Descrizione estesa · Caso 10 – La sperimentazione italiana: 15 classi pilota con assistenti virtuali

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Calabria, Lazio, Lombardia, Toscana, 2024–2026 · Caso 10 · Descrizione estesa

In breve. Nel settembre 2024 il ministro Valditara annuncia una sperimentazione biennale dell’IA come «assistente virtuale» in 15 classi di quattro regioni, con valutazione affidata all’INVALSI e la prospettiva di estenderla a tutte le scuole se andrà bene. La tecnologia è offerta gratuitamente da Google. Il Ministero diffonde primi dati positivi; pedagogisti, sindacati e osservatori contestano il disegno della sperimentazione, la trasparenza dei dati e il ruolo dell’azienda.

Il contesto

L’Italia ha tassi di dispersione scolastica ancora elevati rispetto agli obiettivi europei e forti differenze territoriali negli apprendimenti. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, pone la personalizzazione della didattica tra le sue priorità e vede nell’IA, se guidata dal docente, uno strumento per realizzarla. In parallelo, il Ministero lavora alle Linee guida sull’IA (pubblicate nell’agosto 2025) e a un piano di formazione.

La sperimentazione

Annunciata a metà settembre 2024, alla riapertura delle scuole, la sperimentazione dura due anni (2024-2026) e coinvolge 15 classi di seconda media e di prima e quarta superiore in Lombardia, Toscana, Lazio e Calabria. L’IA è usata su tablet e computer di classe come assistente virtuale, inizialmente in materie scientifiche e lingue straniere: i docenti creano verifiche con software dedicati, l’IA classifica gli argomenti e segnala le domande più difficili, gli insegnanti propongono esercizi di ripasso o di approfondimento. Nelle classi toscane si usa uno strumento di esercizi guidati di Google for Education; Google offre la tecnologia gratuitamente e il ministro dichiara che saranno coinvolte anche altre aziende, come Amazon e Microsoft, per evitare monopoli.

Gli obiettivi dichiarati sono ampi: personalizzare la didattica, fare da «ascensore sociale», contrastare la dispersione, ridurre il divario di genere nelle materie scientifiche, sostenere recupero e potenziamento, rendere più attrattiva la professione docente. L’INVALSI gestisce la valutazione, raccoglie dati anonimi e confronta le classi sperimentali con classi tradizionali; in caso di esito positivo è prevista l’estensione a tutte le scuole. Accanto alla sperimentazione il Ministero annuncia 30 milioni per applicazioni destinate a studenti con disabilità visive e uditive e, con il decreto 219/2025, 100 milioni per formare docenti, personale e dirigenti sull’IA attraverso fino a 2.000 «hub» formativi.

Le voci delle scuole

I dirigenti delle scuole coinvolte presentano la sperimentazione come un aiuto alla didattica. Daniela Perrone, dirigente dell’istituto comprensivo Platì-Careri-De Amicis in Calabria, ne sottolinea le potenzialità per un territorio difficile; il dirigente dell’ISI Pertini di Lucca parla di un docente «regista» che usa l’IA per lavorare meglio e non di meno. Il ministro insiste che l’IA lasciata da sola significherebbe disumanizzazione: il docente resta al centro.

I primi dati e le critiche

Nel corso del 2025 il Ministero diffonde primi risultati positivi: in alcune classi di un istituto tecnico la media finale è 7,93 nelle classi sperimentali contro 6,90 in quelle di controllo, e nessuno studente non ammesso contro il 16%. L’ex dirigente scolastico Domenico Trovato, su Scuola7, giudica questa una narrazione selettiva: i dati riguardano quattro classi di un solo istituto, con classi sperimentali meno numerose (una di 17 alunni) e risultati non uniformi, perché in una classe non emergono differenze significative. Chiede la pubblicazione di tutti i monitoraggi, anche dei meno favorevoli.

Già all’avvio il quotidiano Domani, con il pedagogista Mario Maviglia (Università Cattolica di Brescia), aveva parlato di «finta sperimentazione»: senza un’ipotesi precisa, un contesto controllato e un campione rappresentativo non si potrà dire se eventuali miglioramenti dipendano dall’IA; sarebbe stato più onesto dichiarare l’intenzione di introdurre l’IA. Lo stesso consigliere ministeriale che cura il progetto, Paolo Branchini, ammette che non esistono ancora evidenze dirette sugli assistenti basati sull’IA. La FLC-CGIL (Gianna Fracassi) non è contraria per principio all’IA, ma giudica gli assistenti virtuali per individuare le difficoltà una visione «limitata e rischiosa», critica l’affidamento a imprese private con rischi per i dati degli alunni e lamenta che le istituzioni accettino il processo senza governarlo. La CISL Scuola (Ivana Barbacci) riconosce che l’IA può alleggerire il lavoro ripetitivo e burocratico ma non può sostituire l’insegnante. La Fondazione Agnelli considera promettente la valutazione prevista, se dirà davvero che cosa funziona.

Ad agosto 2026 i risultati della valutazione INVALSI non sono ancora pubblicati; l’estensione dipenderà dagli esiti, e nel frattempo le altre scuole si muovono nel quadro delle Linee guida.

Cronologia

QuandoChe cosa accade
16 settembre 2024Annuncio della sperimentazione biennale in 15 classi di quattro regioni.
Anno 2024-25Avvio nelle classi; Google fornisce gratuitamente la tecnologia; valutazione affidata all’INVALSI.
Febbraio 2025Prese di posizione dei sindacati (FLC-CGIL, CISL Scuola).
2025Il Ministero diffonde primi dati positivi da alcune classi.
Agosto 2025Linee guida sull’IA; decreto 219 con 100 milioni per la formazione.
13 dicembre 2025Analisi critica dei dati su Scuola7.
Agosto 2026Risultati della valutazione non ancora pubblicati; estensione subordinata agli esiti.

Attori e posizioni

  • Giuseppe Valditara, ministro: la personalizzazione è una priorità; l’IA guidata dal docente lo aiuta a lavorare meglio; senza l’insegnante sarebbe disumanizzazione.
  • Paolo Branchini, consigliere del Ministero: non ci sono ancora evidenze dirette sugli assistenti basati su IA: la sperimentazione serve a individuare punti di forza e limiti.
  • Dirigenti delle scuole coinvolte: un supporto alla didattica, con il docente come regista.
  • Mario Maviglia, pedagogista: progetto «evanescente»: non è una vera sperimentazione e i risultati saranno dichiarati positivi senza spiegazione causale.
  • Domenico Trovato, ex dirigente: dati preliminari e selettivi; servono trasparenza e pubblicazione di tutti i monitoraggi.
  • FLC-CGIL (Gianna Fracassi): visione limitata e rischiosa; preoccupazione per i dati degli alunni affidati a imprese private.
  • CISL Scuola (Ivana Barbacci): l’IA può ridurre la burocrazia ma non sostituire l’insegnante; i docenti vanno aiutati a scegliere gli strumenti.
  • Fondazione Agnelli (Francesca Bastagli): la valutazione prevista è promettente, se dirà davvero che cosa funziona.

Questioni aperte

La sperimentazione italiana pone la domanda di che cosa significhi «sperimentare» in educazione. Quindici classi bastano per decidere di estendere uno strumento a tutto il Paese? Come si separa l’effetto dell’IA da quello di classi più piccole, docenti motivati e attenzione straordinaria? Chi decide quali dati pubblicare? Che cosa comporta affidare la tecnologia, anche gratuitamente, a un’azienda privata? E se i risultati fossero negativi o incerti, il Ministero rinuncerebbe davvero all’estensione?

Fonti

Descrizione redatta sulla base delle fonti indicate, consultate fino a ottobre 2026.

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