L’IA migliora davvero l’apprendimento? La sperimentazione ministeriale nelle scuole italiane

Il Caso

Nell’anno scolastico 2024-2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito avvia una sperimentazione biennale dell’intelligenza artificiale in quindici classi di scuole secondarie di primo e secondo grado di Lazio, Lombardia, Toscana e Calabria. L’obiettivo dichiarato è utilizzare assistenti virtuali per personalizzare la didattica, individuare difficoltà e potenzialità degli studenti e fornire ai docenti informazioni utili per predisporre attività differenziate. A ogni classe sperimentale viene affiancata una classe di confronto.

Gli insegnanti ricevono una formazione specifica e utilizzano strumenti messi a disposizione nell’ambiente Google. Le pratiche sviluppate nelle scuole sono diverse: generazione di verifiche ed esercizi, analisi delle risposte degli studenti, produzione di materiali adattati a differenti livelli, podcast, video e attività di approfondimento. In alcune classi l’insegnante può seguire durante l’attività gli errori e le difficoltà del singolo studente e selezionare risorse personalizzate.

La sperimentazione si conclude nel giugno 2026. Le esperienze delle scuole non risultano uniformi: alcuni dirigenti e docenti riferiscono risultati positivi, anche per studenti con bisogni educativi speciali, mentre alcune scuole lamentano una limitata condivisione delle pratiche a livello nazionale. Anche la valutazione presenta una difficoltà: studenti appartenenti alle classi di confronto hanno utilizzato autonomamente chatbot, rendendo meno netta la differenza tra gruppi sperimentali e gruppi di controllo.

Il Ministero ha comunicato valutazioni preliminari positive, ma gli esiti conclusivi dell’analisi affidata all’INVALSI non sono ancora disponibili: nell’agosto 2026 il presidente dell’Istituto ha indicato dicembre come periodo presumibile per la conclusione del lavoro.

Documentazione: Avvio della sperimentazione nel Lazio – USR Lazio · Descrizione iniziale della sperimentazione · Bilancio della sperimentazione al termine del biennio

I punti di vista

Il Ministero

Per il ministro Giuseppe Valditara l’IA può contribuire alla personalizzazione della didattica, aiutando sia gli studenti che devono recuperare difficoltà sia quelli con potenzialità da sviluppare. L’assistente virtuale dovrebbe individuare errori e lacune e consentire all’insegnante di intervenire in modo più mirato. Il docente rimane, nella concezione dichiarata dal Ministero, insostituibile: l’IA deve essere guidata dall’insegnante e non prenderne il posto. Ufficio Educazione e Scuola

Nel marzo 2026 Valditara anticipa pubblicamente che i primi risultati mostrerebbero una crescita degli apprendimenti e prospetta un’estensione dell’impiego dell’IA. Si tratta tuttavia di una valutazione politica e preliminare: in quel momento la sperimentazione non è ancora conclusa e i risultati definitivi dell’INVALSI non sono disponibili.

Per approfondire: Presentazione della sperimentazione · Le dichiarazioni sui primi risultati

Gli insegnanti

Nelle scuole coinvolte l’IA viene utilizzata soprattutto come strumento per differenziare attività e materiali. Giovanna Festa, docente di matematica e scienze dell’Istituto comprensivo Marcello Mastroianni di Roma, descrive un lavoro nel quale gli insegnanti possono raccogliere materiali, adattarne linguaggio e formato alle caratteristiche degli studenti e predisporre attività differenti anche per chi necessita di sostegno o, al contrario, di compiti più impegnativi. Rai Scuola

Durante le esercitazioni il docente può osservare le risposte degli studenti, individuare rapidamente errori e difficoltà e proporre risorse mirate. L’introduzione degli strumenti richiede però formazione e modifica delle strategie didattiche: l’IA non produce automaticamente personalizzazione, ma mette a disposizione informazioni e materiali che l’insegnante deve utilizzare nella progettazione e nell’accompagnamento degli studenti.

Per approfondire: Una docente racconta la sperimentazione · Una simulazione dell’attività in classe

I dirigenti scolastici

Giulia Rossetti, dirigente dell’Istituto comprensivo Marcello Mastroianni, interpreta la sperimentazione come un modo per aumentare il tempo che l’insegnante può dedicare all’osservazione dello studente e alla scelta del percorso più adatto, delegando alla tecnologia alcune operazioni pratiche di produzione dei materiali. In questa prospettiva l’innovazione non dovrebbe spostare il centro dell’attività educativa dalla persona alla tecnologia. Rai Scuola

Al termine della sperimentazione emergono però esperienze organizzative differenti. Eleonora Galli, dirigente dell’Istituto comprensivo Viale Lombardia di Cologno Monzese, lamenta l’assenza di momenti nazionali di coordinamento e scambio delle pratiche; Daniela Venturini, dirigente dell’ISI Pertini di Lucca, descrive invece la collaborazione costruita tra le cinque scuole toscane attraverso un accordo di rete. La stessa sperimentazione nazionale ha quindi assunto configurazioni locali non completamente omogenee.

Per approfondire: Il punto di vista della dirigente del Mastroianni · Esperienze e criticità nelle scuole partecipanti

Chi valuta la sperimentazione

La struttura del progetto prevede il confronto fra classi che utilizzano gli strumenti di IA e classi “gemelle” che dovrebbero permettere di valutare eventuali differenze negli apprendimenti. Proprio durante la sperimentazione emerge però un problema metodologico: l’IA generativa è ormai disponibile indipendentemente dalla scuola e anche studenti appartenenti ai gruppi di controllo utilizzano chatbot nella loro vita quotidiana. La separazione fra chi è esposto all’IA e chi non lo è diventa quindi difficile da mantenere.

Alcune scuole e il Ministero hanno riportato risultati intermedi positivi, ma questi non coincidono con una valutazione complessiva del progetto. Un dato citato pubblicamente dal ministro, per esempio, proveniva da una sola classe di una singola scuola e confrontava gruppi di diversa numerosità; nell’altra classe sperimentale dello stesso istituto i risultati erano quasi identici a quelli del gruppo di confronto. La valutazione affidata all’INVALSI è ancora in corso e, ad agosto 2026, il presidente Roberto Ricci ne prevedeva gli esiti per dicembre.

Per approfondire: Problemi metodologici e risultati intermedi della sperimentazione · Stato della valutazione INVALSI nell’agosto 2026

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