Dal CKBG – Michael Cole: tecnologie, immaginazione e creatività

19 Apr di Gianni Marconato

Dal CKBG – Michael Cole: tecnologie, immaginazione e creatività

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A Cultural-historical Approach to Technology and Human Immagination and Creativity.

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Michael Cole, un grande vecchio della psicologia ad orientamento socio-culturale: uno che ha importato negli States gli studi dei padri fondatori (sovietici) di questo approccio a cominciare da Lev Vygotskij.
L’intervento di Cole al CKBG (in videoconferenza dalla California) si conclude con l’affermazione che le nuove tecnologie offrono nuove possibilità di “mediazione” nel processo di sviluppo del potenziale umano offrendo nuove opportunità di sviluppo. A questa conclusione, Cole giunge esaminando come si costruiscono e si sviluppano, nell’essere umano, le funzioni psichiche superiori (questo avviene attraverso la cultura) ed il ruolo che in questo processo riveste l’immaginazione, vista come processo che consente di riempire il vuoto che esiste tra la struttura mentale esistente e le risorse culturali. Immaginazione che, inserita nella pratiche umane, porta alla creatività.
Nel processo di trasformazione di un input in un output, fondamentale è il ruolo del mediatore e dei sistemi di rappresentazione.
Le tecnologie, come già detto, sono degli strumenti di mediazione e di rappresentazione che per le caratteristiche proprie consentono nuovi modi di mediazione ed in definitiva, di immaginazione e di creatività. Si attivano così processi di pensiero nuovi che impattano in modo nuovo nella trasformazione della cultura e nella produzione degli artefatti che materializzano la cultura.
Le tecnologie, in definitiva, offrono agli educatori nuove possibilità (sia in termini di strumenti che di “prodotti”).

Cole cita, ad esempio l’effetto di Facebook o Twitter nella percezione che ciascuno di noi ha delle persone con cui interagisce in quegli ambienti. La tipologia di “frequentazione” che questi ambienti consentono (contatti sistematici e quasi costanti, comunicazioni contratte ma che dicono molto in termini di non detto) porta a conoscere molto della persone in questione, porta a sviluppare quella che  Clive Thompson chiama “consapevolezza telepatica” dell’altro. E’ quasi una forma di proprioception, la percezione inconscia del movimento e dell’orientamento spaziale che nasce da uno stimolo interno al corpo stesso,  il senso della posizione relativa delle parti che circondano il nostro corpo. Ebbene, Twitter ed altri strumenti simili creano una proprioception sociale e danno a gruppi di persone un forte senso di se, di collegamento  e  nuove forme di coordinamento.

Pare, quasi, che le nuove tecnologie aggiungano un sesto senso alle nostre abilità.

Cole ha fondato e diretto per anni  The Laboratory of Comparative Human Cognition

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