Le LIM al CREMIT

5 Mar di Gianni Marconato

Le LIM al CREMIT

Il mio pensiero sulle LIM, le mitiche “lavagne magiche” che cambieranno (in meglio) la nostra scuola, è noto. Ho affermato che non sono “innovative”; ho detto che non sono le “nuove tecnologie”; che non sono il “futuro della scuola”; che parecchi altri colleghi attenti alla questione dell’autentica innovazione nella scuola sono su questa posizione; ho presuntuosamente dato dei consigli a chi voglia mettere le LIM nelle scuole; ho associalto le LIM agli e-book e più in generale ai “contenuti digitali” quale innovazione contrabbandata; non ho trovato convincente l’idea di teatralità didattica per giustificare l’uso delle LIM.
Ho parlato a lungo con persone che le usano e che le vendono; ho assistito a dimostrazioni; ne ho, perfino, trattato l’acquisto per “uso personale”, ma ho desistito per l’elevato costo dello sfizio.
La mia idea è quella che, nel migliore dei casi, sia meglio averla che non averla. Una periferica in più non guasta.
Nonostante ciò, voglio capire se ci sia davvero del buono, dell’utile, dell’innovativo in questo nuovo ritrovato del marketing e per questo domani andrò a Milano al CREMIT – Cattolica per ascoltare Rivoltella ed altri autorevoli personaggi che ne parlano. La scuola digitale è il titolo dell’evento. Relazionerò qui a breve.

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5 Commenti

  1. Sono reduce da un seminario di formazione di tutor PON per l’avvio dei corsi di Tecnologia1 e 2 e non si è parlato d’altro che di Lim, quale nuova frontiera della didattica.
    Addirittura se ne parla come superamento dei laboratori di informatica (dopo aver investito tante risorse economiche…!)a favore di un utilizzo più immediato delle risorse digitali.
    Personalmente condivido la tua posizione, la LIM non può essere la panacea ai mali della scuola, nè mi pare insostituibile nella pratica didattica quotidiana.

    conci

  2. Sono reduce dallo stesso seminario (come è piccolo il web :-))
    E, in questo momento , mi iscrivo tra gli estimatori della LIM.
    Non fosse altro perchè quando non posso utilizzarla in classe e devo usare quella di artesia….mi manca.
    Mi manca la possibilitù di tornare alla “lavagnata” precedente. Di riprendere la lezione da dove l’ho lasciata,
    Di poter visualizzare e interaggire con risorse su Internet.
    Leggerò con molto interesse la tua relazione 🙂
    Natalia

  3. Non ho mai provato direttamente una LIM ma, ben prima che scoppiasse questa moda (perché è innegabile che anche di moda si tratti), utilizzavo il portatile in aula con il video proiettore… Il che non significa ovviamente sommergere il disgraziato uditorio con pile di slide 🙂 ma utilizzare anche materiale già preparato e crearne/reperirne di nuovo al momento (risorse online, in primis), a secondo della necessità.
    Che differenza c’è? E lo chiedo senza alcun tipo di ironia 🙂

  4. Dal computer- videoproiettore alla LIM
    Mi trovo molto meglio con la LIM.
    Forse con la LIM docente e classe vedono nella stesso modo.
    Con il computer-proiettore il docente vedeva il monitor spesso girato verso la classe e gli alunni qualcosa di più sfumato su un muro.
    Forse perchè l’interazione sulla LIM è diretta e non mediata dal mouse sul computer.
    Forse perchè …… dopo 35 anni di lavagna mi ero abituata ad alcuni gesti e ad alcune posizioni che posso continuare ad utilizzare ( per esempio passare il gesso/penna) ad un alunno per continuare un esercizio, scrivere le loro osservazioni, “formattare” un esercizio)

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