L’IA “pensa” come una persona?
Quando un’IA produce una risposta, un’argomentazione o una conclusione simile a quella di una persona, siamo facilmente portati a immaginare che anche i processi che le hanno generate siano simili.
Quando un’IA produce una risposta, un’argomentazione o una conclusione simile a quella di una persona, siamo facilmente portati a immaginare che anche i processi che le hanno generate siano simili.
L’IA non aiuta a pensare perché produce pensiero per noi. Può aiutare a pensare quando la sua produzione diventa materiale sul quale la persona compie operazioni cognitive.
Dire che possiamo affidare alla macchina i carichi cognitivi improduttivi per dedicare le nostre risorse a un pensiero più produttivo non basta: dobbiamo stabilire che cosa sia, nelle diverse situazioni, cognitivamente produttivo.
Riorganizzando alcuni temi che ho trattato nei post precedenti, metto in evidenza alcuni punti cardine per far progredire il discorso sul ruolo della scuola nell’era delle IA.
Da qualche anno sembra che l’intelligenza artificiale abbia cambiato completamente il rapporto tra tecnologie e apprendimento. In realtà, molte delle domande fondamentali erano già state poste trent’anni fa da studiosi come David Jonassen
In breve L’ingresso dell’IA nella scuola non pone soltanto il problema di come utilizzare un nuovo strumento, ma costringe a interrogarsi su che cosa significhi insegnare e imparare quando molte attività cognitive possono essere svolte anche da una macchina. Non basta quindi aggiungere l’IA alla didattica esistente. Occorre ripensare attività, ruoli e valutazione chiedendosi quali…
Nel dibattito sull’uso dell’intelligenza linguistica nella scuola, la tokenizzazione è spesso considerata un dettaglio tecnico irrilevante. In realtà, questo meccanismo è la chiave per comprendere come i modelli linguistici elaborano il testo
Per molti anni la mia attività professionale si è sviluppata intorno ad alcuni temi che hanno accompagnato l’intera mia vita lavorativa: la psicologia cognitiva, la pedagogia, la didattica, la formazione degli insegnanti e l’uso delle tecnologie nei processi di apprendimento. Sono stati anni intensi, nei quali ho avuto la fortuna di confrontarmi con studiosi che…
Volendolo connotare in altro modo, un pensiero debole, superficiale, banale, vuoto, approssimativo …. Un pensiero definibiile anche “comune”, con analogia al “senso comune”. Mi riferisco al pensiero che spesso incontro quando, gente anche “importante” si mette a discettare su temi che toccano nel vivo la nostra vita di tutti i giorni come la scuola, i…