Il dolore al tempo dei social network

21 Feb di Gianni Marconato

Il dolore al tempo dei social network

Una cara amica in rete, Lorenza, ha recentemente avuto un lutto tremendo, la perdita del marito. Un evento tanto repentino negli accadimenti quanto devastante. Due striminzite settimane dalla diganosi alla fine di tutto.

Ho conosciuto Lorenza nel gioco degli intrecci tra blog; lei Floria con Fuori di classe, io con Oltre l’elearning. Oggi lei scrive in Contaminazioni e interagisce, come tanti di noi Facebook.

Ed è proprio via Facebook che Lorenza ci fa sapere che qualcosa non va e, da abitante della rete, dice qualcosa anche a noi mille e più “amici”

Ho 1336 amici qui sul social network, alcuni veri, molti solo virtuali. Non mi pare carino sparire senza dire nulla, visto che ho scelto di rendere la mia vita (parzialmente) pubblica, per quello che vale, ma la mia famiglia ha bisogno di me e io ho bisogno di loro per superare un momento difficilissimo e quindi … ci vediamo fra un po’.

Era il 27 di gennaio.

In un’alba gelida dell’otto febbraio, Lorenza condivide la crescente angoscia in rete e trova l’energia emotiva di riflettere sul senso dello stare in rete in quei momenti in cui tutto pare sospeso in attesa di … Per intero quel grande e disperato messaggio:

Scrivere con la punta delle dita, inviando messaggi in tempo reale a chissachi’ da un’anonima stanza d’ospedale, alle cinque del mattino. E’ una cosa che fa sentire meno soli? Chissà
La’ fuori la vita continua, imperterrita e imbarazzante, mentre noialtri siamo stati inghiottiti dal buco nero dei ritmi ospedalieri e, soprattutto, dei capricci crudeli della malattia.
La tecnologia mi connette anche di qui al flusso implacabile di informazioni, richieste, notifiche, condivisioni e messaggi che anima la piazza virtuale di facebook. Ma, allo stesso tempo, la brutalità della nostra reale situazione me ne distacca quasi del tutto.
In rete sono presente come un avatar sbiadito al quale, chissà perché, nonostante il lungo silenzio e la quasi completa evaporazione, perfetti (o quasi) sconosciuti continuano ad inviare mail o inviti bizzarri o domande di amicizia, come se niente fosse accaduto , come se l’ultimo status pubblicato non dichiarasse esplicitamente che non e’ più tempo di cazzeggio.
Nella realtà ci sono io, con tutto il peso di un dolore che non trova sollievo, con l’ ansia per un futuro incerto e quasi sicuramente cupo, con il mio attonito stupore davanti alle macerie della nostra quotidianità violata.
E’ questa contraddizione che mi fa avvertire con chiarezza quanto sia illusorio il mito dell’ iperconnessione. Di qualunque cosa abbia bisogno in questo momento, e’ assai difficile che la trovi qui. Eppure, in condizioni normali, prendiamo assai sul serio le bazzecole che ci raccontiamo sulle interazioni emotive e cognitive che animano la Rete. Ma la realtà e’ parecchio diversa e, se ne avessi voglia, mi scapperebbe persino da ridere davanti alla palese assurdità delle nostre adolescenze in ritardo.

Per Lorenza è illusorio il mito dell’iperconnessione, sa di non potere trovare in rete quello di cui ha bisogno ma usa la rete per dirlo  …. anche in quei tremendi momenti la rete, la presenza virtuale, discreta, non saputa di mille e più amici è, comunque, di qualche aiuto. Una più che motivata fuga dalle angosce del momento?   Un irrazionale tentativo di dire “aiutatemi”? Un urlo per decomprimere l’anima schiacciata dal presentimento di un futuro altro?

Ogni suo segnale in rete è seguito da decine di altri segnali di “ci siamo, Lorenza”.

Poche ora più tardi una interminabile sequenza di messaggi di amici nella sua bacheca seganalal che il peggio è avvenuto.

E’ Lorenza stessa, l’11 di febbraio a raccontare il proprio strazio

……………….. Ci eravamo preparati ad una guerra di mesi o di anni, ci siamo ritrovati sconfitti nel peggiore dei modi nel giro di due settimane. Questi ultimi tre giorni sono stati tremendi. Quelli che verranno saranno peggiori, già lo so. ………….. Non siamo i primi, non siamo gli unici. Mi aggrappo a quello che ho letto e studiato, tanto per vedere se serve a qualcosa, con il dubbio che quanto ti pare così intelligente e sensato in astratto, nella pratica si riveli un guscio vuoto di parole insignificanti. Vedremo.
In ogni caso sono stata ingiusta, l’altra notte. Alla fine, le parole di tanti che, come possono, cercano di starci vicini, con un telegramma, con un post sulla bacheca di Facebook, con un messaggio privato, con una mail, con un semplice sms, con una telefonata, servono. La compassione, se davvero significa “soffrire insieme”, non è poco dignitosa. Ti pare di essere un po’ meno sola, se gli amici ti danno una mano. Grazie a tutti, davvero.

Ti pare di essere meno sola, se gli amici ti danno una mano, chiosa Lorenza.

Si, Lorenza, non potremo mai toglierti il dolore che ti porti addosso. E’ tuo. E’ tutto tuo. E non può essere diversamente.

Ma, ne sono certo, con questa nostra vicinanza, con questo nostro sincero dolore,  una briciola di questo tuo dolore ce la mettiamo sulle nostre spalle e speriamo che, briciola su briciola, pesi un infinitesimo di meno sulle tue.

Il dolore al tempo dei social network

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41 Commenti

  1. Grazie Gianni per queste riflessioni, grazie Lorenza.Grazie anche a Silvia per la citazione: poche parole possono esprimere una grande saggezza. Teniamole a mente quando un amico si trova in difficoltà: esserci conta più di quel che possiamo fare.

  2. Non ho parlato con Lorenza prima di raccontare la storia.
    Una storia di tremendo, profondo, infinito dolore. Quello di Lorenza e dalla sua famglia. Una storia di un dolore comunicato, condiviso, partecipato anche in rete.
    Una storia, anche e secondariamante,di come la rete sia entrata nelle nostre pratiche quotidiane, tanto in quelle della gioia che in quelle del dolore.Di come nel dolore la rete possa dare conforto, possa far sentire più persone vicine a chi quel dolore prova

  3. E’difficile decidere se parlare o tacere, cosa dire e come rivolgersi a una persona come lei in una situazione come questa.
    Anche io ho conosciuto lei sulla Rete, l’ho seguita e letta, l’ho ammirata e apprezzata. In quale altro modo dirle l’affetto e la solidarietà commossa che si provano verso di lei?
    Spero che davvero le nostre parole le comunico tutte le nostre buone affettuose intenzioni. Spero che ci senta vicini.
    Qui sul Web accadrà anche questo, spero.
    Lorenza, un’amica. Non importa la distanza reale e l’aria diversa che si respira, speriamo di essere vicini con il cuore.
    Se queste parole non sono adatte nessun problema a farle sparire.
    Mariaserena

  4. "Non abbiamo tanto bisogno dell'aiuto degli amici, quanto della certezza del loro aiuto" Epicuro.Grazie Gianni per come ci mostri i diversi registri della vita, la diversa scansione del tempo interiore nel dolore e nel tempo ordinario.Anch'io sto passando un momento difficile e mio padre mi ha chiamato poco fa per chiedermi cosa può fare: gli ho detto "so che ci sei ed è questo il solo modo in cui puoi aiutarmi: esserci."Siamo molto più energia nella relazione col mondo ora allargato -on e offline- di quanto pensiamo o ci hanno abituato a pensare.E ci sono Presenze in rete proprio così, con la maiuscola del cuore.

  5. sono rimasto scioccato da questa notizia … mi spiace davvero per il marito di Lorenza con la quale ho interagito sia qui su FB diverse volte e di cui conosco il bel blog …

  6. Grazie Gianni per queste riflessioni, grazie Lorenza.Grazie anche a Silvia per la citazione: poche parole possono esprimere una grande saggezza. Teniamole a mente quando un amico si trova in difficoltà: esserci conta più di quel che possiamo fare.

  7. RIngrazio Gianni per le sue parole. In futuro, quando sarò più calma, racconterò che cosa ha significato per me questa condivisione online. Come ho scritto a Gianni in un messaggio privato, quando con molta delicatezza mi ha chiesto se ritenessi che il suo post potesse essere appropriato in un momento così difficile per me e per la mia famiglia, questa partecipazione al mio lutto dei miei contatti in Rete mi ha molto colpita: perché la dimensione della Rete, in fondo, non è socialmente obbligata. C'è qualcosa di molto bello nel fatto che persone conosciute solo qui, che hanno con me un rapporto legato alla reciproca lettura, sentano comunque il bisogno di mettersi alla tastiera e perdere cinque minuti del loro tempo per esprimere un pensiero, una solidarietà, un consiglio, una vicinanza non dettati dalla buona educazione ma, voglio credere, da un sentimento di empatia del tutto gratuito e generoso.

  8. Credo che recuperare una maggiore empatia faccia stare un po' meglio tutti, non solo chi ne ha apparentemente piu' bisogno. Probabilmente perche' siamo piu' facili alla connessione – e ad una connessione che non si ferma solo a pochi caratteri di testo – piu' di quanto non si pensi. C'e' un'energia che scorre, nei due sensi. Non si puo' essere informati e non essere coinvolti: non c'e' senso se non si sente.

  9. Grazie Gianni per queste riflessioni, grazie Lorenza.Grazie anche a Silvia per la citazione: poche parole possono esprimere una grande saggezza. Teniamole a mente quando un amico si trova in difficolt

  10. Grazie Gianni per queste riflessioni, grazie Lorenza.Grazie anche a Silvia per la citazione: poche parole possono esprimere una grande saggezza. Teniamole a mente quando un amico si trova in difficolt

  11. Grazie Gianni per queste riflessioni, grazie Lorenza.Grazie anche a Silvia per la citazione: poche parole possono esprimere una grande saggezza. Teniamole a mente quando un amico si trova in difficolt

  12. Grazie Gianni per queste riflessioni, grazie Lorenza.Grazie anche a Silvia per la citazione: poche parole possono esprimere una grande saggezza. Teniamole a mente quando un amico si trova in difficolt

  13. Grazie Gianni per queste riflessioni, grazie Lorenza.Grazie anche a Silvia per la citazione: poche parole possono esprimere una grande saggezza. Teniamole a mente quando un amico si trova in difficolt

  14. Grazie Gianni per queste riflessioni, grazie Lorenza.Grazie anche a Silvia per la citazione: poche parole possono esprimere una grande saggezza. Teniamole a mente quando un amico si trova in difficolt

  15. Grazie Gianni per queste riflessioni, grazie Lorenza.Grazie anche a Silvia per la citazione: poche parole possono esprimere una grande saggezza. Teniamole a mente quando un amico si trova in difficolt

  16. RIngrazio Gianni per le sue parole. In futuro, quando sarò più calma, racconterò che cosa ha significato per me questa condivisione online. Come ho scritto a Gianni in un messaggio privato, quando con molta delicatezza mi ha chiesto se ritenessi che il suo post potesse essere appropriato in un momento così difficile per me e per la mia famiglia, questa partecipazione al mio lutto dei miei contatti in Rete mi ha molto colpita: perché la dimensione della Rete, in fondo, non è socialmente obbligata. C'è qualcosa di molto bello nel fatto che persone conosciute solo qui, che hanno con me un rapporto legato alla reciproca lettura, sentano comunque il bisogno di mettersi alla tastiera e perdere cinque minuti del loro tempo per esprimere un pensiero, una solidariet

  17. RIngrazio Gianni per le sue parole. In futuro, quando sarò più calma, racconterò che cosa ha significato per me questa condivisione online. Come ho scritto a Gianni in un messaggio privato, quando con molta delicatezza mi ha chiesto se ritenessi che il suo post potesse essere appropriato in un momento così difficile per me e per la mia famiglia, questa partecipazione al mio lutto dei miei contatti in Rete mi ha molto colpita: perché la dimensione della Rete, in fondo, non è socialmente obbligata. C'è qualcosa di molto bello nel fatto che persone conosciute solo qui, che hanno con me un rapporto legato alla reciproca lettura, sentano comunque il bisogno di mettersi alla tastiera e perdere cinque minuti del loro tempo per esprimere un pensiero, una solidariet

  18. RIngrazio Gianni per le sue parole. In futuro, quando sarò più calma, racconterò che cosa ha significato per me questa condivisione online. Come ho scritto a Gianni in un messaggio privato, quando con molta delicatezza mi ha chiesto se ritenessi che il suo post potesse essere appropriato in un momento così difficile per me e per la mia famiglia, questa partecipazione al mio lutto dei miei contatti in Rete mi ha molto colpita: perché la dimensione della Rete, in fondo, non è socialmente obbligata. C'è qualcosa di molto bello nel fatto che persone conosciute solo qui, che hanno con me un rapporto legato alla reciproca lettura, sentano comunque il bisogno di mettersi alla tastiera e perdere cinque minuti del loro tempo per esprimere un pensiero, una solidariet

  19. RIngrazio Gianni per le sue parole. In futuro, quando sarò più calma, racconterò che cosa ha significato per me questa condivisione online. Come ho scritto a Gianni in un messaggio privato, quando con molta delicatezza mi ha chiesto se ritenessi che il suo post potesse essere appropriato in un momento così difficile per me e per la mia famiglia, questa partecipazione al mio lutto dei miei contatti in Rete mi ha molto colpita: perché la dimensione della Rete, in fondo, non è socialmente obbligata. C'è qualcosa di molto bello nel fatto che persone conosciute solo qui, che hanno con me un rapporto legato alla reciproca lettura, sentano comunque il bisogno di mettersi alla tastiera e perdere cinque minuti del loro tempo per esprimere un pensiero, una solidariet

  20. RIngrazio Gianni per le sue parole. In futuro, quando sarò più calma, racconterò che cosa ha significato per me questa condivisione online. Come ho scritto a Gianni in un messaggio privato, quando con molta delicatezza mi ha chiesto se ritenessi che il suo post potesse essere appropriato in un momento così difficile per me e per la mia famiglia, questa partecipazione al mio lutto dei miei contatti in Rete mi ha molto colpita: perché la dimensione della Rete, in fondo, non è socialmente obbligata. C'è qualcosa di molto bello nel fatto che persone conosciute solo qui, che hanno con me un rapporto legato alla reciproca lettura, sentano comunque il bisogno di mettersi alla tastiera e perdere cinque minuti del loro tempo per esprimere un pensiero, una solidariet

  21. RIngrazio Gianni per le sue parole. In futuro, quando sarò più calma, racconterò che cosa ha significato per me questa condivisione online. Come ho scritto a Gianni in un messaggio privato, quando con molta delicatezza mi ha chiesto se ritenessi che il suo post potesse essere appropriato in un momento così difficile per me e per la mia famiglia, questa partecipazione al mio lutto dei miei contatti in Rete mi ha molto colpita: perché la dimensione della Rete, in fondo, non è socialmente obbligata. C'è qualcosa di molto bello nel fatto che persone conosciute solo qui, che hanno con me un rapporto legato alla reciproca lettura, sentano comunque il bisogno di mettersi alla tastiera e perdere cinque minuti del loro tempo per esprimere un pensiero, una solidariet

  22. RIngrazio Gianni per le sue parole. In futuro, quando sarò più calma, racconterò che cosa ha significato per me questa condivisione online. Come ho scritto a Gianni in un messaggio privato, quando con molta delicatezza mi ha chiesto se ritenessi che il suo post potesse essere appropriato in un momento così difficile per me e per la mia famiglia, questa partecipazione al mio lutto dei miei contatti in Rete mi ha molto colpita: perché la dimensione della Rete, in fondo, non è socialmente obbligata. C'è qualcosa di molto bello nel fatto che persone conosciute solo qui, che hanno con me un rapporto legato alla reciproca lettura, sentano comunque il bisogno di mettersi alla tastiera e perdere cinque minuti del loro tempo per esprimere un pensiero, una solidariet

  23. con una parola si può condividere una minima parte del dolore …sono vicina anch'io per quel che posso..grazie gianni per questa doloroa nota che sicuramente ci fa riflettere sul senso della vita e delle cose ..

  24. Si parla spesso della disumanizzazion​e provocata dalle tecnologie.. Ecco un esempio contrario. Coraggiosi Gianni e soprattutto Lorenza per avere reso pubblica questa drammatica esperienza. Per Lorenza non ci sono parole, ma spero che avverta la nostra vicinanza sincera, anche se non ci conosciamo. I social network sono anche questo, è una buona notizia…

  25. con una parola si può condividere una minima parte del dolore …sono vicina anch'io per quel che posso..grazie gianni per questa doloroa nota che sicuramente ci fa riflettere sul senso della vita e delle cose ..

  26. Si parla spesso della disumanizzazione provocata dalle tecnologie.. Ecco un esempio contrario. Coraggiosi Gianni e soprattutto Lorenza per avere reso pubblica questa drammatica esperienza. Per Lorenza non ci sono parole, ma spero che avverta la nostra vicinanza sincera, anche se non ci conosciamo. I social network sono anche questo, è una buona notizia…

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