CISI 5: L’opera letteraria nella sua (ri) producibilità digitale

28 Set di Gianni Marconato

CISI 5: L’opera letteraria nella sua (ri) producibilità digitale

Massimo Riva

Semplicemente entusiasmante la presentazione di Massimo Riva, professore italiano che da anni insegna negli USA, alla Brown University, Providence (Professor of Italian Studies and Modern Culture and Media).

Riva tratta il tema di quali connotazioni, forme e pratiche abbia l’opera letteraria nell’epoca della sua (ri)producibilità digitale. Quali sono le forme contemporanee delle opere della letteratura classica? Come possiamo ri-usare le opere classiche nell’epoca del digitale e come trattare le nuove opere che nascono già in digitale? Come misurarsi con la creatività emergente? Come leggere quelli che lui ha definito i caratteri che scompaiono, i caratteri mobili?

Cerco di riportare l’intervento di Riva attraverso alcune parole chiave che mi sono annotato mentre ci faceva visionare alcune di queste opere letterarie digitali.

Riporto più avanti anche alcuni link ad esempi di questi lavori.

  • i nuovi generi della letteratura elettronica sono ”installazioni letterarie”
  • motivo dominante della ricerca di questi artisti è l’interazione corporea con il testo
  • in queste opere il link ipertestuale è l’elemento retorico essenziale
  • si ha una centralità del testo e sono esplorate le potenzialità dinamiche del testo
  • si ha una audio visualità astratta
  • imparare a programmare è come imparare a leggere e scrivere
  • si ha scrittura alfabetica e grafica
  • la perplessità come condizione necessaria per entrare nelle produzioni letterarie contemporanee
  • queste nuove forme espressive aprono interessanti scenari cognitivi per la costruzione di nuove possibilità conoscitive

Link ad esempi

Una associazione che promuove l’e-literature, Electronic Literature Organisation

Qui numerosi esempi

Altri link nelle slide che saranno presto disponibili nel sito del CISI

Una voce fuori dal coro della domesticazione del pensiero: Riva afferma che nella tradizione educativa occidentale l’educazione alla soggettività ha sempre ruolo essenziale. Ora, con il digitale, ci troviamo di fronte ad un nuova soggettività. Perché domesticarla? Siamo nella preistoria di una nuova umanità.

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