Quando una scorciatoia con l’IA costa una qualifica

Il Caso

Nel Regno Unito uno studente affronta una prova per una qualifica professionale nella quale è consentito portare una cartella di appunti generali preparati precedentemente. Durante la valutazione, il centro sospetta che una parte del materiale utilizzato non sia stata prodotta autonomamente e segnala il caso all’ente certificatore WJEC.

Il controllo mette in evidenza che una sezione degli appunti era stata generata mediante uno strumento di intelligenza artificiale e poi utilizzata parola per parola nella prova, senza dichiararne la provenienza. Lo studente riconosce di aver utilizzato l’IA soltanto per quella parte degli appunti perché aveva poco tempo per prepararli.

WJEC considera l’episodio un uso improprio dell’IA. La sanzione viene limitata alla parte della prova interessata, senza annullare tutto il lavoro dello studente. Le regole della qualifica richiedono però di raggiungere un risultato minimo in ciascun criterio di valutazione: la perdita di quei punti impedisce quindi allo studente di ottenere la qualifica complessiva.

Il caso viene successivamente pubblicato, in forma anonima, dal Joint Council for Qualifications tra gli esempi reali utilizzati per spiegare a scuole, insegnanti e studenti come vengono applicate le regole sull’uso dell’IA nelle valutazioni.

Documentazione: JCQ – AI Use in Assessments: Your role in protecting the integrity of qualifications · JCQ – Instructions for conducting coursework

I punti di vista

Lo studente

Lo studente non nega di aver utilizzato uno strumento di IA. Durante l’indagine spiega di averlo fatto soltanto per una parte degli appunti e perché stava preparando il materiale in fretta prima della prova.

L’IA non aveva quindi prodotto l’intero lavoro né era stata utilizzata durante tutta la valutazione. Il problema nasce da una singola parte degli appunti preparatori: il testo generato viene portato nella prova e successivamente riprodotto senza indicare che proveniva dall’IA.

La conseguenza finale è molto più ampia della parte di lavoro interessata. La sanzione riguarda infatti soltanto uno dei criteri di valutazione, ma le regole della qualifica richiedono di raggiungere il livello minimo in ciascun criterio. La perdita dei punti impedisce così allo studente di conseguire l’intera qualifica.

Per approfondire: JCQ – Il caso pubblicato nell’Appendice A della guida sull’uso dell’IA

L’ente certificatore

Per WJEC il problema non consiste semplicemente nel fatto che durante la preparazione sia stata utilizzata l’intelligenza artificiale. Le regole del JCQ richiedono che il lavoro presentato per la valutazione rappresenti il lavoro autonomo dello studente e che l’eventuale utilizzo dell’IA venga dichiarato.

L’indagine non si basa soltanto sul risultato di un rilevatore automatico. Il centro segnala inizialmente il sospetto; vengono successivamente confrontati gli appunti utilizzati nella prova, il lavoro dello studente e i risultati ottenuti attraverso strumenti di rilevazione. Lo studente stesso conferma infine di aver utilizzato l’IA nella sezione contestata.

WJEC limita la sanzione alla parte nella quale viene accertato l’uso improprio. Non vengono rilevati contenuti generati dall’IA nelle altre parti del lavoro. La conseguenza sull’intera qualifica deriva dalle regole previste per il suo conseguimento, non dalla decisione di annullare tutto il lavoro dello studente.

Per approfondire: JCQ – AI Use in Assessments · JCQ – Preventing AI Misuse in Assessments: summary for teachers

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