Descrizione estesa · Caso 08 – Liceo Newton di Roma: deepfake di compagne e di una docente
Approfondimento
In breve. Uno studente dell’ultimo anno di un liceo romano usa un’applicazione di IA per creare immagini di nudo false di alcune compagne e di una docente, partendo da foto prese dai social. La scuola lo sospende per 15 giorni e la vicenda arriva in procura. Le vittime e il collettivo studentesco giudicano la sanzione insufficiente; la dirigente difende una risposta che sia anche educativa. Casi simili si moltiplicano in Italia e in Europa, mentre il diritto prova a rincorrere la tecnologia.
Il contesto
Dal 2023 si diffondono applicazioni e bot che, a partire da una normale fotografia di una persona vestita, generano in pochi secondi un’immagine di nudo falsa ma realistica. Sono facilmente accessibili, anche attraverso app di messaggistica, e non richiedono alcuna competenza tecnica. Il fenomeno colpisce soprattutto ragazze e donne, e le scuole diventano presto uno dei luoghi in cui esplode: compagni di classe che usano le foto pubblicate sui social per produrre immagini da far circolare nei gruppi.
Che cosa è successo al Newton
Tra novembre e dicembre 2024 uno studente dell’ultimo anno del liceo scientifico Newton di Roma usa uno strumento di IA, secondo le ricostruzioni un bot accessibile da un’app di messaggistica, per sovrapporre i volti di alcune compagne e di una docente a corpi nudi generati artificialmente. Le foto di partenza sono prese da Instagram; tra le ragazze coinvolte ce ne sono quattro, due delle quali minorenni all’epoca dei fatti. Il ragazzo mostra le immagini ad alcuni amici. Sono altri compagni, turbati, a segnalare la cosa e a far emergere il caso, che diventa pubblico a gennaio 2025.
La scuola sospende lo studente per 15 giorni; la famiglia di una delle vittime presenta denuncia penale. La dirigente, Cinzia Giacomobono, conferma la denuncia ma non commenta oltre; spiega di aver valutato ogni aspetto per arrecare il minor danno possibile alle persone coinvolte, di aver offerto supporto psicologico e che la scuola esiste per educare, non solo per punire.
La reazione delle vittime e degli studenti
Le ragazze coinvolte, profondamente turbate, ritengono la sospensione inadeguata: chiedono l’allontanamento del compagno dalla scuola, perché la sua presenza tiene aperta la ferita, e dicono che le sue scuse non hanno chiuso il loro disagio. Il collettivo studentesco «Assange» pubblica un messaggio sulla pagina del giornale della scuola, ripreso con solidarietà da collettivi di altre scuole romane: quindici giorni non bastano, serve giustizia per le vittime e una riflessione sull’uso improprio dell’IA; «chi tace è complice». La dirigente ascolta le richieste ma le respinge.
Non un caso isolato
Nel settembre 2023 ad Almendralejo, in Spagna, la polizia indaga su immagini false di ragazze circolate in gruppi WhatsApp; nel luglio 2024 un tribunale minorile condanna quindici ragazzi a un anno di libertà vigilata. In Italia, nel marzo 2025 la Procura di Napoli Nord apre indagini su tre episodi in due scuole di Aversa: in uno gli autori hanno meno di 14 anni e non sono imputabili, e le famiglie delle vittime chiedono misure più severe e più controllo sull’accesso alle tecnologie, mentre le scuole valutano iniziative di sensibilizzazione. Nell’aprile 2026 un caso emerge a Ferrara; il 1° ottobre 2026 la polizia di Rimini denuncia un minorenne per aver creato immagini di nudo false di una coetanea, e la Questura avverte che quelli che alcuni considerano «scherzi» possono essere reati con conseguenze giudiziarie rilevanti.
Che cosa dice oggi la legge
Al momento del caso Newton non esisteva in Italia un reato specifico. La legge 132/2025 sull’intelligenza artificiale, in vigore dal 10 ottobre 2025, introduce nel codice penale l’articolo 612-quater, che punisce con la reclusione da uno a cinque anni chi diffonde immagini, video o voci generati o alterati con l’IA, tali da ingannare sulla loro autenticità e da causare un danno ingiusto alla persona rappresentata. Si procede su querela della vittima, ma d’ufficio se la vittima è minorenne. Resta il limite dell’imputabilità: sotto i 14 anni non si può procedere penalmente.
Cronologia
| Quando | Che cosa accade |
|---|---|
| Settembre 2023 | Almendralejo (Spagna): immagini false di ragazze circolano nei gruppi; partono le indagini. |
| Luglio 2024 | Il tribunale minorile di Badajoz condanna 15 ragazzi a un anno di libertà vigilata. |
| Novembre–dicembre 2024 | Al liceo Newton uno studente crea immagini false di compagne e di una docente; alcuni compagni lo segnalano. |
| 21 gennaio 2025 | Il caso diventa pubblico: 15 giorni di sospensione e denuncia penale; protesta del collettivo. |
| Marzo 2025 | Aversa: la Procura di Napoli Nord indaga su tre casi; in uno gli autori non sono imputabili. |
| 10 ottobre 2025 | Entra in vigore la legge 132/2025 con il nuovo reato di diffusione illecita di contenuti generati con IA. |
| Aprile 2026 | Caso analogo a Ferrara. |
| 1° ottobre 2026 | Rimini: denunciato un minorenne per immagini false di una coetanea. |
Attori e posizioni
- La dirigente scolastica (Cinzia Giacomobono): la scuola ha valutato ogni aspetto per ridurre il danno, ha offerto supporto psicologico e deve educare oltre a punire; il resto spetta a chi di dovere.
- Le vittime: la sospensione è inadeguata; la presenza del compagno mantiene aperto il danno; chiedono l’allontanamento.
- Il collettivo studentesco «Assange»: quindici giorni non bastano; giustizia per le vittime, riflessione sull’uso dell’IA; il silenzio è complicità.
- I compagni che hanno segnalato: la loro segnalazione ha fatto emergere il caso: gli studenti come primi protettori.
- La magistratura minorile (caso di Aversa): sotto i 14 anni non si può punire: la risposta penale ha limiti evidenti.
- La Questura di Rimini: condotte considerate scherzi possono essere reati: serve consapevolezza di ragazzi e famiglie.
- Il legislatore: con la legge 132/2025 introduce un reato specifico, procedibile d’ufficio se la vittima è minorenne.
Questioni aperte
Il caso pone domande difficili a ogni scuola. Qual è la risposta giusta di un’istituzione educativa a un abuso commesso con l’IA: la sanzione, l’allontanamento, il percorso educativo, o una combinazione? Come si proteggono le vittime senza rinunciare a educare l’autore? Che cosa può fare la scuola prima che accada, se gli strumenti sono a portata di telefono? Quali responsabilità hanno le aziende e le piattaforme che rendono disponibili questi strumenti? E come si educa al rispetto e al consenso in un ambiente in cui produrre un’immagine falsa costa pochi secondi?
Fonti
- Roma, studentesse e prof «spogliate» con l’intelligenza artificiale: sospeso e denunciato un ragazzo (Il Fatto Quotidiano, 21 gennaio 2025). La ricostruzione del caso e le parole della dirigente e del collettivo.
- Studente crea deepfake a sfondo sessuale: 15 giorni di sospensione, ma le vittime chiedono maggiore severità (Orizzonte Scuola, 21 gennaio 2025). Le posizioni delle vittime e degli studenti.
- Foto fake delle compagne di scuola nude, la Procura apre un’indagine su 3 casi: «Non possiamo punirli» (Edizione Caserta, 4 marzo 2025). I casi di Aversa e il limite dell’imputabilità.
- Falsi nudi con l’intelligenza artificiale, denunciato minore a Rimini (ANSA, 1° ottobre 2026). Il caso più recente e l’avvertimento della Questura.
- Spain court punishes schoolboys for spreading AI deepfakes of girls (Scottish Legal News, 10 luglio 2024). Il caso di Almendralejo e la condanna dei ragazzi.
- Reato di deepfake: cosa prevede il nuovo articolo 612-quater del Codice penale (La Legge per Tutti). Spiegazione divulgativa del nuovo reato.

