17 Lug di Gianni Marconato

Il suicidio delle SSIS

Le SSIS sono morte, evviva (e basta)! Si, le SISS sono morte e non per mano di un killer. La morte era stata annunciata da Fioroni ma è sopraggiunta con la Gelmini. Se di omicidio si tratta, è solo apparente.

Le SSIS sono morte per essersi suicidate. Si avete capito bene: nessuno le uccise ma si sono uccise da loro stesse.

Il mistero è subito spiegato.

Quando sono state istituite, le SSIS avevano avuto un mandato chiaro e fortemente sostenuto sul piano politico.

Le SSIS sono, però, cadute subito nelle grinfie delle università che le hanno gestite all’interno della propria cultura autoreferenziale.

L’opportunità offerta dalla SSIS è stato presto agita in termini di opportunità di potere, di spartizione amicale e clientelare delle risorse, opportunità di collocare parenti, mogli ed amanti; opportunità di piazzare le proprie pubblicazioni ed i propri servizi integrativi.

Niente di più e niente di meno di quanto avviene di frequente nelle nostre università.

Ovvio, quindi, che il prodotto fosse quello che è stato (buone solo per il titolo, buono solo il tirocinio – fuori dalle università, ovviamente, le CEPU dell’apprendimento…..).

Adesso che le SSIS sono chiuse, chi farà la necessaria formazione degli insegnanti?

Realisticamente qualcuno ha detto che sarà, comunque, difficile fare peggio.

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3 Commenti

  1. Buongiorno Gianni!
    ho fatto la SSIS, ho lavorato nella SISS. Direi come te che le intenzioni erano lodevoli, la loro messa in pratica un pò meno. Sono esistite piccole realtà ottimali (un laboratorio d’eccellenza di didattica della storia qui, un corso di pedagogia lì..) per il resto, l’università ne ha fatto scempio: pensa solo al decreto ministerila eche ogni anno bandiva i posti-secondo il fabbisogno a livello regionale-…le università finivano per attivare i posti in base al fabbisogno di ….denaro che avrebbero portato le iscrizioni e dil bello è che il ministero le autorizzava pure…Tiziana

  2. di qualcosa di simile alle SSIS c’è bisogno assolutamente per fronteggiare l’emergenza costituita dall’assoluta ignoranza dei docenti in campo psico-pedagogico e didattico.

    Le SSIS sono fallite per i motivi che adduce qui Gianni. L’università non ha al suo interno docenti competenti per formare gli insegnanti. Ne ha pochissimi validi.

    Detto questo, resta comunque da dire che rispetto ai vecchi concorsi le SSIS hanno rappresentato comunque un decisivo passo avanti.

    Vedremo cosa succederà ora. E’ dura in questo momento immaginare qualcosa di meglio.

    un saluto

  3. I racconti di chi ha frequentato le SSIS “credendoci”, sono spesso da far accapponare la pelle.
    L’idea era buona ma la messa in pratica è affogata negli interessi economici e nell’incapacità dei docenti universitari ad andare oltre la solita lezioncina teorica (quando è andata bene).
    Credo che il problema per il futuro non si porrà nell’immediato: con tutti i tagli che ci saranno…
    E poi non mi pare che la preparazione psico-pedagogica di un insegnante goda di molto credito in Italia, oggi.

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