Usare bene l’IA. Ma c’è chi vuole farlo?
Prima di chiederci come educare a usarle bene l’IA dobbiamo capire quanto sia realistico aspettarsi che le persone vogliano farlo.
Riflessioni, descrizioni, intorno all’IA, la sua struttura, le sue criticità, gli spazi d’intervento. Tra tecnologia e sistema sociotecnico
Prima di chiederci come educare a usarle bene l’IA dobbiamo capire quanto sia realistico aspettarsi che le persone vogliano farlo.
In questo articolo uso l’episodio di Ulisse e delle sirene nell’Odissea come metafora per esplorare un aspetto particolare del nostro rapporto con l’intelligenza artificiale: il suo potere di seduzione
Possono ricostruire molto bene un ragionamento senza necessariamente metterlo alla prova, tendere a sviluppare la prospettiva proposta dall’utente, aggiungere spiegazioni e conoscenze che non erano presenti nel testo e formulare giudizi tanto articolati da risultare particolarmente convincenti.
Ne sono emerse convergenze, divergenze e nuove questioni che non riguardano soltanto la qualità dell’articolo, ma ci aiutano a interrogare più a fondo il funzionamento delle stesse IA
Quando un’IA produce una risposta, un’argomentazione o una conclusione simile a quella di una persona, siamo facilmente portati a immaginare che anche i processi che le hanno generate siano simili.
Un’IA può dire «non lo so», ma questo non significa necessariamente che sappia di non sapere.
Forse il Cyberumano non è il cyborg che immaginiamo nel futuro, ma un’entità funzionalmente ibrida che potrebbe già cominciare a prendere forma.
L’IA può farci ottenere risultati migliori, più rapidamente e con meno fatica, ma proprio per questo può sottrarci qualcosa dei processi attraverso i quali costruiamo capacità, sapere ed esperienza
Questo è un articolo un po’ particolare. Non nasce da una tesi sviluppata in forma tradizionale, ma da una provocazione rivolta direttamente all’IA: «Tu pensi troppo». Da questa accusa prende avvio una conversazione che, quasi senza che fosse previsto, assume la forma di un processo. All’imputata vengono contestate la sua enorme capacità di elaborazione e…
L’IA non ci permette soltanto di fare più velocemente ciò che facevamo già: amplia lo spazio di ciò che possiamo conoscere, esplorare, imparare e fare
L’IA può ampliare enormemente ciò che possiamo fare e, nello stesso tempo, modificare ciò che rimane in noi e quanto di noi rimane nei prodotti che presentiamo come autenticamente nostr
Conversare con un’IA può produrre risposte pertinenti, contestualizzate e operative, attingendo a un repertorio di conoscenze e soluzioni che nessun singolo esperto possiede. In alcuni casi, ai fini pratici, il suo contributo può essere equivalente o persino migliore di quello di un esperto umano. Ma possiamo fidarci delle sue risposte nello stesso modo?
Quando si parla delle capacità dell’Intelligenza Linguistica di formulare testi, si liquida spesso la questione affermando che la sua “competenza” altro non è che un processo meccanico che consiste nel mettere una parola di seguito a un’altra sulla base delle ricorrenze che le parole hanno nella nostra lingua
In breve L’IA generativa fa imparare meglio? Una recente meta-analisi sugli apprendimenti nelle discipline STEM mostra che la domanda è troppo semplice. Gli effetti osservati variano enormemente tra gli studi e il vantaggio medio diventa molto piccolo e incerto quando si considera il possibile bias di pubblicazione. Il punto decisivo è un altro: “usare l’IA”…
La facilità con cui una macchina produce elaborati apre una questione: quando una parte crescente di ciò che produciamo viene fatta fare alle stesse macchine, i prodotti tendono ad assomigliarsi. E quando produrre costa pochissimo, tendiamo anche a produrre molto di più.
La familiarità con l’espressione rischia però di nascondere una difficoltà elementare: che cosa stiamo chiamando intelligenza artificiale?
Nel lontano 2016 avevo seguito con attenzione i lavori del World Economic Forum a Davos che quell’anno erano centrati sulla Quarta rivoluzione industriale, nella quale l’intelligenza artificiale cominciava ad affacciarsi con forza anche all’attenzione del grande pubblico.