Quando l’IA arriva in tutte le scuole, ma non allo stesso modo

Il Caso

Nel 2025 l’intelligenza artificiale generativa è già presente nella grande maggioranza delle scuole statunitensi. In un’indagine nazionale condotta tra dicembre 2025 e febbraio 2026, circa il 90% dei dirigenti scolastici intervistati riferisce che gli insegnanti della propria scuola utilizzano strumenti di IA.

La diffusione degli strumenti non è però accompagnata ovunque dalle stesse condizioni. In alcune scuole all’accesso all’IA si affiancano formazione degli insegnanti, indicazioni per gli studenti, politiche condivise e un coinvolgimento della dirigenza; in altre questi elementi sono presenti in misura minore o mancano. Nel 58% delle scuole coinvolte nell’indagine, per esempio, non è ancora presente una politica scritta sull’IA.

Le differenze riguardano anche i contesti scolastici. Le scuole con una maggiore presenza di studenti economicamente svantaggiati mostrano livelli inferiori di integrazione dell’IA; differenze vengono rilevate anche tra scuole pubbliche tradizionali, charter e private.

Questa situazione emerge da uno studio pubblicato nel 2026 da Christopher Campos, dell’Università di Chicago, e John Singleton, dell’Università di Rochester, basato sulle risposte di circa 1.200 dirigenti di scuole K–12 statunitensi. I ricercatori distinguono per questo tra la semplice presenza degli strumenti di IA e le condizioni attraverso le quali una scuola è in grado di accompagnarne e governarne l’utilizzo.

Documentazione:
Campos e Singleton, “AI Diffusion Gaps: Unequal Integration of AI Across K–12 Schools” — NBER · Becker Friedman Institute — sintesi della ricerca

I punti di vista

Christopher Campos e John Singleton, i ricercatori

Campos e Singleton distinguono la semplice diffusione dell’intelligenza artificiale dalla sua integrazione nella scuola. Sapere che studenti e insegnanti utilizzano strumenti di IA non dice ancora molto sulle condizioni nelle quali questo avviene. Per questo costruiscono un indice che considera insieme la disponibilità degli strumenti, la formazione degli insegnanti, le indicazioni fornite agli studenti, le politiche adottate dalla scuola e il coinvolgimento della leadership.

Da questa prospettiva, la rapida diffusione dell’IA non elimina le differenze tra scuole, ma può renderne visibili di nuove. Gli strumenti sono ormai largamente presenti, mentre la capacità delle istituzioni di accompagnarne l’uso è distribuita in modo diseguale. Le scuole con una maggiore presenza di studenti economicamente svantaggiati mostrano livelli inferiori di integrazione; anche tenendo conto delle caratteristiche osservabili delle scuole, una parte della differenza rimane senza spiegazione.

I ricercatori evitano però di concludere che una maggiore integrazione dell’IA produca automaticamente migliori risultati educativi. Il loro studio documenta soprattutto le differenti condizioni nelle quali l’IA entra nelle scuole. Sottolineano inoltre che i fattori associati a una maggiore integrazione non coincidono necessariamente con quelli necessari a ridurre le differenze tra scuole: favorire la diffusione dell’IA e garantire che scuole diverse possano governarla in condizioni comparabili sono due problemi distinti.

Per approfondire: AI Diffusion Gaps: Unequal Integration of AI Across K–12 Schools — NBER · Research Brief — Becker Friedman Institute

I dirigenti scolastici

I circa 1.200 dirigenti che partecipano all’indagine descrivono scuole nelle quali l’IA è già entrata diffusamente, spesso prima che siano state definite politiche e pratiche condivise. Nel 2025 il 90% riferisce che gli insegnanti della propria scuola utilizzano strumenti di IA generativa, ma formazione, regole e indicazioni non hanno seguito lo stesso ritmo.

Dalle loro risposte emerge inoltre un uso ancora prevalentemente inserito nelle attività esistenti. Gli studenti ricorrono all’IA soprattutto per ricevere aiuto nei compiti, preparare testi, sviluppare idee e costruire materiali di studio; gli insegnanti la utilizzano principalmente per la preparazione delle lezioni e per attività amministrative. L’88% dei dirigenti dichiara che l’IA non sostituisce mai, o sostituisce raramente, l’insegnamento diretto.

Anche il giudizio sugli effetti educativi non è uniforme. Una parte dei dirigenti ritiene che l’IA abbia migliorato l’apprendimento degli studenti, mentre altri non osservano miglioramenti. Le loro risposte mostrano quindi una situazione nella quale l’uso degli strumenti si è diffuso molto più rapidamente della capacità delle scuole di stabilire che cosa farne, come accompagnarne l’impiego e come valutarne gli effetti.

Per approfondire: AI Inequity Is Developing in Schools — Chicago Booth Review · AI Diffusion Gaps — Becker Friedman Institute

Be the first to like.