L’attenzione al tempo del colera
Il colera altro non è che Internet, con buona pace del sempre mitico Gabriel Garcia Marquez.
Un antefatto
Una delle argomentazioni "forti" contro l'uso di Internet o per segnalarne i pericoli, è che usando in parallelo come si usa fare in multitasking, più applicazioni web e non, l'attenzione e la concentrazione su di un compito, viene limitata con il risultato che quel compito non viene svolto ad uno standard di qualità come se fosse il solo a ricevere l'attenzione.
Nel suo articolo su Repubblica, Gabriele Simone afferma:
… la cultura digitale è uno dei ...
Think different … different da cosa?
Leggo, su input dell'amico Gigi Cogo, della novità Apple per i libri di testo. Una App per iPad che attualizza i libri di testo ricorrendo alle caratteristiche multimediali ed ipertestuali del digitale, della tecnologia touch screen e della "bellezza" e funzionalità del mondo Apple, cui il compianto Steve Jobs ci ha abituati.
Qui la presentazione del nuovo nato a Cupertino http://www.apple.com/education/ibooks-textbooks/.
Basta leggere le argomentazioni pubblicitarie per capire di cosa si tratta. Le riepilogo tutte per avere chiaro l'approccio presente nelle menti dei genii (lo dico senza ironia) di Apple. In corsivo ...
Internet rendi stupidi … coloro che stupidi già sono
Leggo (Repubblica del 12 gennaio) un interessante contributo di Raffaele Simone (linguista italiano, uno dei maggiori studiosi europei di linguistica e filosofia del linguaggio e della cultura, un'intensa attività di saggistica politico-culturale e di organizzazione editoriale. Fonte Wikipedia) sulla (presunta, demagogica, mistificatoria: aggiunte mie) innovazione digitale a scuola.
Cito articolo ed autore per la sintonia tra il suo (alto) ed il mio (modesto) pensiero sulla questione. Il Nostro esordisce senza peli sulla lingua:
Due spettri si aggirano per le scuole italiane: la lavagna interattiva ed i tablet. ... Da un po' di ...
Relazioni digitali
Finalmente un po' di lucida chiarezza! Pensavo al solito bla bla, ma questo Casilli Antonio, compatriota, emigrato intellettuale a Parigi, mi è proprio piacciuto. Forse, anche, perchè nei suoi ragionamenti trovo conforto su di una cosa di cui sono convinto: ai NUOVI fenomeni del web non possiamo guardare nei termini delle vecchie categorie (sociali, culturali, cognitive), ma dobbiamo riconcettualizzare tutto assumendo prospettive davvero nuove. Con fatica e, spesso, con dolore.
Nel suo ultimo saggio (non nuovissimo ma da poco in versione Kindle) Les liaisons numériques : Vers une nouvelle sociabilité ? ...
Didasfera … eppur qualcosa si muove
Finalmente un'autentica novità nel panorama dell'editoria digitale per la scuola.
Dopo anni di annunci di rivoluzioni digitali quando, invece, si sono visti meri adeguamenti di formati e di supporti editoriali; dopo anni di roboanti comunicati che finalmente i "libri di testo" in digitale erano arrivati quando, invece, non si vedavano altro che pdf, qualche animazione, timida impertestualità ed ancor più timida multimedialità, ecco, si diceva, arrivare un oggetto che pare mantenere tutte le promesse e le promesse: DIDASFERA
Quale è la questione?
Io ho sempre sostenuto che con l'avvento del digitale gli ...
Il bravo prof
Video di Simona Martini
Torna proprio a fagiolo l'articolo di Repubblica di oggi sul buon maestro che ti cambia la vita. Un tema che, trasversamente, è presente nel dibattito che si sta intrecciando tra alcuni valenti colleghi su un precedente post di questo blog.
Il punto è: quale è il profilo del "buon insegnante"? Di certo esistono, come in tutti i mestieri, insegnanti bravi, mano bravi, pessimi. E' altrettanto vero che un bravo insegnante può fare la differenza: ti può salvare la vita ma te la può anche dannare.... ne abbiamo incontrati ...
Scuola, bottega artigiana
Non mi è mai capitato di essere d'accordo con Mastrocola ma non posso non sentirmi in piena sintonia quando dice (Repubblica del 2 gennaio 2012):
Andiamo verso la misurazione di tutto. Va bene, è meglio di niente, ma è triste ...
..... ma diventa triste pensare che di questo passo finiremo per scegliere tutte le cose della vita grazie a misurazioni statistiche.
... da quando una decina di anni fa sono stati introdotti termini speventosi come "offerta formativa". Già solo il nome fa pensare ad un supermercato. ...... i Pof sembrano i depliant ...
Abusi delle tecnologie didattiche
Inquietante.
Altro non si può dire del quadro che emerge in un recente articolo del Corriere sulle "scuole" via web negli Stati Uniti. Titolo dell'articolo "Il flop degli studenti online. In classe si impara di più. Con occhiello: Sotto accusa le scuole via web: rubano fondi all'istruzione pubblica
L'articolo dà conto del fatto che:
grazie a leggi varate in una trentina di Stati, ci sono circa 250.000 cyber-scolari che dal kingergarten alla maturità "freqentano" la scuola senza mai mettere un piede in una scuola convenzionale (capiamoci bene: scuola elementare a distanza)
in tre anni ...
Prendersi cura
Il titolo avrebbe dovuto essere "prendersi cura ... con le tecnologie" ma mi suona meglio quello che ho messo. Il senso di questo post non cambia.
Ascoltavo insegnanti che raccontavano (*) ad insegnanti le loro storie di didattica con le tecnologie (**) ed i risultati ottenuti, soprattutto con gli studenti scolasticamente meno ... vocati.
Ascoltando quelle storie, la partecipazione emotiva agli eventi, la gioia di quelle insegnanti, ho pensato che la causa di tutto questo altro non fosse che la maggior cura che sono state in grado di mettere nella relazione didattica: ...
Il digitale è un dovere, anche a scuola
Un articolo del Corriere (Primo giorno di e-scuola, con quella è che non mi piace) rilanciato su FB da Roberto Maragliano, sostanzialmente sui libri di testo al digitale e su altri gingilli digitali che invado le scuole, mi fa venire la voglia di dire la mia sulla presunta "rivoluzione" che il digitale sta compiendo (anche) a scuola.
Ci sono processi inarrestabili, come la diffusione del digitale ovunque. E' solo questione di tempo per i costi che il digitale comporta e per gli atteggiamenti e le abilità delle persone che le dovranno ...
Ancora con l’e-learning?
La prima testata del blog (novembre 2006)
Io, i conti con l'e-learning li ho chiusi da tempo.
Un tempo, oramai remoto, mi accanivo contro l'e-learning perchè ritenevo fosse opportuno contrastare una pratica di uso delle tecnologie che non innovava nulla, tranne il mezzo usato. Nel 2003 pubblicai su Sviluppo & Organizzazione un corposo contributo con titolo "Oltre l'e-learning". Nel 2006, quando questo blog aprì i suoi battenti; come si chiamava? "Oltre l'-learning" (poca fantasia). In questo blog ho scritto molto "contro" l'e-learning, learning object, metadati, scorm ed ogni altra forma d'uso delle ...
La natura dell’apprendimento
Riesco finalmente a prendere in mano un bel lavoro dell’OCSE pubblicato nel 2010: ”The nature of learning. Using research to inspire practice”, una raccolta di saggi focalizzati ciascuno su un aspetto dell'ampia tematica dell’apprendimento alla luce della ricerca contemporanea. L’impronta dei contributi è prevalentemente costruttivista, di un costruttivismo “morbido”, direi. Ovviamente le tematiche oggetto della pubblicazione sono state selezionate dei curatori sulla base delle loro punti di vista e ciascuna tematica riflette, altrettanto ovviamente, il punto di vista dell’autore. Personalmente ritengo sottorappresentato l’approccio cognitivista e trovo alquanto parziale il capitolo ...
Non ci siamo proprio capiti
Chi, tra le persone serie, ragiovevoli, riflessive, ha mai detto che le tecnologie didattiche avrebbero reso obsoleto l'insegnante?
Chi ha ha mai pensato di sostituire l'insegnante biologico con quello digitale?
Chi ci attribuisce questa intenzione è il lacaniano Massimo Recalcati, psicanalista di vaglio, nel suo intervento su la Repubblica di ieri 31 ottobre dal titolo "Elogio degli insegnanti. Perchè la tecnologia non può sostituirli". http://tinyurl.com/6eydfsz
Del suo intervento mi piacciono tre idee:
la potenza pedagogica dell'errore, della fallibilità dell'inciampo,
l'eros del desiderio come condizione dell'apprendimento,
l'apprendimento come possibilità.
Mi piace anche questa sua stigmatizzazione di un certo ...
La scuola del futuro viaggia sul web?
immagine in omaggio al movimento Edupunk
Un intero paginone su La Reupbblica di ieri 10 ottobre per annunciare la scoperta del secolo: l'esistenza della dimensione digitale/virtuale/on-line della scuola. Scuole o meglio, opportunità educative, di istruzione, di formazione che hanno una loro proiezione nel web. Riccardo Luna, autore dello scoop, esordisce con l'abituale retorica sensazionalistica che è giusto avere quando si parla di scuola: solo iperboli, mai ragionamenti articolati ed argomentati (come, ad esempio gli articoli - giornalistici, non "scientifici" - del NYT; uno citato qui qualche giorno fa):
Nella "scuola del futuro" ...
La storia infinita, seconda parte
Una scuola degli anni '40, dove ogni studente ha un proprio strumento tecnologico
Nel post "the never ending story" non avevo recensito il secondo dei dibattiti che avevo trovato in rete in questi giorni, quello sulle Interactive Whiteboard, da noi, LIM.
Con una premessa a scanso di equivoci: io credo che la lim, altre superfici interattive, altre tecnologie, dovrebbero invadere le nostre scuole e le nostre pratiche didattiche per il semplice fatto che le tecnologie stanno dappertutto e non vedo motivo perchè non dabbano stare anche a scuola. Meno tecnologie stanno a ...
Siate semplici, siate concreti
In un momento in cui si recitano (giustamente) le odi della visionarietà, un incidente di percorso accaduto ad una cara collega (la non ammissione ad un dottorato di ricerca con un ottimo progetto) ed alcuni scambi al proposito, mi sollecitano una riflessione che potrebbe sembrare andare controcorrente.Una riflesione che spesso faccio anche a proposito delle cose che faccio io.
Spesso siamo capaci di concepire grandi progetti, progetti di cui ovvamente ci innamoriamo. Sono spesso idee "innovative", di grande valore intrinseco, stupende, ben congegnate, che potrebbero, anche, avere un senso per il ...
A never ending story
Si, pare proprio essere una storia infinita quella dei discorsi intorno alle tecnologie a scuola. Pensavo fosse solo una mia fissa e pensavo di aver chiuso il discorso iniziato anni fa con l'idea del "Processo alle tecnologie didattiche" con il barcamp scuola a Reggio Emilia e parlare solo di come usarle.
Per la verità, sono rimasti pochi tecnosauri ancora rinvenibili tra dirigenti, insegnanti, genitori a resistere attivamente all'idea delle tecnologie a scuola; il discorso, la querelle, mi pare, ora, ruoti attorno a due "partiti", quelli favorevoli alle tecnologie comunque (=la tecnologia ...
La scuola che si racconta
E' stato lanciato pochi giorni fa un nuovo progetto de "La scuola che funziona": La scuola che si racconta - storie di didattica, un innovativo progetto di ricerca e formazione per insegnanti realizzato in collaborazione con l'Università di Verona, CRED, Centro di ricerca educativa.
La sua proncipale ed innovativa caratteristica è l'approccio metodologico che viene utilizzato per la (auto) formazione degli insegnanti e dei formatori: la narrazione di (brevi) storie di didattica, la loro rielaborazione riflessiva, la generazione di una knowledge base di dispositivi didattici "estratti" dalle pratiche.
Attraverso il progetto viene ...
Apprendistato è apprendimento?
Mi sa tanto l'ennesima comunicazione demagogica di chi va a far nozze con i fichi secchi.
La questione è: quanto sarà autenticamente un occasione di apprendimento e di sviluppo professionale il contratto di apprendistato che interesserà, nelle sue tre tipologie, decine di migliaia di giovani al loro ingresso nel mondo del lavoro?
La mia preoccupazione di cittadino ma, soprattutto, di persona che guarda all'apprendimento ed alla formazione con occhio professionale, è che la natura formativa di questo istituto (natura che giustifica costi a carico della collettività a fronte di una "formazione" che ...
Predicare e razzolare
Quando posso riesco anche ad essere coerente.
Mi è capitato di recente a proposito del libro che ho apena pubblicato da Guaraldi http://www.guaraldi.it/scheda.php?lang=it&id=724&type=tit
Il libro, in un primo momento e come riflesso condizionato, era stato presentato ed accettato da un altro Editore, diciamo, convenzionale. Di tutto rispetto, sia chiaro, questo editore.
Nel frattempo avevo iniziato un percorso …. interiore sui temi del Creative Commons, temi che ben facevano, e fanno, il paio con le mia visione di conoscenza sempre in progress (o come dice qualcuno in perpetual beta, mai definitiva, sempre in cantiere, ...



























