Che cosa deve mettere lo studente di proprio in un prodotto realizzato con l’IA?
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Non è necessario stabilire una percentuale minima di contenuto che debba essere materialmente prodotto dallo studente. Un lavoro non diventa più suo semplicemente perché ha scritto personalmente il 70% delle parole, così come non cessa necessariamente di esserlo perché l’IA ne ha formulate molte.
La domanda più interessante è un’altra: che cosa deve provenire dallo studente perché il prodotto sia anche espressione del suo pensiero?
Qualcosa deve esistere prima dell’IA
Lo studente dovrebbe entrare nell’interazione portando qualcosa: una domanda, una conoscenza, un’esperienza, un problema, un’ipotesi, una posizione, dei dati raccolti, un dubbio autentico.
Se il punto di partenza è soltanto una richiesta generica rivolta alla macchina — fammi una relazione su questo argomento — sarà inevitabilmente l’IA a determinare gran parte di ciò che verrà dopo.
Quanto più lo studente porta qualcosa di proprio all’inizio, tanto più l’IA può diventare uno strumento per svilupparlo invece che la fonte dalla quale nasce l’intero prodotto.
Lo studente deve prendere decisioni
Il contributo personale non riguarda però soltanto il punto di partenza. Si costruisce durante tutto il processo.
L’IA può proporre idee, strutture, formulazioni, esempi e alternative. Lo studente deve poter decidere che cosa utilizzare, che cosa rifiutare, che cosa modificare e in quale direzione continuare.
Può anche accadere che l’idea più interessante emerga proprio dall’IA. Il contributo dello studente consiste allora nel riconoscerne il valore, comprenderla, metterla alla prova, collegarla ad altre conoscenze e decidere consapevolmente quale ruolo debba avere nel proprio lavoro.
Deve esserci qualcosa che la macchina non può portare al suo posto
Uno studente possiede una storia, esperienze, conoscenze costruite precedentemente, interessi, preferenze, dubbi, modi di vedere un problema e relazioni con il mondo reale che l’IA non possiede.
Questi elementi non devono necessariamente comparire come racconti personali. Possono manifestarsi nella scelta di ciò che considera importante, negli esempi che utilizza, nelle connessioni che costruisce, nelle domande che decide di approfondire e nelle posizioni che assume.
È qui che un prodotto può iniziare a portare le tracce di una persona specifica, invece di essere soltanto una buona risposta possibile a una richiesta.
Lo studente non deve necessariamente mettere nel prodotto tutte le parole. Deve metterci qualcosa che determini che cosa quel prodotto vuole dire: domande, conoscenze, esperienze, criteri, scelte, giudizio e responsabilità sul risultato finale.
Deve comprendere ciò che decide di fare proprio
Non tutto ciò che compare nel prodotto deve essere stato originariamente pensato dallo studente. Lavorare con l’IA significa anche incontrare idee che non avevamo.
Ma ciò che lo studente decide di incorporare dovrebbe diventare cognitivamente suo: deve comprenderlo, saperlo collegare al problema, riconoscerne i limiti e poter spiegare perché lo ha mantenuto.
Fare propria un’idea non significa fingere di averla concepita. Significa assumerla consapevolmente dentro il proprio lavoro.
Deve poter rispondere del prodotto
Un criterio particolarmente forte è la responsabilità.
Lo studente dovrebbe poter spiegare perché il prodotto è costruito in quel modo, giustificarne le affermazioni importanti, riconoscere eventuali errori, rispondere alle obiezioni e modificarlo quando emergono ragioni per farlo.
Se invece non sa perché una certa idea sia presente, non comprende un passaggio o non è in grado di valutare ciò che l’IA ha inserito, quella parte del prodotto gli appartiene molto più debolmente.
Non cerchiamo quindi una quota di lavoro umano
A scuola la questione non dovrebbe essere stabilire quanto materiale debba essere prodotto personalmente per rendere un elaborato sufficientemente “umano”.
Possiamo chiedere qualcosa di più significativo: quali tracce dello studente sono riconoscibili nel problema affrontato, nelle scelte compiute, nel percorso seguito e nel significato attribuito al risultato?
Quando queste tracce esistono, l’IA può avere contribuito anche molto alla realizzazione materiale del prodotto senza cancellare necessariamente il contributo dello studente.
Quando invece non esistono, rendere il testo meno riconoscibile come prodotto dell’IA non risolve il problema. Nascondere le tracce della macchina non fa comparire le tracce della persona.

