Descrizione estesa · Caso 18 – Grecia: l’accordo con OpenAI porta ChatGPT nei licei

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Grecia, 2025–2027 · Caso 18 · Descrizione estesa

In breve. Nel settembre 2025 il governo greco firma un accordo con OpenAI che porta ChatGPT Edu in un gruppo di licei, con formazione dei docenti e poi accesso degli studenti. Il governo lo presenta come una grande opportunità; la federazione dei docenti teme la sostituzione degli insegnanti, accademici e opposizione sollevano dubbi su pedagogia, dati e dipendenza da un’azienda statunitense. Nel 2026-27 arrivano regole d’uso e un referente per l’IA in ogni scuola.

Il contesto

La scuola greca è tradizionalmente centrata sulla memorizzazione e sulla preparazione agli esami di accesso all’università, con un ampio ricorso alle lezioni private (i frontistiria). La spesa pubblica per l’istruzione è bassa rispetto alla media europea, sotto il 5% della spesa pubblica secondo i critici, e molte scuole hanno infrastrutture digitali modeste. Il governo del primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha fatto della trasformazione digitale dello Stato una delle sue bandiere.

L’accordo

Il 5 settembre 2025 il governo firma con OpenAI un memorandum d’intesa, «OpenAI for Greece», che riguarda quattro ambiti: migliorare il funzionamento dello Stato, applicare l’IA a sanità e istruzione, sostenere l’ecosistema delle startup, fare della Grecia un polo dell’etica dell’IA. Mitsotakis lo definisce una nuova, grande ed entusiasmante opportunità. Per la scuola, l’accordo porta ChatGPT Edu, la versione per l’istruzione di ChatGPT, nel programma «IA nelle scuole»: 20 licei pilota scelti in contesti geografici e sociali diversi, tra cui scuole sperimentali e modello e istituti pubblici della Fondazione Onassis.

Il calendario prevede la formazione intensiva dei docenti tra ottobre e novembre 2025; l’uso controllato da parte dei docenti da dicembre 2025 a febbraio 2026, con assistenti personalizzati per lezioni di storia, quiz di matematica, pratica linguistica e compiti amministrativi; la formazione degli studenti tra marzo e giugno 2026; l’estensione all’uso da parte degli studenti nell’anno 2026-27, per ricerche, progetti e pratica linguistica sotto supervisione.

Le critiche

La federazione dei docenti delle scuole secondarie OLME, con circa 85.000 iscritti, teme una progressiva «disintermediazione» dell’insegnante, che potrebbe portare nel tempo a classi senza docente. Accademici ed educatori avvertono che inserire l’IA in un sistema basato sulla memorizzazione rischia di rafforzarne i difetti invece di correggerli. Altri sollevano la protezione dei dati degli studenti, nonostante le garanzie dichiarate di conformità al regolamento europeo; la dipendenza da una piattaforma di un’azienda statunitense; l’inadeguatezza delle infrastrutture scolastiche; il rischio di dipendenza digitale dei minori. Nell’aprile 2026 il partito di opposizione PASOK presenta un’interrogazione parlamentare sull’accordo, sulla valutazione d’impatto sulla protezione dei dati e sui criteri di scelta delle scuole; gruppi della società civile chiedono se siano state considerate alternative a codice aperto prima di scegliere OpenAI.

Le regole del 2026-27

Alla vigilia dell’anno 2026-27 la ministra dell’Istruzione Sofia Zacharaki presenta regole specifiche per l’uso dell’IA in classe. L’uso è facoltativo per studenti e docenti; deve avvenire sotto la supervisione di un insegnante e non può sostituire il lavoro personale dello studente; gli strumenti di IA sono vietati durante compiti scritti, verifiche ed esami, con indicazioni separate per i compiti a casa. Ogni scuola avrà un referente per l’uso dell’IA, un docente responsabile di uso corretto, sicurezza e protezione dei dati, e dovrà organizzare almeno un incontro informativo all’anno per studenti e genitori, oltre a una formazione disciplinare per i docenti. La ministra spiega che l’IA è già parte della vita quotidiana dei ragazzi e che il compito dello Stato è garantire che la usino con conoscenza, sicurezza e senso critico; può aiutare a imparare e a insegnare, ma non può sostituire lo sforzo dello studente né il giudizio e la responsabilità dell’insegnante. È in sviluppo anche un tutor digitale pubblico, EduAI.

Cronologia

QuandoChe cosa accade
5 settembre 2025Firma del memorandum «OpenAI for Greece».
Ottobre–novembre 2025Formazione dei docenti dei licei pilota.
Dicembre 2025 – febbraio 2026Uso controllato da parte dei docenti.
Marzo–giugno 2026Formazione degli studenti.
Aprile 2026Interrogazione parlamentare del PASOK su accordo, dati e scelta delle scuole.
Settembre 2026Nuove regole d’uso, referente IA in ogni scuola; accesso degli studenti.

Attori e posizioni

  • Il governo (Kyriakos Mitsotakis): una grande opportunità per modernizzare lo Stato e la scuola e per fare della Grecia un polo dell’IA.
  • La ministra dell’Istruzione (Sofia Zacharaki): regole chiare, formazione e gradualità; l’IA aiuta ma non sostituisce lo sforzo dello studente né la responsabilità del docente.
  • La federazione dei docenti OLME: rischio di progressiva sostituzione del ruolo dell’insegnante.
  • Accademici ed educatori: in una scuola mnemonica l’IA rischia di rafforzarne i problemi; dubbi su dati e dipendenza tecnologica.
  • PASOK e società civile: trasparenza sull’accordo, sulla protezione dei dati e sulla scelta delle scuole; valutare alternative a codice aperto.
  • OpenAI: partner del governo nel programma, con la propria versione per l’istruzione.

Questioni aperte

Il caso greco mette al centro la questione della sovranità: che cosa significa per un sistema educativo nazionale affidare una parte dell’esperienza di apprendimento a una piattaforma progettata e controllata da un’azienda straniera? Un accordo firmato insieme a temi di sanità, startup e amministrazione è una scelta educativa o di politica industriale? Le regole introdotte dopo l’avvio bastano a rispondere ai timori dei docenti? E come si confronta questa scelta con quella francese di investire in un’IA pubblica e sovrana per gli insegnanti?

Fonti

Descrizione redatta sulla base delle fonti indicate, consultate fino a ottobre 2026.

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