L’insegnante “scienziato”
Non è la prima volta che un post di Pier Cesare Rivoltella, uno di pochi accademici dei piani alti che si espone attivamente nei social network, mi stimola una riflessione che cerco di fissare in un mio post.
Questa volta il post di stimolo è Le tecnologie e il "mestiere dello scienziato" dove Pier Cesare presenta una sintesi di un suo intervento tenuto ad un recente convegno.
Questo post riguarda chi può dirsi "scienziato" oggi, qui da noi, ossia chi produce conoscenza autentica. Chi lavora e fa "ricerca" i cui risultati ...
Tecnologie didattiche? Chissenefrega!
Riemergo, provvisoriamente, dal social-letargo.
Due post su Facebook stamattina mi hanno fatto tornare un po’ di voglia di social network; forse hanno toccato un nervo ancora scoperto: il senso delle tecnologie nella didattica.
Tema vecchissimo e sempre controverso tra demagogia, illusione e propaganda e pochi sprazzi di pensiero lucido.
Il casus belli è sempre lo stesso: le LIM, tanto amate quanto detestate. Amate prevalentemente da chi ne fa un busines e da qualche utilizzatore consapevole; detestate (si fa per dire, per dare enfasi al discorso; in verità … chi se ne frega!) *.
Inizia ...
Digital Habitats, il nuovo libro di Wenger
Etienne Wenger (che ho scoperto sia pronunciato Vinga in americano) annuncia, in formato libro, un aggiornamento del suo report del 2001 "Supporting communities of practice. A survey of community-oriented technologies" La nuova edizione, scritta con Nancy White and John D. Smith si intitola "Digital Habitats: stewarding technology for communities".
Wenger, nella sua nota, informa che mentre il primo report era focalizzato sulle tecnologie, questo nuovo è centrato sulle pratiche per suopportare le comunità tramite le tecnologie. Questo approccio nasce dalla consioderazione che il rapido ritmo dei cambiamenti tecnologici rende le ...
Apprendimento poliziesco
Perchè no? Se uno non ha voglia di studiare, gliela facciamo venire noi obbligandolo con mille strucchetti.
E' questo il succo, e l'amara conclusione, che possiamo trarre da un gustoso ed intelligente post di Adrianmo De Vita nel suo blog "Le tendenze poliziesche dell'e-learning".
Adriano scrive della nuova versione di Moodle, la 2.0 (sempre più in là ad essere rilasciata) dove nota come costante in numerosi nuovi moduli il "controllo" l' "obbligo": se non fai questa attività non potrai andare avanti (le così dette "attività condizionali".
Pare invece che molti entusiasti e-teacher, messi ...
Apprendere in modo significativo
Continuo la precisazione concettuale iniziata con il post Stravaganze per esplicitare le ragioni per cui ritengo alcuni approcci (LO. SCORM, LIM, e-book) NON INNOVATIVI.
Per inciso, per INNOVAZIONE intendo il miglioramento del prodotto o del processo in questione. Nel caso della scuola il core business, il core process non è l'insegnamento ma l'apprendimento; quindi si innova quando si migliora la qualità dell'esperienza di apprendimento
In questa prospettiva trovo di grande utilità pratica il concetto di apprendimento significativo.
Per primo, credo, ne abbia parlato Ausubel (Educational Psychology. A cognitive View, 1968)
... sforzo ...
Walter Bender – Sugar Labs e OLPC – a Bolzano
Walter Bender sarà a Bolzano il 2 aprile alle 16.30 presso il TIS, in Via Siemens, 19.
Bender è stato il presidente dell'iniziativa One Laptop for Children - software e contenuti - e coordina lo sviluppo del software di questo progetto in Sugar Labs. Ha sviluppato l'interfaccia grafica Sugar per OLPC. Interessante notare chediversamente dagli ambienti tradizionali basati sulla metafora del desktop , Sugar si focalizza sono su di un task alla volta. Sugar è installato nel XO-1 ma può essere integrato (come sessione) in Ubuntu e Fedora.
La soluzione "un task ...
Mario Agati è un grande: dopo le LIM si è arreso
Mario Agati, il tenutario del mitico blog "Wild Web Chapinering”, (rinominato "tecnologie per crescere") ha raggiunto l’apice della sua riflessione e della sua narrazione. Lo ha fatto con il post “Dopo le LIM mi arrendo” dove con gustosissima narrazione manifesta senza più difese e pudori il proprio sconforto esistenziale di insegnante che ha sempre creduto, con pensiero distaccato e critico, nelle tecnologie. ………………. quando dall’esile armadietto che bivacca stanco …….. è scivolato a terra ………….. la cartellina color preservativo del recente convegno sulle LIM. Ci ...
Le LIM al CREMIT
Il mio pensiero sulle LIM, le mitiche "lavagne magiche" che cambieranno (in meglio) la nostra scuola, è noto. Ho affermato che non sono "innovative"; ho detto che non sono le "nuove tecnologie"; che non sono il "futuro della scuola"; che parecchi altri colleghi attenti alla questione dell'autentica innovazione nella scuola sono su questa posizione; ho presuntuosamente dato dei consigli a chi voglia mettere le LIM nelle scuole; ho associalto le LIM agli e-book e più in generale ai "contenuti digitali" quale innovazione contrabbandata; non ho trovato convincente l'idea di teatralità ...
Le colpe degli insegnanti
Dopo un paio di post "scanzonati", riprendiamo la fatica quotidiana dell'impegno militante e chi meglio di Bruner, con cui avevo ... chiuso per ferie, mi può accompagnare in questo percorso?Sempre da "La cultura dell'educazione" , il Nostro afferma: ".. In linea di principo non sono contrario nemmeno a una valuatzione del lavoro degli insegnanti. Se si ritiene che le prestazioni scadenti della nostra scuola siano da imputarsi principalmente a carenze nella valutazione degli studenti e degli insegnanti" E, dopo aver espresso il proprio parere sul fatto che non si ...
Insegnanti demoralizzati
Rileggendo Bruner (La cultura dell’educazione, 1996) mi imbatto in un passaggio che tocca la questione su cui spesso si arenano le nostre discussioni sul ruolo dell’insegnante: la solitudine di quei pochi che “ci credono”, il loro perenne lottare contro l’indifferenza della maggior parte dei colleghi e, non di rado, la resistenza (se va bene, a volte è anche peggio) del dirigente. Solitudine che genera sconforto e pessimismo verso ogni possibilità che le cose possano cambiare. Anche sul piano istituzionale. Vediamo, dunque, cosa ...
Schank e la carta dei diritti dello studente
“La carta dei diritti dello studente”/ “The Student Bill of Rights”Grande e provocatorio come sempre questo Schank!!! Questa volta è stata una insegnante che partecipa ad un corso in cui curo le attività di apprendimento a distanza ad aver fatto la scoperta.Ringrazio, quindi, Lucia Ramaccioni per la scoperta e la traduzione e socializzo per continuare la conversazione aperta in qualche post passato.Qui l'originale.1. Verifiche: nessuno studente dovrebbe essere sottoposto a test a scelta multipla e ad esercizi di completamento.2. Competenze praticabili nella vita reale: ...
… come un libro stampato
Fresco fresco di udienza alla scuola di mio figlio. Mi fa riflettere una affermazione di una insegnante relativamente al profitto degli studenti: alcuni bene, altri meno; i compiti di una studentessa sembrano un libro stampato! Capisco che uno studente che è bravo ti gratifichi in quanto conferma il tuo valore di insegnante: è bravo lui, sono bravo io. Una gratificazione non da poco nel clima che circonda la scuola al giorno d’oggi (per inciso, mio figlio, ....è molto critico [nei suoi confronti] e ciò è antipatico. ...
Ancora Schank, ancora provocazioni
Qualche altra provocazione, presa da in Engines for Education (R. Schank, C. Cleary, 1995, Lawrence Erlbaum Associates Publisher). · la scuola “uccide” la naturale propensione all’apprendimento di ogni persona; · il successo scolastico non è saper fare qualcosa ma conformarsi alle regole ed agli standard; · la scuola fornisce agli studenti delle risposte senza che gli studenti abbiano mai fatto prima delle domande; · la ...
I 10 grandi errori dell’educazione
Il tutto, secondo Roger Schank (socratico, per sua stessa definizione), grande studioso dei problemi dell'apprendimento ed altrettanto grande provocatore. Di seguito un estratto da un suo libro, Engines for education. Il libro è del 1999 e si riferisce alla sua esperienza della scuola statunitense ma quasi tutto può essere applicato anche alla scuola nostrana di oggi. 1. La scuola agisce come se l’apprendere possa essere dissociato dal fare. In realtà non ci può essere apprendimento senza fare. Apparentemente, quando chiediamo agli studenti di memorizzare qualcosa, crediamo ...
Tecnologie per l’apprendimento significativo
Si parla (ancora) tanto del superare la e (dell’e-learning) e di concentrarsi sul learning, ma come fare? Quali potrebbero essere i concetti più utili per questa ri-centratura? La letteratura ne offre numerosi ed io stesso faccio riferimento ad un elenco quasi infinito. Qui qualche scheda non proprio aggiornata ma pur sempre buona per iniziare una esplorazione più completa. La sintesi che però più mi convince è quella che fa Jonassen nel suo ultimo libro Meaningful Learning with Technology e cioè, l’apprendimento significativo. Nel filone costruttivista, l’apprendimento ...
E dagli in testa a sta’ scuola
Non passa giorno che qualcuno (autorevole s’intende, non il primo blogger che passa per internet) non dispensi mazzate sui così detti della scuola. Papini proponeva di chiuderla già 90 anni fa; Jonassen proponeva di togliere l’obbligo scolastico in modo che trovandosi senza clienti la scuola si svegliasse da sé; Venter (quello cha decodificato il DNA) ironicamente dice che se è diventato quello che è il merito è della scuola che non ha distrutto la sua voglia di imparare. Biondi afferma che in questi ultimi 100 anni la scuola è rimasta ...
Chiudiamo la scuola
Strane coincidenze. Girovagando tra i blog che mi onorano di un inserimento nel loro blogroll, mi imbatto in Liberi dalla forma, il primo blog neo-futurista e neo-umanista come lo definisce l’autore, Antonio Saccoccio. La mia attenzione è attirata da un post (che non riesco a linkare ma è del 29 gennaio, cercatelo) in cui cita un brano di Giovanni Papini del 1914 (si, uno, nove, uno, quattro) dal titolo “Chiudiamo la scuola” in cui si ritrovano, poveri noi!!!, molte delle considerazioni che ancora oggi facciamo della scuola, sull'inadeguatezza ...
La mia (piccola) epistemologia
Anche recentemente in una animata discussione sui LO, un bravo collega ha inteso il mio atteggiamento che solo eufemisticamente potremo chiamare “severo” verso e-learning e LO, cioè il delivery-mode di uso didattico delle tecnologie, come una forma di odio verso le tecnologie, la conseguenza di "problemi" che avrei avuto a loro causa o un non credere nell’utilità didattica delle stesse. Non è la prima volta che le mie posizioni teoretiche su didattica e tecnologie vengono scambiate per un rigetto. Cerco, quindi, di chiarire ed esplicitare ...
Forme naturali di apprendimento
Decenni di istruzione a distanza e solo pochi anni del così detto e-learning hanno provato senza ombra di dubbio che la distanza (anche se mediata dalle tecnologie) introduce un ostacolo o un impedimento all’apprendimento dovuto, appunto, al fattore distanza, alla “solitudine” in cui dovrebbe venire l’apprendimento, alla difficoltà a mantenere la motivazione, alla incapacità di organizzare e seguire un piano di lavoro in un ambiente di studio non strutturato. D'altro canto, la formazione a distanza e, comunque, le forme di apprendimento libere, ...
PISA, la scuola che pende (e prima o poi andrà giù)
Avete presenti i dati dello studio PISA? La scuola italiana che continua lo slittamento verso le zone basse della classifica mondiale, la sua collocazione appena sopra di Grecia, Bulgaria e Romania. Chi meglio di Jonassen potrebbe darci alcuni suggerimenti su come migliorare il nostro sistema scolastico, uscito alquanto malconcio dallo studio PISA? Jonassen, che in questi giorni è a Bolzano per una serie di seminari per la formazione professionale è uno dei più accreditati scienziati internazionali che si occupano di scuola e formazione. 20 libri pubblicati negli ...
Apprendere con le tecnologie: un seminario pubblico
La settimana di didattica con le tecnologie della Provincia di Bolzano (3 - 7 dicembre) si conclude venerdì 7 a Bolzano, sala convegni della scuola professionale L. Einaudi, con un seminario pubblico (con traduzione simultanea).Strategie didattiche per l'apprendimento significativoDocenti: David Jonassen, Rose Marra, Jan van der MeijInformazioni ed iscrizioni nel portale Apprendere con le tecnologie
Apprendere con le tecnologie: Meaningful learning with technologies
Sempre della serie: Learning Strategies , una ulteriore infornata di strategie sarà oggetto di un secondo workshop a Bressanone nell'ambito del progetto "Apprendere con le tecnologie". Questa volta la docenza sarà affidata a David Jonassen e le learning strategies affrontate saranno più di una e tra queste:Concept Mapping of topics or cases Case Library (Database) of Stories ...
Apprendere con le tecnologie, un progetto, un portale
Una preoccupazione che ho sempre avuto, e questo blog ne è testimone, è quella di riflettere sugli usi delle tecnologie fondati su di una esplicita e solida base pedagogica e didattica.Un fertile terreno per il perseguimento di questo obiettivo e di cercare di tradurlo in pratica mi viene offerto da anni dalla Provincia Autonoma di Bolzano.Qui, aggregando 5 Ripartizioni provinciali, è stato attivato da alcuni anni il Sistema Copernicus, una infrastruttura provinciale di competenze e tecnologie per utilizzi didattici delle ICT.In questo contesto, da un anno è attivo ...
Second Life nell’education: nuove perplessità
Un contributo all’approfondimento del tema, mi viene da una discussione che stiamo facendo all’interno del progetto “Apprendere con le Tecnologie” (portale di imminente rilascio) dove con Jonassen stiamo (a Bolzano) lavorando allo sviluppo di risorse per poter attivare nelle scuole professionali “Leaning Strategies for Powerful Learning”. Ne stiamo esaminando alcune e tra queste Students Build games in Second Life, a 3-Dimensional Virtual World. Dallo scambio tra Jonassen, van der Meij ed i Learning Consultant del progetto (portale di imminente rilascio) emerge che: È vero che ...
Tecnologie ricche e tecnologie povere
Nella comunità Ning Orientamenti e disorientamenti si sta discutendo sul fatto se sia possibile identificare tecnologie povere e ricche dal punto di vista del loro contributo diretto al processo di apprendimento. Si parlava di blog didattici (una dicussione aperta da Giovanna) e Marcello Molino sosteneva che .... tecnologie opportunamente arricchite di scaffolds che, tra l'altro, stimolino l'esplicitazione e la consapevolezza dei processi cognitivi impiegati e supportino la riflessione metacognitiva non offrirebbero più opportunità in questo senso rispetto a tecnologie generaliste nate per tutt'altri scopi e per tutt'altri utenti? ...


























