Basta poco a migliorare la didattica universitaria

20 Lug di Gianni Marconato

Basta poco a migliorare la didattica universitaria

A proposito degli usi didattici delle tecnologie, leggo adesso una sintesi del recente rapporto CRUI sull’utilizzo e sui benefici dell’ e-learning nella didattica universitaria.

Quello che a me interessa rilevare, ricollegandomi ad un mio recente post, è che per “uso didattico” si intende, udite-udite,la distribuzione di contenuti. Viene, infatti, detto che una delle risorse migliori per le nuove modalità dell’insegnamento è il web-enhanced, l’utilizzo del web per mettere a disposizione degli studenti contenuti …

Si fa, anche, riferimento ad interazioni a distanza fuori dall’aula.

Tutto questo uso porta, secondo CRUI, ad un significativo miglioramento dell’insegnamento e dell’apprendimento derivante dalla tecnologizzazione della didattica.

Nulla da eccepire. Usi legittimi. In questo modo si risparmiano viaggi inutili da casa all’università solo per conoscere la data di un esame, l’orario di ricevimento di un prof, ascoltare una sua lezione (… se basta leggerla per avere lo stesso o un migliore risultato). Ma nulla a che vedere con un uso appropriato e diretto nei processi di apprendimento.

Questo fatto lascia spazio a notevoli miglioramenti, alla ricerca di quegli utilizzi che ho definito ricchi”, al perseguimento di un reale miglioramento

Lasciatemi fare una riflessione conclusiva: se dalla semplice distribuzione di contenuti (e da qualche sporadica chiacchierata, via forum, suppongo) si ottengono significativi miglioramenti della didattica, quali livelli di qualità deve avere la didattica non tecnology-based, quella, cioè, che si fa tutti giorni?

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2 Commenti

  1. Purtroppo in Italia e forse in gran parte del mondo non si ha ancora piena consapevolezza delle potenzialità offerte dall’e-learnig. Ancora si pensa che basti una piattaforma “carina”, mettere un po’ di contenuti e il gioco è fatto. La cosa ancora più sconcertante è che molte piattaforme open-source (moodle, Atutor) già implementano di base strumenti pensati e costruiti in un’ottica web 2.0 che spesso vengono totalmente ignorati dai progettisti di corsi a distanza. Io continuo a pensare che la moda non è mai stata un’ottima consigliera.

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