Educare è omologare. Non si potrebbe liberare?

 

Ultimamente ho partecipato a due convegni * sulla scuola che potrei definire “off”, off dal mainstreaming della scuola di sistema, off dalla stretta osservanza ministeriale; una scuola un po’ disubbidiente, una scuola che si preoccupa più degli studenti e dei loro diritti che dei diritti del sistema ad auto-riprodursi.

La scuola, quella che potremo definire “ufficiale”, non può che essere conservatrice e contigua al sistema perché è per questo che, da sempre, è stata pensata e costruita.

La scuola deve dare continuità alla cultura dominante, deve trasmetterne i valori, deve garantire i presupposti sui quali la cultura dominante stessa è stata sviluppata.

Quelli che determinano la cultura dominante sono meccanismi importanti perché “tengono in piedi” il sistema stesso e questo garantisce, con la sua tenuta, il benessere di tutti.

Il fatto è che i vantaggi di un sistema che “tiene” non sono equamente distribuiti e vanno, sostanzialmente, a vantaggio di pochi. La scuola ufficiale è più a favore del sistema che delle persone comuni ma, come detto, non può essere che così. Alla scuola ufficiale non può essere consentito trasgredire. La scuola deve, necessariamente, omologare.

La scuola ufficiale non cambia perché non può cambiare. Una scuola per le persone, una scuola che innova la cultura e la società può esistere solo nell’opera di qualche insegnante “disubbidiente”, di piccoli gruppi di insegnanti e dirigenti che volutamente e consapevolmente si mettono fuori dal sistema e non danno il loro contributo al mantenimento dello status quo, che non vogliono una scuola che insegue la società ma vogliono una scuola migliore. Una scuola che non omologa ma che crea diversità, che non crea accettazione delle logiche economiche ma opposizione, una scuola che promuove quel senso critico che consente di capire, e disvelare, i meccanismi perversi che rendono possibile l’agiatezza di pochi in cambio di una vita ai margini, in cambio di una partecipazione periferica non legittimata.

*   La scuola del gratuito  https://scuoladelgratuito.wordpress.com/about/ e Centro Alberto Manzi http://www.centroalbertomanzi.it/home.asp

2 people like this post.

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!