<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Apprendere (con e senza le tecnologie) &#187; SIEL</title>
	<atom:link href="http://www.giannimarconato.it/category/eventi/siel/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.giannimarconato.it</link>
	<description>Blog di Gianni Marconato</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 May 2012 10:12:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Barcamp Scuola a SIe-L 2011 &#8211; L&#8217;idea prende forma</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2011/09/barcamp-scuola-a-sie-l-2011-lidea-prende-forma/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2011/09/barcamp-scuola-a-sie-l-2011-lidea-prende-forma/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 17:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barcamp]]></category>
		<category><![CDATA[Processo_alle_tecnologie_didattiche]]></category>
		<category><![CDATA[SIEL]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giannimarconato.it/?p=1891</guid>
		<description><![CDATA[Il Barcamp Scuola che si terrà nell&#8217;ambito di SIe-L 2011 sta prendendo forma. Dopo il &#8220;documento di indirizzo&#8221; che identifica la tematica attorno alla quale ruoteranno gli interventi è stato varato: cercheramo di fare una riflessione critica su questi anni di usi didattici delle tecnologie a scuola. Luci e ombre  &#8230;&#8230; Alcune domande a cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2011/09/BarCampScuola1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1919" title="BarCampScuola" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2011/09/BarCampScuola1-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a></p>
<p>Il <strong><span style="color: #ff6600;">Barcamp Scuola</span></strong> che si terrà nell&#8217;ambito di SIe-L 2011 sta prendendo forma.</p>
<p>Dopo il &#8220;documento di indirizzo&#8221; che identifica la tematica attorno alla quale ruoteranno gli interventi è stato varato: cercheramo di fare una riflessione critica su questi anni di usi didattici delle tecnologie a scuola. Luci e ombre  &#8230;&#8230;</p>
<p>Alcune domande a cui si potrebbe tentare di dare una risposta:</p>
<ul>
<li>Cosa ha funzionato?</li>
<li>Cosa non ha funzionato?</li>
<li>Le risorse (umane e finanziarie) allocate hanno prodotto un risultato adeguato?</li>
<li>La scuola e gli insegnanti accettano le tecnologie o vi resistono?</li>
<li>Le tecnologie hanno migliorato la scuola? Se si, in cosa? Se no, perché?</li>
<li>Quanto vicini o quanto lontani siamo dal dimenticarci delle tecnologie in sé e pensare solo alla didattica?</li>
<li>Quanta propaganda e quanta autenticità c’è nelle politiche per l’innovazione?  Le politiche di innovazione tramite le tecnologie sono efficaci?</li>
<li>In quali condizioni si lavora oggi con le tecnologie a scuola? Il contesto facilita oppure ostacola?</li>
<li>Le tecnologie a scuola sono ancora una questione aperta e/o controversa? Le tecnologie sono ancora sotto processo?</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;evento viene co-promosso da SIe-L e da alcune espressioni della scuola in rete</p>
<ul>
<li><strong><a href="http://www.lascuolachefunziona.it/">La scuola che funziona – gruppo  “tecnologie per insegnare e per apprendere”</a> </strong></li>
<li><strong><a href="https://www.facebook.com/groups/tantiinsegnanti/">Gruppo “Insegnanti” in Facebook</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://www.rivistabricks.it/">Rivista Bricks</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://www.dschola.it/">Dschola</a></strong></li>
</ul>
<p><a href="http://www.siel2011.it/index.php/component/content/article/67-barcamp-scuola-documento-di-avvio " target="_blank"><strong>Qui la pagina ufficiale del Camp</strong></a></p>
<p><a href="http://www.siel2011.it/index.php/forum/5-barcamp-scuola/3-prenotazione-interventi#6" target="_blank"><strong>Qui il forum per prenotare gli interventi</strong></a> e per inziare lo scambio che avrà il suo culmine il 15 settembre dalle 15 alle 18 a Reggio Emilia.</p>
<p>Ancora un paio di &#8220;novità&#8221; organizzative:</p>
<p>1)<strong><span style="color: #ff6600;"> Webconference</span></strong>. L&#8217;intero Camp sarà suportato da videoconferenza. Anche chi non sarà a RE potrà partecipare ai lavori. Partecipare: non solo &#8220;guardare e ascoltare&#8221; ma anche &#8220;intervenire in diretta&#8221;.</p>
<p>2) <strong><span style="color: #ff6600;">Intervento &#8220;remoto&#8221;</span></strong>. Chi vuole proporre una riflessione sul tema o portare una testimonianza ma non ha la possibilità di farlo a RE può o mandare un video-intervento oppure, se non dispone di adeguati mezzi tecnici,  chiedere il supporto tecnico dei servizi tenologici di UNIMORE per registralo in anticipo. In ogni caso gli interventi pre-registrati saranno visionati nel corso del Camp, trasmessi in videoconferenza e far parte a pieno titolo del dibattito che si svolgerà nel Camp.</p>
<p>Per usufruire dell&#8217;opportunità dell&#8217; intervento remoto è necessario segnalarlo nel forum qui sopra indicato.</p>
<p>Teniamoci in contatto</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giannimarconato.it/2011/09/barcamp-scuola-a-sie-l-2011-lidea-prende-forma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Barcamp Scuola a SIe-L 2011</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2011/08/barcamp-scuola-a-sie-l-2011/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2011/08/barcamp-scuola-a-sie-l-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 15:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barcamp]]></category>
		<category><![CDATA[Processo_alle_tecnologie_didattiche]]></category>
		<category><![CDATA[SIEL]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giannimarconato.it/?p=1882</guid>
		<description><![CDATA[Come forse a molti noto, a metà settembre (14 -16) si terrà a Reggio Emilia l&#8217;annuale conferenza della Società Italiana di e-learning. Nuovo ed intrigante format partorito dal pensiero fervido e geniale di Tommaso Minerva. Tra i diversi &#8220;oggetti&#8221; che danno corpo al mega evento ci sarà anche una sessione Barcamp, una  sessione che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2011/08/BarCampScuola.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1921" title="BarCampScuola" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2011/08/BarCampScuola-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2011/08/siel11.jpg"><br />
</a></p>
<p>Come forse a molti noto, a metà settembre (14 -16) si terrà a Reggio Emilia l&#8217;annuale conferenza della Società Italiana di e-learning.</p>
<p>Nuovo ed intrigante format partorito dal pensiero fervido e geniale di Tommaso Minerva.</p>
<p>Tra i diversi &#8220;oggetti&#8221; che danno corpo al mega evento ci sarà anche una sessione <span style="color: #ff6600;"><strong>Barcamp</strong></span>, una  sessione che si differenzia dalle altre per il suo &#8230; spirito libero, il suo non seguire logiche che potremo chiamare &#8220;istituzionali&#8221;, il suo essere basato sulla rete e sui soggetti che la vivono. Quindi nessuna &#8220;valutazione&#8221; preventiva della &#8220;qualità scientifica&#8221; dei contributi, nessuna programmazione dei contenuti. Soprttutto qualcosa di diverso dal corpo principale della conferenza.</p>
<p>Il Barcamp che è stato chiesto di coordinare ad Antonio Fini ed a me è quello sulla scuola. La questione che ci siamo subito posti è stata come non fare una seconda conferenza in sedicesimo. Una questione non solo di forma ma anche di contenuto.</p>
<p>Scartata l&#8217;idea di fare una seconda vetrina di pratiche didattiche ci siamo buttati su una questione che con Antonio e tanti altri abbiamo affrontato, spesso con vivacità, in rete: una <span style="color: #ff6600;"><strong>riflessione critica di tanti anni di didattica con le tecnologie a scuola,</strong></span> in classe e fuori.</p>
<p>Per essere chiari su ciò che intendiamo per &#8220;riflessione critica&#8221; abbiamo scritto un breve documento di indirizzo. Ecco le nostre elaborazioni che speriemo sufficientemente forti e controverse da attivare un confronto utile a Reggio Emilia.</p>
<blockquote><p>Sono anni che le tecnologie digitali e di internet sono utilizzate a scopo didattico nella scuola. Gli usi didattici delle tecnologie sono anche oggetto di studi, ricerche, sperimentazioni universitarie e non.</p>
<p>Le scuole italiane oggi sono generalmente più informatizzate rispetto a 10 anni fa ed un numero sempre maggiore di insegnanti ha confidenza con le tecnologie e le usa nelle proprie attività di insegnamento.</p>
<p>In questi anni sono stati fatti anche significativi investimenti, soprattutto pubblici, in tecnologie didattiche ed in formazione per gli insegnanti.</p>
<p>La via tecnologica per la scuola non è, oggi, più un opzione ma un dato di fatto da cui non si può, e non è opportuno, prescindere.</p>
<p>La questione della didattica con le tecnologie, accanto alle indubbie luci, presenta tuttavia anche molte ombre. Le luci si riferiscono prevalentemente alla modernizzazione e all’arricchimento della strumentazione presente a scuola; le ombre riguardano l’impatto delle tecnologie sul reale miglioramento dell’insegnamento e dell’apprendimento, sul cosa si fa in classe (e oltre la classe) con le tecnologie. Altra zona d’ombra è la diffusione dell’uso quotidiano delle tecnologie che sembra essere ancora in realtà ancora patrimonio di pochi innovatori e pionieri in un contesto  di sostanziale indifferenza se non di opposizione da parte della generalità degli insegnanti.</p>
<p>Quali sono oggi le prospettive?</p>
<p><span style="color: #ff6600;">Dopo una prima fase sperimentale che potremo definire pionieristica,ricca di tanta generosità ed  entusiasmo e di non poca ingenuità, caratterizzata da un mix di risultati e  fallimenti, di volontariato e punte di elevata professionalità, è possibile pensare al consolidamento organico delle tecnologie nella didattica? Dopo una fase in cui le tecnologie sono state al centro delle nostre attenzioni è possibile  che le stesse diventino trasparenti fino a scomparire? E’ possibile che l’uso didattico delle tecnologie entri a far parte della normalità delle pratiche didattiche e ci si preoccupi di fare buona didattica e non di usare le tecnologie?</span></p>
<p>Da quando le tecnologie hanno iniziato a fare la loro comparsa nelle aule scolastiche abbiamo potuto assistere al lavoro di tanti “pionieri” alcuni dei quali favorevoli … “a prescindere”, altri dotati di eguale entusiasmo anche se accompagnato da maggiore senso critico.</p>
<p>Non pochi dei “pericoli” che il manipolo degli entusiasti-critici paventavano si sono materializzati. Tecnologie come fine e non come mezzo, utilizzo didattico non innovativo ma ripetitivo della didattica convenzionale, usi guidati da scarsa consapevolezza pedagogica e didattica, rischio di perdere il treno dell’innovazione del sistema educativo con l’arrivo delle tecnologie, innovazione più dichiarata che agita, innovazione tecnica non associata ad incremento di efficacia ……. Sono tutte problematiche che sono state spesso affrontate vivacemente e con grande partecipazione, più in rete attraverso blog e social network che nei luoghi “ufficiali” del dibattito teorico e della riflessione sulle pratiche.</p>
<p align="center">Tutto ciò premesso, il tema che vogliamo porre al centro del Barcamp scuola in SIEL 2011 è la riconsiderazione critica delle pratiche di didattica con le tecnologie a scuola.</p>
<p>Alcune domande a cui si potrebbe tentare di dare una risposta:</p>
<ul>
<li>Cosa ha funzionato?</li>
<li>Cosa non ha funzionato?</li>
<li>Le risorse (umane e finanziarie) allocate hanno prodotto un risultato adeguato?</li>
<li>La scuola e gli insegnanti accettano le tecnologie o vi resistono?</li>
<li>Le tecnologie hanno migliorato la scuola? Se si, in cosa? Se no, perché?</li>
<li>Quanto vicini o quanto lontani siamo dal dimenticarci delle tecnologie in sé e pensare solo alla didattica?</li>
<li>Quanta propaganda e quanta autenticità c’è nelle politiche per l’innovazione?  Le politiche di innovazione tramite le tecnologie sono efficaci?</li>
<li>In quali condizioni si lavora oggi con le tecnologie a scuola? Il contesto facilita oppure ostacola?</li>
<li>Le tecnologie a scuola sono ancora una questione aperta e/o controversa? Le tecnologie sono ancora sotto processo?</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Insomma, di carne al fuoco ce ne sarebbe a sufficienza. Resta da vedere se ci saranno persone che avranno voglia di confrontarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Alcuni di questi temi sono già stati ogegtto di post in blog di colleghi che io ho raccolto in <a href="http://www.giannimarconato.it/2011/01/attaccare-le-tecnologie-e-puntare-al-bersaglio-sbagliato/" target="_blank">questo post qui</a> di gennaio 2011</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giannimarconato.it/2011/08/barcamp-scuola-a-sie-l-2011/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vetrine</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2011/07/vetrine/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2011/07/vetrine/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 07:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[CKBG]]></category>
		<category><![CDATA[didamatica]]></category>
		<category><![CDATA[MoodleMoot]]></category>
		<category><![CDATA[SIEL]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie didattiche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giannimarconato.it/?p=1821</guid>
		<description><![CDATA[Forse l&#8217;errore di fondo è mio, aspettarmi troppo dai convegni così detti scientifici. Mi spiego, o, almeno , ci provo. E&#8217; da tempo che non partecipo più, con mie presentazioni, ai diversi eventi &#8220;scientifici&#8221; che si tengono in giro per lo stivale non perchè non abbia cose &#8220;intelligenti&#8221; da presentare ma perchè non trovo una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2011/07/MDA_n10.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1827" title="MDA_n10" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2011/07/MDA_n10-200x300.jpg" alt="" width="167" height="251" /></a></p>
<p>Forse l&#8217;errore di fondo è mio, aspettarmi troppo dai convegni così detti scientifici. Mi spiego, o, almeno , ci provo.</p>
<p>E&#8217; da tempo che non partecipo più, con mie presentazioni, ai diversi eventi &#8220;scientifici&#8221; che si tengono in giro per lo stivale non perchè non abbia cose &#8220;intelligenti&#8221; da presentare ma perchè non trovo una valida ragione per farlo.</p>
<p>E&#8217; da tempo, e chi legge questo blog lo sa, che non ho parole dolci per quegli eventi: li trovo vuoti, privi di stimoli, palcosceni narcistici, giochi di potere.</p>
<p>Tempo fa, una persona che stimo tantissmo, un proto-ertico della nostra scienza, lette le mie critiche a Didamatica mi aveva invitato ad organizzare qualcosa in occasione di Didamatica Torino di quest&#8217;anno. Solo per la stima che nutrivo e nutro  per la persona che mi avave fatto l&#8217;invito gli rispondo affermativamente e gli propongo una sessione per un riesame critico di tanti anni di usi didattici delle tecnologie, qualcosa, in piccolo, di una iniziativa che tengo sempre nel cassetto, il Processo alle  tecnologie didattiche ( http://processoalletecnologiedidattiche.pbworks.com/w/page/18704868/Home). Non ho mai avuto una risposta sull&#8217;accettazione della mia proposta. Così va la vita! Solo pensiero convergente e collusivo!</p>
<p>Più o meno nello stesso periodo vengo invitato da altra persone che stimo professionalmente e che avevo conosciuto in occasione del MoodleMoot di Reggio Emilia a far parte del comitato scientifico del congresso SIEL di quest&#8217;anno, invito che accetto (precisando che da anni non sono più socio SIEL) per la stima e la simpatia per chi mi ha invitato.</p>
<p>Come membro del CS sono stato richiesto di revisionare alcuni dei contributi presentati, cosa che faccio usando, come è ovvio, i miei standard minimi di qualità. Nessuno paper entusiasmante, tre a dir poco indecenti, uno che non sono proprio riuscito a capire cosa l&#8217;autore volesse dire. Ho la sensazione che il livello scarso-mediocre dei contributi presentati che avevo rilevato io sia stato trovato anche da altri del CS. Sensazione che mi piacerebbe verificare.</p>
<p>Ultimo aneddoto prima di passare alle riflessioni.</p>
<p>Tempo fa una giovane collega (italiana) che lavora in una università  inglese (25 anni e responsabile del sistema di tecnologie didattiche  dell’ateneo, pagata sui 2500 euro/mese, contratto a tempo indeterminato)  ha presentato un paper a Siel Milano e mi ha detto che la sua reazione  dopo aver ascoltato tutte le presentazioni è stata <strong><span style="color: #ff6600;">“tutto qua?”</span></strong>. Il suo  stupore era non tanto per la bassa qualità delle presentazioni ma per il  fatto che gli organizzatori le avessero ammesse!</p>
<p>Mi domando, allora, è mai possibile che personaggi di vaglio come sono certamente quelli che siedono nei CS degli eventi e nei direttivi delle associazioni che li organizzano, vadano a pesca con una rete (di selezione) a maglie così larghe che passa tutto?</p>
<p>Possibile che non si accorgano che così facendo, accettando cani e porci (spesso, anzi sempre quando mi sono presentato,  hanno accettato anche me) non fanno un buon servizio alla causa?</p>
<p>Ho il sospetto che se usassero i criteri che loro stessi vorrebbero applicare si troverebbero con quattro gatti a fare le presentazioni ed i loro prestigiosi eventi finirebbero come neve al sole.</p>
<p>Non mi interessa in questa occasione stigmatizzare la <strong><span style="color: #ff6600;">cultura collusiva che tiene in piedi questa associazioni </span></strong>(io vengo alla tua conferenza e te la legittimo, tu accetti il mio lavoro e mi legittimi) e la loro vera ragione d&#8217;essere.</p>
<p>Per ma la questione-madre è che <strong><span style="color: #ff6600;">la</span><span style="color: #ff6600;"> pochezza media delle presentazioni alle conferenze riflette la debolezza delle pratiche e che queste sono la conseguenza della cattiva &#8220;scuola&#8221; che il modo scientifico, accademico e formativo fanno</span></strong>.</p>
<p>Perchè, allora non comiciare ad &#8220;educare&#8221;  un po&#8217; attraverso con una maggior selettività delle presentazioni? Se non ci sono contributi degni di una conferenza nazionale, al limite, quella conferenza non si fa. Sai che scossone si darebbe al nostro tran tran se il presidente, diciamo di AICA, dicesse; signori, scusateci ma quest&#8217;anno Didamatica non si fa perchè ci vergognamo a mettere in programma i contributi che ci sono pervenuti!</p>
<p>Se un mio paper (oggettivamente indecente) viene accettato (perché  altrimenti non si potrebbe fare il convegno o lo stesso non sarebbe  tanto “ricco”), io sono portato a credere che il mio lavoro abbia un  buon valore “scientifico” e sono confermato nella bontà del mio  approccio. Se, invece, qualcuno, con la sua autorevolezza, mi dicesse:  Marconato, il tuo lavoro fa pena, sul subito ci rimarrei male, ma  riavutomi, inizierei a riflettere sul perché  della  valutazione e  comincerei a mettere in discussione non solo il paper e l’attività cui  si riferisce ma l’intero mio approccio a cominciare dai fondamentali.</p>
<p>Altra questione.</p>
<p>Fino ad ora ho parlato di presentazioni troppo spesso, eufemisticamente parlando, non adatte a conferenze scientifiche. Ciò non significa che le pratiche che vengono presentate siano intrinsecamente &#8230; indecenti.</p>
<p>Capiamoci: vogliamo fare tante &#8220;<span style="color: #ff6600;"><strong>vetrine delle pratiche</strong></span>&#8221; (più o meno buone) o conferenze di valore scientifico?</p>
<p>Parecchie attività oggetto delle presentazioni da me incriminate sono apprezzabili perchè segnalano la buona volontà di chi la ha promosse (spesso tra mille difficoltà e bastoni tra le ruote messi da chi dovrebbe facilitare la pedalata), hanno elementi cui ispirarsi, hanno qualcosa da condividere. Sono pratiche da far conoscere. Sono pratiche che meritano un supporto perchè i loro autori spesso devono scontare l&#8217;ostilità anche dell&#8217;ambiente in cui operano ed un aiutino esterno non farebbe loro male.</p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;">Ma una cosa è mettere in mostra, altra è dare un contributo scientifico a partire da quelle pratiche.</span></strong> Troppo spesso i così detti convegni scentifici altro non sono che vetrine di pratiche, a volte di pratiche ripetitive, stantie. E di vetrine di pratiche ce ne sono fin troppe grazie anche alla rete.</p>
<p>Concludo:</p>
<ol>
<li>chiariamoci su cosa vogliamo siano questi convegni/conferenze</li>
<li>troviamo il modo di far davvero crecere questo settore</li>
<li>smettiamola con pratiche collusive</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;&#8212;</p>
<p>Immagine www.mariedargent.com</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giannimarconato.it/2011/07/vetrine/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Congresso SIeL 09 a Salerno</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2009/05/congresso-siel-09-a-salerno/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2009/05/congresso-siel-09-a-salerno/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 May 2009 09:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[SIEL]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giannimarconato.it/?p=731</guid>
		<description><![CDATA[Il VI congresso della Sociatà Italiana di e-learning si terrà quest&#8217;anno a Salerno e sarà organizzato dall&#8217;Università degli Studi di Salerno. L&#8217;evento &#8220;E-learning, Creatività e Innovazione&#8221;  si terrà dal 16 al 18 di settembre. Qui il sito del Congresso. Date importanti 15 giugno 2009 Sottomissione dei Long Abstract/abstract per i Poster 1 luglio 2009 Comunicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-732 aligncenter" title="sile09" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2009/05/sile09.jpg" alt="sile09" width="378" height="85" /></p>
<p>Il VI congresso della Sociatà Italiana di e-learning si terrà quest&#8217;anno a Salerno e sarà organizzato dall&#8217;Università degli Studi di Salerno.</p>
<p>L&#8217;evento &#8220;<span style="color: #ff6600;"><strong>E-learning, Creatività e Innovazion</strong></span>e&#8221;  si terrà dal 16 al 18 di settembre. <a href="http://www.congressosiel.unisa.it/" target="_blank">Qu</a>i il sito del Congresso.</p>
<p>Date importanti</p>
<ul>
<li> <strong>15 giugno 2009</strong> Sottomissione dei Long Abstract/abstract per i Poster<strong></strong></li>
<li><strong>1 luglio 2009</strong> Comunicazione della eventuale accettazione o indicazione di revisione</li>
<li><strong>1 settembre 2009</strong> Stesura definitiva lavori</li>
</ul>
<p>Questi i temi su cui presentare contributi:</p>
<ul>
<li> Technology Enhanced Learning</li>
<li> eLearning policy</li>
<li> e-tutoring e e-Knowledge</li>
<li> Collaborative Virtual Learning</li>
<li> Lifewide learning: M-Learning, t-learning</li>
<li> Blended-learning</li>
<li> Adaptive solution e personalizzazione intelligente</li>
<li> Learning 2.0/3.0</li>
<li> Competence Knowledge Management</li>
<li> E-learning: Metadata e Standards</li>
<li> Educational Gaming, experiential learning, e augmented reality</li>
</ul>
<p>Dalla presentazione ufficiale:</p>
<blockquote>
<div>
<p>Il 2009 è stato proclamato <em><strong>Anno europeo della creatività e dell&#8217;innovazione</strong></em> al fine di «dimostrare con esempi concreti l’importanza di equiparare i concetti di creatività e di innovazione anche in contesti diversi, quali la scuola, l’università, le organizzazioni pubbliche e private» (Commissione delle Comunità Europee, Bruxelles, 28.3.2008)</div>
<p>Il VI Congresso della Società Italiana di e-Learning desidera inserirsi in tale scenario proponendo un’analisi ed una riflessione sul ruolo che l’e-learning può svolgere nella formazione “creativa ed innovativa” sia nei contesti dell’istruzione formale sia in progetti di qualificazione e/o riqualificazione delle conoscenze e delle competenze individuali e collettive in un’ottica long-life</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giannimarconato.it/2009/05/congresso-siel-09-a-salerno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SIEL 08, riflessioni finali</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-riflessioni-finali/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-riflessioni-finali/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 08:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[SIEL]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.giannimarconato.it/?p=402</guid>
		<description><![CDATA[SIEL 98 (mie) conclusioniQuali idea farsi dello stato della didattica con le tecnologie, oggi, in Italia sulla base di quanto visto e di quanto non visto al V^ congresso SIEL?Se quanto presentato a Trento fosse realmente rappresentativo del panorama italiano (e credo che in buona parte lo si possa considerare tale, almeno per quanto riguarda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/SPry7sqFyqI/AAAAAAAAA_A/MC3WAluSMC4/s1600-h/siellogo.gif"><img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/SPry7sqFyqI/AAAAAAAAA_A/MC3WAluSMC4/s400/siellogo.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5258782622322379426" /></a><br />SIEL 98 (mie) conclusioni<br />Quali idea farsi dello stato della didattica con le tecnologie, oggi, in Italia sulla base di quanto visto e di quanto non visto al V^ congresso SIEL?<br />Se quanto presentato a Trento fosse realmente rappresentativo del panorama italiano (e credo che in buona parte lo si possa considerare tale, almeno per quanto riguarda la parte scientifico-culturale ed il contesto accademico), mi sento di dire che stiamo assistendo ad un (ritardato) allineamento con quanto sta avvenendo altrove, in Europa e fuori.<br />Ricordo un convegno, proprio qui a Trento, sulle e-university, tre – quattro anni fa, con tutte le più importanti università italiane presenti in gran spolvero e la mediocrità dei discorsi che lì si furono fatti. Un panorama a dir poco triste; anni luce indietro a quanto sentito la settimana scorsa ed anni luce lontano dal discorso internazionale. Slogan, rimasticature mal fatte. Zero esperienza, zero consapevolezza ….<br />Relativamente, quindi, un enorme passo in avanti. <br />In senso assoluto, posizionando, quindi, la ricerca, la sperimentazione, la concettualizzazione nostrana sulla scena internazionale, si può dire che cominciamo a confrontarci con quanto avviene al di fuori.<br />Forse ancora nulla di nuovo; nessun contributo al know-how, alla conoscenza, allo stato dell’arte. Non credo sia un caso che nessuno dei nostri “grandi” nomi (quelli che trovi in tutti convegni, in tutte le commissioni, nei luoghi che contano) è mai citato nella letteratura non dico internazionale ma, neppure europea. Tutti illustri sconosciuti. Ma, qui, riveriti ed onorati.  Le ragioni? Forse quelle indicate dall’ottimo Olimpo: la cultura dominante dell’interesse di bottega. una comunità “scientifica” poco meritocratica. Possiamo aggiungere (basta leggere i giornali e riferirci alla nostra esperienza diretta) … più presa dai giochi di potere che dall’autentico interesse scientifico. Ho, quasi, la sensazione, che la tensione alla “qualità”, alla vera ricerca, alla produzione di conoscenza sia un lusso che non l’università non si possa permettere dovendo dedicare tutte, o quasi, le energie al mantenimento del proprio orticello.<br />Con le dovute eccezioni. Che sono le (poche, per ora) cose belle sentite a Trento. Qualche “vecchio” illuminato; qualche “giovane” a cui sono state offerte delle opportunità, qualche piccola e nuova università in cui si è insediata una diversa cultura. <br />Sperimentazioni didattiche di spessore, collegate a questioni attuali nel dibattito internazionale, con una buona consapevolezza delle concettualizzazioni e dei risultati della ricerca “contemporanea”; qualche innovazione coraggiosa, forse spregiudicata (in senso positivo).<br />Qualche buon lavoro fatto da operai del settore (qualche insegnante, qualche professionista).<br />Qualche nome? Brillanti e coraggiosi i lavori del METID; seri e di spessore alcuni di quelli venuti da La Sapienza, da Tor Vergata e da Macerata. E il nucleo storico dei fiorentini, per anni motore  e fucina di idee nelle tecnologie didattiche?<br />Ho visto tanti “giovani cervelli” (studenti, dottorandi, ricercatori) in azione; alcuni già liberati, altri ancora sotto chiave. Forse un problema di cambiamento generazionale, cambiamento tanto più importante in un dominio il cui oggetto (la tecnologia) non può essere pienamente compresa ed usata da chi non sia stato allattato con il silicio.       </p>
<p><<<<<<br />Qualche riferimento tecnico<br />Su tutto il web 2.0. Una moda? Un riferimento d’obbligo? Un provincialismo concettuale? Qualcosa di buono misto a qualcosa di sospetto Ma, anche, riferimenti “antichi” (Mager, Dick, Carrey, ad esempio).<br />Un rinnovato interesse per l’AI, Intelligenza Artificiale, concettualizzazione e pratica associata a suo tempo naufragata perché il presumere un parallelismo tra il funzionamento del cervello e quello del pc non aveva dato i frutti sperati. Chissà da dove ricominceranno …<br />Si è iniziato a concepire le tecnologie non solo per la fad ma anche per la didattica in presenza.<br />Non è, però, ancora chiara la distinzione, essenziale a mio avviso, tra gli usi organizzativo/logistici e quelli “didattici”. Sono due realtà completamente differenti che richiedono approcci, competenze e tecnologie differenti.<br />Vedo che si dà ancora uno spazio specifico/dedicato alle tecnologie: da una parte la didattica “normale” e dall’altra quella technolgy-based (o e-learning). E questo, a mio avviso, ci tiene ancora lontani dalla definiva stabilizzazione delle tecnologie nella scuola.<br />Le tecnologie, infatti, si saranno realmente insediate nei nostri sistemi educativi quando non si parlerà più di tecnologie (che, a quel punto, saranno diventate “trasparenti”) e si useranno laicamente se e quando saranno utili. Come uno dei tanti strumenti a disposizione.<br />Si cominciasse, almeno, a ragionare in questa prospettiva…….
<div class="blogger-post-footer">
<p id="blogfeeds"><$BlogFeedsVertical$></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-riflessioni-finali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SIEL 08, ultimi fuochi</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-ultimi-fuochi/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-ultimi-fuochi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 08:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[SIEL]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.giannimarconato.it/?p=401</guid>
		<description><![CDATA[Partiamo (all&#8217;alba) noi. Egon Gastaldelli e Gianni Marconato presentano il paper: “Come gli insegnanti usano le tecnologie. Analisi qualitativa del progetto Pionieri”. Il lavoro è tratto dalla tesi di laurea magistrale di Egon. Qui una breve sintesi del paper e qui il full paper Amos Carri e altriPresentano dei modelli di progettazione didattica. I loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/SQHkQqYUdtI/AAAAAAAAA_Y/RFxrm9MgZfk/s1600-h/siellogo.gif"><img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 60px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/SQHkQqYUdtI/AAAAAAAAA_Y/RFxrm9MgZfk/s400/siellogo.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260736814650783442" /></a></p>
<p>Partiamo (all&#8217;alba) noi. <br /><span style="font-weight:bold;">Egon Gastaldelli e Gianni Marconato</span> presentano il paper: “Come gli insegnanti usano le tecnologie. Analisi qualitativa del progetto Pionieri”. Il lavoro è tratto dalla tesi di laurea magistrale di Egon. Qui una <a href="http://oltreelearning.blogspot.com/2008/09/i-pionieri-bolzanini-al-sie-l-di-trento.html">breve sintes</a>i del paper e qui il <a href="http://www.scribd.com/doc/6787963/Come-gli-insegnanti-usano-le-tecnologie-Analis-qualitativa-del-progetto-Pionieri ">full paper</a></p>
<p><span style="font-weight:bold;">Amos Carri </span>e altri<br />Presentano dei modelli di progettazione didattica. I loro riferimenti (preferiti, immagino) non sono niente poppò di meno che l’ID (instructional Design) di Dick &#038; Carey con ardite incursioni su Gagnè e Mager. Nulla da dire sul valore dei grandi (per davvero) citati. Ma, mi domando, possibile che nel 2007 non ci si possa confrontare, anche, con la ricerca sulla psicologia dell’apprendimento contemporanea? Perché fermarsi ai risultati di 10, 20 e più anni fa? Perché limitarsi ad evidenziare l’importanza del comportamento osservabile? <br />I grandi padri vengono comparati con il “pensiero” di tale Ronsivalle. Mi scuso con gli autori e con il citato Ronsivale, ma quale è il contributo originale di quest’ultimo, alla nostra scienza? Ringrazio chi colmerà questa mia grave lacuna.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">Veronica Mobilio, Elena Valentin</span>i, La Sapienza<br />Tra America ed Italia, LO e Learning Activity. Viene presentato IeLM, un master in progettazione e gestione di processi formativi in e-learning tenuto a La Sapienza. La tipicità del master, fatto in collaborazione con una università americana, è stato il duplice approccio metodologico content-based vs. activity-based), il primo consolidato in Europa/Italia, il secondo negli USA<br />Si è trattato di due  percorsi paralleli e sinergici con lo scopo di fornire ai corsisti una preparazione ampia e consapevole dei due principali (secondo le autrici) approcci agli usi didattici delle tecnologie. Nel master è stata “fornita” conoscenza teorica ed operativa lungo le fasi standard della filiera della progettazione didattica. La loro conclusione è che si tratta di modelli da integrare con pesi differenti. Il mio pensiero è che si stai operando una artificiosa differenziazione in due modelli, in realtà si ibridano senza soluzione di continuità. Io propugno un modello basato su “attività di apprendimento” in cui in “contenuti” siano trattati nel contesto delle attività da svolgere.<br />Non a caso, si usa dire che i contenuti sono strumenti per risolvere problemi ….    <br /><span style="font-weight:bold;"><br />Patrizia Magnoler</span>, Unimacerata<br />Dai diamanti non nasce niente,  …cantava il sempre più grande Fabrizio. Non certamente dal letame ma da una piccola,  nuova (se paragonata alle storiche)  e dinamica realtà, arriva un altro bel contributo di Patrizia, una che le cose di cui parla e che fa se le sente proprio sulla punta delle dita (e nel cuore). Questa volta ascolto il suo “Progettare per dispositivi”, il cui imperativo è “ripensare la progettazione” (delle attività didattiche).  <br />Progettare, afferma Magnoler, vuol dire costruire nell’altro (l’utente) un abito mentale e si deve essere consapevoli di questa responsabilità . <br />Quando si progetta non si può mai essere sicuri del risultato per cui è necessario essere certi del percorso, della sua qualità, dei suoi passaggi.<br />Quando si progetta non si può prescindere dalla storia delle conoscenze di chi intraprenderà il percorso che abbiamo progettato. <br />La proposta di Magnoler è di passare da una logica deduttiva legata alle tassonomie delle conoscenze a quella del ri-attraversamento delle conoscenza acquisite. Questo porta alla valorizzazione del sapere degli insegnanti e ad una co-costruzione di teorie tra formatori ed insegnanti. </p>
<p><span style="font-weight:bold;">Chiara Sancin</span><br />Parla di un progetto di T-learning, (formazione via televisione interattiva), il Beacon project<br />http://www.beacon-dtt.com/en/index.php , una attività di formazione via digitale terrestre fatta  in collaborazione con il Brasile</p>
<p>Valentina Comba, Maria Elena Turchi, Unibilogna <br />Parlano dei diritti d’autore nello sviluppo di  LO fatta dai propri docenti per essere usati nell proprie attività accademiche. Una lunga disquisizione giuridica che non capisco (e che non  mi interessa). La conclusione, mi pare di aver capito, è di regolamentare con atto amministrativo l’attribuzione dell’incarico di produzione che specifici se si tratterà di cessione a titolo definitivo o di licenza a titolo temporaneo.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">Serena Battigelli</span>, Univesrità di Genova <br />Presenta una analisi delle interazioni nel corso EPICT, patente europea per la didattica con le tecnologie, in corse da tempo nella sua università. Una analisi su un campione di  350 utenti con lo scopo di identificare quali siano gli ambienti di interazione più idonei sostenere le attività didattiche. Forum, mail, chat, skype, telefono, log e  wiki di progetto, blog personali, condivisione di file. Alcune conclusioni del lavoro di Serena: <br /><span style="font-style:italic;">Le tre cause principali per lo scarso utilizzo degli strumenti di comunicazione a disposizione dei membri della comunità EPICT: la molteplicità degli strumenti che confonde e demotiva la partecipazione; la difficoltà di utilizzo/raggiungimento degli spazi di comunicazione a fronte di una moderata “’urgenza di comunicare”; l’esigenza di ricevere e gestire le notizie sulla comunità all’interno della propria casella di posta elettronica.<br />I dati suggeriscono azioni di miglioramento: l’uso di WIKI per potenziare i già efficienti strumenti di comunicazione nel lavoro di gruppo; la progettazione di un ambiente di social networking per creare ambienti di coinvolgimento reciproco, per legare ad azioni comuni, e per facilitare il perpetuarsi e l’evoluzione del repertorio di comportamenti condivisi sviluppati durante il corso; la<br />realizzazione di una newsletter o di una mailing </span>
<div class="blogger-post-footer">
<p id="blogfeeds"><$BlogFeedsVertical$></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-ultimi-fuochi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SIEL 08, tutto sul 2.0 (ed oltre)</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-tutto-sul-20-ed-oltre/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-tutto-sul-20-ed-oltre/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 10:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[SIEL]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.giannimarconato.it/?p=400</guid>
		<description><![CDATA[Ampio spazio è stato dedicato alla presentazione di esperienze finalizzate al recupero delle caratteristiche del 2.0 in ambienti di e-learning. Segno che il tema è, quanto meno, attuale.Francesco Magagnino presenta un prototipo di ambiente per l’apprendimento informale.Il suo obiettivo era il superamento del modello LMS/VLE, che sostiene modelli didattici formali ed istituzionali ed andare oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://4.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/SPXD-kvS1sI/AAAAAAAAA-4/BO4-rp5X0y0/s1600-h/Siel08_it.jpg"><img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/SPXD-kvS1sI/AAAAAAAAA-4/BO4-rp5X0y0/s400/Siel08_it.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257323619806271170" /></a></p>
<p>Ampio spazio è stato dedicato alla presentazione di esperienze finalizzate al recupero delle caratteristiche del 2.0 in ambienti di e-learning. Segno che il tema è, quanto meno, attuale.<br /><strong>Francesco Magagnino</strong> presenta un prototipo di ambiente per l’apprendimento informale.<br />Il suo obiettivo era il superamento del modello LMS/VLE, che sostiene modelli didattici formali ed istituzionali ed andare oltre la metafora “corso” per andare verso quella che lui chiama “Usercrazia”, o democrazia partecipata.<br />Il modello proposto è quello del PLE, Personal Learning Environment e per aggregare conoscenze generate in luoghi diversi  del web viene usato l’applicativo <strong>PEENV</strong> che consente di creare comunità virtuali trasversali. Aspettiamo di vedere l’applicativo per capire se vi sia qualcosa di nuovo ed interessante.</p>
<p><strong>Andrea De Lucia</strong> ed altri dell’Università di Salerno (prossimi organizzatori della conferenza <strong>SIEL 2009</strong>, tenere nota) parlano di e-learning con Second Life. SL viene visto da loro come ambiente per comunicazione / visione / controllo; un approccio molto “umano” – ergonomico. SL presenta, sempre secondo loro, nuove metafore di navigazione ed una interazione nel web più ricca. Viene fatto uso anche di Google Lively (Chat 3D distribuita) http://www.lively.com/html/landing.html <br />Pare che il fattore in cui SL influenza beneficamente l’ambiente dia apprendimento sia la sensazione di presenza. Dalla descrizione di come i principi siano stati resi in pratica, continuo a non capire che senso abbia fare tanta fatica per riproporre una lezione trasmissiva tradizionale (perché di questo si è trattato) tramite SL. Forse l’ “equivoco” nasce dal fatto che l’intera esperienza è stata condotta da ingeneri del software che, facendo quello che sanno fare (per fortuna), hanno fatto un impegnativo sviluppo informatico ma di scarsa rilevanza didattica, di scarsa incidenza sui processi di apprendimento.   </p>
<p><strong>Per Giuseppe Rossi e Attilio Predazzoli</strong> dell’Università di Macerata presentano un ILE, Intelligent Learning Environment, una applicazione che spazia dal web 1.0 al (futuribile) 3.0 (web semantico? tridimensionale?), vuole  valorizzare  il web 2.0. per fare un e-learning di qualità. La strada passa per l’integrazione tra e-l e knowledge management facendo uso dei metodi e degli strumenti dell’intelligenza artificiale per l’e-l. Lo scopo della ricerca è quello di ridurre il carico di lavoro per docenti e tutor nell’assistere le persone che interagiscono a distanza. <br />Interesante questa loro ricerca/sperimentazione che vuole recuperare le potenzialità dell’AI superando il modello degli Intelligent Tutor Systems considerati troppo rigidi e legati a specifici contenuti. Il nuovo applicativo, non ancora messo a punto, mancando la parte più significativa, la capacità della macchina di decodificare i significati per retroagire con feedback a valenza didattica. Viene usato OLAT 6, un LMS sviluppato dall’università di Zurigo che, per la sua architettura informatica, si presta all’integrazione con  l’ILE, con un ambiente autore, videoconferenza e applicativi di web 2.0.<br />Viene precisato che l’applicativo, una volta messo a punto, dovrebbe liberare i tutor da attività di 1^ livello (forse risposte a domande routinarie che non implicano eccessive decodifiche semantiche) e sostenere gli studenti nei lavori di 1 livello con “suggerimenti amichevoli”.  </p>
<p><strong>Susanna Sancassani</strong>, METID, Politecnico di Milano, presenta un progetto in cui si integrano strumenti di web 2.0 in un laboratorio online per la formazione di  sviluppatori di percorsi elearning. Come applicativo “base” si è usato un WIKI che  funga da “spina dorsale” del progetto con link ad altri strumenti esterni come YouTube quando serve un video o di mapping online quando serve una rappresentazione visuale. Lo scopo è quello di aprire la didattica al mondo esterno usando per la formazione dei progettisti/formatori strumenti presenti nel “mondo esterno”. </p>
<p><strong>Carlo Giovannella</strong>, Università di Tor Vergata, presenta una “vision” del futuro dell’educazione imperniata sul Learning 2.0. Quanto  mai opportunamente, l’autore afferma che molto spesso una “esperienza formativa” non è una “esperienza”. I rapporti studente-docente sono poco significati se non ostili. Questo avviene perché la maggior parte delle attività formative si svolge ancora sui VLE tradizionali es. Moodle che sono chiusi, compartimentati, con scarsa attenzione all’apprendimento come pratica sociale Bisogna, per contro, creare opportunità di “interazione densa”, utilizzando i PLE (e riferendosi a concetti quali il connessionismo ed il situazionismo). Sulla base di queste considerazioni, a Tor Vergata si lavora per sviluppare quello che chiamano un “Virtual Learning Place”. I primi risultati sono visibili con <strong>LIFE,</strong> vedi LIFE http://life.mifav.uniroma2.it/</p>
<p><strong>Elisa Spadavecchia</strong>, dinamica insegnante al liceo Quadri di Vicenza (www.liceoquadri.it) presenta una esperienza positiva di attività di recupero e sostegno con gli strumenti del web 2.0. Più che soddisfacenti i risultati e tra questi una significativa contaminazione dei suoi colleghi di liceo che autonomamente hanno iniziato ad utilizzare la strumentazione da lei messa a disposizione. Divertente l’approccio “metodologico” da lei utilizzato con gli allievi, il …..  “<em>costrettivismo</em>”, visto che con astute strategie li ha costretti a partecipare alle attività didattiche anche durante le vacanze (auto-privandosi anch’essa di parte delle sue vacanze)
<div class="blogger-post-footer">
<p id="blogfeeds"><$BlogFeedsVertical$></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-tutto-sul-20-ed-oltre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SIEL 08, le prime voci dal popolo</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-le-prime-voci-dal-popolo/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-le-prime-voci-dal-popolo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 10:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[SIEL]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.giannimarconato.it/?p=399</guid>
		<description><![CDATA[Inizia Emilia Fortunata Corsi, dottoranda di ricerca a Macerata con “Philosophical e.argumentation”. Si tratta di una sperimentazione con le scuole superiori con lo scopo di rimotivare allo studio della filosofia legandola al vissuto degli studenti ed all&#8217;uso di strumenti loro familiari. Fa un aggancio concettuale all’apprendimento significativo. Il taglio didattico della sua sperimentazione è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://2.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/SPXDA5hTcrI/AAAAAAAAA-w/STFhQx-cUUg/s1600-h/Siel08_it.jpg"><img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/SPXDA5hTcrI/AAAAAAAAA-w/STFhQx-cUUg/s400/Siel08_it.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257322560232846002" /></a></p>
<p>Inizia <strong>Emilia Fortunata Corsi</strong>, dottoranda di ricerca a Macerata con “Philosophical e.argumentation”. Si tratta di una sperimentazione con le scuole superiori con lo scopo di  rimotivare allo studio della filosofia legandola al vissuto degli studenti ed all&#8217;uso di strumenti loro familiari. Fa un aggancio concettuale all’apprendimento significativo. Il taglio didattico della sua sperimentazione è il <em>filosofare come attività pratica</em>. La nostra si dilunga (ed ascolto con interesse) su diverse accezioni del “filosofare” del “fare filosofia” per presentare il quadro concettuale che sosterrà il suo uso delle tecnologie. Nella sperimentazione utilizzerà in maniera massiccia i forum come strumento che favorisce il ritorno all’oralitá, al narrare, all’argomentare. Userà, infine l’applicativo Araucaria per diagrammare ed analizzare le conversazioni secondi i diversi approcci al “filosofare”.</p>
<p><strong>Maria Cinque e Claudio Pensieri</strong> parlano di Attitudine degli studenti vrso l innovazione e la creazione di comunità di apprendimento, una esperienza svolta al Campus Biomedico di Roma (struttura formativa privata). Lo scopo è di fare, a Medicina, lezione in modo nuovo facendo partecipare attivamente tanto gli studenti che i docenti. Per questi ultimi, lo scopo del progetto è di aiutarli a produrre autonomamente le risorse didattiche. Non ho ben capito quali diavolerie abbiano usato (se non una infrastruttura WiFi, dei laptop, un certo “Ubliqutus presenter tool”  per interagire sulle slide). Non pare che i risultati siano stati un gran che. I docenti non hanno modificato il loro modo di operare, il tempo che avrebbero dovuto dedicare alla propria formazione ed allo sviluppo di risorse didattiche veniva considerato “tempo sprecato”; solo gli studenti, pare, abbiano manifesto una qualche forma di atteggiamento favorevole ai “nuovi” modi partecipare alle lezioni.  </p>
<p><strong>Beate Weiland e Monica Parricchini</strong> dell’Università di Bolzano parlano delle valenze del blended learning in contesto universitario. Obiettivo della sperimentazione era di innovare la didattica laboratoriale usualmente di tipo teorico ed a didattica trasmissiva. Si è usato un ambiente digitale (Moodle), si sono realizzate attività di gruppo in aula con laptop. Gli elementi di utilità didattica sono riferibili all’aumento della riflessione e del confronto. Anche qui è stato necessario superare lo scetticismo iniziale degli studenti. Uno dei temi di maggior criticità (che con tagli differenti è ritornato anche in parecchi altri casi che sono stati presentati) riguarda il feedback che è necessario dare alle persone che lavorano ed interagiscono a distanza con il supporto delle tecnologie. Aumentano, sì, le interazioni, ma aumenta, anche, la necessità, di chi gestisce la didattica, di dedicare tempo al monitoraggio di queste ed alla cura del feedback.</p>
<p>B<em><strong>reve digressione</strong></em> con il pretesto della problematica sollevata da Weilad e Parricchini: La soluzione potrebbe essere che le persone non abbiano bisogno di feedback?  che si abituino a non aspettarsi l’intervento del docente visto come l’entità che legittima il loro lavoro?  Che gli studenti acquisiscano una sicurezza tale da non avere bisogno del feedback? Che si aiutino e si legittimino tra di loro? Questa parrebbe essere la prospettive indicata dalle relatrici.<br />Da un lato credo che se si sta agendo in un contesto educativo sia necessario avere sempre una presenza didattica, che in questi casi si esplicita attraverso il monitoraggio ed il feedback; dall’altro sarebbe utile auto monitorarsi ed, attraverso la riflessione anche condivisa, trarre le proprie conclusioni.<br />Una tematica aperta e di non facile soluzione.</p>
<p>Segnalo, per questa tematica, che in una successiva tavola rotonda <strong>sull’Intelligenza Artificiale </strong>(AI) di “nuova generazione”, si sono prospettate possibili soluzioni attraverso tecniche  e strumenti di AI, quanto meno per l’erogazione di un tutoraggio di primo livello risparmiando, così, sul tempo (e sul costo) del tutor analogico. Staremo a vedere          </p>
<p><strong>Piergiuseppe Ellerani</strong>, Universtità di Bolzano,qui come referente scientifico di un progetto finanziato dalla Provincia di Trento per gli insegnanti delle scuole pubbliche,  presenta il  “blended ricorsivo tridimensionale”, una modellizzazione concettuale di quel progetto (DidaPat) che ha come infrastruttura tecnologica una integrazione di Joomla più Moodle, come modello didattico l’apprendimento cooperativo e l’enfasi sulle differenze di stili di apprendimento, una pluralità di ruoli coinvolti (da qui il “tridimensionale”). </p>
<p><strong>Federica Brambilla Alberto Colorni e Nicola Padovani</strong> del METID; politecnico di Milano parlano di coaching didattico , matematica, teatro e strumenti online per la diffusione della conoscenza scientifica. Un bel progetto di sperimentazione di linguaggi diversi nelle scuole pubbliche milanesi di vario ordine. Si usano i “giochi” con un mix di collaborazione e competizione, il web, il teatro, il digitale …Da conoscere meglio il loro progetto Mathonline ed altri progetti di una certa complessità e difficili da &#8220;registrare&#8221; durante una presentazione fatta al (abituale) passo di carica per stare nei 15 minuti assegnati … <strong><br />Veronica Mobilio</strong>, La Sapienza, illustra la sperimentazione Learning to Play LTP, gioco e tecnologie di rete al servizio della didattica universitaria. Si è parlato della sperimentazione di una piattaforma di videogame strategico con forum grafici  nato da un  progetto di tesi ed evoluto a sperimentazione didattica. Lo scopo della strategia didattica era quello di arricchire e rinforzare le attività d aula. Il modello  è quello del social netwtorking. Le attività si sviluppano attraverso domande stimolo correlate ai contenuti delle lezioni in aula. E’ stata notata una elevata qualità delle riflessioni.
<div class="blogger-post-footer">
<p id="blogfeeds"><$BlogFeedsVertical$></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-le-prime-voci-dal-popolo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Siel 08, le verità di Olimpo</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-le-verita-di-olimpo/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-le-verita-di-olimpo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 10:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[SIEL]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.giannimarconato.it/?p=398</guid>
		<description><![CDATA[La keynote speech è affidata a Giorgio Olimpo, presidente dell’Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR, una delle poche sedi in cui si fa qualcosa di ricerca su questo tema. Ho la sensazione che i tagli ai fondi per la ricerca stiano facendo patire anche questo ente.Il tema: “Tecnologie ed apprendimento. Guardare al passato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/SPXAzCiRZTI/AAAAAAAAA-o/8NgKaLOsWkM/s1600-h/Siel08_it.jpg"><img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/SPXAzCiRZTI/AAAAAAAAA-o/8NgKaLOsWkM/s400/Siel08_it.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257320123111400754" /></a></p>
<p>La keynote speech è affidata a Giorgio Olimpo, presidente dell’Istituto per le Tecnologie Didattiche del CNR, una delle poche sedi in cui si fa qualcosa di ricerca su questo tema.  Ho la sensazione che i tagli ai fondi per la ricerca stiano facendo patire anche questo ente.<br />Il tema: “Tecnologie ed apprendimento. Guardare al passato per costruire al futuro”.<br />La prima parte dell’intervento riguarda un excursus sugli usi didattici delle tecnologie.<br />Alla fine anni 60, con la Computer Aided Instruction (la famigerata CAI) il modello era quello dell’agente istruzionale, la macchina  che interagisce, regolando il flusso di informazione con lo studente.<br />Con l’avvento delle scienze cognitive (anni ’80) cambia il punto di vista: si propone  un contesto educativo in cui lo studente inizia ad essere l’attore. Si parla di Computational Environments for Human Learning.<br />La tecnologia comincia ad essere vista come una risorsa per apprendere con sue proprie specificità contrapponendosi, in questo modo ai modelli  emulativi (tramite tecnologia) di modalità tradizionali di didattica.  La tecnologie inizia a connotarsi come una componente del contesto educativo. La strategia didattica è solo parzialmente  implicita nello strumento. Sul piano delle teorie dell’apprendimento si propone una complementarietá di apprendimento individuale ed a costruzione sociale.<br />Interessante l’opinione, supportata da analisi, che Olimpo espone: <strong>con  l’emergere di nuove tecnologie si é fatto un passo indietro sul piano concettuale</strong>. Un esempio, l’e-learning che ripropone, con le tecnologie, una didattica istruzionista che nella scuola “normale” era ed è in una fase di ripensamento e superamento. <br />Questo è avvenuto anche con gli Intelligent Tutoring System ed anche con la multimedialità,<br />Con l’e-learning, nelle sue espressioni dominanti, si ha una cattiva erogazione di contenuti e un’interazione non integrata ed opzionale e con modelli, organizzativi rigidi. <br />Adesso parte una <strong>bordata di critiche al sistema</strong>. (chissà se qualcuno dei presenti ascolterà). Si fa didattica con le tecnologie senza tener conto dei risultati della ricerca. E questo é un peccato comune ai ricercatori, ai policy maker, al mondo del business. Molti comportamenti di decisori politici, di responsabili di istituzioni ed organizzazioni educative si recepiscono le tecnologie  come un fatto ineluttabile (= ci sono, dobbiamo occuparcene), come un rischio misto a paura. Si vedono le tecnologie come rimedi contro la noia di tanta didattica. Ciò che sembra guidare tante scelte a favore delle tecnologie sembra essere la logica del porre rimedio, non quella di una grande opportunità di cambiamento e di miglioramento.  <br />Si torna indietro e lo si fa per interessi di bottega, di mercato, di politica, di ricerca. <br />Anche su questo la politica dimostra di avere bisogno di tempi brevi per i risultati ed  usa un pensiero sbrigativo (ecco l’enfasi sulle lavagne interattive come “vera” espressione dell’innovazione. Il riferimento ovvio è ai recenti investimenti ministeriali in “macchine”, per la gioia dei produttori e dei venditori. Commento mio, ma non credo tanto lontano da quello del relatore). <br />Sul piano scientifico, Olimpo, rileva la mancanza dell’effetto cumulativo dei  risultati della ricerca. Tutti operano nell’ignoranza, nella non considerazione di quanto altri hanno fatto. Questo avviene  perché non esiste un dialogo tra punti di vista parziali e differenti. <br />Si ha contrapposizione di punti di vista: umanisti vs tecnologi, prospettiva socioculturale vs cognitiva. Si ha una insufficiente collaborazione interdisciplinare; si hanno resistenze istituzionali  e culturali.<br />Questo avviene, anche e più banalmente, perché raramente si ha accesso alla documentazione di ricerca, che viene occultata se non in quelle parti in cui si descrivono i risultati positivi tacendo colpevolmente su quelli negativi.  E questo occultamento di informazioni è tanto più forte, quanto più i finanziamenti utilizzati sono di tipo pubblico (qualche riferimento a recenti e non recenti mega programmi ministeriali?)     <br />Vi è, inoltre, la difficoltà storica propria del settore ad identificare paradigmi condivisibili, riconoscere similitudini e differenza, condividere risultati ed esperienze. Abbiamo la necessità di un salto di qualità della ricerca perché nel mondo che ci circonda cambiano i  bisogni  e le motivazioni.<br />Lo scopo dell’educazione si sta precisando essere quello dell’educare per le nuove dinamiche tenendo conto delle forme non formali dell’apprendimento.<br />Ricordano la celebre affermazione di Rebelais (è  meglio una testa ben fatta che una testa ben piena), Olimpo chiude la sua relazione con l’esortazione, al mondo accademico,  ad una maggior intraprendenza concettuale, ad una certa spregiudicatezza nel pensiero.
<div class="blogger-post-footer">
<p id="blogfeeds"><$BlogFeedsVertical$></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-le-verita-di-olimpo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Siel 08 &#8211; Trento, l&#8217;apertura</title>
		<link>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-trento-lapertura/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-trento-lapertura/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 17:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[SIEL]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.giannimarconato.it/?p=397</guid>
		<description><![CDATA[Sono a Trento alla conferenza della SIe-L. Un centinaio di partecipanti, prevalentemente di provenienza universitaria e scolastica.Dal neo presidente Aurelio Simone, direttore della Scuola IAD di Roma – Tor Vergata, una parola chiara per riassumere tutti questi anni di usi didattici delle tecnologie: si è avuto un uso sostitutivo di modalità “analogiche” ed in alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/SO-TDzJua1I/AAAAAAAAA-g/xN8zTgpvhfg/s1600-h/Siel08_it.jpg"><img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_xZn-KApphjw/SO-TDzJua1I/AAAAAAAAA-g/xN8zTgpvhfg/s400/Siel08_it.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5255580983644547922" /></a></p>
<p>Sono a Trento alla conferenza della SIe-L. Un centinaio di partecipanti, prevalentemente di provenienza universitaria e scolastica.<br />Dal neo presidente Aurelio Simone, direttore della Scuola IAD di Roma – Tor Vergata, una parola chiara per riassumere tutti questi anni di usi didattici delle tecnologie: si è avuto un uso sostitutivo di modalità “analogiche” ed  in alcuni casi integrativo delle stesse ma mai si è avuta una innovazione vera. Il  tradizionale è stato ribaltato sulla tecnologia informatica.<br />Come dargli torto? Queste cose qui si stanno dicendo da tempo …… <br />Bene che se ne accorgano, e lo dicono, anche in ambito “ufficiale”. Spero che sia l’avvio di un ripensamento vero e proprio (a livello ufficiale) dell’uso delle tecnologie nella didattica e non un mero e periodico lavaggio di coscienza.<br />Una sua successiva affermazione mi lascia perplesso: “Il Rapporto tra tecnologie e apprendimento ha origini antiche con la differenza che oggi stanno (le tecnologie) dalla parte di chi apprende non di chi insegna”. Mi domando dove si veda tutto questo. Nelle buone intenzioni e negli slogan, forse ….</p>
<p>Pubblico questo appunto a metà della seconda giornata sono un po’ più ottimista di quando lo avevo scritto. Ho ascoltato il lavoro di alcuni giovani leve (che riporterò) ed ho percepito un pensiero più fresco, creativo, aperto …..
<div class="blogger-post-footer">
<p id="blogfeeds"><$BlogFeedsVertical$></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giannimarconato.it/2008/10/siel-08-trento-lapertura/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

