24 Ott di Gianni Marconato

Blogger veneti a cena

Con un pizzico di razzismo territoriale (escludiamo i vicini friuliani, trentini ed emiliani?) noi veneti ci troviamo per la seconda volta con le gambe sotto la tavola. Dopo una avventurosa pizza poco prima del mai osannato a sufficienza Ghirada Barcamp (la pizzeria era rumorossisima e ci siamo lasciati dandoci appuntamento via blog, twitter, mailinglist per concludere il discorso….) ed una altrettanto avventurosa organizzazione (saltellando confusamente tra lista di discussione, blog mio, blog tuo, blog suo, Doodle, wiki e quant’altro il 2.0 ci mette a disposizione) sembra sia fatta.
Ci si trova venerdì 9 novembre, forse qui .
Ordine del giorno? qualcosa di buono da mangiare, ma soprattutto la sempre attuale idea di Luigi Bertuzzi di una iniziativa “dal basso” ovvero “learning villages” ovvero, come piccole comunità locali, al di fuori dei principali circuiti (stradali, culturali, economici …) posso, con il web, essere inclusi.
NOI veneti c’avemo anche
Una comunità NING
Una lista di discussione
Abbiamo dato vita ad un gruppo SlideShare (contaminato da non veneti, per fortuna)
… e forse qualcos’altro.
Cosa ci manca per dirci “gruppo”?
Una vision, una mission …. ma prima o poi ci arriveremo nonostante tutti questi strumenti che ci … facilitano il lavoro…

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7 Commenti

  1. I Blogger a tavola sono 20 o sono Veneti?
    Se l’obiettivo è l’inclusione, quindi dovrebbe esserci la partecipazione anche di chi “blogger non è”, forse per dirci “gruppo”, o “team”, o “rete” ci manca ancora un’interfaccia “aggregante”.
    Possiamo dire che “la tavola”, ai fini della comunicazione inter-personale, è un’interfaccia “aggregante”?
    Oggi ho trovato “interfaccia” in un post di Adriano e nei commenti a un

    i blogger sono veneti; se poi siano anche venti …. ancora non lo si può dire.
    In quanto ad “interfacce” non mi sento tanto a mio agio da quando uno mi ha detto che ho una interfaccia da culo …Non ho capito a cosa alludesse.
    La Cena? Non vorrei fosse proprio l’ultima.
    Per SL non ho un gran interesse anche se mi piacerebbe assai poter avere una second life che mi porti indietro di qualche decennio….
    Grazie a te per darci un buon motivo per discutere

  2. Questi eventi (ehm… eVenti, piuttosto che eVeneti: lo slogan in ogni caso sarebbe stupendo!!), insomma, queste cene, sono sempre un avvicinamento di individui. Ritengo che il focus vero non stia tanto nella tecnologia in quanto tale, ma nell’uso creativo della tecnologia per riggregare la società in configurazioni nuove, innovative, con logiche tali da dare un valore aggiunto. Da questo punto di vista ritengo sia anche giusto aprire ai non blogger, tanto l’origine del fattore aggregante è in ogni caso il Web anche per loro che sono stati in qualche misura portati lì. Insomma, non poniamoci troppe domande. — Phil

  3. eVeneti? bella sul piano della forma ma come concetto non so cosa differenzi un eVeneto da un non eVeneto.
    Una volta sono stato presentato all’inizio di un corso come “psicologo trevigiano” e mi sono domandato se questo fosse un elemento di pregio o un limite e cosa abbia di specifico lo psicologo “trevigiano” da uno “non trevigiano” . Forse un cespo di radicchio all’occhello invece del fiore ….

  4. Posso dirlo con orgoglio: la mia trascorsa vita professionale la iniziai come “interfaccia da culo”.
    Lo dico con orgoglio perchè l’essere stato un’interfaccia da culo, cioè uno che ricopriva un ruolo professionale tanto nuovo da creare insicurezza, nel soggetto/figura professionale e nei suoi interlocutori, mi ha dato la possibilità di decidere per me stesso quale copione interpretare; in pratica il copione me lo sono fatto su misura; non è venuta fuori “una figata” ma neanche una cosa di cui pentirsi.
    Quel “da culo” secondo me non denigra; dice solo “ma che cacchio d’interfaccia sei”?
    Quindi è un invito a qualificarsi
    meglio. Anche chi ti chiama “psicologo trevigiano”, probabilmente, esprime la sua aspettativa di sapere qualcosa di più di te e, intanto, si tranquillizza .. non sta parlando con/di un perfetto sconosciuto. No?
    Non male questa psicologia da due soldi, eh?
    Ne riparliamo poi d’interfacce (da culo), nel senso dei commenti al post di Gigi sul fare spazi includenti, vero?.
    Prima che decidi di passare alla Seconda Vita 😉 però! Mi raccomando!!
    – luigi

  5. Come logica (?) conseguenza di quel che si diceva sopra, ma anche per tener conto delle osservazioni di Adriano sulle metafore “maschili” .. ho deciso di provare a cambiare il nome/titolo del blog da “campo base web” a questo “come la chiamiamo cosa” ..
    la tecnologia?
    la piattaforma?
    la rete?
    l’interfaccia?
    la dimensione spazio temporale?
    la capacità di apprendere?
    la cosa cacchio ci si può aspettare da una bloggercena?

    Vorrei sentire una tua opinione sulla eventuale utilità di citare il libro di Galimberti e il post di Adriano sulla convivialità, linkati dalla barra laterale della pagina wiki sulla bloggercena

    – luigi

  6. …Luigi, sei sempre più ispirato e criptico. Non capisco a cosa ti riferisca con “come la chiamiamo cosa”. Se capisco, replico.
    Circa la citazione di Galimbarti fatta da Adriano (la stavo leggendo quando mi è arrivato il tuo post)credo meriti la segnalazione
    Gianni

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