Quando il capo diventa un’app: il lavoro in un magazzino sudafricano

Il Caso

In un grande magazzino logistico sudafricano studiato nel 2023 da ricercatori dell’ILO e del Joint Research Centre della Commissione europea, scanner, applicazioni mobili, sistemi di gestione del magazzino e altri strumenti digitali accompagnano gran parte del lavoro quotidiano.

Gli strumenti indicano ai lavoratori quali prodotti prelevare e dove trovarli, registrano le operazioni compiute e permettono di seguire il percorso delle merci. I dati consentono inoltre di controllare tempi, quantità di lavoro e raggiungimento degli obiettivi. Autisti e addetti al magazzino possono essere monitorati durante le attività e i risultati vengono utilizzati nelle verifiche delle prestazioni.

Le tecnologie rendono più rapido e tracciabile il flusso delle merci, ma modificano anche il modo in cui i lavoratori prendono decisioni e vengono controllati. Alcuni raccontano di dover seguire le indicazioni dell’applicazione anche quando non sembrano adeguate alla situazione concreta. Altri riferiscono di essere stati richiamati per errori provocati da scanner, problemi di rete o informazioni sbagliate fornite dal sistema.

L’introduzione delle tecnologie modifica anche i rapporti nel luogo di lavoro. Alcuni lavoratori descrivono un ambiente nel quale il rapporto diretto con i superiori viene in parte sostituito dalle indicazioni dei dispositivi e nel quale il raggiungimento degli obiettivi registrati digitalmente assume un peso crescente.

Documentazione: ILO–JRC – Algorithmic Management practices in regular workplaces: case studies in logistics and healthcare · Joint Research Centre – Algorithmic management practices in regular workplaces are already a reality

I punti di vista

I lavoratori

I lavoratori riconoscono che scanner e applicazioni facilitano alcune operazioni: indicano dove si trova la merce, registrano i passaggi e rendono più semplice seguire il flusso dei prodotti. Ma descrivono anche situazioni nelle quali il sistema riduce la possibilità di decidere autonomamente come svolgere il lavoro.

Un’applicazione può, per esempio, impedire di inserire altri pacchi in un contenitore una volta raggiunto il numero stabilito, anche quando rimane fisicamente spazio disponibile. Gli strumenti registrano inoltre velocità, quantità di lavoro e tempi. Alcuni lavoratori raccontano di sentirsi continuamente osservati; anche i veicoli possono essere dotati di sistemi che registrano il comportamento dei conducenti.

Un problema particolarmente concreto emerge quando la tecnologia sbaglia. Interruzioni della rete, scanner malfunzionanti o indicazioni errate possono produrre errori dei quali il lavoratore viene successivamente ritenuto responsabile. Gli intervistati chiedono che venga distinta la responsabilità della persona da quella derivante dal funzionamento del sistema.

Per approfondire: ILO–JRC – Rapporto completo, sezioni su autonomia, monitoraggio e condizioni di lavoro

I responsabili dell’organizzazione del lavoro

Dal punto di vista organizzativo, gli strumenti digitali permettono di conoscere il volume degli ordini, seguire le merci, programmare il personale necessario e controllare l’andamento delle consegne. Il sistema rende disponibili informazioni che prima richiedevano operazioni manuali e consente di intervenire rapidamente quando il flusso di lavoro si discosta dagli obiettivi.

Nel magazzino, gli scanner accompagnano picking, packing e movimentazione delle merci; nelle consegne, l’applicazione permette di controllare l’avanzamento rispetto ai tempi previsti. Se un autista non ha raggiunto entro una certa ora una determinata percentuale delle consegne giornaliere, un addetto può verificare che cosa stia accadendo.

La gestione rimane in parte umana: responsabili e supervisori utilizzano le informazioni prodotte dai sistemi e possono intervenire nelle decisioni. Ma una parte crescente di ciò che accade nel lavoro diventa misurabile e immediatamente visibile anche a chi non si trova fisicamente accanto al lavoratore.

Per approfondire: ILO–JRC – Tecnologie utilizzate e organizzazione del lavoro nella logistica

I rappresentanti dei lavoratori

Nel lavoro sul campo i ricercatori intervistano anche diversi shop stewards, lavoratori che svolgono funzioni di rappresentanza sindacale. La loro posizione non consiste nel rifiuto della tecnologia in quanto tale.

Segnalano però che l’utilizzo di nuovi strumenti modifica competenze e responsabilità senza che questo venga necessariamente riconosciuto nella classificazione professionale e nella retribuzione. Alcuni addetti continuano a essere classificati come lavoratori generici anche quando utilizzano scanner e macchinari e vengono ritenuti responsabili degli errori compiuti attraverso questi strumenti.

I rappresentanti collegano inoltre l’introduzione delle tecnologie alle relazioni già esistenti fra management e lavoratori. Secondo quanto raccolto dai ricercatori, il problema non è semplicemente la presenza della tecnologia, ma il modo in cui formazione, nuove competenze, controllo, riconoscimento professionale e organizzazione del lavoro vengono collegati fra loro.

Per approfondire: ILO–JRC – Rapporto completo e interviste ai rappresentanti dei lavoratori

I ricercatori dell’ILO e del Joint Research Centre

I ricercatori osservano che strumenti simili non producono necessariamente gli stessi effetti in tutti i luoghi di lavoro. Nello studio comparativo condotto in Italia, Francia, India e Sudafrica, la digitalizzazione può semplificare processi, aumentare l’efficienza e, in alcuni contesti, ridurre fatica e attività ripetitive.

Nel caso sudafricano rilevano però un aumento dell’intensità del lavoro e forme concrete di monitoraggio. I dati prodotti dalle tecnologie possono rendere più visibile il lavoro al management senza essere altrettanto accessibili ai lavoratori. Il rapporto documenta inoltre casi nei quali problemi tecnici hanno prodotto conseguenze per persone che non ne erano responsabili.

Il confronto internazionale porta i ricercatori a non attribuire questi effetti alla tecnologia da sola. Norme, relazioni industriali, presenza sindacale, modalità organizzative e rapporti fra management e lavoratori contribuiscono a determinare ciò che accade quando gli stessi tipi di strumenti entrano nei luoghi di lavoro.

Per approfondire: ILO – Presentazione e conclusioni dello studio · JRC – Risultati della ricerca comparativa

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