Non è il titolo reso “politically correct” del mio vecchio post “La bufala del web 2.0” ma il titolo di una intervista di Federico Ferrazza con Bruce Chizen, numero uno di Adobe pubblicata nel n. 44 de “L’espresso”.
Pare che i grossi investimenti fatti da aziende quali Google con l’acquisto di You Tube, Microsoft per Facebook, eBay con Skype non stiano dando i ritorni sperati. Cresce, quindi, il partito degli scettici che teme si tratti di una nuova ondata speculativa, tipo la bolla della New Economy del 2000.
La ragione? Chizen pensa che “le tecnologie ci sono, ma non è chiaro come farle fruttare”.
Tanto se traguardate dal punto di vista nel business per gli investitori quanto da quello dell’utilizzatore .

Qui si era già parlato di soluzioni alla ricerca di problemi, di cose che tirano e altre no, di numeri che non tornano e la conclusione è stata sempre la stessa: un po’ di atteggiamento critico non guasterebbe come non guasterebbe il non buttarsi sull’ultima parola magica per “mettere il cappello” e dire “primo!” o “questo è mio”! nella speranza di un po’ di fame e di un po’ di soldi.
Bruce Chizen ce lo ricorda.

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