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	<title>Commenti a: Sprechi il-LIM-itati (ovvero: perchè odio le LIM)</title>
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	<description>Blog di Gianni Marconato</description>
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		<title>Di: Notizie dai blog su La LIM nella scuola e oltre la scuola</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/sprechi-il-lim-itati-ovvero-perche-odio-le-lim/comment-page-1/#comment-6646</link>
		<dc:creator>Notizie dai blog su La LIM nella scuola e oltre la scuola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 10:15:54 +0000</pubDate>
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		<description>[...] ero decisamente una voce fuori dal coro. blog: Apprendere (con e senza le tecnologie) &#124; leggi l&#039;articolo             Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript.     Scrivi un [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] ero decisamente una voce fuori dal coro. blog: Apprendere (con e senza le tecnologie) | leggi l&#39;articolo             Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript.     Scrivi un [...]</p>
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		<title>Di: Vade retro, Satana &#8230;con il tuo laptop &#171; Apprendere (con e senza le tecnologie)</title>
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		<dc:creator>Vade retro, Satana &#8230;con il tuo laptop &#171; Apprendere (con e senza le tecnologie)</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 11:47:37 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Vedi l&#8217;articolo di Repubblica, vedi altro articolo segnalato da Antonio Fini nel suo blog e datato 2007,  vedi la ribellione di un insegnante alle LIM &#8230;. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Vedi l&#8217;articolo di Repubblica, vedi altro articolo segnalato da Antonio Fini nel suo blog e datato 2007,  vedi la ribellione di un insegnante alle LIM &#8230;. [...]</p>
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		<title>Di: maria caterina</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/sprechi-il-lim-itati-ovvero-perche-odio-le-lim/comment-page-1/#comment-5444</link>
		<dc:creator>maria caterina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 21:14:36 +0000</pubDate>
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		<description>Si cari colleghi sono la penso come rosa Pastore e saccoccio  che èmeglio averla che non averla  sono aggeggi tecnolgici che se saputi usare in modo educativo aprono all&#039;innovazione alla creatività all&#039;essere autori al confronto con scuole europee attraverso il gemellaggi e alla condivisione in rete in tempi reali  al docente e alunno autore capisco che il nuovo fa paura ma è ora che la scuola italian a si adegui ai sistemi europei perchè non si può più fare a meno del Web &quot;2.0 3.0 tra un po&#039; se i nostri giovani sono già dentro, e usano i social network ecc.  ma noi dobbiamo mediare ed indirizzare i giovani verso la cooperazione e l&#039;uso didattico. La scuola tecnolgica e colloborativa e aperte è l&#039;ideale ma non ci sono preparati gli insegnanti al nuovo delle tecnologie i post-laurea  costano soldi e fatica ma sono validi e valide le piattaforme Moodle nonchè eccezionali trovo i software per i pacchetti scorm 
io ho fatto fatica ma imparando da poco ad usarli li trovo molto utili... e pochi sono gli insegnanti che li conoscono i pochi sono quelli che investono con sacrificio e denaro il desiderio di investire la loro cultura per poi farla ricadere sugli alunni e a loro spese.. I corsi di perfezionamento costano tanto...MA LA MOTIVAZIONE è GRANDE E SI TRASMETTE ANCHE AI NOSTRI ALUNNI. nON BISOGNA essere restii ma aperti al nuovo e al futuro....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si cari colleghi sono la penso come rosa Pastore e saccoccio  che èmeglio averla che non averla  sono aggeggi tecnolgici che se saputi usare in modo educativo aprono all&#8217;innovazione alla creatività all&#8217;essere autori al confronto con scuole europee attraverso il gemellaggi e alla condivisione in rete in tempi reali  al docente e alunno autore capisco che il nuovo fa paura ma è ora che la scuola italian a si adegui ai sistemi europei perchè non si può più fare a meno del Web &#8220;2.0 3.0 tra un po&#8217; se i nostri giovani sono già dentro, e usano i social network ecc.  ma noi dobbiamo mediare ed indirizzare i giovani verso la cooperazione e l&#8217;uso didattico. La scuola tecnolgica e colloborativa e aperte è l&#8217;ideale ma non ci sono preparati gli insegnanti al nuovo delle tecnologie i post-laurea  costano soldi e fatica ma sono validi e valide le piattaforme Moodle nonchè eccezionali trovo i software per i pacchetti scorm<br />
io ho fatto fatica ma imparando da poco ad usarli li trovo molto utili&#8230; e pochi sono gli insegnanti che li conoscono i pochi sono quelli che investono con sacrificio e denaro il desiderio di investire la loro cultura per poi farla ricadere sugli alunni e a loro spese.. I corsi di perfezionamento costano tanto&#8230;MA LA MOTIVAZIONE è GRANDE E SI TRASMETTE ANCHE AI NOSTRI ALUNNI. nON BISOGNA essere restii ma aperti al nuovo e al futuro&#8230;.</p>
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		<title>Di: Gianni Marconato</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/sprechi-il-lim-itati-ovvero-perche-odio-le-lim/comment-page-1/#comment-5442</link>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 14:58:06 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; evidente, almeno a me, che un problema complesso come quello di cui stiamo parlando (la &quot;buona&quot; didattica e l&#039;uso in questa di aggeggi tecnologici) non può essere traguardato da una sola prospettiva.
Esiste la prospettiva del cambiamento della didattica (Antonio,Rosa, Lidia); esiste anche quella della cultura tecnologica diffusa nella società (Roberto).
Ne potrebbero esistere anche altri indicati nel mio post.
Ognuno di questi punti di vista aiuta a capire il problema e offre &quot;soluzioni&quot; per risolverlo (o per cercare di farlo).

Rimanendo sul piano più strettamente &quot;scolastico&quot; sono arrivato alla conclusione che la LIM inizierà a essere veramente utile, quando non si parlerà più di LIM, quando la LIM sarà diventata una di quelle &lt;strong&gt;tecnologie invisibili&lt;/strong&gt;  diventate tali in quanto ci si preoccupa solo di usarle e il loro uso è diventato &quot;embedded&quot; nelle pratiche quotidiane. Ma perchè questo embedding si realizzi è necessario sia avvenuto un autentico &lt;strong&gt;conceptual change&lt;/strong&gt; nella mente, nel pensiero dell&#039;insegnante, nella sua struttura cognitiva, è necessario che sia avvenuta quella diversa concettualizzazione dell&#039;apprendimento ( e del conseguente insegnamento) per cui le proprie pratiche didattiche cambiano in modo autentico in quanto ancorate in &lt;strong&gt;teorie implicite&lt;/strong&gt; (le chiamerebbe qualcuno) nuove che lo guidano.
In altri termini è necessario che si compia l&#039;intero percorso da novizio a esperto; è necessario che l&#039;insegnante non agisca in modo &quot;nuovo&quot; in omaggio ad una teoria che lo intriga o a un impertivo sociale che lo porta ad essere innovativo, ma agisca in modo nuovo perchè non potrebbe fare altrimenti. Io non sono uno che frequenta la filiera delle LIM ma di insegnanti che le usano, che le amano, che le adorano (si, adorare la LIM, esiste anche un gruppo in FB &quot;Coloro che adorano le LIM&quot; perchè si fa tutto con il dito - e qui mi era venuta voglia di ricordare loro il vecchio slogan femminista del dito ...) ne incontro parecchi ma vedo davvero pochi casi di usi maturi e consapevoli. &lt;a href=&quot;http://www.giannimarconato.it/2009/11/tecnologie-che-scompaiono/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Ne ho citato uno qui&lt;/a&gt; e il commento che ha fatto Barbara al termine della sua presentazione spiega la differenza. Barbara ha concluso dicendo &quot;... ma dietro ci sono venti anni di di Laboratorio di ricerca Educativa e Didattica a Ca Foscari …&quot;.  Vent&#039;anni, immagino, in cui Barbara  &amp; Co hanno avuto modo di riflettere sulla propria didattica , sui propri presupposti teoretici, sul perchè cambiare e su come farlo. E si vede di come parlava , o meglio NON parlava, della LIM</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; evidente, almeno a me, che un problema complesso come quello di cui stiamo parlando (la &#8220;buona&#8221; didattica e l&#8217;uso in questa di aggeggi tecnologici) non può essere traguardato da una sola prospettiva.<br />
Esiste la prospettiva del cambiamento della didattica (Antonio,Rosa, Lidia); esiste anche quella della cultura tecnologica diffusa nella società (Roberto).<br />
Ne potrebbero esistere anche altri indicati nel mio post.<br />
Ognuno di questi punti di vista aiuta a capire il problema e offre &#8220;soluzioni&#8221; per risolverlo (o per cercare di farlo).</p>
<p>Rimanendo sul piano più strettamente &#8220;scolastico&#8221; sono arrivato alla conclusione che la LIM inizierà a essere veramente utile, quando non si parlerà più di LIM, quando la LIM sarà diventata una di quelle <strong>tecnologie invisibili</strong>  diventate tali in quanto ci si preoccupa solo di usarle e il loro uso è diventato &#8220;embedded&#8221; nelle pratiche quotidiane. Ma perchè questo embedding si realizzi è necessario sia avvenuto un autentico <strong>conceptual change</strong> nella mente, nel pensiero dell&#8217;insegnante, nella sua struttura cognitiva, è necessario che sia avvenuta quella diversa concettualizzazione dell&#8217;apprendimento ( e del conseguente insegnamento) per cui le proprie pratiche didattiche cambiano in modo autentico in quanto ancorate in <strong>teorie implicite</strong> (le chiamerebbe qualcuno) nuove che lo guidano.<br />
In altri termini è necessario che si compia l&#8217;intero percorso da novizio a esperto; è necessario che l&#8217;insegnante non agisca in modo &#8220;nuovo&#8221; in omaggio ad una teoria che lo intriga o a un impertivo sociale che lo porta ad essere innovativo, ma agisca in modo nuovo perchè non potrebbe fare altrimenti. Io non sono uno che frequenta la filiera delle LIM ma di insegnanti che le usano, che le amano, che le adorano (si, adorare la LIM, esiste anche un gruppo in FB &#8220;Coloro che adorano le LIM&#8221; perchè si fa tutto con il dito &#8211; e qui mi era venuta voglia di ricordare loro il vecchio slogan femminista del dito &#8230;) ne incontro parecchi ma vedo davvero pochi casi di usi maturi e consapevoli. <a href="http://www.giannimarconato.it/2009/11/tecnologie-che-scompaiono/" rel="nofollow">Ne ho citato uno qui</a> e il commento che ha fatto Barbara al termine della sua presentazione spiega la differenza. Barbara ha concluso dicendo &#8220;&#8230; ma dietro ci sono venti anni di di Laboratorio di ricerca Educativa e Didattica a Ca Foscari …&#8221;.  Vent&#8217;anni, immagino, in cui Barbara  &#038; Co hanno avuto modo di riflettere sulla propria didattica , sui propri presupposti teoretici, sul perchè cambiare e su come farlo. E si vede di come parlava , o meglio NON parlava, della LIM</p>
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		<title>Di: lidia pantaleo</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/sprechi-il-lim-itati-ovvero-perche-odio-le-lim/comment-page-1/#comment-5439</link>
		<dc:creator>lidia pantaleo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 12:09:46 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo con molte delle cose dette. Io la LIM a scuola ce l&#039;ho, ma non la uso come pancea per i problemi didattici o educativi è solo uno strumento in più che sta in un luogo dove tutti possono usarla ( e la usano) e che io stesso uso quando serve. La vera differenza no la fanno la LIM o i CDD che qualcuno spaccia come essenziali all&#039;innovazione, ma la visione e la messa in atto di strategie di innovazioni significative, significa scardinare la lezione tradizionale, aprirsi a un nuovo ruolo come docenti senza fare autolesionismo e senza sentirsi in astenzione di &quot;potere&quot;.... bisogan riappropriarsi della radice vera di educazione cioè e-ducere cioè condurre fuori, liberare qualcosa e non portare dentro: che sia con la LIM o senza, non cambia la sostanza se limitiamo l&#039;educare a un trasmettere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con molte delle cose dette. Io la LIM a scuola ce l&#8217;ho, ma non la uso come pancea per i problemi didattici o educativi è solo uno strumento in più che sta in un luogo dove tutti possono usarla ( e la usano) e che io stesso uso quando serve. La vera differenza no la fanno la LIM o i CDD che qualcuno spaccia come essenziali all&#8217;innovazione, ma la visione e la messa in atto di strategie di innovazioni significative, significa scardinare la lezione tradizionale, aprirsi a un nuovo ruolo come docenti senza fare autolesionismo e senza sentirsi in astenzione di &#8220;potere&#8221;&#8230;. bisogan riappropriarsi della radice vera di educazione cioè e-ducere cioè condurre fuori, liberare qualcosa e non portare dentro: che sia con la LIM o senza, non cambia la sostanza se limitiamo l&#8217;educare a un trasmettere.</p>
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		<title>Di: Roberto Maragliano</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/sprechi-il-lim-itati-ovvero-perche-odio-le-lim/comment-page-1/#comment-5421</link>
		<dc:creator>Roberto Maragliano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:28:48 +0000</pubDate>
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		<description>La fortuna delle LIM è di chiamarsi lavagne. Se venissero usate da individui e individue con buona familiarità con la comunicazione di rete si potrebbe capire che LIM sta a lavagna d&#039;ardesia come cavallo sta ad auto. Nella mia auto ci sono cavalli, che però non nitriscono. Nelle aule italiane ci sono LIM che nistriscono, perché restano lavagne. Come uscirne? In un altro paese, in un&#039;altra cultura, anzi in un&#039;altra antropologia si potrebbe sostenere che il problema non è scolastico o pedagogico, ma civile. IInsomma, invece che perdere tempo dietro a diatribe interessate (vedi i paginoni di ieri, domenica 7 febbraio 10, sul Corriere, con i soliti allarmi su Internet che disinsegna a leggere e scrivere)si dovrebbero rendere sempre più attivi e vicolanti i servizi civili sul web (pagamenti, atti amministrativi e burocreatici, fonti di informazione), sempre più vantaggiose le offerte di connessione da qualsivoglia attrezzo, sempre meno eccezionale il ricorso alla rete come luogo di incontro e condivisione. In un altro paese. Diverso dal nostro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La fortuna delle LIM è di chiamarsi lavagne. Se venissero usate da individui e individue con buona familiarità con la comunicazione di rete si potrebbe capire che LIM sta a lavagna d&#8217;ardesia come cavallo sta ad auto. Nella mia auto ci sono cavalli, che però non nitriscono. Nelle aule italiane ci sono LIM che nistriscono, perché restano lavagne. Come uscirne? In un altro paese, in un&#8217;altra cultura, anzi in un&#8217;altra antropologia si potrebbe sostenere che il problema non è scolastico o pedagogico, ma civile. IInsomma, invece che perdere tempo dietro a diatribe interessate (vedi i paginoni di ieri, domenica 7 febbraio 10, sul Corriere, con i soliti allarmi su Internet che disinsegna a leggere e scrivere)si dovrebbero rendere sempre più attivi e vicolanti i servizi civili sul web (pagamenti, atti amministrativi e burocreatici, fonti di informazione), sempre più vantaggiose le offerte di connessione da qualsivoglia attrezzo, sempre meno eccezionale il ricorso alla rete come luogo di incontro e condivisione. In un altro paese. Diverso dal nostro.</p>
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		<title>Di: rosa pastore</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/sprechi-il-lim-itati-ovvero-perche-odio-le-lim/comment-page-1/#comment-5420</link>
		<dc:creator>rosa pastore</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 10:42:49 +0000</pubDate>
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		<description>La tecnologia mi piace e mi piace provare ad integrarla nella didattica per valutarne l&#039;impatto e i risultati. Nella mia scuola (grande: 1700 alunni) abbiamo installato nel corso di tre anni 40 Lim in classi dalle prime alle terze e in tutti i laboratori. L&#039;impatto ha spaventato qualche docente ma gradualmente ognuno di loro ha utilizzato il set tecnologico disponibile  in maniera assolutamente personalizzato. E&#039; comodo arrivare in classe e trovare un pc acceso, una Lim e internet pronti senza doversene preoccupare in anticipo! Alcuni colleghi di lingue stanno mettendo a punto materiali integrati in incontri pomeridiani e li archiviano in Moodle. I colleghi di matermatica fanno lezioni che salvano e inviano sulle mail dei propri alunni. I colleghi di scienze possono finalmente fare lezione in classe utilizzando tutti i materiali multimediali.

Ma in generale cosa farne?

- Avere intanto uno schermo di 77&quot; che riaccende inevitabilmente l&#039;attenzione  sull&#039;oggetto specifico che in quel momento viene visualizzato (senza tirare in ballo i principi sulla percezione visiva che potrebbero da soli bastare)

- Utilizzare le proprie lezioni tarandole sul target della classe, salvarle e restituirle ai ragazzi per un ripasso a casa; attivare un processo collettivo di costruzione di un nuovo sapere che è il risultato di operazioni su fonti diverse e disponibili finalmente tutte in classe; utilizzare un repository per archiviare tutti i materiali prodotti e condividerli con la scuola o con tutti nella rete. Operare su materiali multimediali sincronicamente con altre classi in un punto X del mondo. Utilizzare oggetti Scorm completi di moduli didattici che contengono i materiali sulla lezione, spunti, riflessioni, approfondimenti, questionari e il feedback. 
Visualizzare tutti i materiali prodotti a casa dai ragazzi e chiedere alla classe di contribuire al completamento. Guardare la tv, un video e raccogliere le immagini più emblematiche per farne una relazione. Usare i social network per comunicare con classi gemellate. Usare programmi interattivi che simulano fenomeni fisici, viaggi, indagini scientifiche.

Non mi sembra poco. In realtà, costringe a rivedere un metodo di insegnamento consolidato e quindi a rimettersi a lavorare. Forse il vero problema è proprio nella mancata valorizzazione di questo processo di autoformazione.

Per quello che attiene ai costi, vi consiglio di vedere alcune alternative alle costose installazioni di cui si parla nell&#039;articolo perchè sono già in circolazione alternative a basso costo (159€) e anche il consiglio di un giovane collega francese di cui vi riporto il link:

&lt;a href=&quot;http://www.prtice.info/?voir=tnwii&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;sito &lt;/a&gt;

Propone una soluzione davvero a basso costo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La tecnologia mi piace e mi piace provare ad integrarla nella didattica per valutarne l&#8217;impatto e i risultati. Nella mia scuola (grande: 1700 alunni) abbiamo installato nel corso di tre anni 40 Lim in classi dalle prime alle terze e in tutti i laboratori. L&#8217;impatto ha spaventato qualche docente ma gradualmente ognuno di loro ha utilizzato il set tecnologico disponibile  in maniera assolutamente personalizzato. E&#8217; comodo arrivare in classe e trovare un pc acceso, una Lim e internet pronti senza doversene preoccupare in anticipo! Alcuni colleghi di lingue stanno mettendo a punto materiali integrati in incontri pomeridiani e li archiviano in Moodle. I colleghi di matermatica fanno lezioni che salvano e inviano sulle mail dei propri alunni. I colleghi di scienze possono finalmente fare lezione in classe utilizzando tutti i materiali multimediali.</p>
<p>Ma in generale cosa farne?</p>
<p>- Avere intanto uno schermo di 77&#8243; che riaccende inevitabilmente l&#8217;attenzione  sull&#8217;oggetto specifico che in quel momento viene visualizzato (senza tirare in ballo i principi sulla percezione visiva che potrebbero da soli bastare)</p>
<p>- Utilizzare le proprie lezioni tarandole sul target della classe, salvarle e restituirle ai ragazzi per un ripasso a casa; attivare un processo collettivo di costruzione di un nuovo sapere che è il risultato di operazioni su fonti diverse e disponibili finalmente tutte in classe; utilizzare un repository per archiviare tutti i materiali prodotti e condividerli con la scuola o con tutti nella rete. Operare su materiali multimediali sincronicamente con altre classi in un punto X del mondo. Utilizzare oggetti Scorm completi di moduli didattici che contengono i materiali sulla lezione, spunti, riflessioni, approfondimenti, questionari e il feedback.<br />
Visualizzare tutti i materiali prodotti a casa dai ragazzi e chiedere alla classe di contribuire al completamento. Guardare la tv, un video e raccogliere le immagini più emblematiche per farne una relazione. Usare i social network per comunicare con classi gemellate. Usare programmi interattivi che simulano fenomeni fisici, viaggi, indagini scientifiche.</p>
<p>Non mi sembra poco. In realtà, costringe a rivedere un metodo di insegnamento consolidato e quindi a rimettersi a lavorare. Forse il vero problema è proprio nella mancata valorizzazione di questo processo di autoformazione.</p>
<p>Per quello che attiene ai costi, vi consiglio di vedere alcune alternative alle costose installazioni di cui si parla nell&#8217;articolo perchè sono già in circolazione alternative a basso costo (159€) e anche il consiglio di un giovane collega francese di cui vi riporto il link:</p>
<p><a href="http://www.prtice.info/?voir=tnwii" rel="nofollow">sito </a></p>
<p>Propone una soluzione davvero a basso costo!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Antonio Saccoccio</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2010/02/sprechi-il-lim-itati-ovvero-perche-odio-le-lim/comment-page-1/#comment-5418</link>
		<dc:creator>Antonio Saccoccio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 18:57:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giannimarconato.it/?p=1184#comment-5418</guid>
		<description>che dire: condivido in toto.

e dico: se uno è davvero bravo, anche la lim acquista senso.

quindi, meglio averla. per me è importante non in quanto lim, ma perchè mi ha permesso di avere il collegamento al web in classe.

ancora poco, ma è già qualcosa.

ammetto pure che per i primi 3-4 mesi ho cercato di far fare qualcosa alla lim, in modo a volte forzato, stupidamente.
per fortuna che non sono totalmente stupido e dopo qualche mese ho cambiato strada ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che dire: condivido in toto.</p>
<p>e dico: se uno è davvero bravo, anche la lim acquista senso.</p>
<p>quindi, meglio averla. per me è importante non in quanto lim, ma perchè mi ha permesso di avere il collegamento al web in classe.</p>
<p>ancora poco, ma è già qualcosa.</p>
<p>ammetto pure che per i primi 3-4 mesi ho cercato di far fare qualcosa alla lim, in modo a volte forzato, stupidamente.<br />
per fortuna che non sono totalmente stupido e dopo qualche mese ho cambiato strada <img src='http://www.giannimarconato.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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