12 Mag di Gianni Marconato

Come si blocca la conoscenza

Mario Agati nel suo blog parla (a sfavore) di libri di testo e, da insegnante di liceo, afferma:

  • il libro [di testo] non può più essere la principale fonte di conoscenza
  • il libro [di testo] non può essere il principale agente di formazione della coscienza metodologica
  • il libro [di testo] va pocciato [intinto] nella realtà (non la nostra, ma quella dei ragazzi!)
  • il libro [di testo] non deve leggere il mondo, ma è il mondo che deve calare nel libro
  • [l’uso ossessivo del libro di testo contribuisce a divaricare lo iato fra l’astratta alchimia dei concetti cartacei e la concreta alchimia delle pulsioni adolescenziali]
  • [IL LIBRO (di testo) è il comodo feticcio per insegnanti pavidi]

Posizione coraggiosa e da me ampiamente condivisa, anche perché mi sento di farne un parallelismo con i Learning Object di tecnologica ed infausta memoria.

Un libro di testo (LdT), come un LO, inchioda la conoscenza a quei contenuti che l’autore ha deciso di trattare ritenendoli sensati.

Come ben sappiamo, ogni tematica, problematica, dominio di conoscenza è traguardabile da “prospettive multiple” ognuna delle quali dignitosa di considerazione.

Abituare ad una sola prospettiva, coma fanno LdT e LO preclude la capacità analitica, riflessiva, argomentativa di chi apprende.

LdT e LO iper-semplificano le realtà che rappresentano e e non la fanno comprendere in senso profondo nella sua natura e nei suoi meccanismi

I LdT ed i LO non favoriscono, di conseguenza, la costruzione di una conoscenza utilizzabile in contesti extra-scolastici. Il transfer è bloccato e si spalancano le porte alla conoscenza inerte.

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8 Commenti

  1. Certamente LdT e LO non possono e non debbono essere l’unica fonte di conoscenza, gli unici strumenti di lavoro. Ci mancherebbe, tu e M.Agati (che sono andata a leggere) bene esprimete le motivazioni.
    Il LdT, quando ben fatto e fruibile, (nel senso di chiarezza, coinvolgente ma preciso nelle terminologie specifiche…) da parte dell’alunno (io naturalmente tengo presente il “mio” alunno, di scuola media), è un supporto per far acquisire linguaggi, specifici appunto, capacità di comunicare (le proprie conoscenze), capacità espositive…
    I LO!
    Di questi ho letto già su altri post qui, Gianni.
    Le motivazioni non prettamente didattiche (metadata che non funzionano, riusabilità, repository. e poi il business…) che esponi altrove…mmmh, fanno riflettere!
    Dal pdv didattico io credo che anche il LO possa essere un supporto integrativo (integrativo, né unico né sostituitivo ad altri) per favorire i processi di apprendimento.
    Dipende certo dal LO. Se contiene meccanismi attivatori, più che facilitatori, se permette l’interattività da parte del fruitore, se favorisce la “scoperta”, io credo possa ritenersi strumento didattico. Perché nell’uso di questo, come di altri “oggetti didattici”, da parte dell’alunno ci sia la messa in moto del “pensiero” non si può prescindere dall’intervento dell’insegnante: pone domande, “spia” le reazioni, controlla, guida…. Sicuramente anche il LO può non essere efficace per TUTTI gli alunni. Concordo su quanto dici riguardo all’apprendimento!
    g.

  2. Quando esprimo perplessità sui LO mi riferisco al loro essere pezzi di conoscenza strutturati e chiusi mentre l’apprendimento è un processo aperto e multidirezionale.
    Certo, pezzi di informazione (non la chiamerei conoscenza) sono utili a supportare la didattica. Non credo (come fanno certi costruttivisti iper-radicali che parlano di “without information given” a me convince il “beyond information given”) che i contenuti non servono. Non servono se dati in formato chiuso come è nei LO e come spesso si fa con i libri di testo. Andare oltre il LdT non vuol dire buttarlo via, ma usarlo a pezzi ed accanto a tante altre forme di contenuto. Credo che questo sia anche il pensiero di Agati.
    Oltretutto, sviluppare un LO costa tanto, preferisco un file pdf o simile

  3. Beh, Gianni, un pdf! 🙂
    io preferisco il LO … se lo creo secondo mie scelte! Sono sicura che quello mi è utile, lo uso e volendo, lo “riuso”.
    poi preferisco anche un .xls 🙂

  4. io credo che un problema dei LO sia che li facciamo noi insegnanti, quindi alla fine è come avere un libro o altro materiale tradizionale.
    dobbiamo fare invece in modo che siano i nostri alunni a creare i LO.
    allora ci vengono in aiuto la tecnologia e internet in senso lato.

    alessandro giorni

  5. Alessandro,
    buona l’idea del LO creato dagli alunni. Non male davvero….
    Quanto a considerarli un libro (per altro materiale tradizionale cosa intendi?), non mi trovo d’accordo. Un LO dovrebbe avere delle caratteristiche … di cui ho detto nel post poco più su, che di certo un libro di testo non ha.
    ciao,
    g.

  6. … non è altro che l’idea base del costruttivismo o, se vogliamo specificare e con un significato circoscritto, del costruzionismo di Papert. In parole povere,far fare agli allievi. Ad esempio, io uso i test (Hot Potatoes, quelli di Moodle) ma li faccio costruire dagli studenti. Vuoi mettere la potenza apprenditiva usandoli in questo modo?

  7. mmmm… ho studenti di scuola media! mi spaventa un po’… ma non credere che sia una strada che non proverò a percorrere! (per ora penso ai test). Nel nostro piccolo naturalmente….
    g.

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