Come possiamo evitare che con l’IA gli studenti producano tutti cose simili?
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Il rischio esiste. Se molti studenti utilizzano gli stessi sistemi, partono da richieste simili e accettano le prime risposte plausibili, è facile che emergano testi, presentazioni, argomentazioni e soluzioni formalmente buoni ma progressivamente simili tra loro.
Il problema, però, non è semplicemente che tutti utilizzino la stessa IA. La somiglianza aumenta soprattutto quando gli studenti entrano nell’interazione portando poco di proprio.
L’IA tende facilmente verso soluzioni plausibili e convenzionali
Un sistema generativo è particolarmente efficace nel produrre risposte che assomigliano a ciò che normalmente ci aspetteremmo in una determinata situazione.
Questo è uno dei motivi per cui i suoi risultati sono spesso così convincenti. Ma proprio questa capacità può favorire una convergenza verso formulazioni, strutture e argomentazioni relativamente prevedibili.
Se la richiesta è generica — scrivi una relazione, costruisci una presentazione, sviluppa un’argomentazione — anche la risposta tenderà facilmente verso una soluzione generica e ben formata.
La differenza deve entrare prima della risposta
Per ottenere prodotti differenti non basta chiedere all’IA di essere “più originale”. Occorre che nell’attività entrino elementi che non provengano tutti dalla macchina.
Esperienze personali, osservazioni, dati raccolti direttamente, problemi scelti dagli studenti, fonti differenti, casi locali, posizioni da sostenere, vincoli specifici e decisioni motivate possono rendere diversi i punti di partenza.
Due studenti che lavorano sullo stesso argomento possono così costruire percorsi differenti perché non stanno semplicemente chiedendo all’IA di produrre qualcosa sullo stesso tema: stanno portando nell’interazione materiali, domande e prospettive differenti.
Anche il processo può produrre differenze
La prima risposta dell’IA non deve necessariamente diventare il prodotto finale.
Possiamo chiedere agli studenti di confrontare alternative, contestare una proposta, cercare controesempi, modificare un’ipotesi, introdurre nuove informazioni, verificare un’affermazione o cambiare direzione quando qualcosa non li convince.
Quanto più l’interazione diventa una successione di decisioni dello studente, tanto più i percorsi possono divergere.
Per evitare prodotti tutti simili non dobbiamo chiedere all’IA di essere meno standardizzata: dobbiamo progettare attività nelle quali gli studenti abbiano qualcosa di proprio da portare, decisioni reali da prendere e ragioni per non accettare semplicemente la prima soluzione proposta.
Dobbiamo progettare compiti che ammettano differenze
Se assegniamo a tutti lo stesso problema, chiediamo lo stesso tipo di prodotto e definiamo molto rigidamente come deve essere costruito, non possiamo poi sorprenderci se l’IA rende ancora più visibile l’uniformità.
Possiamo invece progettare attività nelle quali siano possibili domande differenti, percorsi alternativi, interpretazioni contrastanti e prodotti diversi. Possiamo chiedere agli studenti di assumere una posizione, scegliere un caso, introdurre proprie evidenze o spiegare perché hanno seguito una determinata direzione.
L’originalità non nasce necessariamente dal fare qualcosa che nessuno ha mai fatto. Può nascere anche dalla combinazione particolare di ciò che lo studente conosce, osserva, sceglie e considera significativo.
Non basta rendere diversi i prodotti
Potremmo facilmente chiedere all’IA di produrre venti versioni differenti dello stesso testo. Otterremmo varietà, ma non necessariamente maggiore originalità degli studenti.
La questione educativa non è quindi ottenere prodotti che sembrino diversi. È fare in modo che le differenze visibili nel prodotto siano almeno in parte conseguenza di domande, scelte, esperienze, interpretazioni e decisioni realmente differenti degli studenti.
Se tutti utilizzano la stessa IA non è inevitabile che producano tutti le stesse cose. Ma quanto più povero è il contributo che portano nell’interazione, tanto più facile sarà che la capacità della macchina finisca per occupare quello spazio.

