Giorgio Israel, un intelletuale controverso e scomodo

26 Set di Gianni Marconato

Giorgio Israel, un intelletuale controverso e scomodo

Israel

Certamente controverso (passatemi la presunzione) anche per me  visto che più e più volte in questo blog  ho criticato energicamente, spero avendo sempre argomentato il mio punto di vista.

Solo negli ultimi tempi avevo sentito di condividere alcune sue posizioni, soprattutto quando parlava di valutazione, di INVALSI, di senso della scuola.

Ho, quindi, riletto con molto piacere questo suo contributo in cui esplicita con grande forza argomentativa la sua decisa opposizione all’approccio che ha l’INVALSI alla valutazione, soprattutto delle competenze, disvelandone tutta le debolezza metodologica dell’operato e la presunzione:

INVALSI, centro ideologico

… il peccato originale dell’Invalsi che, se non corretto, può condurre a effetti sempre più devastanti. Questo peccato consiste nel fatto che l’Invalsi non è più soltanto un ufficio
operativo, ma un vero e proprio ufficio studi, anzi un centro ideologico che opera sulla base di un serie di assiomi dati per scontati e che sono invece altamente opinabili.È come se l’Invalsi si fosse arrogato un diritto che nessun centro di ricerca si è mai permesso: risolvere in modo definitivo e apodittico questioni centrali e controverse dell’epistemologia della conoscenza e della filosofia della scienza. Per questo esso considera al di sopra di ogni discussione il suo operare …

Nel suo contributo, Israel demolisce senza possibilità di replica la presunta scientificità  e oggettività del suo operato: INVASI fa un uso disinvolto del termine “misurare”

Disinvoltura e misurazione

… ma questo uso disinvolto del termine “misurare” applicato a entità immateriali è a dir poco perturbante per chi si occupa di storia ed epistemologia della scienza da decenni. Esiste una letteratura sterminata su questa tematica e anche i più arditi sostenitori dell’applicabilità delle metodologie quantitative in uso nelle scienze esatte fuori dal loro campo, hanno sempre ammesso la non misurabilità dei concetti che intervengono nel dominio delle proprietà immateriali

Sull’unità di “misura” delle competenze (facendo un’incredibile confusione tra “misurazione” e “valutazione”)  che secondo l’INVALSI sarebbe il test:

Misurazione vs. valutazione

… il test non è un’unità di misura di alcunché. Il test è formulato da persone, secondo criteri soggettivi, discutibili, non a caso accesamente discussi.

Sull’oggettività del suo operato:

Oggettività

Il punto è che sventolare la parola “oggettivo” come troppo spesso si fa dall’Invalsi, è inaccettabile: la valutazione è un’attività che ha un’ineliminabile componente soggettiva e cercare di nasconderla è come gettare la spazzatura sotto il tappeto.

Per un’alternativa alla “misurazione, Israel fa una proposta di metodo per impostare il discorso in termini utili:

Condivisione, trasparenza

Certo, siamo tutti d’accordo nel voler perseguire valutazioni il più possibile condivise, ma lasciamo perdere una volta per tutte i termini “misurare” e “oggettivo” e parliamo dell’esigenza di perseguire valutazioni il più possibile “equanimi”, “imparziali” e “condivise”.

E, aggiungerei, “trasparenti” anche nei presupposti culturali oltre che tecnici.

Israel mette anche in guardia sulla possibilità di “valutazione” le competenze in assenza di una definizione largamente condivisa della loro natura:

Velleitaria e grottesca la “misurazione” delle competenze

Il punto è che è vero proprio il contrario di quel che asseriscono i vertici dell’Invalsi. In misura assai limitata è possibile stimare numericamente le conoscenze di una persona, anche con test a risposta chiusa ….  è velleitario, se non grottesco, pretendere di stimare numericamente le sue “competenze”, quale che ne sia la definizione.

E operativamente attribuisce un ruolo importante all’insegnante:

Insegnante al centro della valutazione

L’unico approccio culturalmente sensato e aperto è affidare la riflessione a un insegnante, che oltretutto conosce i soggetti in gioco; magari un insegnante che ha posto a confronto la sua visione con quella di altri colleghi o in un processo continuo di formazione in servizio,

Raccapricciante, secondo Israel procedere per schemi standardizzati:

Raccapriccianti schemi standardizzati

Resta il fatto che è raccapricciante l’idea che una classifica di competenze tra diverse soluzioni di un problema (come nel caso citato) sia affidata a un gruppo di “valutatori” che procede secondo schemi standardizzati e stabiliti una volta per tutte

E conclude con un invito alla modestia

Cautela e modestia

Si rassegni il dottor Sestito: i principi della cultura, della conoscenza e delle capacità non si definiscono e non si standardizzano, tanto meno in un ente di Stato.

Ripeto: è l’ergersi a centro dispensatore di precetti apodittici che riguardano nientemeno che i pilastri dei processi di conoscenza, che rende francamente insopportabile l’agire dell’Invalsi per chiunque creda ancora nell’ autonomia intellettuale e nella libertà di pensiero (e, di conseguenza, nella libertà d’insegnamento). Con quale diritto ci si costringe a sentir parlare certi consulenti dell’Invalsi di “matematica argomentativa”, di “advanced mathematical thinking” (l’inglese è un passaporto per tutto) o di consimili idee strampalate offerte
come verità stabilite per decreto legge?

Questa è cultura di Stato, roba che può affermarsi soltanto in un paese che non ha interiorizzato una visione liberale e aperta della cultura e che è ancora oppresso da un dirigismo di stampo bottaiano.
Si richiede un po’ più di riflessione e di cautela e, soprattutto, un po’ più di modestia.

Articolo di Israel: Israel, ecco il “peccato originale” dei valutatori di professione

http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2013/5/9/SCUOLA-Israel-ecco-il-peccato-originale-dei-valutatori-di-professione/391219/

Articolo di Israel sulle competenze. Scaricabile dal sito di Scuola Democratica, giugno 2011  https://sites.google.com/site/gisrarticles/Dibattitocompetenze.pdf?attredirects=1

I miei post e Giorgio Israel

La scuola Gelmini – Israel non serve a nessuno http://www.giannimarconato.it/2009/09/la-scuola-gelmini-israel-non-serve-a-nessuno/

L’ideologia costruttivista: http://www.giannimarconato.it/?s=israel

Mistificare qualità e merito: http://www.giannimarconato.it/2010/07/mistificare-qualita-e-merito/

Pedagogisti allo sbaraglio: http://www.giannimarconato.it/2010/05/pedagogisti-allo-sbaragli/

Il pensiero della destra e il suo (valoroso) guerriero: http://www.giannimarconato.it/2010/04/il-pensiero-della-destra-e-il-suo-valorosoguerriero/

La scuola oggi; un punto di vista politico  http://www.giannimarconato.it/2010/03/la-scuola-oggi-un-punto-di-vista-politico/

 

2 people like this post.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.