Come possiamo utilizzare l’IA senza perdere autonomia?

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Utilizzare l’IA senza perdere autonomia non significa fare tutto da soli o ricorrere alla macchina il meno possibile. Essere autonomi non significa essere indipendenti dagli strumenti.

Significa piuttosto conservare la capacità di comprendere ciò che stiamo facendo, scegliere quando e perché utilizzare l’IA, valutare ciò che ci propone e decidere se accettarlo, modificarlo o rifiutarlo.

L’autonomia sta nella regia, non nell’esecuzione di tutto

Possiamo affidare all’IA molte operazioni senza perdere necessariamente autonomia. Può cercare alternative, sintetizzare materiali, formulare ipotesi, produrre bozze, confrontare possibilità o svolgere operazioni che richiederebbero molto tempo.

Ma dovremmo continuare a mantenere la regia cognitiva dell’attività: definire il problema, stabilire che cosa conta, scegliere i criteri con cui valutare le proposte e decidere dove vogliamo arrivare.

Possiamo quindi delegare una parte consistente dell’esecuzione senza delegare necessariamente la direzione del processo.

Dobbiamo poter mettere in discussione ciò che l’IA propone

L’autonomia diminuisce quando non abbiamo più elementi sufficienti per giudicare ciò che riceviamo. Se una risposta ci appare accettabile semplicemente perché non sappiamo come valutarla, la nostra possibilità di scelta diventa molto debole.

Per questo abbiamo bisogno di conservare conoscenze e capacità sufficienti per formulare domande, riconoscere incongruenze, chiedere verifiche, confrontare alternative e, quando necessario, non seguire il suggerimento dell’IA.

Essere autonomi nell’uso dell’IA non significa poter fare tutto senza di essa. Significa poter decidere consapevolmente che cosa affidarle senza perdere la capacità di comprendere, valutare e governare ciò che le abbiamo affidato.

Dobbiamo poter scegliere anche di non usarla

C’è infine un segnale molto semplice di autonomia: essere in grado di riconoscere le situazioni nelle quali l’IA non ci serve o nelle quali preferiamo svolgere personalmente un’attività.

Se utilizziamo l’IA automaticamente, prima ancora di chiederci che cosa dobbiamo fare e perché, lo strumento comincia a determinare il nostro modo di affrontare i problemi.

L’autonomia richiede invece che l’IA rimanga una possibilità all’interno del nostro repertorio di azione, non il passaggio obbligato attraverso cui dobbiamo svolgere qualsiasi attività cognitiva.

Non si tratta di evitare la dipendenza, ma di governarla

Una completa indipendenza tecnologica non è né realistica né necessariamente desiderabile. Utilizziamo continuamente strumenti che ampliano le nostre possibilità e dai quali, in qualche misura, dipendiamo.

La questione è evitare che la dipendenza dallo strumento diventi anche dipendenza nel giudizio: che non siamo più noi a stabilire il problema, i criteri e il valore del risultato.

Possiamo quindi utilizzare intensamente l’IA e rimanere autonomi. Ma questa autonomia non è garantita una volta per tutte: va mantenuta attraverso il modo in cui scegliamo che cosa delegare, che cosa continuare a sapere e quali decisioni conservare sotto la nostra responsabilità.

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