Che cosa possiamo delegare all’IA senza smettere di pensare

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Possiamo delegare all’IA molte attività, comprese alcune attività cognitive. Il problema non è evitare la delega, ma capire che cosa possiamo affidare alla macchina senza perdere la capacità di comprendere e controllare ciò che stiamo facendo.

Non esiste quindi un elenco valido una volta per tutte di attività delegabili e non delegabili. La stessa operazione può essere tranquillamente delegata in una situazione e dover essere svolta personalmente in un’altra.

Possiamo delegare ciò che non è necessario fare personalmente

Possiamo affidare all’IA attività ripetitive, meccaniche o strumentali quando svolgerle direttamente non aggiunge qualcosa di importante alla nostra comprensione.

Possiamo chiederle, per esempio, di riorganizzare informazioni, trasformare un testo da un formato a un altro, produrre una prima classificazione, confrontare rapidamente molti elementi, proporre alternative o preparare una bozza sulla quale lavorare.

Possiamo delegare anche operazioni più complesse se possediamo conoscenze e capacità sufficienti per capire il risultato, valutarlo e intervenire quando necessario.

La delega, quindi, non coincide necessariamente con una perdita di autonomia. Può liberarci da una parte del lavoro e permetterci di concentrare l’attenzione su ciò che consideriamo più importante.

Non dovremmo delegare ciò che ci serve per mantenere la padronanza

La situazione cambia quando affidiamo all’IA proprio le operazioni attraverso le quali costruiamo le capacità necessarie per comprendere un problema.

Se per poter valutare un’argomentazione dobbiamo imparare a costruire argomentazioni, delegare sistematicamente quel lavoro può diventare problematico. Se per controllare un calcolo dobbiamo comprenderne almeno i principi, non possiamo rinunciare completamente a quella conoscenza soltanto perché una macchina calcola meglio di noi.

Il criterio non è quindi «posso farlo fare all’IA?». Molto spesso la risposta sarà sì. La domanda più importante è: «che cosa devo continuare a saper fare io per comprendere, interrogare e controllare ciò che sto delegando?»

Possiamo delegare all’IA ciò che non abbiamo bisogno di fare personalmente; non dovremmo delegare ciò che abbiamo bisogno di saper fare per mantenere comprensione, giudizio e capacità di controllo.

La delega cambia con la nostra competenza

Questo significa anche che ciò che possiamo delegare dipende da chi siamo e da ciò che sappiamo.

Un esperto può affidare all’IA alcune operazioni perché possiede conoscenze sufficienti per riconoscere rapidamente un errore, valutare una proposta e correggere il risultato. Una persona che sta ancora imparando potrebbe invece aver bisogno di svolgere personalmente proprio quelle operazioni per costruire le competenze che in futuro le permetteranno di delegarle.

La stessa attività può quindi essere una scorciatoia che impedisce di imparare oppure una delega intelligente che evita lavoro inutile.

Delegare non significa rinunciare alla responsabilità

C’è infine qualcosa che la disponibilità dell’IA non elimina: la responsabilità di decidere che cosa vogliamo ottenere e che cosa siamo disposti ad assumere come nostro.

Possiamo farci proporre una soluzione, costruire un testo, confrontare alternative o suggerire una decisione. Ma quanto più il risultato ha conseguenze per noi o per altre persone, tanto più dobbiamo sapere perché lo accettiamo e su quali basi lo consideriamo adeguato.

La questione della delega non si risolve quindi stabilendo una frontiera fissa tra ciò che deve fare l’essere umano e ciò che può fare la macchina. Consiste nel mantenere una frontiera mobile ma consapevole: delegare ciò che ci conviene delegare senza delegare, insieme all’attività, anche la capacità di giudicarla.

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