Caso 07 – Francia: formazione obbligatoria e «cadre d’usage» per l’IA a scuola

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Francia, 2025–2026 · Estero

Situazione

Il 7 febbraio 2025 la ministra dell’Istruzione Élisabeth Borne annuncia una strategia nazionale per l’IA a scuola, con una microformazione (da 30 minuti a 1h30) sulla piattaforma pubblica Pix, obbligatoria dal 2026-27 per gli studenti di quarta, di seconda e del primo anno dei percorsi professionali. È una scelta di alfabetizzazione all’IA per studenti e insegnanti.

Dopo una consultazione tra gennaio e maggio 2025 (oltre 500 contributi), il Ministero pubblica il «cadre d’usage»: l’uso autonomo dell’IA da parte degli studenti è ammesso solo dalla quarta, e usarla per un compito senza autorizzazione e senza un lavoro personale è considerato frode. Il Ministero annuncia anche risorse per un’IA «sovrana» per i docenti. Il quadro tende a preservare il lavoro personale dello studente e il ruolo di regia dell’insegnante, e si basa su regole condivise invece che su divieti.

Un’indagine su 1.962 docenti (Écolhuma) mostra che circa 7 su 10 usano già modelli linguistici. Gli enti locali segnalano il peso dell’infrastruttura a loro carico; il Consiglio superiore dell’educazione boccia la bozza del quadro, e i sindacati SNES-FSU e SE-Unsa chiedono più prudenza e più formazione. Resta aperto come adeguare compiti e verifiche.

Punti di vista

Ministero dell’Istruzione (Élisabeth Borne). L’IA va insegnata e inquadrata con regole chiare: formazione obbligatoria, uso guidato dai docenti e strumenti sovrani. (education.gouv.fr (2025))

SNES-FSU. Servirebbe un principio di precauzione e un vero piano di sviluppo per la formazione, piuttosto che un semplice quadro d’uso. (snes.edu (2025))

SE-Unsa e Senato. Prudenza: la priorità è la formazione dei docenti e non aggiungere obblighi non sostenuti da risorse. (Rapporto del Senato (2024); ladn.eu (2025))

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