Che cosa succede alle nostre capacità quando affidiamo sempre più attività all’IA

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Non c’è un’unica conseguenza. Affidare attività all’IA può farci perdere alcune capacità, conservarne altre e svilupparne di nuove. Dipende da quali operazioni smettiamo di svolgere e da quali, invece, l’uso dell’IA ci porta a esercitare maggiormente.

Per questo non basta osservare che, grazie all’IA, riusciamo a fare più cose o a farle meglio. Dobbiamo chiederci anche come sta cambiando la nostra capacità personale di farle.

Le capacità che non esercitiamo possono indebolirsi

Una capacità si sviluppa e si mantiene anche attraverso il suo esercizio. Se affidiamo sistematicamente all’IA la formulazione di un’argomentazione, la sintesi di un testo, la ricerca di alternative o l’individuazione di errori, abbiamo meno occasioni per svolgere personalmente quelle operazioni.

Questo non significa che ogni capacità debba necessariamente essere conservata. Le tecnologie hanno sempre reso meno importanti alcune abilità. Ma quando ciò che smettiamo di esercitare ci serve anche per comprendere, valutare o decidere, la perdita può avere conseguenze più ampie.

Possiamo però sviluppare capacità diverse

L’uso dell’IA non produce soltanto impoverimento. Può permetterci di lavorare su problemi più complessi, confrontare più prospettive, esplorare possibilità che da soli non avremmo considerato e dedicare maggiore attenzione alle decisioni che riteniamo importanti.

Possiamo quindi esercitare meno alcune capacità e svilupparne maggiormente altre: formulare problemi, porre domande, valutare alternative, verificare risultati, scegliere criteri, integrare prospettive differenti.

La questione non è perciò se l’IA faccia diminuire o aumentare genericamente le nostre capacità. È quali capacità stiamo smettendo di esercitare e quali stiamo sviluppando al loro posto.

Con l’IA possiamo diventare meno capaci di svolgere autonomamente alcune attività e, nello stesso tempo, più capaci di affrontare attività che senza di essa non riusciremmo a svolgere. Il problema è capire che cosa stiamo guadagnando e che cosa stiamo perdendo.

La nostra capacità può diventare una capacità distribuita

C’è infine un cambiamento meno evidente. Possiamo diventare molto efficaci nello svolgere un’attività non perché tutte le capacità necessarie siano nostre, ma perché sappiamo combinarle con quelle dell’IA.

La capacità appartiene allora, almeno in parte, al sistema formato dalla persona e dallo strumento. Questo può rappresentare un enorme vantaggio, ma introduce anche una dipendenza: ciò che siamo capaci di fare con l’IA può essere molto diverso da ciò che siamo ancora capaci di fare senza di essa.

Per questo l’autonomia non richiede necessariamente di saper fare tutto senza strumenti. Richiede piuttosto di conservare quelle capacità che ci permettono di comprendere ciò che stiamo facendo, scegliere quando affidarci all’IA e riconoscere quando non dovremmo farlo.

Per approfondire

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