Furto legalizzato di tempo per imparare

furto

Si discuteva attorno ad uno stimolo di “riflessione” proposto da un sitarello che si occupa di scuola, riflessione che io ho definito più adatta ad incartare i Baci Perugina che ad attivare una vera riflessione su quale sia il ruolo dell’insegnante. Lì si diceva che se si insegna oggi come si insegnava ieri derubiamo il domani agli studenti. Retorica e banalità.

Bisognava dirlo.

In quel mio postarello si è aperto un confronto tra i miei “amici” e tra i tanti contributi offerti voglio “salvare” e mettere in evidenza quello di Donatella D’Amico che ci ricorda, elencando i diversi cambiamenti intervenuti a scuola, come ciò che è stato autenticamente rubato ai ragazzi da parte dei nostri legislatori sia il tempo necessario a padroneggiare gli strumenti di base per la loro vita ma anche per imparare sempre e meglio. Sempre più “roba” da imparare ma sempre minor apprendimento. Grazie Donatella

 

A me sembra che l’unica cosa che abbiamo sottratto ai nostri scolari (e mi riferisco principalmente alla scuola primaria) è il tempo! Fino ai programmi dell’85 (che ancora ritengo di notevole spessore culturale e pedagogico) ogni innovazione è passata attraverso un processo di addizione: più tempo-scuola e più docenti per fare di più e meglio. Da 24 h si è passati a 27/30/32 h per aggiungere l’inglese, la storia, la geografia e le scienze nelle prime classi, le educazioni come discipline con identità e valenza formativa autonome.
I nostri bambini acquisivano con sicurezza gli strumenti di base necessari per il percorso scolastico successivo, che erano (e sono ancora, qualcuno mi dimostri il contrario) la lettura e la comprensione autonomia di un testo o di una consegna, la scrittura e le abilità logico-matematiche. L’acquisizione passava attraverso esercizi e tempi distesi e tutti (salvo rare eccezioni per lo più legate a disabilità gravi) riuscivano. Poi è iniziata l’era delle riforme per “sottrazione”: inseriamo questo, inseriamo quello (legittimamente, perché il mondo cambia…) e riduciamo il tempo-scuola! Due ore di musica con l’esperto in orario curricolare (due ore in meno di italiano); due di educazione fisica con l’esperto del CONI (due in meno di matematica), ora di coding (una in meno di matematica), una/due/tre di inglese (con un’orario settimanale che da 30 passa a 27 ore (altre tre di italiano in meno); due di religione perché il Concordato viene prima dei bisogni formativi dei bambini… Siamo giunti nell’era delle “dispense”: hai difficoltà a leggere? Lo faccio io per te! Hai difficoltà a scrivere? Bene: detta al tablet! Non impari le tabelline? Don’t worry: cerca i risultati sulla tavola pitagorica! Altro che ipoteca: siamo di fronte a un furto legalizzato!
Altro sarebbe stato se tutte le innovazioni si fossero aggiunte a buone pratiche che erano e restano indiapensabili per garantire il successo formativo: tempo pieno per tutti o attività per progetti in orario extrascolastico! Il fallimento delle politiche scolastiche in relazione al successo formativo è sotto gli occhi di tutti: quante giovani vite dovremo ipotecare ancora prima di un mea culpa?

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