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	<title>Apprendere (con e senza le tecnologie) &#187; Learning Design</title>
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	<description>Blog di Gianni Marconato</description>
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		<title>Bricolage didattico</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2009 06:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[e-book]]></category>
		<category><![CDATA[Edupunk]]></category>
		<category><![CDATA[Learning Design]]></category>
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		<description><![CDATA[Era inevitabile che, prima o poi, la questione degli e-book si portasse dietro anche quella dei Learning Object. Ed è accaduto.  Dove, se non in Facebook? Una delle evoluzioni naturale della lunghissima e spesso verbosissima ed autocelabrativa discussione sulla digitalizzazione dei libri di testo è stata: “Ma perché non condividiamo libri di testo digitali?” Gratuitamente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-722" title="brico1" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2009/05/brico1-300x300.jpg" alt="brico1" width="300" height="300" />Era inevitabile che, prima o poi, la questione degli e-book si portasse dietro anche quella dei Learning Object.</p>
<p>Ed è accaduto.  Dove, se non in Facebook?</p>
<p>Una delle evoluzioni naturale della lunghissima e spesso verbosissima ed autocelabrativa discussione sulla digitalizzazione dei libri di testo è stata: “<span style="color: #ff0000;"><strong>Ma perché non condividiamo libri di testo digitali?</strong></span>” Gratuitamente, ovviamente. Merito tutto di <strong>Laura Antichi</strong>. In perfetto stile Edupunk. E, quindi, assolutamente condivisibile.</p>
<p>L&#8217;ottima Laura ha aperto il gruppo “<a href="http://www.facebook.com/friends/?ref=tn#/group.php?gid=88159310002&amp;ref=share" target="_blank">e-book gratuiti per la scuola – didattica</a>”. Aderite e diffondete.</p>
<p>Io, a questo gruppo, mi ci sono già iscritto e lo ho fatto per una certa forma di vicinanza ideale con alcuni dei suoi membri.  Dopo l&#8217;adesione, leggo che questo gruppo dovrebbe interessarsi anche &#8220;oggetti di conoscenza&#8221;.<br />
Saranno forse i Learning Object di cui tanto si parlò ed un po&#8217; meno si parla?<br />
Non è mia intenzione riproporre la mia posizione sulla tematica (ampiamente trattata in questo blog e  sostanzialmente riassumibile nell&#8217;idea che se li si vedono come &#8220;innovazioni&#8221; della didattica<span style="color: #ff0000;"> <strong>non lo sono </strong></span>affatto; se li si vede come ulteriori &#8220;risorse&#8221; per la didattica che possono essere usati tanto in modo tradizionale quanto &#8220;innovativo&#8221;, ci possono anche stare.<br />
Una &#8220;risorsa&#8221; è una identità didatticamente neutra ed il senso che assume sta nell&#8217;uso che se ne fa.</p>
<p>Qui ed ora voglio solo proporre, con un atteggiamento ecumenico che raramente mi appartiene,di chiamare queste entità &#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong>oggetti didattici</strong></span>&#8221; (Instructional Object), mettendo da parte termini come conoscenza (Knowledge) e &#8220;apprendimento&#8221; (Learning). Qui abbiamo a che fare con &#8220;contenuti&#8221; ed &#8220;informazioni&#8221;. Se si continua  a fare confusione tra &#8220;informazione&#8221; e &#8220;conoscenza&#8221; non si va da nessuna parte. O si fa un discorso da <strong><span style="color: #ff0000;">bricoleur della didattica</span></strong>.</p>
<p>P.S. Qui sopra ho parlato di “risorse” didattiche come di entità neutre. In realtà non credo sia sempre così. Non lo è certamente nel caso dei Learning Object come comunemente intesi (oggetti auto-consistenti; pillole di conoscenza; assemblabili; …). I LO sono frutto della più schietta cultura comportamentista, quella che caratterizza una scuola ancorata ai contenuti ed una didattica fatta della loro trasmissione.</p>
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		<title>Abbiamo adottato un argomento (a &quot;Learning 2007&quot;)</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2007/10/abbiamo-adottato-un-argomento-a-learning-2007/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Oct 2007 06:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Learning Design]]></category>
		<category><![CDATA[Learning Object]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto seguendo online Learning 2007 per conto della comunità “Orientamenti e Disorientamenti” all’interno della quale abbiamo “adottato” alcuni temi che seguiamo attraverso i wiki associati alle diverse presentazioni. L’idea è stata di Adriano. Uno dei temi che ho “adottato” è sullo sviluppo di materaili didattici con strumenti di web 2.0. Il titolo, molto americano è: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/Rx2ezzzZ1EI/AAAAAAAAASQ/ju8qje2c42U/s1600-h/formazione++e+tecnologie1.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/Rx2ezzzZ1EI/AAAAAAAAASQ/ju8qje2c42U/s400/formazione++e+tecnologie1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5124426563933819970" border="0" /></a>Sto seguendo online <a href="http://www.learning2007.com/"><span style="font-weight: bold;">Learning 2007</span></a> per conto della comunità <a href="http://orientamentiedisorientamenti.ning.com/">“Orientamenti e Disorientamenti” </a>all’interno della quale abbiamo “adottato” alcuni temi che seguiamo <span style=""> </span>attraverso i wiki associati alle diverse presentazioni. <span style=""> </span>L’idea è stata di <a href="http://orientamentiedisorientamenti.ning.com/forum/topic/show?id=1193143%3ATopic%3A1702">Adriano</a>.
<p class="MsoNormal">Uno dei temi che ho “adottato” è sullo sviluppo di materaili didattici con strumenti di web 2.0. Il titolo, molto americano è: “<b style="">Rapid Online Prototyping.</b> <b><span style="" lang="EN-GB">How the Average Person can make eLearning for Free in less than an Hour”.</span></b><span style="" lang="EN-GB"> <a href="http://www.learningwiki.com/320">Qui il wiki</a> </span><b><span style="" lang="EN-GB"><o:p></o:p></span></b></p>
<p class="MsoNormal"><span style="">Il tema mi interessa, al di là che tratti di LO i cui limiti ho più volte evidenziato, perchè propone un modello collaborativo di sviluppo di materiali didattici.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="">La “piattaforma” proposta è il browser web (e qui mi ricorda “la piattaforma è il web” di certe posizioni radicali contro anche i PLE) ed i LO possono essere sviluppati collaborativamente tra persone distanti.<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="">Gli strumenti che sono proposti per il lavoro da Richard Culatta sono:<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="" lang="EN-GB">1.) Online Collaboration &#8211; </span><a href="http://www.thinkature.com/"><span style="" lang="EN-GB">Thinkature</span></a><span style="" lang="EN-GB">, </span><a href="http://www.imaginationcubed.com/"><span style="" lang="EN-GB">Imagination Cubed</span></a><span style="" lang="EN-GB">, skrbl.com<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="" lang="EN-GB">2.) Image Editing &#8211; </span><a href="http://www.fauxto.com/"><span style="" lang="EN-GB">Fauxto</span></a><span style="" lang="EN-GB"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="" lang="EN-GB">3.) Video Editing &#8211; </span><a href="http://www.eyespot.com/"><span style="" lang="EN-GB">Eyespot</span></a><span style="" lang="EN-GB">, jumpcut.com, muveemix.com, moviemasher.com, jaycut.com<o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="" lang="EN-GB">4.) Text Editing &#8211; </span><a href="http://docs.google.com/"><span style="" lang="EN-GB">Google Docs</span></a><span style="" lang="EN-GB"><o:p></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="" lang="EN-GB">5.) <st1:place st="on"><st1:placename st="on">Learning</st1:placename> <st1:placename st="on">Object</st1:placename> <st1:placetype st="on">Building</st1:placetype></st1:place> &#8211; </span><a href="http://www.brainhoney.com/"><span style="" lang="EN-GB">BrainHoney</span></a></p>
<p class="MsoNormal">Nella sua <a href="http://docs.google.com/Present?docid=dg7q2njr_35d9vgwh">presentazione</a>, Richard propone il modello iterativo “a spirale” che si contrappone<span style="">  </span>a quello classico “a cascata”. La sostanza è che il “prodotto” finale viene rilasciato anche se non completamente rifinito e la rifinitura è operata sulla base dei feedback degli utilizzatori.</p>
<p class="MsoNormal">Dal punto di vista di uno che ha seri dubbi sull’efficienza e sull’efficacia dei LO (il sottoscritto) l’approccio proposto mi convince solo nella prospettiva di un coinvolgimento degli utilizzatori in tutto il ciclo di produzione e strutturando l’ambiente di apprendimento in modo tale che la costruzione dell’artefatto sia <span style="font-weight: bold;">il </span>processo di apprendimento e la rappresentazione di quanto appreso. <span style=""> </span><span style=""> </span><span style=""> </span></p>
<p class="MsoNormal"><o:p>Con argomento correlato sto seguendo anche: &#8220;Web 2.0 and Learning: What are you doing with it?&#8221;. <a href="http://www.learningwiki.com/411">Qui il wiki</a>. Nella presentazione della sessione l&#8217;argomento viene contestualizzato nella tematica delle organizzazioni sempre più &#8220;piatte&#8221; e della conseguente necessità di escogitare nuove strategie pe r l&#8217;apprendimento.  Gli strumenti del web 2.0 sono visti essere funzionali alla promozione dell&#8217;apprendimento informale, alla costruzione di comunità di pratiche, alla crescita delle piccole  medie imprese, la cattura ed il riuso della conoscenza, e cosa a mio avviso più importante, fare dell&#8217;apprendimento una componente del lavoro (qui sfociamo nella tematica dei luoghi d&#8217;apprendimento che tanto mi appassiona).    </o:p></p>
<p><span style=";font-family:Arial;font-size:12;"  lang="EN-GB" ><a href="http://docs.google.com/Present?docid=dg7q2njr_35d9vgwh"><br /></a></span>
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		<title>Un PC leggerà una mia lezione?</title>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2007 16:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Learning Design]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Standard]]></category>

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		<description><![CDATA[Antonio, con un commento ad un recente post lancia il sasso: “….come la vedresti la possibilità di &#8220;codificare&#8221; il tuo lesson plan in modo &#8220;formale&#8221;, usando uno specifico &#8220;linguaggio&#8221; in grado di rendere &#8220;leggibile da computer&#8221; e &#8220;riusabile&#8221; …… la tua esperienza? Questo è l&#8217;obiettivo (il sogno?, il mito?) di un &#8220;successore&#8221; del vituperato SCORM, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Antonio, con un commento ad un recente <a href="http://oltreelearning.blogspot.com/2007/05/mission-quasi-impossible-in-5-mosse.html">post </a>lancia il sasso: <i style="">“….come la vedresti la possibilità di &#8220;codificare&#8221; il tuo lesson plan in modo &#8220;formale&#8221;, usando uno specifico &#8220;linguaggio&#8221; in grado di rendere &#8220;leggibile da computer&#8221; e &#8220;riusabile&#8221; …… la tua esperienza? Questo è l&#8217;obiettivo (il sogno?, il mito?) di un &#8220;successore&#8221; del vituperato SCORM, ovvero il Learning Design…</i>”<o:p></o:p></p>
<p class="MsoNormal"><o:p></o:p>Conosco l’appassionato lavoro di <a href="http://www.fininformatica.it/wp/">Antonio</a> e<span style="">  </span>le sue riflessioni sul Learning Design. Conosco (ed uso) uno degli strumenti sviluppati secondo quel modello (LAMS) e lo trovo molto utile. Ottimi strumenti ed ottimi i principi su cui si basa. Mi piacciono, anche, le concettualizzazioni di James Dalziel, padre di LAMS, (eccellente la sua metafora della lezione/ricetta culinaria in cui ci sono tanto gli ingredienti (i contenuti) che il procedimento (la didattica). Assemblare gli ingredienti senza una logica, non si ottiene nulla. Concordo (e mi incazzo quando vedo che si procede come se contassero solo gli ingredienti). </p>
<p class="MsoNormal">Ho studiato con molta attenzione il lavoro fatto alla Open University olandese da Rob Koper ed altri sul Learning Design (libro citato qui a lato)<span style="">   </span><span style="">  </span></p>
<p class="MsoNormal">Però ….. Si, c’è un “però”, e non è piccolo.</p>
<p class="MsoNormal">Non mi convince l’idea della standardizzazione.</p>
<p class="MsoNormal">Una azione didattica è sempre e fortemente contestualizzata e non replicabile. Certo, alcuni elementi possono ricorrere in più di una occasione, ma sono talmente tante le variabili che … variano che prevederle ed indicizzarle tutte sarebbe, forse tecnicamente possibile, ma avrebbe costi esagerati per l’utilità che potrebbe dare. Non credo, cioè, che un processo didattico possa essere descritto cogliendone tutte, dico tutte, le caratteristiche, le implicazioni, le sfumature e, se anche lo fosse, sarebbe fatica inutile. Troppo costoso per il valore aggiunto apportato.</p>
<p class="MsoNormal">Un esempio dalla mia esperienza. La lezione cui Antonio si riferisce è stata “ripetuta” due volte. L’ho fatta io, l’ho ripetuta a distanza di un giorno, in due corsi paralleli, per lo stesso committente ma l’ho cambiata in parecchi aspetti. Se al posto mio l’avesse fatta un altro docente, i cambiamenti sarebbero stati ancor maggiori e se anche il corso avesse fosse stato diverso, quali ulteriori cambiamenti sarebbero stati necessari? </p>
<p class="MsoNormal">Credo, caro Antonio, che il sogno di fare leggere e codificare una mia lezione da un computer debba rimanere tale per tanto tempo. O, almeno, lo spero.</p>
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