Come cambia il ruolo dell’insegnante quando l’IA può svolgere molte delle sue attività
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L’IA può già svolgere molte attività tradizionalmente associate al lavoro dell’insegnante: spiegare un concetto, proporre esempi, costruire esercizi, formulare domande, correggere risposte, suggerire percorsi di approfondimento, adattare una spiegazione alle difficoltà dello studente.
Questo non significa che l’insegnante diventi meno importante. Significa però qualcosa di meno rassicurante: non possiamo più giustificare il suo ruolo semplicemente attraverso l’elenco delle attività che è capace di svolgere.
Alcune attività possono essere svolte anche dall’IA
Una parte consistente del lavoro didattico è costituita da operazioni che possono essere almeno parzialmente automatizzate. L’IA può generare rapidamente materiali, spiegazioni alternative, esempi e controesempi, esercizi graduati e feedback.
Può anche interagire individualmente con uno studente molto più a lungo di quanto possa fare un insegnante con ciascuno dei suoi studenti.
Negare queste possibilità per difendere il ruolo dell’insegnante sarebbe poco utile. La questione interessante è invece capire quali attività convenga affidare all’IA e che cosa diventi più importante nel lavoro dell’insegnante proprio perché quelle attività possono essere delegate.
Dalla produzione alla progettazione
Se produrre una spiegazione, una scheda o un esercizio richiede sempre meno tempo, può diventare più importante decidere perché proporli, quando utilizzarli e che cosa vogliamo che lo studente faccia cognitivamente attraverso quelle attività.
L’insegnante può quindi spostare una parte del proprio lavoro dalla produzione dei materiali alla progettazione delle condizioni nelle quali avviene l’apprendimento.
Non basta chiedersi: «Che cosa posso far fare all’IA?». Occorre chiedersi: «Che cosa voglio far fare allo studente, e quale ruolo può avere l’IA perché quell’attività produca apprendimento?»
Diventa ancora più importante osservare ciò che accade allo studente
Quando uno studente lavora con l’IA, un buon prodotto finale ci dice sempre meno su ciò che ha realmente fatto e imparato.
L’insegnante deve allora prestare maggiore attenzione ai processi: alle domande formulate, alle decisioni prese, alle revisioni effettuate, agli errori riconosciuti, alle ragioni con cui lo studente giustifica le proprie scelte e a ciò che riesce successivamente a fare senza lo stesso livello di aiuto.
Una parte del lavoro dell’insegnante si sposta così dal controllo del prodotto alla comprensione del processo di apprendimento.
Quanto più l’IA diventa capace di svolgere attività didattiche, tanto meno il ruolo dell’insegnante può essere definito da quelle attività e tanto più deve essere definito dalla responsabilità di progettare, osservare e governare le condizioni dell’apprendimento.
L’insegnante rimane responsabile delle scelte
L’IA può proporre una sequenza didattica, ma non conosce automaticamente gli scopi educativi che una scuola vuole perseguire. Può suggerire un esercizio, ma non decide quale capacità sia importante sviluppare in quello studente. Può produrre un feedback, ma non assume la responsabilità delle conseguenze educative delle proprie indicazioni.
All’insegnante rimangono quindi attività che non sono semplicemente ciò che l’IA non sa ancora fare. Rimangono soprattutto scelte educative, interpretazione del contesto, conoscenza degli studenti, costruzione delle relazioni, attribuzione di significato e assunzione di responsabilità.
Non si tratta di conservare il vecchio ruolo
La domanda, allora, non dovrebbe essere come impedire all’IA di sostituire alcune attività dell’insegnante. Se una macchina può svolgerle bene, potrebbe essere sensato utilizzarla.
Il problema è capire che cosa fare del tempo, dell’attenzione e delle possibilità che questa delega libera.
L’insegnante potrebbe fare meno lavoro di produzione e più lavoro di progettazione; meno trasmissione indistinta e più osservazione; meno preparazione di risposte uguali per tutti e più costruzione di situazioni nelle quali gli studenti siano chiamati a pensare.
L’IA non elimina necessariamente il ruolo dell’insegnante. Può però rendere sempre meno giustificabile continuare a esercitarlo esattamente come prima.

