La grande sfida della didattica
Un commento al post precedente (fatto da Maria Serena Peterlin) mai solletica la voglia di chiarire meglio la questione di quella che Maria Serena ha chiamato "motivazione" allo studio, all'impegno scolastico da parte degli studenti.
La questione è collegata, anche con le sempre più frequenti affermazioni di disagio di tanti insegnanti nella gestione degli studenti: difficoltà a lavorare bene, a non riuscire a coinvolgerli nelle attività didattiche, di dover affrontare sempre più spesso situazioni di disturbo, disordine se non di violenza o micro criminalità.
Avevo introdotto la questione citando Dubet
Il principale problema ...
Dove le tecnologie incontrano l’apprendimento
Dove le tecnologie incontrano l’apprendimento marconato
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Il mio intervento al convegno Erickson dove ho cercato di contestualizzare l'uso delle tecnologie (un dovere per la scuola), nell'ambito dei cambiamenti in cui la scuola è immersa. Cambiamenti che vedono il digitale tra i meno temibili.
Cito il sociologo dell'educazione francese Francois Dubet
La scuola sta dentro la modernizzazione che esalta l’individualismo e utilitarismo
Fondamentali altri spunti di Dubet
A scuola non entrano studenti, ma giovani
A scuola entrano nuovi giovani
Si ha la trasformazione delle vecchie regole scolastiche
Il giovane rifiuta le costrizioni scolastiche
Ripiega ...
Giù dalla cattedra
Quando certi temi arrivano all'attenzione della stampa generalistica, vuol dire che abbiamo superato la soglia di guardia.
Ad un simile livello di allarme siamo, finalmente, giunti a proposito di scuola se il Washington Post va a pubblicare in prima pagina un duro attacco alla lecture, la tradizionale lezione accademica (la lezione "trasmissiva"), in quanto ritenuta da più parti una tecnica di insegnamento inefficace.
Cose che tanta letteratura specialistica e, più modestamente, molti di noi dicono da tempo. E non solo "dicono" ma anche fanno, sperimentano, aggiustano ....
Vediamo di renderci conto quali argomentazioni ...
Scuola, bottega artigiana
Non mi è mai capitato di essere d'accordo con Mastrocola ma non posso non sentirmi in piena sintonia quando dice (Repubblica del 2 gennaio 2012):
Andiamo verso la misurazione di tutto. Va bene, è meglio di niente, ma è triste ...
..... ma diventa triste pensare che di questo passo finiremo per scegliere tutte le cose della vita grazie a misurazioni statistiche.
... da quando una decina di anni fa sono stati introdotti termini speventosi come "offerta formativa". Già solo il nome fa pensare ad un supermercato. ...... i Pof sembrano i depliant ...
Prendersi cura
Il titolo avrebbe dovuto essere "prendersi cura ... con le tecnologie" ma mi suona meglio quello che ho messo. Il senso di questo post non cambia.
Ascoltavo insegnanti che raccontavano (*) ad insegnanti le loro storie di didattica con le tecnologie (**) ed i risultati ottenuti, soprattutto con gli studenti scolasticamente meno ... vocati.
Ascoltando quelle storie, la partecipazione emotiva agli eventi, la gioia di quelle insegnanti, ho pensato che la causa di tutto questo altro non fosse che la maggior cura che sono state in grado di mettere nella relazione didattica: ...
La natura dell’apprendimento
Riesco finalmente a prendere in mano un bel lavoro dell’OCSE pubblicato nel 2010: ”The nature of learning. Using research to inspire practice”, una raccolta di saggi focalizzati ciascuno su un aspetto dell'ampia tematica dell’apprendimento alla luce della ricerca contemporanea. L’impronta dei contributi è prevalentemente costruttivista, di un costruttivismo “morbido”, direi. Ovviamente le tematiche oggetto della pubblicazione sono state selezionate dei curatori sulla base delle loro punti di vista e ciascuna tematica riflette, altrettanto ovviamente, il punto di vista dell’autore. Personalmente ritengo sottorappresentato l’approccio cognitivista e trovo alquanto parziale il capitolo ...
Non ci siamo proprio capiti
Chi, tra le persone serie, ragiovevoli, riflessive, ha mai detto che le tecnologie didattiche avrebbero reso obsoleto l'insegnante?
Chi ha ha mai pensato di sostituire l'insegnante biologico con quello digitale?
Chi ci attribuisce questa intenzione è il lacaniano Massimo Recalcati, psicanalista di vaglio, nel suo intervento su la Repubblica di ieri 31 ottobre dal titolo "Elogio degli insegnanti. Perchè la tecnologia non può sostituirli". http://tinyurl.com/6eydfsz
Del suo intervento mi piacciono tre idee:
la potenza pedagogica dell'errore, della fallibilità dell'inciampo,
l'eros del desiderio come condizione dell'apprendimento,
l'apprendimento come possibilità.
Mi piace anche questa sua stigmatizzazione di un certo ...
A never ending story
Si, pare proprio essere una storia infinita quella dei discorsi intorno alle tecnologie a scuola. Pensavo fosse solo una mia fissa e pensavo di aver chiuso il discorso iniziato anni fa con l'idea del "Processo alle tecnologie didattiche" con il barcamp scuola a Reggio Emilia e parlare solo di come usarle.
Per la verità, sono rimasti pochi tecnosauri ancora rinvenibili tra dirigenti, insegnanti, genitori a resistere attivamente all'idea delle tecnologie a scuola; il discorso, la querelle, mi pare, ora, ruoti attorno a due "partiti", quelli favorevoli alle tecnologie comunque (=la tecnologia ...
L’ideologia costruttivista
Lo ha detto!
L'ideologia costruttivista colpisce la scuola privata non meno di quella statale
Parlo di Giorgio Israel, noto ispiratore "culturale" della riforma della scuola; padre degenere della nuova normativa sulla formazione degli insegnanti; acerrimo nemico delle "metodologie" che, a suo dire, a scuola hanno soppiantato i contenuti (questa non l'ho mai ben capita: come si pouò insegnare senza avere un metodo?); accusatore determinato dei pedagogisti che hanno rovinato, con le loro "metodologie", la scuola.
Uno che predica il ritorno ai contenuti e alle disciplone; non a caso la nuova normativa della formazione ...
Cambiare la scuola un insegnante alla volta
E’ la prima volta che mi capita di scrivere un post dopo un’interazione (e che interazione!) su Facebook.
Leggo da qualche parte una affermazione attribuita a Steve Jobs (in titolo del post) e, con estrema leggerezza (nel senso di reazione istintiva, non riflettuta), la condivido su FB esprimendo la mia adesione al pensiero espresso.
La prima reazione è, fortunatamente, di non condivisione e questa mi induce a pensare perché la citazione mi aveva attratto e ad esprimere più compiutamente il significato che le ho dato per condividerla. Lìho fatto nel corso dell'interazione ...
Andiamo oltre i contenuti?
Si, perché non dare un significativo valore agiunto all'uso didattico delle tecnologie? Perché limitarsi ad usi "poveri" delle tecnologie digitali e di rete nella attività didattiche e di apprendimento? Perché invece di limitarci a pubblicare contenuti non sviluppiamo dei veri e propri ambienti di apprendimento?
Queste domande mi sono venute spontanee dopo aver letto un paio di giorni fa l'articolo pubblicato su Repubblica dove, con il titolo enfatico “L’università sul tablet. Dalla scienza a Dante 300, milioni di lezioni” si annuncia la rivoluzione in atto nelle università italiane: centinaia di ore ...
Tecnologie didattiche? Chissenefrega!
Riemergo, provvisoriamente, dal social-letargo.
Due post su Facebook stamattina mi hanno fatto tornare un po’ di voglia di social network; forse hanno toccato un nervo ancora scoperto: il senso delle tecnologie nella didattica.
Tema vecchissimo e sempre controverso tra demagogia, illusione e propaganda e pochi sprazzi di pensiero lucido.
Il casus belli è sempre lo stesso: le LIM, tanto amate quanto detestate. Amate prevalentemente da chi ne fa un busines e da qualche utilizzatore consapevole; detestate (si fa per dire, per dare enfasi al discorso; in verità … chi se ne frega!) *.
Inizia ...
Perversioni di ferragosto: riflessioni sul Connettivismo
Ognuno ha le perversioni che si può permettere; la mia di oggi riguarda il Connettivismo (Siemens, Downes).
Sto ripassando i grandi padri di questo nostro mestiere e dò una sbriciatina anche ai figli.
Tra i più nobili, certamente George Siemens e Stephen Dawnes cui si deve la fortunata concettualizzazione di "connettivismo" da loro ritenuta una una teoria dell'apprendimento per l'era digitale.
Non me ne vogliano gli stimatissimi "colleghi" (tra virgolette a segnalare la presunzione di questa auto attribuzione), ma il Connettivismo non è una teoria dell' apprendimento. Ne per l'era digitale, ne per ...
Mistificare qualità e merito
Non passa giorno che si debba assistere a nuovi episodi di mistificazione dei problemi della scuola (e non solo), che si usinio slogan, che si faccia propaganda invece di affrontare seriamente, con rigore, con coerenza, con onestà ,la realtà che, inutile nasconderla, è problematica.
L'ultima occasione ci è data dalla presentazione del Piano nazionale Qualità e Merito (PQM) messo a punto, suppongo, da Roger Abravanel per conto dalle Gelimini. http://www.istruzione.it/web/ministero/cs150710. L'ennesima montagna che ha partorito il topolino.
Questo piano, pomposamente presentato, infiocchettato da paroloni altisonanti, da concetti che evocano paradisi di eguaglianza ...
Stireria robotizzata
Appena il tempo di commentare l'ultima performance di Antonio (ho dimenticato di dire che a Veenzia hanno lanciato il MIDBS, "movimento internazionale per la difesa sei bambini stirati" http://liberidallaforma.blogspot.com/2010/07/e-nato-il-midbs-movimento.html) e di adempiere ad alcune delle opere di misericordia (almeno la 5 e la 13), che sfogliando La Repubblica di oggi, vengo a sapere di un temibile e terribile concorrente dello stiratore analogico di bambini, lo stiratore digitale, anzi, robotizzato.
La notizia, a prima vista, ha dell'inquietante: dalla Corea agli USA si diffonde l'uso di robout come insegnanti.
Non è una battuta di ...
Abitare la rete. Giorgio Jannis
Della serie: "persone che val la pena seguire", questa è la volta di Giorgio Jannis, vespista, già capellone, semiologo, tenutario di vari blog come [semioblog], il blog di Nuovi Abitanti
Dice di sè
Qui sono guru. Asistematizzo. Vado in Vespa, leggo, suono, e altre navicelle per l'ingegno.
Necessità di gangherologia: l'interpretazione di ciò che è, il dar senso agli accadimenti, avviene attraverso la soglia della semiosi infinita.Per Giano bifronte, per Hermes che corre veloce, quali cardini sorreggono la porta del mio cambiamento?
Giorgio è uno di quelli che ...
Contenuti digitali, ma sempre contenuti sono ….
www.mariedargent.com
Ovvero
non si impara dai contenuti ma con i contenuti
Ogni discorso sul rinnovamento della scuola (forse, sarebbe meglio chiamarlo cambiamento con tutta la carica dirompente che questo termine porta con sè) passa inevitabilmente dai contenuti per il semplice fatto che la scuola tradizionale è la scuola dei contenuti.
Editori a parte che del commercio di contenuti fanno, giustamente, la loro ragion d'essere e per i quali, ma solo per loro "content is the king, , da ogni altro dove si leva alta l'invocazione di andare oltre i contenuti. Con il corollario del ...
Licenziare gli insegnanti che non sanno insegnare (si fa per dire)
Non è una battuta con cui voglio concorrere al nobel della cazzata. E' una affermazione di cui sono convinto. Almeno in linea di principio.
La considerazione nasce dalla notizia che negli US il comitato di gestione di una scuola ha licenziato tutti i suoi insegnanti (74 insegnanti e 19 membri dello staff, direttore compreso) per incapacità: numerosi studenti avevano appreso davvero poco.
Trovo normale che un professionista che non sa fare il proprio mestiere venga cacciato e messo nelle condizioni non nuocere ulteriormente.
Per quanto riguarda il mestiere dell'insegnante è un po' complicato ...
Imparare sempre …. ma non a scuola
Un dato, pare frutto di una ricerca "seria" condotta un paio di anni fa negli US, ci dice che un adulto in attività professionale ha sviluppato almeno il 90% delle conoscenze che possiede al di fuori della scuola. Che invece del 90 sia l'85 o il 95, poco importa.
Ma, attenti a non leggere questo dato come ulteriore prova che la scuola serve poco o niente. La questione è ben altra e su cui la scuola dovrebbe riflettere bene.
Questo dato ci dice che la scuola ha l'enorme responsabilità di aiutare lo ...
Apprendere per la competenza
Conoscenza & Competenza
Qualche concetto per ancorare l’innovazione a scuola
Slide del mio contributo al Convegno Nazionale AIF Scuola
LA SCUOLA ITALIANA:
PATRIMONIO NAZIONALE DEL FUTURO
NELLO SCENARIO EUROPEO ED EUROMEDITERRANEO
Tradizione e Innovazione per la Qualità
“Dal patrimonio della didattica tradizionale a nuove forma di didattica per formare competenze certificate”
Introduce e coordina Renato Di Nubila, docente di Metodologia della formazione presso la Facoltà di scienze della Formazione dell’Università di Padova
Tavola rotonda con:
• Renato Di Gregorio, presidente Istituto di Ricerca sulla Formazione-Intervento
• Giuseppe Favretto, direttore Centro docimologico, Università degli Studi di Verona
• Gianni Marconato, psicologo e ...
Si … copiare ….
di Marie Dargent
Grazie Lucio B. per il titolo e grazie anche Cristina ("amica" in più social network e insegnante) che in un tuo recente status in FB scrivi e mi dai il la per alcune considerazioni non marginali:
Antonio 7 anni e mezzo, deve scrivere una filastrocca per compito: "Mamma, me la cerchi al computer e la copiamo da lì?"....Nativo digitale o gran furbacchione????
Furbacchione, non direi ma "nativo digitale" (virgolettato per i noti motivi) di sicuro si. Antonio, di sicuro uno che vive il proprio tempo e del ...
Come apprende un “nativo” digitale. Una testimonianza
Eugenio "esposto" al PC fin dalla più tenera età
I miei dubbi sull'esistenza dei "nativi digitali" l'ho espressa più volte anche in questo blog giungendo alla conclusione (vedi anche il paper pubblicato nel post precedente) che se proprio vogliamo usare questa espressione, la dobbiamo prendere alla leggera e, in senso lato, per identificare lo studente d'oggi alle prese con la scuola del passato (non possiamo certamente definire" contemporanea" la scuola che questi studenti frequentano). Nulla, quindi, di correlato al "digitale" in senso stretto in quanto questi "nativi" sono portatori di tematiche ...
…. a meno che
Il mio ultimo post “Le tecnologie non servono” ha suscitato un buon dibattito in rete (anche se non ampio come “La scuola Gelmini - Israel non serve a nessuno”), con espressioni di accordo e di disaccordo su quanto affermo.
Il post mi è, anche, costato l’accusa di revisionista, passatista …..
Evidentemente non mi sono spiegato bene, soprattutto per coloro che mi hanno considerato, per il post, una persona contraria all’uso didattico delle tecnologie.
Capisco che chi non conosce la mia storia professionale (di cui il mio blog dà ampio rendiconto) si possa essere ...
Le tecnologie non servono
Le tecnologie non servono. Per una buona didattica, le tecnologie non servono.
Abbiamo il dovere di dirlo forte e chiaro. Abbiano il dovere di urlarlo ad alta voce.
Nessuno strumento didattico ha mai fatto la differenza tra le cose fatte bene e quelle fatte male.
Se continuassimo a tessere l’elogio acritico del potere salvifico delle tecnologie, creeremo solo degli illusi, prima, e dei delusi, poi.
Un bravo insegnante, quello che è in grado di dare un valore aggiunto alla propria didattica usando le tecnologie, sa far bene il suo mestiere ancor prima dell’uso delle ...
Didattica (pseudo) costruttivista
Uno degli aspetti del ritorno al passato della scuola italiana è, nella mente illuminata dei consiglieri della principessa, la condanna del costruttivismo ed un "sano" ritorno concettuale ed operativo al comportamentismo.
Forse dietro la ferma condanna degli "eccesi metodologici" ,nel mirino c'è il costruttivismo che, detta così non dice nulla se non la stupidità dell'affermazione perchè anche il comportamentismo è una metodologia e che comunque la si voglia girare, non si può insegnare senza riferirsi (anche implicitamente, inconsapevolmente) ad alcuna metodologia.
A meno che non si voglia dire che non si deve ...



























