Descrizione estesa · Caso 01 – New York City: dal divieto di ChatGPT alla revoca, fino alla moratoria

Approfondimento

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New York (USA), 2023–2026 · Caso 01 · Descrizione estesa

In breve. Il più grande distretto scolastico degli Stati Uniti blocca ChatGPT nel gennaio 2023, revoca il blocco quattro mesi dopo ammettendo una «paura istintiva», prova nel 2026 a regolarne l’uso con linee guida permissive e, sotto la pressione di famiglie e insegnanti, finisce per sospendere per un anno l’IA generativa rivolta agli studenti fino alla terza media. In tre anni la stessa istituzione percorre quasi tutte le posizioni possibili.

Il contesto

Il sistema delle scuole pubbliche di New York (NYC Public Schools) conta circa 900.000 studenti ed è il più grande degli Stati Uniti: le sue scelte vengono osservate e spesso imitate da altri distretti. ChatGPT viene reso pubblico a fine novembre 2022; nel giro di poche settimane insegnanti e dirigenti di tutto il Paese si chiedono come reagire a uno strumento capace di scrivere temi e risolvere esercizi in pochi secondi.

Prima fase: il blocco (gennaio 2023)

All’inizio di gennaio 2023 il dipartimento dell’istruzione inserisce ChatGPT nell’elenco dei siti con accesso limitato sui dispositivi e sulle reti scolastiche, lo stesso che comprende YouTube, Netflix e Roblox. Le ragioni dichiarate sono il rischio di copiature e l’impatto negativo sull’apprendimento, oltre ai dubbi sull’accuratezza dei contenuti. Non è un divieto assoluto: le scuole possono chiedere l’accesso per docenti e studenti. Ma il messaggio pubblico è di paura, e la decisione genera oltre mille articoli di giornale in tutto il mondo. Altri distretti fanno lo stesso: Los Angeles blocca il sito, Seattle lo vieta sui dispositivi scolastici sostenendo che la scuola richiede pensiero e lavoro originali degli studenti.

Seconda fase: la revoca (maggio 2023)

Il 18 maggio 2023, in un intervento su Chalkbeat, il cancelliere David Banks annuncia la revoca. Scrive che la tecnologia aveva colto il distretto alla sprovvista e che la reazione era stata istintiva: la paura aveva fatto trascurare le potenzialità dell’IA generativa per studenti e insegnanti. Il distretto, spiega, ha parlato con aziende tecnologiche ed educatori, molti dei quali già insegnavano l’etica dell’IA nel programma di informatica cittadino.

Banks porta l’esempio di una scuola media del Queens dove gli studenti discutono dei pregiudizi dell’IA, fanno domande a ChatGPT e ne verificano le risposte, mentre gli insegnanti lo provano per preparare lezioni personalizzate e correggere compiti. Il distretto promette un archivio e una comunità per condividere esperienze, risorse ed esempi d’uso, un kit per avviare discussioni in classe, l’uso dei materiali del MIT per la Giornata dell’IA. Insiste sull’equità: i benefici dell’IA vanno distribuiti a tutti per non allargare i divari socioeconomici, e gli studenti devono essere preparati a lavori che ancora non esistono.

Terza fase: le linee guida del 2026

Dopo le dimissioni di Banks (2024), il nuovo cancelliere Kamar Samuels, nominato dal sindaco Zohran Mamdani, presenta nel marzo 2026 linee guida preliminari. L’IA non sostituisce l’insegnante ed è uno strumento per ricerca, scrittura e progettazione; i docenti possono usarla per idee, organizzazione e comunicazioni, ma non per assegnare voti o sanzioni; gli studenti possono usarla per esplorazione e progetti creativi con la guida degli insegnanti. Un sistema a «semaforo» lascia gran parte delle decisioni ai singoli docenti. I genitori possono inviare osservazioni fino all’8 maggio. La bozza suscita una forte reazione: genitori, insegnanti e studenti chiedono più limiti, e lo stesso cancelliere ammetterà che «aveva mancato il bersaglio».

Quarta fase: la moratoria (settembre 2026)

Il 2 settembre 2026 il sindaco e il cancelliere annunciano quella che presentano come la politica più ampia del Paese. Per l’anno scolastico 2026-27 è sospeso ogni software di IA generativa rivolto agli studenti dalla scuola dell’infanzia alla terza media, circa 600.000 alunni; i chatbot «di compagnia» sono vietati in tutti i gradi. Alle superiori ci sono due moduli annuali di alfabetizzazione all’IA (che cosa è, pregiudizi, rischi, etica, effetti sul lavoro) e cinque progetti pilota per al massimo 50.000 studenti, con tempi d’uso molto limitati e sempre sotto la supervisione diretta di docenti formati. I docenti possono continuare a usare l’IA per progettare e per compiti organizzativi, con strumenti verificati. Restano escluse le tecnologie assistive per studenti con disabilità, gli studenti che imparano l’inglese e i percorsi professionali.

La politica fissa anche limiti al tempo davanti allo schermo e avvia una revisione di tutti gli strumenti tecnologici in uso: quelli non essenziali all’apprendimento saranno eliminati. Una coalizione di studenti, docenti, genitori, sindacati, amministratori ed esperti valuterà durante l’anno moratoria e progetti pilota e pubblicherà raccomandazioni. Lo stesso giorno anche Los Angeles, il secondo distretto del Paese, annuncia una moratoria di un anno sull’IA generativa sui dispositivi scolastici.

Cronologia

QuandoChe cosa accade
Novembre 2022Lancio pubblico di ChatGPT.
Gennaio 2023New York inserisce ChatGPT tra i siti con accesso limitato; Los Angeles e Seattle bloccano lo strumento.
18 maggio 2023Il cancelliere Banks revoca il blocco: la decisione era stata una «paura istintiva».
2024Banks lascia l’incarico.
24 marzo 2026Il cancelliere Samuels presenta linee guida preliminari a «semaforo»; consultazione dei genitori fino all’8 maggio.
Primavera–estate 2026Forte reazione di genitori, docenti e studenti; il distretto sospende gli acquisti di software.
2 settembre 2026Moratoria di un anno sull’IA generativa per gli studenti fino alla terza media; progetti pilota limitati alle superiori. Moratoria anche a Los Angeles.
Anno 2026-27Una coalizione di soggetti coinvolti valuta moratoria e progetti pilota.

Attori e posizioni

  • David Banks, cancelliere 2022-2024: il blocco fu una reazione di paura; la scuola deve insegnare a comprendere e usare l’IA e distribuirne i benefici a tutti.
  • Kamar Samuels, cancelliere dal 2026: la politica protegge relazione umana, curiosità e creatività; si procede sulla base delle prove; nessuno dei due estremi serve agli studenti.
  • Zohran Mamdani, sindaco: i bambini hanno bisogno degli insegnanti e della relazione umana per imparare e crescere; non è inevitabile che l’infanzia sia affidata all’IA; si userà l’anno per studiarne gli effetti.
  • Il sindacato degli insegnanti (Michael Mulgrew, UFT): i limiti allo schermo sono sensati, ma la politica lascia aperte molte questioni e chiede troppo ai docenti: gli strumenti vanno verificati alla fonte dal distretto.
  • La coalizione per la moratoria dell’IA (AIM) e alcuni genitori: un passo nella giusta direzione, ma con troppe eccezioni e progetti pilota rischiosi alle superiori; chiedono una moratoria più lunga e completa.
  • Studenti attivisti (Teen Activist Project della NYCLU): gli studenti delle superiori non devono fare da cavie per questi strumenti.
  • Richard Buery Jr., Robin Hood: bene l’uso limitato alle superiori perché i datori di lavoro chiedono competenze sull’IA, ma la moratoria per i più piccoli non è la scelta giusta e non deve durare oltre un anno.
  • Distretto di Seattle (2023): il blocco è giustificato perché la scuola richiede pensiero e lavoro originali.

Questioni aperte

Il caso mostra che la posizione di un’istituzione sull’IA può cambiare radicalmente in pochi anni, al mutare della tecnologia, dei responsabili politici e della pressione delle famiglie. Restano domande aperte. La revoca del 2023 era lungimirante o affrettata? La moratoria del 2026 è prudenza basata sulle prove o un nuovo riflesso di paura? È coerente vietare l’IA agli studenti più giovani e permetterla ai docenti? Come si valuta in un anno l’effetto di strumenti in rapida evoluzione? E chi deve decidere: il sindaco, il cancelliere, i docenti, le famiglie o una coalizione?

Fonti

Descrizione redatta sulla base delle fonti indicate, consultate fino a ottobre 2026.

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