Descrizione estesa · Caso 09 – Le Linee guida del MIM sull’IA nella scuola
Approfondimento
In breve. Nell’agosto 2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito pubblica le Linee guida per introdurre l’IA nelle scuole: principi, requisiti etici, tecnici e normativi, un percorso in cinque tappe e un servizio sulla piattaforma UNICA. Il documento affida un ruolo centrale ai dirigenti e chiede alle scuole di agire come titolari del trattamento dei dati. Nel corso del 2025-26 centinaia di istituti adottano regolamenti sull’IA; i critici denunciano oneri burocratici senza risorse e un linguaggio da gestione aziendale.
Il contesto
Nel 2025 l’IA generativa è già entrata nella vita degli studenti italiani: un’indagine INDIRE del 2026 indica che il 94% la usa. Il quadro normativo è complesso. A livello europeo c’è il regolamento sull’intelligenza artificiale (AI Act), che vieta alcune pratiche, classifica come «ad alto rischio» i sistemi usati in istruzione per ammettere, valutare o sorvegliare gli studenti, e impone obblighi di alfabetizzazione; in Italia arriva nel settembre 2025 la legge 132/2025 sull’IA, che tra l’altro fissa regole sul consenso dei minori. Le scuole si trovano a dover decidere che cosa fare, spesso senza competenze tecniche e giuridiche interne.
Il documento
Le «Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche» sono allegate al decreto ministeriale n. 166 del 9 agosto 2025, che attiva anche un servizio digitale dedicato all’IA nella piattaforma ministeriale UNICA. Non hanno valore normativo vincolante, ma sono il riferimento ufficiale a cui le scuole sono invitate a conformarsi. L’obiettivo dichiarato è un’introduzione «responsabile e sicura» dell’IA, con un quadro operativo adattabile alle diverse realtà scolastiche. I principi indicati sono centralità della persona, equità, innovazione responsabile, sostenibilità, tutela dei diritti e sicurezza dei sistemi; gli ambiti di applicazione sono l’apprendimento, l’inclusione e la gestione più efficiente dei processi amministrativi.
Il documento articola requisiti di tre tipi. Etici: sorveglianza umana, trasparenza e spiegabilità, prevenzione di discriminazioni e pregiudizi, ruoli e responsabilità distinti per dirigenti, docenti, studenti e famiglie. Tecnici, per la scuola come «utilizzatore» dei sistemi: scelta di fornitori affidabili, gestione sicura dei dati, diritto a non partecipare con particolare attenzione ai minori. Normativi: le scuole, come titolari del trattamento dei dati, devono individuare la base giuridica, svolgere una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati, informare gli interessati e nominare i responsabili. Viene richiamata anche la valutazione d’impatto sui diritti fondamentali per i sistemi più delicati.
Il percorso operativo proposto è in cinque tappe: definire il progetto con un approccio partecipativo e individuare le aree di applicazione; pianificare tenendo conto dei rischi; adottare e realizzare con un piano di comunicazione; monitorare avanzamento, anomalie e risultati inattesi; valutare i risultati e condividere le buone pratiche. Il dirigente scolastico ha un ruolo centrale; la formazione continua del personale è indicata come condizione essenziale. Sul piano didattico, le Linee guida chiedono che l’IA non sostituisca il pensiero degli studenti, che i docenti mantengano una funzione di guida e che la valutazione si sposti dalla riproduzione alla comprensione profonda e al pensiero critico.
Dopo le Linee guida: le scuole al lavoro
Nell’anno scolastico 2025-26 molte scuole approvano regolamenti o «policy» d’istituto sull’IA, spesso deliberati da collegio dei docenti e consiglio d’istituto, e integrano il patto educativo di corresponsabilità con diritti e doveri di studenti e famiglie: dichiarare quando e come si usa l’IA, non inserire dati personali, verificare i contenuti, non usarla per i compiti senza autorizzazione del docente. I testi, pubblicati sui siti delle scuole, sono spesso simili tra loro e ricalcano modelli circolanti.
Resta molta incertezza sugli obblighi. Un responsabile della protezione dei dati che lavora con le scuole, l’avvocato Nicola Parisi, chiarisce su Dirigentiscuola che il 2 agosto 2026, data di applicazione di molte norme dell’AI Act, non è una scadenza generale per tutte le scuole, e che gli strumenti di tipo ChatGPT usati per attività didattiche rientrano di norma nel rischio limitato, non nell’alto rischio. Il chiarimento mostra quanto il quadro sia difficile da interpretare anche per gli addetti ai lavori.
Le critiche
Il sindacato COBAS, in un’analisi del gennaio 2026, critica il documento per il linguaggio da gestione di progetto aziendale e per il rinvio a centinaia di pagine di linee guida tecniche dell’Agenzia per l’Italia digitale e dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, che le scuole non hanno le competenze né il tempo per applicare. Il rischio, secondo questa lettura, è scaricare sui dirigenti e sui docenti oneri e responsabilità senza risorse, personale e formazione adeguati. Altri osservatori notano che l’approccio è centrato sulla gestione dei rischi e sugli adempimenti più che sulle scelte pedagogiche.
Cronologia
| Quando | Che cosa accade |
|---|---|
| 2024 | Entra in vigore l’AI Act europeo, con applicazione graduale fino al 2026-27. |
| 9 agosto 2025 | Il MIM pubblica le Linee guida (DM 166/2025) e attiva il servizio IA sulla piattaforma UNICA. |
| 10 ottobre 2025 | Entra in vigore la legge italiana sull’IA (132/2025). |
| Anno 2025-26 | Centinaia di scuole adottano regolamenti e policy sull’IA. |
| Gennaio 2026 | Critica del COBAS alle Linee guida. |
| 2026 | Chiarimenti sulle scadenze dell’AI Act; indagine INDIRE: il 94% degli studenti usa l’IA. |
Attori e posizioni
- Il Ministero dell’Istruzione e del Merito: un quadro operativo per un’introduzione responsabile e sicura, centrato sulla persona, con supervisione umana, tutela dei dati, formazione e un ruolo guida del dirigente.
- I dirigenti scolastici: chiamati a guidare la governance dell’IA, a far approvare le policy e a rispondere delle scelte, in un quadro normativo complesso.
- COBAS: un documento burocratico che scarica oneri sulle scuole senza risorse né formazione; linguaggio aziendale e rinvio a norme tecniche inapplicabili.
- Nicola Parisi, responsabile protezione dati: il quadro va letto con precisione: non tutte le scadenze riguardano le scuole e molti strumenti sono a rischio limitato.
- Le scuole: rispondono con regolamenti e patti di corresponsabilità, spesso costruiti su modelli comuni.
Questioni aperte
Le Linee guida pongono una domanda di fondo: l’introduzione dell’IA a scuola è soprattutto una questione di adempimenti e gestione dei rischi, o di scelte educative? Un quadro adattabile lascia autonomia alle scuole o le lascia sole? Che valore hanno regolamenti simili tra loro, adottati in fretta per rispondere a un’indicazione ministeriale? E chi, concretamente, possiede nelle scuole le competenze per svolgere valutazioni d’impatto, scegliere fornitori affidabili e formare il personale?
Fonti
- Linee guida per l’introduzione dell’IA nelle istituzioni scolastiche (MIM, 9 agosto 2025 (PDF)). Il testo ufficiale.
- Linee guida MIM per l’introduzione dell’IA nelle istituzioni scolastiche (BioDiritto, AI Legal Atlas). Sintesi giuridica di principi, requisiti e percorso in cinque tappe.
- Le linee guida MIM sull’intelligenza artificiale a scuola (COBAS Bologna, gennaio 2026). La critica sindacale.
- AI Act e 2 agosto 2026: scadenza o non scadenza? (Dirigentiscuola, 2026). Chiarimenti sugli obblighi delle scuole.
- Patto educativo e IA, diritti e doveri per studenti e genitori (ItaliaOggi, 3 febbraio 2026). Come le Linee guida si traducono nel patto di corresponsabilità.
- Il 94% degli studenti usa l’IA (indagine INDIRE): come scrivere la policy IA di istituto (Spaggiari, 2026). Dati sull’uso e indicazioni per le policy (fonte di un fornitore di servizi alle scuole).

