Quale è lo spazio dell’insegnamento nella società del pensiero unico?

14 Ott di Gianni Marconato

Quale è lo spazio dell’insegnamento nella società del pensiero unico?

pensiero

Preciso il mio pensiero sul senso della scuola dopo il mio post , che uno stimato collega ha, con  lusinga, definito da “pericoloso estremista” e dal quale post si potrebbe trarre l’ errata conclusione che l’insegnante sia rinchiuso in una gabbia e privo di libertà d’azione essendo asservito ad una strategia più grande di lui. Anzi, ritengo che il suo ruolo è di vitale importanza.

Lo scenario è quello che ho descritto (le analisi non sono mie; io mi sono limitato ad una estrema sintesi di corpose e documentate elaborazioni): un movimento globale (neoliberismo) sostenuto da politici e governi riconducibili ideologicamente tanto ad un pensiero di destra che di sinistra in cui la scuola ha l’importante anche se non l’unica e decisiva funzione di omologare i valori, i pensieri, i desideri, le aspirazioni , i comportamenti.

Anche se personalmente non nutro un atteggiamento culturale, politico ed economico favorevole al neo liberismo, non mi scandalizzo che ci siano (tantissime) persone cui il neoliberismo va bene, che siano felici di rinforzarlo e che tra le sue pieghe trovino degli anfratti per una loro convenienza: ognuno è, ovviamente, libero di pensare e agire come crede.

Mi domando, però, quale debba essere in questo scenario il ruolo di un’istituzione come la scuola che ha come fine indiscutibile quello di attrezzare i giovani per far fronte al loro futuro.

È un ruolo di omologazione al pensiero dominante? È un ruolo di sovversione del pensiero dominante?

La mia risposta è un NO ad entrambe le ipotesi.

La mia risposta è che la scuola ha il dovere etico e civile di aiutare le persone ad usare la propria testa.

La scuola, e per essa gli insegnanti, ha il dovere di aiutare le persone a pensare, ad usare il pensiero riflessivo, critico, plurale.

Ha il  dovere di attrezzare le persone sul piano cognitivo con gli strumenti che aiutano a capire, a valutare i differenti punti di vista che naturalmente si costruiscono rispetto ad ogni aspetto del vivere, a costruire un proprio punto di vista in modo argomentato, sulla base di dati, mostrandosi, se necessario, contrari ad altri punti di vista.

Solo le persone che sanno pensare con la propria testa sono veramente libere.

Anche se non c’era il bisogno che lo dicessi io tanto è ovvio. In teoria.

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