Caso 01 – New York City: dal divieto di ChatGPT alla revoca, fino alla moratoria
Caso
Situazione
Nel gennaio 2023, poche settimane dopo il lancio di ChatGPT, il Dipartimento dell’Istruzione di New York City, il più grande distretto scolastico degli Stati Uniti, blocca lo strumento su reti e dispositivi scolastici. Le ragioni dichiarate riguardano il timore che gli studenti evitino lo sforzo di apprendere facendo svolgere all’IA i propri compiti e i dubbi sull’accuratezza dei contenuti generati. Il caso diventa un riferimento internazionale del primo approccio alla tecnologia: chiudere.
Il 18 maggio 2023 il cancelliere David Banks, in un intervento su Chalkbeat, annuncia la revoca del divieto e ammette che la decisione era stata presa per una «paura istintiva» (knee-jerk fear), senza considerare il potenziale dello strumento e la sua inevitabile diffusione. Il distretto dichiara di voler sostenere scuole e insegnanti con risorse e formazione sull’uso dell’IA, anche in collaborazione con il MIT, e con un insieme di materiali operativi.
Tra i motivi addotti pesa l’equità: un divieto in aula lascia l’accesso ai soli studenti che dispongono di strumenti e supporto a casa. In una scuola media del Queens gli studenti discutono dei pregiudizi dell’IA e controllano le risposte ottenute. Altri distretti, come Seattle, scelgono invece di mantenere il blocco.
La storia non finisce qui. Nel marzo 2026 il nuovo cancelliere Kamar Samuels presenta linee guida preliminari che lasciano gran parte delle decisioni ai singoli docenti; la reazione di genitori, insegnanti e studenti è forte. Il 2 settembre 2026 il sindaco Zohran Mamdani e il cancelliere annunciano una moratoria di un anno sull’IA generativa rivolta agli studenti dalla scuola dell’infanzia alla terza media, con progetti pilota limitati alle superiori e una coalizione di studenti, docenti, genitori e sindacati incaricata di valutarne gli effetti. In tre anni la stessa istituzione passa dal divieto alla revoca, dalle linee guida alla moratoria.
Punti di vista
Il cancelliere del distretto (David Banks). Il divieto è stato un errore dettato dalla paura: la scuola deve insegnare a usare e comprendere l’IA, non fingere che non esista, e deve garantire a tutti gli studenti la stessa possibilità di imparare a usarla. (Chalkbeat, 18 maggio 2023)
Docenti e studenti del Queens. In classe l’IA può diventare oggetto di discussione critica: parlarne apertamente permette di riconoscere errori e pregiudizi invece di lasciare l’uso sommerso. (District Administration (2023))
Il sindaco Zohran Mamdani e il cancelliere Kamar Samuels (2026). I bambini hanno bisogno degli insegnanti e della relazione umana per imparare: non è inevitabile affidare l’infanzia all’IA, e si userà un anno per studiarne gli effetti prima di decidere. (Ufficio del sindaco di New York, 2 settembre 2026)
Tematiche presenti in questo caso
I passaggi evidenziati portano alle tematiche. Da ogni tematica puoi raggiungere gli altri casi in cui compare.
- Quando l’IA fa il lavoro al posto dello studente
- Regole in ritardo e responsabilità incerte
- Formazione, tempo e risorse: le condizioni che mancano
- Personalizzare l’apprendimento senza perdere la relazione
- Proteggere i minori
- Un aiuto per chi parte svantaggiato
- Adottare l’IA prima di sapere se funziona
- Coinvolgere docenti, famiglie e studenti nelle decisioni
- Insegnare a usare l’IA e a giudicarla
Approfondimenti
- Descrizione estesa del caso: contesto, cronologia, attori e posizioni, questioni aperte
- Why New York City public schools reversed its ban on ChatGPT (District Administration)
- Report: NYC schools reverse ban, admitting «knee-jerk fear» (Infodocket)
- NYC public schools lift ChatGPT ban (Gizmodo)
- NYC’s new school AI ban explained (Chalkbeat, 2 settembre 2026)
- Moratoria sull’IA generativa nelle scuole (Ufficio del sindaco di New York)

