AIF ed e-learning: tra crisi e sviluppo

30 Mar di Gianni Marconato

AIF ed e-learning: tra crisi e sviluppo

A Bologna il 27 marzo la prima conferenza AIf dedicata alle tecnologie nella formazione

Apre il presidente Pier Sergio Caltabiano che afferma che, per quanto riguarda l’e-learning, non c è stata l’evoluzione che ci si sarebbe aspettati, ne negli States, ne in Italia. Abbiamo vissuto una fase di innamoramento enfatizzato ma le possibilità per una maggiore espansione ci sarebbero prestando più attenzione all’apprendimento

Claudio Dondi, dal suo punto di vista internazionale afferma che anche se da molti l’e-learning viene considerato in crisi, non lo è nella pratica. Certamente, se ci riferiamo alla facilitazione dell’accesso alla formazione ed alla economicità della formazione, le delusioni ci sono tutte (= non è vero che le tecnologie facilitano l’accesso alla formazione e non determinano suoi minori costi). Può essere in crisi anche come termine …..

Mi fa molto piacere trovare pubblica conferma a cose che vado dicendo da anni, compreso l’abbandono del termine di apprendimento elettronico

Dondi riporta dati che danno l’uso didattico delle tecnologie in crescita con un trend del 20 – 30% annuo. Non dice, però, cosa sia in crescita. Nelle attività didattiche vere e proprie o nel supporto organizzativo e logistico delle attività formative. Due dimensioni totalmente diverse.

E’ in consistente calo il modello “delivery” di contenuti (courseware e LO) e stanno emergendo molte nuove e differenziate forme di … e-learning.

A margine della conferenza chiedo a Claudio che aria tiri circa l’uso del termine, sempre più equivoco, di e-learning. La risposta: ci sono molte istanze affinché il termine venga abbandonato ma si continua ad usare sia perché, quanto meno a livello di senso comune, aiuta ad identificare il di che cosa si sta parlando ma, soprattutto, perché “tengono” termini come e-government, e-health e, per riflesso è opportuno esista anche l’e-apprendimento.

Personalmente preferisco un lessico più preciso …..

Alberto Colorni, METID già presidente SIeL, interviene nel contesto dei nuovi …e-learning. Cito solo la sua conclusione: ”Che con l’e-learning si apra un era di dilettanti anche nella formazione? No, replicherei io, non c’è questo nuovo rischio, nella formazione i dilettanti ci sono sempre stati.

Luigi Guerra, preside di scienze della formazione a Bologna centra in pieno la questione delle questioni: quale è il pensiero didattico che sta dietro l’e-learning? Se non si hanno buone basi di pedagogia e didattica “normale” non si farà mai una buona didattica con le tecnologie e cita Picasso: “Per andare oltre la forma bisogna conoscere la forma” Condivisione assoluta (anche perché lo predico da secoli).

Interessanti anche due altri spunti: Individualizzazione dei percorsi formativi; ma cosa vuol dire? Non è neoliberismo formativo. E sul ruolo del tutor nell’e-learning: il tutor normalmente è un pre-precario. Sbagliato, deve essere un docente.

Riprende il tema Mario Rotta, uno che di tutoring online se ne intende. Mario ci racconta la sua visione della formazione dell’e-tutor, una formazione che deve essere dinamica e continua e non limitata alla trasmissione delle conoscenze dichiarative che fanno parte del suo mestiere. L’insieme di conoscenze coinvolte è molto più ampio ed anche le strategie didattiche per la sua formazione devono essere più articolate e complesse. Importante, quindi, la riflessione critica su casi, lo studio di strategie, l’apprendistato con un esperto, una formazione continua. Mi pare che il messaggio di Mario sia “meno teoria e più esperienza”.

Sono seguite alcune relazioni sull’accessibilità che non ho seguito per il mio poco interesse per la cosa e perché volevo rifinire la mia presentazione del pomeriggio (qui le slide) alla luce di quanto era stato detto.

In sintesi, un bel convegno in cui non si è avuto paura di ammettere tutti gli errori del passato per rifondare il futuro. Complimenti ed un sincero ringraziamento a Stefania Panini per l’organizzazione dell’evento.

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PS

Una mia riflessione finale tra crisi e sviluppo dell’e-learning: siamo in una fase ancora primordiale della didattica con le tecnologie ……

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4 Commenti

  1. Gianni!
    quando vai a Bologna dimmelo ben prima .. boia d’un mand leder .. 😉

  2. Sempre precise le tue sintesi dei convegni. mi piace quel pre-precari? Cioè tutor che si preparano a diventare precari a vita, immagino.

    Infatti credo che il punto sia questo, non tanto sugli strumenti e sulle pedagogie (che ci sono e mi sembrano anche maturi.

    Com’è che i formatori non discutono mai delle condizioni materiali del loro lavoro? Saranno timidi?

    Secondo me senza buone condizioni di lavoro e senza che la conoscenza abbia un vero valore economico per allievi e committenti i metodi e le pedagogie “ovviamente” non interessano a nessuno. Perchè dovrebbero? Per hobby?

    Chissà che prima o poi qualcuno faccia un convegno su questo.

    😉

  3. Luigi, ho fatto solo toccata e fuga a Bologna e ppi, come “tassa familiare” ho dovuto portare a casa “generi di conforto” ….

    Adriano, hai centrato una bella gatta da pelare… Leggevo da qulche parte, e forse l’ho riportata qui da qualche parte, qualcuno si è scomodato a fare quattro conti deducendo che il famoso “professore 7/24” guadagnebbe di più a fare il fattorino da McDonald che seguire i propri studenti on-line …

  4. Purtroppo non ho potuto partecipare al convegno, vedo i temi sono stati interessanti.

    Credo che una delle prime slides della tua presentazione riassuma bene la situazione: “le tecnologie esprimeranno tutta la propria potenza di fuoco solo quando si smetterà di parlare di tecnologie e ci si concentrerà su come migliorare l’apprendimento usando se e quando sensato, anche le tecnologie”. Abbiamo a disposizione strumenti potenti, saperli usare è tutto un altro paio di maniche (e sta diventando una parte sempre più importante della mia mission professionale)

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