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	<title>Apprendere (con e senza le tecnologie) &#187; Attività di apprendimento</title>
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	<description>Blog di Gianni Marconato</description>
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		<title>Se LIM ed altro non sono innovazione &#8230;.</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2009/04/se-lim-ed-e-book-non-sono-innovazione/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 11:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività di apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[costruttivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie dell'apprendimento con le tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[cognitive tools]]></category>

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		<description><![CDATA[Se le LIM &#8220;non vanno bene&#8221;, se gli e-book suscitano perplessità se, da tempo, anche i LO (Learning Object) non fanno al caso nostro cosa, allora, potrebbe andare bene come &#8220;tecnologie&#8221; nella scuola? Cosa è autenticamente &#8220;innovativo&#8221;? Il destro per questa riflessione ne lo offre Paola Limone quando parla di &#8220;Un computer per ogni studente&#8220;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-544" title="banner-people" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2009/04/banner-people.gif" alt="banner-people" width="549" height="119" /></p>
<p>Se le LIM &#8220;non vanno bene&#8221;, se gli e-book suscitano perplessità se, da tempo, anche i LO (Learning Object) non fanno al caso nostro cosa, allora, potrebbe andare bene come &#8220;tecnologie&#8221; nella scuola? Cosa è autenticamente &#8220;innovativo&#8221;?</p>
<p>Il destro per questa riflessione ne lo offre Paola Limone quando parla di &#8220;<a href="http://knol.google.com/k/paola-limone/un-computer-per-ogni-studente/dq6gp1q9gjfz/2#" target="_blank">Un computer per ogni studente</a>&#8220;. Paola, citando Zucchini e Turigliatto,  scrive (grassetto e colore miei):</p>
<blockquote><p>L&#8217;obiettivo di usare un personal computer quotidianamente a casa e a scuola, al pari di un quaderno e non come strumento accessorio, è certamente ambizioso e non è mai stato realmente sperimentato prima. Si sposa con la certezza che <strong>vada superato il modello dell&#8217;ora di informatica, quello del libro di testo, e quello della classe con cattedra e lavagna (anche se interattiva) <span style="color: #ff0000;">retaggio di una scuola solo innovativa in superficie</span></strong>, ma ancora in realtà ancorata a modelli e culture del passato.&#8221;</p></blockquote>
<p>Ecco, questo è l&#8217;approccio davvero innovativo all&#8217;uso delle tecnologie nella scuola: far si che il pc e la rete siano strumenti ordinari tanto  nella dotazione (&#8220;arredo&#8221;) dell&#8217;aula che nelle pratiche didattiche.</p>
<p>Un PC nello zainetto e sul banco, da usare quando serve per una veloce esplorazione in rete, per la costruzione di un artefatto, per una webquest, per una breve attività di apprendimento, un micro-progetto.</p>
<p>Un  PC sempre collagato via WIFI che si possa chiudere (e non distrarre) quando il pc non serve.</p>
<p>Un PC che esca finalmente dalle aule informatiche, dai laboratori (&#8220;<strong>liberare l&#8217;informatica dalle aule informatiche</strong>&#8221; aveva affermato Riccardo, direttore di una scuola professionale  a BZ,  all&#8217;avvio di un progetto che si sispira a questi principi) per diventare uno dei tanti &#8220;attrezzi&#8221; che si possono usare per insegnare e per apprendere.</p>
<p>Un PC che, come ribadisce Paola, non sia di proprietà della scuola ma dello studente.</p>
<p>Non è un&#8217;operazione semplice e facile:</p>
<ul>
<li>tanti insegnnati non hanno neppure un proprio indirizzo di posta elettronica;</li>
<li>in tante aule insegnanti non c&#8217;è almeno un PC;</li>
<li>in tante scuola non cìè neppure una connessione veloce ad  Internet;</li>
<li>tantissimi insegnanti sono, informaticamente parlando, degli analfabeti</li>
</ul>
<p>Sono questi, più che il costo del pc, le vere barriere all&#8217;utilizzo anche nella scuola dei &#8220;normali&#8221; strumenti di comunicazione, di collaborazione, di condivisione, di lavoro.</p>
<p>E&#8217; evidente che se sostengo la strategicità di &#8220;un pc per ogni studente&#8221; non lo faccio per un atteggiamento modernista filo-tecnologico; non lo faccio, neppure, in una visione di determinismo tecnologico (= la disponibilità di adeguata strumentazione non porta necessariamente alla innovzaione ed al miglioramento della didattica; ma lo faccio nella prospettiva di un cambiamento radicale del modo di fare didattica.</p>
<p>Ed è da qui, dalla didattica e non dalla tecnologia, che è necessario partire per dare un senso all&#8217;uso delle tecnologie nella didattica.</p>
<p>Usare il pc per fare una didattica trasmissiva sono soldi buttati.</p>
<p>E cambiare la didattica è molto più difficile che non dotare tutti gli studenti di un pc (impresa, quest&#8217;ultima, non di poco conto con tutti i tagli alla scuola). Ci sono sempre in agguato le teorie implicite (sull&#8217;apprendimento) con cui è necessrio confrontarsi se vogliamo creare quel &#8220;conceptual change&#8221; che è alla base del cambiamento della pratiche didattiche.</p>
<p>Suggerisco di esplorare con attenzione il knol di Paola linkato qui sopra per vedere un eccellente esempio di come nuove tecnologie vanno a braccetto con un nuovo pensiero didattico ed una nuova pratica educativa.</p>
<p>Chiudo con una seconda citazione dal Paola:</p>
<blockquote><p>&#8220;Ciò che differenzia la prospettiva di “Un pc per ogni studente” dalla gran parte dei percorsi realizzati con i computer nelle scuole ormai da circa vent&#8217;anni è la possibilità &#8211; è bene sottolinearlo con chiarezza &#8211; di rendere davvero (e finalmente!) le tecnologie digitali di comunicazione un elemento cruciale per il progresso e la facilitazione degli apprendimenti.  Ogni allievo avrà il suo pc portatile e sarà guidato ed invitato  (certamente dagli insegnanti, magari anche dai genitori) ad usarlo nelle attività didattiche quotidiane, anche &#8211; se non soprattutto &#8211; in quelle che avrebbe svolto comunque, nei campi di conoscenza che avrebbe esplorato in ogni caso.&#8221;<br />
(Marco Guastavigna &#8211; &#8220;Il giusto risalto&#8221; &#8211; Insegnare 5/6 pagine 42-43)</p></blockquote>
<p>Sul progetto &#8220;Un PC per ogni studente&#8221; vedere il <a href="http://formare.erickson.it/" target="_blank">numero 60 di Formare </a>, ricco di concetti, riflessioni ed esempi</p>
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		<title>No LO, meglio attività di apprendimento</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2009/02/no-lo-meglio-attivita-di-apprendimento/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 16:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività di apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Learning Object]]></category>
		<category><![CDATA[scorm]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie didattiche]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie dell'apprendimento con le tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dibattito sui LO e su SCORM, ogni tanto si riaccende, segno che la ferita ancora sanguina. Veniamo ai fatti.Un colloquio con un collega (ingegnere informatico) che sviluppa LO in Scorm (anche se farebbe volentieri qualcosa di meglio, lo dice lui) mi porta ad alcune considerazioni che pubblico qui in un post; questo post attiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/SY_0z2SXVmI/AAAAAAAABFQ/jj7PJ8D6D90/s1600-h/Attivita_Img.jpg"><img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 318px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/SY_0z2SXVmI/AAAAAAAABFQ/jj7PJ8D6D90/s400/Attivita_Img.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5300724458021410402" /></a></p>
<p>Il dibattito sui LO e su SCORM, ogni tanto si riaccende, segno che la ferita ancora sanguina. Veniamo ai fatti.<br />Un colloquio con un collega (ingegnere informatico) che sviluppa LO in Scorm (anche se farebbe volentieri qualcosa di meglio, lo dice lui) mi porta ad alcune considerazioni che pubblico qui in un post; questo post attiva commenti e nuovi contributi nei blog di <a href="http://www.fininformatica.it/wp/scorm-solo-una-lattina/">Antonio</a> e di <a href="http://webeconoscenza.blogspot.com/2009/02/lo-si-lo-no.html">Gigi</a>; </p>
<p>Una parallela discussione su <a href="http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/video/video.php?v=1075599856433">Facebook </a>sull&#8217;uso di <a href="www.exelearning.it">ExeLearning </a>intorno ai Learning Object che si allarga alle LIM in altra area  di <a href="http://www.facebook.com/video/video.php?v=1075599856433#/note.php?note_id=48597923914">Facebook</a>, mi fanno venire la voglia di precisare come la vedo. </p>
<p>La questione SCORM si, Scorm no, per me è un dettaglio quasi irrilevante e marginale nella mia &#8220;avversione&#8221; metodologica ai LO. Ne ho parlato perchè mi sono reso conto che, a prescindere dalla irrilevanza didattica di un LO (è un materiale didattico e, tutt&#8217;al più come dice anche Jonassen, è un Instructional Object, non Learning ), la sua scormizzazione ha un costo significativo senza alcun valore aggiunto nel &#8220;ciclo di produzione&#8221; dell&#8217;apprendimento.</p>
<p>Questa mia personale e convinta conclusione è ancorata a due tematiche: come miglorare l&#8217;apprendimento con le tecnologie e come usare le tecnologie nei processi educativo/formativi in modo ordinario e sostenibile.</p>
<p>La mia &#8220;soluzione&#8221; sta nell&#8217;uso di quelle che chiamo &#8220;<span style="font-weight:bold;">attività di apprendimento</span>&#8221; (che ho più volte concettualizzato) utilizzando supporti informatici di semplice uso.</p>
<p>La conclusione di cui sopra ha contatti concettuali anche con cosa sia &#8220;innovazione&#8221; dei processi educativi e su quale dovrebbe essere la finalità di un sistema educativo/formativo.</p>
<p>Infine, il tutto viene da me &#8220;incartato&#8221; con l&#8217;afferamzione che:<br />- e-learning<br />- Learning Object<br />- SCORM<br />- LIM<br />sono questioni commerciali e non didattiche. Hanno, cioè, a che fare con il business e non con l&#8217;insegnamento e l&#8217;apprendimento.   </p>
<p>Per concludere davvero, credo che l&#8217;apprendimento sia un fatto complesso e che non vada affrontato con approcci e soluzioni semplicistiche
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		<title>Facciamo guerra alla guerra (con le tecnologie)</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2008/01/facciamo-guerra-alla-guerra-con-le-tecnologie/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 14:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività di apprendimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso di una partecipata discussione in Orientamenti e Disorientamenti, nel corso di una conversazione sul senso del LO, Paola Limone lancia l’idea di tentare una sperimentazione di quanto si stava dicendo, soprattutto in relazione agli usi didatticamente “ricchi” delle tecnologie, sviluppando la produzione di un curricolo verticale (materna, primaria, secondaria di primo e secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/R4zF7I8AulI/AAAAAAAAAYw/VK-xZdcIJd4/s1600-h/guerra2.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/R4zF7I8AulI/AAAAAAAAAYw/VK-xZdcIJd4/s320/guerra2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155713293234518610" border="0" /></a>Nel corso di una partecipata discussione in <a href="http://orientamentiedisorientamenti.ning.com/">Orientamenti e Disorientamenti</a>, nel corso di una conversazione sul senso del <a href="http://orientamentiedisorientamenti.ning.com/forum/topic/show?id=1193143%3ATopic%3A4721">LO,</a> <a href="http://spicchidilimone.blogspot.com/">Paola Limone</a> lancia l’idea di tentare una sperimentazione di quanto si stava dicendo, soprattutto in relazione agli usi didatticamente “ricchi” delle tecnologie, sviluppando la produzione di un curricolo verticale (materna, primaria, secondaria di primo e secondo grado) in un&#8217;area da scegliere definendo:</p>
<p class="MsoNormal">1. obiettivi specifici<br />2. attività didattiche </p>
<p class="MsoNormal">3. sviluppo materiali, risorse digitali, software. </p>
<p class="MsoNormal">Dopo breve “discussione” tra lei e me, ci pare che il tema “guerra” possa prestarsi allo scopo, non solo per la sempre drammatica attualità, ma anche perché consente di traguardare la questione da diversi punti di vista scolastici (materie coinvolgibili) e valoriali.</p>
<p class="MsoNormal">Un bel territorio per un <a href="http://oltreelearning.blogspot.com/2007/03/imparare-sviluppare-cognitive.html">criss-cross landscape</a>!</p>
<p class="MsoNormal">Una bella sfida per una nuova didattica in cui le tecnologie potrebbero darci una mano.</p>
<p class="MsoNormal">Chi vuole unirsi a noi nel “gioco” non le/gli resta altro che andare in Orientamenti e Disorientamenti, se non già iscritto, iscriversi e cominciare a postare nel forum “<a href="http://orientamentiedisorientamenti.ning.com/forum/topic/show?id=1193143%3ATopic%3A5341">Proposta di lavoro collettivo</a>”.</p>
<p class="MsoNormal">Speriamo di trovarci almeno in 4 – 5 volenterosi <span style=""> </span></p>
<p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://orientamentiedisorientamenti.ning.com/"><br /></a></p>
<p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://orientamentiedisorientamenti.ning.com/forum/topic/show?id=1193143%3ATopic%3A4721"><br /></a> </p>
<p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://spicchidilimone.blogspot.com/"><br /></a> </p>
<p class="MsoNormal"><o:p> </o:p></p>
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		<title>Forme naturali di apprendimento</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2008/01/forme-naturali-di-apprendimento/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2008/01/forme-naturali-di-apprendimento/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 16:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività di apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Jonassen]]></category>
		<category><![CDATA[Learning Object]]></category>
		<category><![CDATA[learning strategies]]></category>

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		<description><![CDATA[Decenni di istruzione a distanza e solo pochi anni del così detto e-learning hanno provato senza ombra di dubbio che la distanza (anche se mediata dalle tecnologie) introduce un ostacolo o un impedimento all’apprendimento dovuto, appunto, al fattore distanza, alla “solitudine” in cui dovrebbe venire l’apprendimento, alla difficoltà a mantenere la motivazione, alla incapacità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/R4jl9Y8AuhI/AAAAAAAAAWw/CHrlWiVX9ME/s1600-h/doc1.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/R4jl9Y8AuhI/AAAAAAAAAWw/CHrlWiVX9ME/s320/doc1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5154622616354470418" border="0" /></a>      <span style="">Decenni di istruzione a distanza e solo pochi anni del<span style="">  </span>così detto e-learning hanno provato senza ombra di dubbio che la distanza (anche se mediata dalle tecnologie) introduce un ostacolo o un impedimento all’apprendimento dovuto, appunto, al fattore distanza, alla “solitudine” in cui dovrebbe venire l’apprendimento, alla difficoltà a mantenere la motivazione, alla incapacità di organizzare e seguire un piano di lavoro in un ambiente di studio non strutturato.<o:p></o:p></span>
<div style="border-style: none none solid; padding: 0cm 0cm 1pt;">
<p class="MsoNormal" style="border: medium none ; padding: 0cm; text-align: justify;"><span style="">D&#8217;altro canto, la formazione a distanza e, comunque, le forme di apprendimento libere, aperte, accessibili a bisogno sono di vitale importanza per l’apprendimento continuo, per quello che è noto come il life-long learning. Il just-in-time learning è una delle modalità spontanee attraverso cui le persone apprendono.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="border: medium none ; padding: 0cm; text-align: justify;"><span style="">Come poter organizzare ambienti di apprendimento che, nella considerazione delle maggiori difficoltà di gestione di un<span style="">  </span>percorso di apprendimento autodiretto, consentano, comunque, alle persone di intraprendere, con successo, un percorso di apprendimento aperto?<span style="">   </span><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="border: medium none ; padding: 0cm; text-align: justify;"><span style="">Una possibile soluzione, a mio avviso, sta nel ricorrere alle forma naturali di apprendimento, quelle che hanno caratterizzato il nostro apprendimento fin dai primi momenti della nostra vite e che, con strategie più sofisticate, caratterizzano il nostro apprendimento lungo tutto l’arco della nostra vita.<span style="">  </span><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="border: medium none ; padding: 0cm; text-align: justify;"><span style="">Le persone, come fa notare Roger Schank (1995, 2004), adottano fin dalla nascita e naturalmente, strategie<span style="">  </span>di apprendimento basate sul fare, su tentativi ed errori, “…questi meccanismi sono goal-dominated. …non si impara per conoscere qualcosa, ma per fare qualcosa: è il learning by doing (Schank 2004 p. 261). L’apprendimento è, naturalmente, guidato dal bisogno di fare. La conoscenza è guidata dall’azione. Agire e conoscere sono intimamente connessi. Sempre secondo Schank, è dal periodo della scuola che il conoscere viene staccato dal fare.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="border: medium none ; padding: 0cm; text-align: justify;"><span style="">Molte delle strategie didattiche adottate nella formazione a distanza, ed in modo esasperato nell’e-learning, non fanno altro che replicare modelli scolastici di didattica (Jonassen 2002) organizzata attorno alla distribuzione di contenuti (in aula lo fa l’insegnante, nell’e-learning lo fanno il PC ed Internet) astratti da ogni loro uso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="border: medium none ; padding: 0cm; text-align: justify;">da: G. Marconato (in stampa), <b><i><span style=";font-family:Arial;font-size:11;"  >E-learning (?) senza Learning Object: un approccio per attività di apprendimento</span></i><span style=";font-family:Arial;font-size:11;"  >. </span></b><span style=";font-family:Arial;font-size:11;"  >Abstract <a href="http://www.copernicus-bz-pionieri.it/index.php?option=com_docman&amp;task=doc_download&amp;gid=59&amp;Itemid=26">qui</a> . Paper Bolzano 07. Conversazione sugli usi didattici delle tecnologie.<br /></span></p>
<p class="Articletitle">Approfondimenti in: G. Marconato,<span style=""> (in stampa),  <span style="font-weight: bold;">Un</span><span style="font-weight: bold;">  </span><span style="font-weight: bold;">approccio multi-tool imperniato su Moodle per migliorare le attività di insegnamento e di apprendimento: il caso del Sistema Copernicus &#8211; Pionieri della Provincia Autonoma di Bolzano.</span> Paper  MoodleMoot07. Anteprima <a href="http://www.scribd.com/doc/220424/Un-approccio-multitool-imperniato-su-Moodle-per-migliorare-le-attivita-di-insegnamento-e-di-apprendimento-il-caso-del-Sistema-Copernicus-Pionier">qui</a>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="border: medium none ; padding: 0cm; text-align: justify;"><b><span style=";font-family:Arial;font-size:11;"  ><!--[if !supportLineBreakNewLine]-->  <!--[endif]--></span></b><br /><span style=""><o:p></o:p></span></p>
</p></div>
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		<title>Tecnologie ricche e tecnologie povere</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2007/10/tecnologie-ricche-e-tecnologie-povere/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2007/10/tecnologie-ricche-e-tecnologie-povere/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2007 09:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività di apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Jonassen]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie dell'apprendimento con le tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[cognitive tools]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella comunità Ning Orientamenti e disorientamenti si sta discutendo sul fatto se sia possibile identificare tecnologie povere e ricche dal punto di vista del loro contributo diretto al processo di apprendimento. Si parlava di blog didattici (una dicussione aperta da Giovanna) e Marcello Molino sosteneva che &#8230;. tecnologie opportunamente arricchite di scaffolds che, tra l&#8217;altro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/RxsjUTzZ1DI/AAAAAAAAASI/XJ1sfDkdxE8/s1600-h/01idblue.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 150px; height: 204px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/RxsjUTzZ1DI/AAAAAAAAASI/XJ1sfDkdxE8/s400/01idblue.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5123727832884302898" border="0" /></a><span style="font-family:Arial;">Nella comunità Ning<a href="http://orientamentiedisorientamenti.ning.com/"> Orientamenti e disorientamenti </a>si sta discutendo sul fatto se sia possibile identificare tecnologie povere e ricche dal punto di vista del loro contributo diretto al processo di apprendimento.<o:p></o:p></span>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;">Si parlava di <a href="http://orientamentiedisorientamenti.ning.com/forum/topic/show?id=1193143%3ATopic%3A881">blog didattici</a> (una dicussione aperta da <a href="http://www.blogger.com/matematicamedie.blogspot.com">Giovanna</a>)  e Marcello Molino sosteneva che <i style="">&#8230;. tecnologie opportunamente arricchite di scaffolds che, tra l&#8217;altro, stimolino l&#8217;esplicitazione e la consapevolezza dei processi cognitivi impiegati e supportino la riflessione metacognitiva non offrirebbero più opportunità in questo senso rispetto a tecnologie generaliste nate per tutt&#8217;altri scopi e per tutt&#8217;altri utenti? Ovvero, perchè utilizzare tecnologie pedagogicamente povere (scusate, ma tra queste metto il blog per primo) e non, piuttosto, impegnarsi a costruirne di più ricche e significative (secondo, ad esempio, le indicazioni di David Jonassen e dei suoi mindtools)?  <!--[endif]--><o:p></o:p></i></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;">La questione ci porta dritti dritti ai Cognitive Tools, alle tecnologie viste come strumenti che possono migliorare le nostre prestazioni cognitive, che ci possono far pensare meglio ed in questo modo, apprendere meglio. Quali sono queste tecnologie miracolose? Qualcosa tenuto nascosto fino ad ora in qualche laboratorio americano di scienze cognitive? La killer application che manda in pensione LMS, blog e wiki? Qualche diavoleria da web 3.0 o 4.0? Una versione tecnologica delle cassette che ci facevano imparare durante il sonno? Niente di tutto questo. Jonassen <a href="http://www.amazon.com/Computers-Classroom-Mindtools-Critical-Thinking/dp/002361191X/ref=sr_1_12/104-1743962-4789539?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1192960586&amp;sr=8-12">indica </a>banalissimi &#8230; database, fogli di calcolo, network semantici, sistemi esperti, strumenti per lo sviluppo di applicazioni multimediali, micromondi, strumenti di visualizzazione, computer conference …. Strumenti che abbiamo da sempre e che usiamo per altri scopi.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;"><br /><b style="">La questione che non è lo strumento ma come lo si usa ritorna, inesorabile, implacabile </b>.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Arial;"><o:p> </o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family:Arial;">Per inciso ed a proposito di tecnologie <i style="">abilitanti</i> e <i style="">facilitanti, </i>Jonassen (che è uno psicologo cognitivo), nella sua visione delle tecnologie afferma che “ …. <i style="">sono convinto che le tecnologie non rendano più facile l’apprendimento. Anche questo è un falso convincimento. <b style="">Le tecnologie in quanto “strumenti cognitivi” non hanno lo scopo di rendere più facile il compito di apprendimento</b>, come è l’obiettivo assunto dall’Instructional Design, ma richiedono a chi apprende di <b style="">fare fatica mentale</b>, a <b style="">pensare in modo più duro, più impegnativo ai contenuti oggetto dello studio</b>; sono strumenti di riflessione ed amplificazione cognitiva che aiutano lo studente a costruire la sua propria realtà.<span style="">  </span><o:p></o:p></i></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><i style=""><span style="font-family:Arial;">In compenso, però, gli strumenti cognitivi rinforzano le abilità cognitive e sostengono chi apprende nel pensare in modo significativo e ad essere padrone della propria conoscenza, piuttosto che riprodurre quella dell’insegnante</span></i><span style="font-family:Arial;">.<o:p></o:p></span></p>
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		<title>Orientamenti e disorientamenti negli usi didattici delle tecnologie</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Sep 2007 12:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Attività di apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[ning]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 5 ottobre, dalle 14 alle 17.30 terrò a Bolzano, nell&#8217;ambito della conferenza ILIAS 2007 un workshop dal titolo &#8220;Orientamenti e disorientamenti negli usi didattici delle tecnologie&#8221;. Qui il programma. Ho presentato un&#8217;anteprima la workshop al Ghirada BarCamp. Qui le slide introduttive.Al di là del contenuto del workshop, l&#8217;iniziativa vuole sperimentare alcune modalità organizzative che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/Rv-sijzZ09I/AAAAAAAAARY/7mRrwQfyW8w/s1600-h/ado5.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/Rv-sijzZ09I/AAAAAAAAARY/7mRrwQfyW8w/s400/ado5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5115997411442545618" border="0" /></a>Venerdì 5 ottobre, dalle 14 alle 17.30  terrò a Bolzano, nell&#8217;ambito della  conferenza ILIAS 2007  un workshop dal titolo &#8220;Orientamenti e disorientamenti negli usi didattici delle tecnologie&#8221;. <a href="http://www.copernicus-bz-pionieri.it/index.php?option=com_docman&amp;task=doc_download&amp;gid=126&amp;Itemid=26">Qui</a> il programma. Ho presentato un&#8217;anteprima la workshop al Ghirada BarCamp. <a href="http://www.slideshare.net/gmarconato/orientamenti-e-disorientamenti-negli-usi-delle-tecnologie-per-linsegnamento-e-lapprendimento">Qui</a> le slide introduttive.<br />Al di là del contenuto del workshop, l&#8217;iniziativa vuole sperimentare alcune modalità organizzative che consentano di allargare la conversazione anche al di fuori del gruppo dei presenti e continuarla anche oltre lo spazio fisico e temporale delle attività face-to-face. Lo scopo è di dare un significato individuale alle tematiche affrontate  ed esplorare le applicazioni delle stesse nelle realtà lavorative di coloro che parteciperanno. Come?</p>
<p>Dal programma del workshop.
<p style="font-style: italic;" class="MsoNormal">Il &#8230;.. fil-rouge sarà la domanda “quale utilità ha tutto questo per me?”<span style=""> </span><br />Quante volte, al termine di un<span style="">  </span>convegno abbiamo commentato: “Bello, interessante, ma….”? O avresti voluto fare una domanda, chiedere un chiarimento, fare un commento o avere un feedback sull’argomento, ma il formato dell’evento non consentiva interazioni di questo tipo?<br />Con l’approccio proposto vorremo limitare, per quanto possibile, l’incidenza dell’area del “ma” e favorire la contestualizzare, nelle pratiche professionali di coloro che parteciperanno al workshop, delle idee che si svilupperanno nella sessione di lavoro.<br />Spesso, per apprendere è necessario forzare i confini, uscire dalle zone sicure e fare buon uso dell’inaspettato; rendersi conto che le cose non vanno come il solito e che questo va, comunque, bene.<span style="">  </span><br />Il workshop vuole avere una struttura “viva”, che si modifica a seconda delle esigenze dei frequentatori e delle frequentatrici; vuol essere una conversazione che va nella direzione che chi partecipa desidera. I relatori ed i partecipanti hanno uguale responsabilità nel portare al successo l’evento. Siete, quindi, invitate/i a venire al workshop con domande, pensieri ed idee da condividere.</p>
<p>Per allargare i confini (di spazio, di tempo e di partecipazione) del workshop, le attività avranno la possibilità di continuare  on-line nell&#8217;ambiente che è stato attivato in NING, uno dei tanti tool per il Social Network che consentono la creazione di comunità di interesse.</p>
<p>Su Ning ho attivato la comunità : &#8220;<a href="http://orientamentiedisorientamenti.ning.com/"><span style="font-weight: bold;">Orientamenti e Disorientamenti negli usi didattici delle tecnologie</span></a>&#8221; cui invito tutte le persone interessate  ad iscriversi.<br />Una volta entrati nella pagina principale, se avete già un vostro account Ning, iscrivetevi usando quell&#8217;account inserendo i dati nell&#8217;apposito spazio. Se non lo avete, cliccate su &#8220;Aderisci a Orientamenti e disorientamenti&#8221; e compilate i campi richiesti.
<p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"></p>
<p style="font-style: italic;" class="MsoNormal">Il</p>
<p style="font-style: italic;" class="MsoNormal">
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		<title>Fate fare a Cesare quel che sa fare Cesare</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2007 21:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività di apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Concetti]]></category>
		<category><![CDATA[costruttivismo]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Jonassen]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie dell'apprendimento con le tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Rileggo e condivido alcuni appunti presi tempo fa eggendo il libro di Jonassen Learning with technology, a proposito dell&#8216;uso appropriato delle tecnologie e delle persone. La sua conclusione è: fate fare tanto alle tecnologie quanto alle persone quello che ciascuno di esse sa fare meglio. Jonassen afferma che l&#8217;uso prevalente delle tecnologie è inappropriato perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/Rt8isSeYf-I/AAAAAAAAANo/Z4hDRHvDn9w/s1600-h/gd.JPG"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5106838646730293218" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; width: 143px; cursor: pointer; height: 120px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/Rt8isSeYf-I/AAAAAAAAANo/Z4hDRHvDn9w/s400/gd.JPG" border="0" /></a>Rileggo e condivido alcuni appunti presi tempo fa eggendo il libro di Jonassen <span lang="EN-GB"><span style="font-style: italic;">Learning with technology</span>, a proposito dell</span>&#8216;uso appropriato delle tecnologie e delle persone. La sua conclusione è: fate fare tanto alle tecnologie quanto alle persone quello che ciascuno di esse sa fare meglio.
<p class="MsoNormal"><o:p></o:p>Jonassen afferma che l&#8217;uso prevalente delle tecnologie è inappropriato perché si fanno fare attività “non adatte” tanto alle tecnologie che alle persone. Nessuna delle due fa ciò che sa fare meglio. Quandosi chiede alle tecnologie di “insegnare” significa chiedere loro di</p>
<ul>
<li>presentare informazioni</li>
<li>giudicare le risposte</li>
<li>diagnosticare i livelli di comprensione sviluppati dagli studenti</li>
</ul>
<p class="MsoNormal">Tutte queste attività possono essere fatte meglio da qualsiasi buon insegnante.</p>
<p class="MsoNormal"><o:p></o:p>Agli studenti che ricevono l’insegnamento da parte delle tecnologie è, per contro, richiesto di memorizzare e richiamare le informazioni. Queste attività sono fatte meglio dai computer.<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal"><o:p></o:p>Meglio, quindi, sarebbe, se ai computer venisse richiesto di</p>
<ul>
<li>memorizzare</li>
<li>richiamare informazioni </li>
</ul>
<p class="MsoNormal">ed alle persone di</p>
<ul>
<li>concettualizzare</li>
<li>organizzare</li>
<li>risolvere problemi.</li>
</ul>
<p>Cose scritte anni fa ma sempre, drammaticamente, attuali.</p>
<p>PS: con Jonassen un paio di anni fa sul passo Sella, nella neve, ad inizio ottobre. E&#8217; stato durante quella escursione che ho raccolto quanto scritto in &#8220;<a href="http://www.scribd.com/doc/230861/Conversazione-con-David-Jonassen">Conversazione con David Jonassen</a>&#8220;
<p class="MsoNormal"><span lang="EN-GB"><o:p></o:p></span></p>
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		<title>Facciamo chiarezza: Learning Object</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2007/07/facciamo-chiarezza-learning-object/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2007/07/facciamo-chiarezza-learning-object/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jul 2007 17:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Attività di apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Learning Object]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie dell'apprendimento con le tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie dell'apprendimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune recenti discussioni, non ultime quelle fatte in occasione di SIEL 07 collegate al paper di Giovanni, mi spingono a fare alcune riflessioni semi-definitive sui famigerati LO. Cosa sono i LO? In letteratura ritrovo due tipologie di approccio: Minimalista: una qualsiasi “entità” digitale o no che può essere usata in attività di educazione e formazione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/Rpe5wPhlq2I/AAAAAAAAALQ/nyafXGaqt_8/s1600-h/01onelinerself.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/Rpe5wPhlq2I/AAAAAAAAALQ/nyafXGaqt_8/s200/01onelinerself.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5086738542590536546" border="0" /></a>Alcune recenti discussioni, non ultime quelle fatte in occasione di SIEL 07 collegate al paper di <a href="http://oltreelearning.blogspot.com/2007/07/siel-07-5-buttare-il-bambino-con-lacqua.html">Giovanni</a>, mi spingono a fare alcune riflessioni semi-definitive sui famigerati LO.
<p class="MsoNormal">Cosa sono i LO? In letteratura ritrovo due tipologie di approccio:</p>
<ul>
<li>Minimalista: una qualsiasi “entità” digitale o no che può essere usata in attività di educazione e formazione. Praticamente tutto: da una foto o una tabella ad un testo </li>
<li>Integralista: una entità modulare in formato digitale da usare in attività didattiche che può essere riusata; un pezzo di contenuto a supporto di un obiettivo di apprendimento “auto-reggente” (stand-alone).</li>
</ul>
<p class="MsoNormal">Relativamente alla prima c’è poco da dire: è compreso tutto l’usabile ed ognuno è libero di pensarla come crede</p>
<p class="MsoNormal">Nel secondo approccio troviamo centrali concetti quali:</p>
<ul>
<li>portabilità (facilità di montaggio in qualsiasi LMS) <span style=""> </span><span style=""> </span></li>
<li>standardizzazione (nei linguaggi di programmazione)</li>
<li>metadata (es. IEEE LOM)</li>
<li>riusabilità</li>
<li>aggregabilità</li>
<li>interoperabilità</li>
<li>granularità (chunk, &#8211; piccolo pezzo – atomo di conoscenza)</li>
</ul>
<p class="MsoNormal">Qui è chiaro lo spirito dell’approccio “object-oriented programming”.</p>
<p class="MsoNormal">E’, quindi, ancor più chiaro, che i LO sono entità meramente informatiche, “inventate” dagli informatici (scaltri) e “spacciate” ai formatori (sprovveduti) che li hanno “comperati” in modo acritico.</p>
<p class="MsoNormal">A salvaguardia del buon nome degli informatici va riconosciuto che la relativa ingenuità dei formatori è sostenuta dal modello predominante di istruzione, quello basato sui contenuti, sull’insegnamento inteso come loro trasmissione ed apprendimento come loro memorizzazione</p>
<p class="MsoNormal">Dicevo, Lo come entità meramente informatica. Traguardando la questione dal punto di vista della pedagogia e della didattica, dobbiamo riconoscere che: l’apprendimento</p>
<ul>
<li>è un processo più complesso della semplice trasmissione-memorizzazione di contenuti</li>
<li>non è un processo di sommatoria di componenti elementari</li>
<li>non si sviluppa in modo lineare</li>
<li>non segue un percorso uguale per tutti</li>
<li>non produce sempre lo stesso risultato.</li>
</ul>
<p class="MsoNormal">Se l’apprendimento non è tutto questo, che c’azzeccano i LO?</p>
<p class="MsoNormal">Indipendentemente da queste considerazioni focalizzate sui processi di apprendimento, la pur breve esperienza con l’e-learning e con i LO mette sotto gli occhi di tutti alcuni fatti che fanno giustizia di tante illusioni:</p>
<ul>
<li>i metadati non funzionano </li>
<li>non si ha reale riusabilità</li>
<li>i grandi progetti di repository sono falliti.</li>
</ul>
<p class="MsoNormal">Cosa, quindi, tiene ancora in piedi questa logica? La mia idea:</p>
<ul>
<li>il business della loro produzione</li>
<li>la rendita di posizione che garantisce a organizzazioni e persone che si sono posizionate sul segmento</li>
<li>una idea efficientista di formazione </li>
<li>un modello didattico conservatore</li>
<li>una idea semplicistica di apprendimento <span style=""> </span><span style=""> </span><span style=""> </span><span style=""> </span><span style=""> </span><span style=""> </span><span style=""> </span><span style=""> </span><span style=""> </span><span style=""> </span></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Bolzano 07: basta con i Learning Object!!</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2007 16:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività di apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Concetti]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie dell'apprendimento con le tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Un paio di slogan mi sono cari: &#8220;Oltre l&#8217;e-learning&#8221; e &#8220;Oltre i Learning Object&#8221;. Per argomentare il primo ho già scritto un paio di anni fa ; sul secondo ho presentato un paper a Bolzano 07 (qui solo in draft oppure le slide) .In sostanza, la mia idea è che i così detti &#8220;Learning Object&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/Rg6XT6bca9I/AAAAAAAAAA0/rYMg7-nP_Hs/s1600-h/Dscn6218.jpg"><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/Rg6XT6bca9I/AAAAAAAAAA0/rYMg7-nP_Hs/s320/Dscn6218.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048138600686578642" border="0" /></a><br />Un paio di slogan mi sono cari: &#8220;<a href="http://www.giannimarconato.it/allegati/pubblicazioni/Oltre_l%27e-learning_rid.pdf">Oltre l&#8217;e-learning</a>&#8221; e  &#8220;Oltre  i  Learning Object&#8221;.  Per  argomentare il primo ho già scritto un  paio di anni fa ; sul secondo ho presentato un  paper  a Bolzano 07 (qui solo in <a href="http://www.copernicus-bz-pionieri.it/index.php?option=com_docman&#038;task=doc_download&amp;amp;amp;gid=59&#038;Itemid=26">draft</a> oppure le <a href="http://www.copernicus-bz-pionieri.it/index.php?option=com_docman&amp;task=doc_download&#038;gid=64&amp;Itemid=26">slide</a>) .<br />In sostanza, la mia idea è che i così detti &#8220;Learning Object&#8221; siano uno strumento ed un concetto non ergonomici dal punto di vista cognitivo (Jonassen dice che si tratta di un ossimoro, una formulazione linguistica che contiene un concetto ed il suo opposto).<br />Le argomentazioni sono tante riconducibili alla considerazione che i processi di apprendimento sono  imprevedibili, destrutturati, aperti mente un LO è rigido, strutturato, chiuso, uguale per tutti.<br />La mia riflessione e la mia pratica mi hanno portato a proporre (e ad usare) un approccio per &#8220;attività di apprendimento&#8221; già presentato brevemente in precedenza su questo blog.<br />Svilupperò più compiutamente la riflessione nel paper  che sarà pubblicato negli atti del convegno.<br />La mia riflessione trova alcune applicazioni nel Progetto <a href="http://www.copernicus-bz-pionieri.it">Pionieri</a>.
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		</item>
		<item>
		<title>Moodle Moot Italia 2007 (5) &#8211; Attività di apprendimento e &quot;piattaforma&quot; multitool</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2007/03/moodle-moot-italia-2007-5-attivita-di-apprendimento-e-piattaforma-multitool/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2007/03/moodle-moot-italia-2007-5-attivita-di-apprendimento-e-piattaforma-multitool/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2007 13:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività di apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Concetti]]></category>
		<category><![CDATA[Personal Learning Environment]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie dell'apprendimento con le tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Formzione Professionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Oltre al laboratorio, al MoodleMoot ho tenuto una presentazione sul programma di didattica con le tecnologie &#8220;Pionieri&#8221; che sto coordinando a Bolzano. Destinato a docenti della formazione professionale, Pionieri è un insieme di iniziative imperniate: per quanto riguarda le basi teoriche, sul costruttivismo e su una applicazione che chiamo &#8220;attività di apprendimento&#8221;; per quanto riguarda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre al laboratorio, al MoodleMoot ho tenuto una presentazione sul programma di didattica con le tecnologie &#8220;<a href="http://www.copernicus-bz-pionieri.it/">Pionieri</a>&#8221; che sto coordinando a Bolzano. Destinato a docenti della formazione professionale, Pionieri è un insieme di iniziative imperniate:
<ul>
<li>per quanto riguarda le basi teoriche, sul costruttivismo e su una applicazione che chiamo &#8220;attività di apprendimento&#8221;;</li>
<li>per quanto riguarda le tecnologie, su di una &#8220;piattaforma&#8221; (intesa come un insieme di applicazioni tecnologiche, non di  LMS/VLE) multi-tool che realizza  il concetto costruttivista di apprendimento che si sviluppa in un ambiente &#8220;ricco&#8221; di risorse all&#8217;interno delle quali chi apprende può scegliere quelle a lui più congeniale</li>
</ul>
<p> La scelta dell&#8217;approccio multi-tool è direttamente correlata alle scelte pedagogiche e didattiche che sono state messe alla base del progetto. Queste scelte riguardano:
<ul>
<li><span lang="EN-US">cosè l&#8217;apprendimento</span><span style="" lang="EN-US"> </span><span style=""><o:p></o:p></span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="">come le persone apprendono<o:p></o:p></span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="">come si possano attivare e sostenere i processi di apprendimento <o:p></o:p></span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="">quale è il task, la mission dell&#8217;insegnante</span><b><span style=""> </span></b><span style=""><o:p></o:p></span></li>
</ul>
<p>La comunicazione ha, quindi, riguardato l&#8217;illustrazione di come le scelte pedagogiche e  didattiche sono state tradotte in scelte tecnologiche.</p>
<p><a href="http://www.copernicus-bz-pionieri.it/administrator/index2.php?option=com_docman&#038;section=documents&amp;task=download&amp;bid=94">Qui</a> le slide della presentazione.
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