Contenuti digitali, ma sempre contenuti sono ….
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Ovvero
non si impara dai contenuti ma con i contenuti
Ogni discorso sul rinnovamento della scuola (forse, sarebbe meglio chiamarlo cambiamento con tutta la carica dirompente che questo termine porta con sè) passa inevitabilmente dai contenuti per il semplice fatto che la scuola tradizionale è la scuola dei contenuti.
Editori a parte che del commercio di contenuti fanno, giustamente, la loro ragion d'essere e per i quali, ma solo per loro "content is the king, , da ogni altro dove si leva alta l'invocazione di andare oltre i contenuti. Con il corollario del ...
Apprendere per la competenza
Conoscenza & Competenza
Qualche concetto per ancorare l’innovazione a scuola
Slide del mio contributo al Convegno Nazionale AIF Scuola
LA SCUOLA ITALIANA:
PATRIMONIO NAZIONALE DEL FUTURO
NELLO SCENARIO EUROPEO ED EUROMEDITERRANEO
Tradizione e Innovazione per la Qualità
“Dal patrimonio della didattica tradizionale a nuove forma di didattica per formare competenze certificate”
Introduce e coordina Renato Di Nubila, docente di Metodologia della formazione presso la Facoltà di scienze della Formazione dell’Università di Padova
Tavola rotonda con:
• Renato Di Gregorio, presidente Istituto di Ricerca sulla Formazione-Intervento
• Giuseppe Favretto, direttore Centro docimologico, Università degli Studi di Verona
• Gianni Marconato, psicologo e ...
Cos’è la “disciplina”?
Quasi per caso, in effetti stavo cercando altro (serendipty?), mi imbatto in un “vecchio” libro che ho nella mia biblioteca (Conoscere l’insegnamento, di Teresa Russo Agrusti, 1992) che mi da modo di comprendere dove nasca il problema che oggi abbiamo in tutte le scuole: come trattare le “discipline”, come superare le “discipline”, perché lavorare per “problemi” e non per “discipline”. Mi aiuta l’eccellente disamina storico-filosofica fatta dall’autrice e la premessa etimologica. Il latino disciplina discende da discipulus che a sua volta deriva dal termine disco il ...
Apprendimento profondo vs. superficiale (Schegge semantiche 3)
Si fa presto a dire “apprendimento” come se tutto ciò che comunemente chiamiamo “apprendimento” sia realmente apprendimento. Si può imparare in tanti modi (non parlo degli stili di apprendimento), ma, secondo me, si impara o in modo utile o in modo inutile. Vediamo alcuni di questi modi: Apprendimento passivo lo studente è trattato o agisce come un recipiente vuoto entro il quale le conoscenze devono essere versate. Esempio: lo studente prende molte annotazioni durante le lezioni copiando dalle parole o dalle rappresentazioni ...
La scuola nuoce alla salute (cognitiva) degli studenti?
Leggo ne L’Espresso n. 39 del 4 ottobre, ora in edicola, che Craig Venter, quello che, per intenderci, ha decodificato il genoma umano, nella sua autobiografia afferma che, se ha conseguito i risultati che ha conseguito è perché non è stato rovinato dalla scuola: “Penso che tra gli elementi che tra gli elementi che hanno fatto di me uno scienziato di successo c’è stato anche il fatto che il sistema educativo non sia riuscito a distruggere la mia curiosità.…… mentre la creatività dei miei coetanei veniva distrutta dal sistema ...
CISI 3: Senza frontiere: tecnologie culturali
Mario RicciardiMolto interessante l'intervento di Ricciardi che ci offre degli strumenti culturali per comprendere come le scienze umanistiche vedano il tema della tecnologia nella sua pervasività e trasparenza. Questi i concetti ed i correlati riferimenti nel pensiero filosofico, letterario e culturale Le interfacce culturali: L. Manovich Il linguaggio dei nuovi media. “…..In sostanza non ci stiamo più rapportando con un computer, ma con una cultura codificata in forma digitale. Userò il termine interfaccia culturale per descrivere un'interfaccia uomo-computer-cultura, cioè le modalità con cui ...
Emmental tra i banchi di scuola (e nei computer)
Ovvero, gli effetti cognitivi dell’utilizzo delle tecnologie ipermediali nella formazione basata su web (modello e-learning e learning object).In un interessante libro edito qualche anno fa (Instructional and Cognitive Impacts of Web-based Education, 2000) ho letto questa curiosa affermazione: la rappresentazione di conoscenza sul web è come una fetta di formaggio svizzero: ampia, sottile e piena di buchi. Da qualche altra parte ho vista riprendere l’affermazione riferendola (quanto mai opportunamente) all’e-learning. Per quale motivo Beverly Abbey fa questa affermazione? Osservando il comportamento al pc (browsing, ...
Come si blocca la conoscenza
Mario Agati nel suo blog parla (a sfavore) di libri di testo e, da insegnante di liceo, afferma: il libro [di testo] non può più essere la principale fonte di conoscenza il libro [di testo] non può essere il principale agente di formazione della coscienza metodologica il libro [di testo] va pocciato [intinto] nella realtà (non la nostra, ma quella dei ragazzi!) il libro [di testo] non deve leggere il mondo, ma è il mondo che deve calare nel libro [l’uso ossessivo del libro di testo contribuisce a divaricare ...
Conoscenze come ghiaia: materiali "inerti"
Fin dalla prima volta che ho saputo dell’ “esistenza” della “conoscenza inerte”, ne sono rimasto attratto, affascinato, turbato. Da quel giorno, una delle mie principali ossessioni professionali è stata quella di non lavorare anch’io per lo sviluppo di conoscenza inerte. Ho cercato di capirne qualcosa per prendere le mie “contromisure”. Ho trovato che alcune ricerche (Duprè et al., 1981 e Caramazza, McCloskey, Green, 1981, citati in Zucchermaglio, C. 1996) hanno provato che studenti di fisica che si erano brillantemente laureati non erano in grado di ...











