offerta formativa&quot; alle scuole pubbliche. Ma cosa sperare da un ministro che ha trovato l&#039;abilitazione a fare l&#039;avvocato nella sorpresa dell&#039;ovetto al cioccolato? I diplomifici contribuiranno a formare sudditi asserviti, a loro volta fonti e veicoli di voti per chi non vuole cittadini pensanti ma veline e calciatori.
Povera Italia...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi sono ancora registrato al sito <a href="http://www.lascuolachefunziona.it" rel="nofollow">http://www.lascuolachefunziona.it</a><br />
Prima di farlo, volevo raccontare portare all&#8217;attenzione dei visitatori che tra Catania e la Calabria, nell&#8217;ottobre 2009, la Finanza ha sequestrato varie scuole private denunciandone dirigenti e vari dipendenti. Perché solo il TG3 Sicilia ha specificato che erano scuole private? Tra le irregolarità contestate: presenze fittizie di alunni mai frequentanti, forse solo iscritti.<br />
Se si abolisse per decreto che non si possono recuperare più anni scolastici in uno solo, vorrei vedere se e quanti diplomifici potrebbero fare &#8220;concorrenza a vantaggio dell&#8217;offerta formativa&#8221; alle scuole pubbliche. Ma cosa sperare da un ministro che ha trovato l&#8217;abilitazione a fare l&#8217;avvocato nella sorpresa dell&#8217;ovetto al cioccolato? I diplomifici contribuiranno a formare sudditi asserviti, a loro volta fonti e veicoli di voti per chi non vuole cittadini pensanti ma veline e calciatori.<br />
Povera Italia&#8230;</p>
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		<title>Di: Gianni Marconato</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/licenziare-gli-insegnanti-che-non-sanno-insegnare/comment-page-1/#comment-6661</link>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 08:54:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giannimarconato.it/?p=1262#comment-6661</guid>
		<description>Certo, ignmj, che la situazione che descrivi non è tanto favorevole alla &quot;buona scuola&quot;!
Purtroppo la situazione che descivi non è isolata.
Certo che il conteto culturale in cui la scuola è immeresa contribuise a tirare in giù la scuola, scuola che già al suo interno non ha sempre le necessarie energie e risorse per puntare all&#039;insù.
Che fare? Disperarsi e mollare? 
Non credo sia questa la strada. Nelle scuola c&#039;è del buono (conosci www.lascuolachefunziona.it ?) ed è su questo che si può, si deve, andare avanti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, ignmj, che la situazione che descrivi non è tanto favorevole alla &#8220;buona scuola&#8221;!<br />
Purtroppo la situazione che descivi non è isolata.<br />
Certo che il conteto culturale in cui la scuola è immeresa contribuise a tirare in giù la scuola, scuola che già al suo interno non ha sempre le necessarie energie e risorse per puntare all&#8217;insù.<br />
Che fare? Disperarsi e mollare?<br />
Non credo sia questa la strada. Nelle scuola c&#8217;è del buono (conosci <a href="http://www.lascuolachefunziona.it" rel="nofollow">http://www.lascuolachefunziona.it</a> ?) ed è su questo che si può, si deve, andare avanti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ignmj</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/licenziare-gli-insegnanti-che-non-sanno-insegnare/comment-page-1/#comment-6660</link>
		<dc:creator>ignmj</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 08:29:52 +0000</pubDate>
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		<description>Certi docenti, al tempo del debito formativo, mi criticarono perché le verifiche cui sottoposi gli studenti erano &quot;troppo difficili&quot; e tutti rimasero col debito...
Gli stessi docenti, si scannavano ai collegi docenti per portare avanti progetti extracurriculari non funzionali all&#039;offerta formativa. Perché? L&#039;esperto esterno, pagato con fondi UE, era parente stretto (marito o moglie) di qualche proponente ed il bando d&#039;assegnazione dell&#039;incarico era un bando ad-personam.
Gli stessi docenti, tuttavia, sparavano e sparano a zero contro Berlusconi perchè fa approvare leggi ad-personam ed amministra in conflitto d&#039;interessi.
Altri docenti non partecipano mai alle riunioni degli organi collegiali, si ubriacano con certi bidelli o ai viaggi d&#039;istruzione...
Sono tutti così marci? No di certo, ma la meritocrazia, in una Italia dove se sei una meretrice o un farabutto puoi diventare ministro, è difficile da verificare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certi docenti, al tempo del debito formativo, mi criticarono perché le verifiche cui sottoposi gli studenti erano &#8220;troppo difficili&#8221; e tutti rimasero col debito&#8230;<br />
Gli stessi docenti, si scannavano ai collegi docenti per portare avanti progetti extracurriculari non funzionali all&#8217;offerta formativa. Perché? L&#8217;esperto esterno, pagato con fondi UE, era parente stretto (marito o moglie) di qualche proponente ed il bando d&#8217;assegnazione dell&#8217;incarico era un bando ad-personam.<br />
Gli stessi docenti, tuttavia, sparavano e sparano a zero contro Berlusconi perchè fa approvare leggi ad-personam ed amministra in conflitto d&#8217;interessi.<br />
Altri docenti non partecipano mai alle riunioni degli organi collegiali, si ubriacano con certi bidelli o ai viaggi d&#8217;istruzione&#8230;<br />
Sono tutti così marci? No di certo, ma la meritocrazia, in una Italia dove se sei una meretrice o un farabutto puoi diventare ministro, è difficile da verificare&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Gianni Marconato</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/licenziare-gli-insegnanti-che-non-sanno-insegnare/comment-page-1/#comment-5513</link>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 07:12:36 +0000</pubDate>
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		<description>@ Paola, grazie per la segnalazione dell&#039;evento; segnalami la pubblicazione dei materiali</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Paola, grazie per la segnalazione dell&#8217;evento; segnalami la pubblicazione dei materiali</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paola</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/licenziare-gli-insegnanti-che-non-sanno-insegnare/comment-page-1/#comment-5498</link>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 23:24:50 +0000</pubDate>
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		<description>Torno ora dal convegno di Bologna &quot;Perchè mi bocci?&quot; , tema trasversale è stato quello della personalizzazione degli apprendimenti.
Ragazzi, quanto siamo indietro? da vergognarsi... A breve usciranno sul sito dell&#039;ADI slides e relazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Torno ora dal convegno di Bologna &#8220;Perchè mi bocci?&#8221; , tema trasversale è stato quello della personalizzazione degli apprendimenti.<br />
Ragazzi, quanto siamo indietro? da vergognarsi&#8230; A breve usciranno sul sito dell&#8217;ADI slides e relazioni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianni Marconato</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/licenziare-gli-insegnanti-che-non-sanno-insegnare/comment-page-1/#comment-5453</link>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 09:26:35 +0000</pubDate>
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		<description>Segnalo, come opportuna integrazione a quanto ho scritto, un recente articolo apparso su &lt;strong&gt;Internazionale&lt;/strong&gt; con titolo &lt;strong&gt;Il bravo maestro&lt;/strong&gt;. qui l&#039;intero pezzo http://www.scienzesocialiweb.it/press01. E grazie a Paola Limone per la segnalazione (http://spicchidilimone.blogspot.com/2010/02/ecco-il-bravo-maestro.html)

Un breve estratto
&lt;blockquote&gt;La scelta della scuola è sempre stata una delle principali preoccupazioni dei genitori ma, a livello statistico, la scelta del maestro conta molto di più. La qualità dell’insegnamento varia più all’interno di ogni scuola che tra un istituto e l’altro. Nessuno però è ancora riuscito a stabilire in modo certo e obiettivo come dovrebbe essere un bravo insegnante. Sappiamo riconoscere e apprezzare le sue doti, ma non siamo in grado di riprodurle. Oggi però gli studi sulla qualità dell’insegnamento sono diventati così importanti che non si possono più ignorare. Nell’ultimo anno, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il suo segretario all’istruzione Arne Duncan hanno accantonato le discussioni sul sistema scolastico che avevano caratterizzato l’era Bush per concentrarsi sulla qualità dell’insegnamento. E lo hanno fatto usando l’argomento più convincente: uno stanziamento di miliardi di dollari.

Grazie a questa decisione, Duncan dispone di un budget che è più del doppio di quello che normalmente spetta a un ministro dell’istruzione. E ha potuto investire 4,3 miliardi di dollari in un programma che ha chiamato Race to the top, corsa all’eccellenza. Più che una corsa è una maratona, ed è molto faticosa. L’obiettivo è cercare di individuare i bravi insegnanti, capire come lo sono diventati e formarne altri.&lt;/blockquote&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo, come opportuna integrazione a quanto ho scritto, un recente articolo apparso su <strong>Internazionale</strong> con titolo <strong>Il bravo maestro</strong>. qui l&#8217;intero pezzo <a href="http://www.scienzesocialiweb.it/press01" rel="nofollow">http://www.scienzesocialiweb.it/press01</a>. E grazie a Paola Limone per la segnalazione (<a href="http://spicchidilimone.blogspot.com/2010/02/ecco-il-bravo-maestro.html" rel="nofollow">http://spicchidilimone.blogspot.com/2010/02/ecco-il-bravo-maestro.html</a>)</p>
<p>Un breve estratto</p>
<blockquote><p>La scelta della scuola è sempre stata una delle principali preoccupazioni dei genitori ma, a livello statistico, la scelta del maestro conta molto di più. La qualità dell’insegnamento varia più all’interno di ogni scuola che tra un istituto e l’altro. Nessuno però è ancora riuscito a stabilire in modo certo e obiettivo come dovrebbe essere un bravo insegnante. Sappiamo riconoscere e apprezzare le sue doti, ma non siamo in grado di riprodurle. Oggi però gli studi sulla qualità dell’insegnamento sono diventati così importanti che non si possono più ignorare. Nell’ultimo anno, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il suo segretario all’istruzione Arne Duncan hanno accantonato le discussioni sul sistema scolastico che avevano caratterizzato l’era Bush per concentrarsi sulla qualità dell’insegnamento. E lo hanno fatto usando l’argomento più convincente: uno stanziamento di miliardi di dollari.</p>
<p>Grazie a questa decisione, Duncan dispone di un budget che è più del doppio di quello che normalmente spetta a un ministro dell’istruzione. E ha potuto investire 4,3 miliardi di dollari in un programma che ha chiamato Race to the top, corsa all’eccellenza. Più che una corsa è una maratona, ed è molto faticosa. L’obiettivo è cercare di individuare i bravi insegnanti, capire come lo sono diventati e formarne altri.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Licenziare gli insegnanti che non sanno insegnare « Apprendere &#8230;</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/licenziare-gli-insegnanti-che-non-sanno-insegnare/comment-page-1/#comment-5452</link>
		<dc:creator>Licenziare gli insegnanti che non sanno insegnare « Apprendere &#8230;</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 00:28:01 +0000</pubDate>
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		<description>[...] la lettura con la fonte di questo articolo: Licenziare gli insegnanti che non sanno insegnare « Apprendere &#8230;  Articoli correlati: Gli insegnanti che non sanno fare il proprio lavoro se ne vadano a [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] la lettura con la fonte di questo articolo: Licenziare gli insegnanti che non sanno insegnare « Apprendere &#8230;  Articoli correlati: Gli insegnanti che non sanno fare il proprio lavoro se ne vadano a [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lucia</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/licenziare-gli-insegnanti-che-non-sanno-insegnare/comment-page-1/#comment-5451</link>
		<dc:creator>lucia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 23:53:24 +0000</pubDate>
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		<description>Leggo dall&#039;articolo:
&quot;La scuola conta 800 alunni. Ed è l&#039;unica nella cittadina di Central Falls, considerata tra le più povere dello Stato del Rhode Island, sulla costa orientale non troppo distante da New York. È frequentata in maggioranza da figli di immigrati; il 65 per cento sono ispanici e per loro l&#039;inglese è la seconda lingua.&quot;

Ecco, facciamo pure come gli anglossassoni tutti, perché non solo gli americani hanno di queste belle pensate. Si licenziano gli insegnanti che lavorano in situazioni più difficili? Mah.

Noi insegnanti disdegniamo di essere valutati, Gianni? Lo siamo quotidianamente e costantemente, ché non c&#039;è insegnante che non abbia una cinquantina occhi che lo soppesano e dietro gli occhi degli alunni ci sono quelli dei genitori, per non parlare dei colleghi (oh, Cristina, ma devono essere dei geni quegli oziosi a tempo pieno, da additare alla pubblica ammirazione. Come si può riuscire a essere oziosi con una classe da &quot;custodire&quot;, non dico una classe cui insegnare qualcosa ma semplicemente da sorvegliare? Sì, solo un genio può riuscire a oziare in una situazione simile). 

Ricordo poi che al concorsone berlingueriano, in sé davvero risibile, la partecipazione era volontaria. Parte del resto della storia è stata raccontata da Valentina.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo dall&#8217;articolo:<br />
&#8220;La scuola conta 800 alunni. Ed è l&#8217;unica nella cittadina di Central Falls, considerata tra le più povere dello Stato del Rhode Island, sulla costa orientale non troppo distante da New York. È frequentata in maggioranza da figli di immigrati; il 65 per cento sono ispanici e per loro l&#8217;inglese è la seconda lingua.&#8221;</p>
<p>Ecco, facciamo pure come gli anglossassoni tutti, perché non solo gli americani hanno di queste belle pensate. Si licenziano gli insegnanti che lavorano in situazioni più difficili? Mah.</p>
<p>Noi insegnanti disdegniamo di essere valutati, Gianni? Lo siamo quotidianamente e costantemente, ché non c&#8217;è insegnante che non abbia una cinquantina occhi che lo soppesano e dietro gli occhi degli alunni ci sono quelli dei genitori, per non parlare dei colleghi (oh, Cristina, ma devono essere dei geni quegli oziosi a tempo pieno, da additare alla pubblica ammirazione. Come si può riuscire a essere oziosi con una classe da &#8220;custodire&#8221;, non dico una classe cui insegnare qualcosa ma semplicemente da sorvegliare? Sì, solo un genio può riuscire a oziare in una situazione simile). </p>
<p>Ricordo poi che al concorsone berlingueriano, in sé davvero risibile, la partecipazione era volontaria. Parte del resto della storia è stata raccontata da Valentina.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Vincenzina Pace</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/licenziare-gli-insegnanti-che-non-sanno-insegnare/comment-page-1/#comment-5450</link>
		<dc:creator>Vincenzina Pace</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 22:17:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giannimarconato.it/?p=1262#comment-5450</guid>
		<description>Ecco, avete già detto tutto :)
A conferma vi lascio una ciliegina amara: all&#039;epoca del famoso concorsone un noto sindacato si era attrezzato e aveva diffuso copia del quizzone in anteprima a un congruo numero di fedelissimi, oggi lo chiamerebbero  nocciolo duro del consenso.....
Penso che apprendere sia capire, ovvero  imparare a capire. E insegnare fornire le strategie più efficaci per capire, attraverso l&#039;uso dei codici e degli strumenti più diversificati che sia possibile utilizzare. Ma incontro ancora tanta gente per cui prima viene &quot;l&#039;ordine: alunni stretti in banchi schierati in posizione di chi riceve ordini, e soprattutto pronti a ripetere senza discutere&quot;
Perciò, data la mia incapacità di allinearmi con il neominculpop, penso sarei buttata fuori senza tanti complimenti. (Magari sarebbe la volta che mi dedicherei ad attività più economicamente fruittuose, vai a saperlo)
Penso che l&#039;unica via possibile  perché l&#039;argomento venga affrontato con la neutralità dovuta sia solo  una rivoluzione &quot;interna&quot; alla categoria. Insomma occorrerebbe che in ogni scuola ci fosse una Scuolachefunziona :)
E&#039; un po&#039; - se volete- la stessa cosa che succede nella pseudodiatriba tra insegnanti a favore della tecnologia e insegnanti sdegnosamente contrari: si mesta creando un torbido in cui non si capisca più dove sta la differenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, avete già detto tutto <img src='http://www.giannimarconato.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
A conferma vi lascio una ciliegina amara: all&#8217;epoca del famoso concorsone un noto sindacato si era attrezzato e aveva diffuso copia del quizzone in anteprima a un congruo numero di fedelissimi, oggi lo chiamerebbero  nocciolo duro del consenso&#8230;..<br />
Penso che apprendere sia capire, ovvero  imparare a capire. E insegnare fornire le strategie più efficaci per capire, attraverso l&#8217;uso dei codici e degli strumenti più diversificati che sia possibile utilizzare. Ma incontro ancora tanta gente per cui prima viene &#8220;l&#8217;ordine: alunni stretti in banchi schierati in posizione di chi riceve ordini, e soprattutto pronti a ripetere senza discutere&#8221;<br />
Perciò, data la mia incapacità di allinearmi con il neominculpop, penso sarei buttata fuori senza tanti complimenti. (Magari sarebbe la volta che mi dedicherei ad attività più economicamente fruittuose, vai a saperlo)<br />
Penso che l&#8217;unica via possibile  perché l&#8217;argomento venga affrontato con la neutralità dovuta sia solo  una rivoluzione &#8220;interna&#8221; alla categoria. Insomma occorrerebbe che in ogni scuola ci fosse una Scuolachefunziona <img src='http://www.giannimarconato.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
E&#8217; un po&#8217; &#8211; se volete- la stessa cosa che succede nella pseudodiatriba tra insegnanti a favore della tecnologia e insegnanti sdegnosamente contrari: si mesta creando un torbido in cui non si capisca più dove sta la differenza.</p>
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