Zenacamp, verso un processo alle tecnologie nella didattica

28 Apr di Gianni Marconato

Zenacamp, verso un processo alle tecnologie nella didattica

Allo Zenacamp ho presentato l’idea di un “processo alle tecnologie nella didattica”. Una ventina di persone presenti.

Qui le slide della mia chiacchierata.

Questo lo script dell’intervento:

La questione è: le tecnologie usate nella scuola e nella formazione hanno prodotto risultati tali da giustificare gli investimenti, soprattutto pubblici, fatti?

La montagna di risorse allocate:

  • intelligenze di studiosi
  • energie, tempo ed entusiasmo di operatori
  • soldi
  • macchine e software

ha partorito il classico topolino?

Se ascoltiamo la voce ufficiale, qui in Italia,

  • stampa
  • istituzioni
  • università
  • industria
  • eccccc…..

sembra si stia navigando con il vento in poppa:

  • attività in espansione (vedi ultimo rapporto ANAEE-CNIPA sullo stato dell’e-learning in Italia)
  • quasi tutte le università sono on-line
  • investimenti pubblici in espansione (bandi regionali, nazionali,
  • articoli su stampa generalistica e specialistica che pontificano sull’utilità delle tecnologie nella
  • scuola
  • esplosione dei titoli di pubblicazioni specialistiche in libreria

Però, vai a guardare le attività che si fanno e non trovi tanti report che descrivano cosa sia stato fatto o meglio, i diversi report descrivono l’attività ma dicono assai poco, anzi tacciono, sugli effetti, sui risultati di quella attività.

Si tace su come i destinatari abbiano vissuto l’esperienza.

Quando si legge qualcosa su questionari compilati dai destinatari, si vedono, spesso, domande fatte in modo tale da non avere risposte sgradevoli, ovvero si intervistano persone compiacenti

Ma come la pensano veramente gli utenti?

Posso citare solo alcune mie esperienze dirette (azioni in cui ho fatto il monitoraggio) ed i pareri sono tra il molto negativo all’insoddisfacente.

Guardando statistiche di partecipazione si nota una “mortalità” consistente, fino anche al 90%

Un numero crescente di insegnanti, che hanno usato le tecnologie con la classe, manifestano insoddisfazione (vedi i vari blog degli stessi)

Anche in convegni “ufficiali” senti sempre più spesso levarsi voci che segnalano “problemi” con le tecnologie usate a scopo didattico.

Sorge, allora, la necessità di porsi la domanda fatta in apertura e, più in dettaglio, :

  • quali sono i risultati reali di anni di usi didatti delle tecnologie?
    • Che fine hanno fatto i soldi pubblici investiti?
    • Quali sono gli impatti di tanta ricerca universitaria?
  • Siamo di fronte all’ennesimo fallimento dell’uso didattico delle tecnologie?
  • Possiamo parlare di usi diversificati (modelli, strategie didattiche, strategie organizzative) delle tecnologie che sono problematici/fallimentari ed altri che non lo sono?

La questione è complessa e non penso di trarre qui ed ora una risposta definitiva, ma voglio lanciare l’idea di organizzare un vero e proprio “processo” alle tecnologie didattiche con tanto di accusa, difesa, PM, giudici, testimoni a carico ed a discarico …….

Chi ci sta?

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3 Commenti

  1. Ciao, c’ero anch’io oggi mentre ne parlavi e sono abbastanza d’accordo. Quindi accetto la sfida.
    Ciao e buon lavoro.
    Natascia

  2. Grazie Natascia, ma da questo tuo commento non riesco a risalire ad un tuo contatto. Le soluzioni sono: o rimani tu in contatto via questo blog, oppure mi fai avere un tuo riferimento diretto così ti tengo aggiornata.

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