Insegnanti che non amano insegnanti

16 Ott di Gianni Marconato

Insegnanti che non amano insegnanti

insegnanti contro
Forse sarebbe stato più corretto titolare “odiano”ma ogni tanto mi sforzo di essere politically correct, e va bene cosi!
Non di rado leggo e sento insegnanti che sono molto critici verso i loro colleghi.
I rilievi che più spesso vengono mossi è di non essere professionali, di avere poca passione per il lavoro che fanno, di essere interessati solo allo stipendio, di fare gli insegnanti senza esserlo …
La maggior parte degli insegnanti, non sono insegnanti se non sul libro paga. Da qui il luogo comune che son tutti pigri…
… di non aggiornarsi, di resistere a ogni cambiamenti, a ogni innovazione. Secondo una benevola interpretazione sono spenti perché “usurati” da anni e anni di lavoro.
Per contro, altri insegnanti rivolgono ai colleghi più intraprendenti (anche qui benevolmente detti “rampanti”) l’accusa di volersi mettere in mostra, di essere arrivisti, di essere affamati di riconoscimento sociale, di avere un ego ipertrofico, di farsi benvolere dal dirigente di turno per primeggiare……
Detto che i due fenomeni possono assumere intensità differenti, da segnali minimi a patologie conclamate, si tratta certamente di fatti reali, pur di segno contrapposto e frutto di meccanismi, anche psicologici, differenti ma entrambi deleteri per il buon clima a scuola: entrambi respingono e non favoriscono la costruzione di un sentir comune.
Il risultato è che con casi di questo genere non si instaura quel clima di collaborazione tra insegnanti che è essenziale al buon funzionamento della scuola.
L’insegnamento non è un processo individuale, non produce effetti con prestazioni solitarie.
L’apprendimento degli studenti, si sviluppa solo attraverso un’azione sinergica del gruppo degli insegnanti. Una classe è un’autentica comunità di pratica dove il successo di ciascuno è il successo di tutti.
Ecco uno dei perché la scuola funziona male. Se la 107 voleva porre rimedio alle patologie degli “usurati” è più probabile che alimenti le patologie dei “rampanti”. Il recente caso dei così detti “animatori digitali” sta mettendo in luce un bel campionario di sgomitature, colpi bassi, collusioni, cordate …. ma, qualche volta, silenzio assordante.
P.S.
A scuola ci sono anche buoni esempi di collaborazione e non pochi insegnanti soffrono per carenza di collaborazione. Ho la sensazione che ci siano comportamenti e atteggiamenti non sempre consapevoli che non creano le condizioni necessarie per quel buon clima che favorisce la collaborazione.
P.P.S.
Ogni tanto qualche “talpa” mi segnala l’esistenza in qualche realtà della strategia sistematica (da parte del ds, ovviamente) del divide et impera, la riedizione del cerchio magico in salsa educativa.  Credo anche qui ad insaputa dei diretti interessati.

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