Le LIM al CREMIT 1

6 Mar di Gianni Marconato

Le LIM al CREMIT 1

Pier Cesare Rivoltella, direttore CREMIT, apre la giornata dando il senso dell’evento: fare una riflessione scientifica sull’uso didattco delle LIM. Saranno affrontati gli aspetti psicologici e quelli didattici.
Sul sito CREMIT a breve la documentazione della giornata
Parte Leonardo Tosi, dell’Agenzia Scuol,a già INDIRE che sostitusce il direttore Biondi.
Piano di diffusione dellle LIM è nel pieno del suo sviluppo. 20.000 le LIM da collocare nelle scuole primarie e formazione per 45.000 docenti.
Dal prossimo anno altre 10.000 per le altre scuole per avrrivare a 100.000 docenti coinvolti.
A livello internazionale nel 2008 c’erano 1.500.000 lavagne operative, con previsioni di 5 milioni nel prossimo quinquennio; una ogni 5 classi.
Dopo aver raccolto le richieste e l’individuazione delle scuola a cura degli USR, si stanno distribuendo le LIM. Seguirà la formazione tecnico-operativa e successivamente quella metodologica.
Le scuole acquisteranno i kit scegliendoli tra quelli offerti dai diversi fornitori. Il setting tecnologico identificato è costituito dalla lavagna integrata con il proiettore.
Un elemento degno di attenzione è si inzia a concepire la lavagna come parte integrante della dotazione d’aula, come strumento per il lavoro ordinario; non relegata in un laboratorio, nell’aula informatica (che spero prima o pio, iù prima che poi, scompaia).
Fase della formazione metodologica avverrà attraverso una formazione iniziale in presenza con assistenza a distanza. Approfondimenti, studi di casi, esperienze, tutoriali contenuti digitali disciplinari. Successivo accompagnamento on the job. Secondo Tosi si stanno aprendo nuovi scenari intresanti per la didattica in classe: si avrà l’intrgrazione tra libro e con contenuti digitali, integrazione con la lavagna, possibilità di correggere i compiti da casa.

In chiusura Tosi accenna ad una nuova iniziativa MIUR monitorata dall’INVALSI, la New Millennium Learner’s Classroom, una iniziativa (che mi pare buona, sarà perchè in piccolo lo sto già facendo in una scuola professionale) per ripensare l’ambiente di apprendimento, per sviluppare nuovi modelli didattici basati sull’utilizzo quotidiano delle tecnologie nuove modalità di organizzazione della didattica, nuovi metodi, nuovi strumenti.
Questa notizia mi rallegra.

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