7 Mar di Gianni Marconato

Grembiulini & cateteri

Mi sa proprio che la prossima circolare della gelmini prescriverà il catetere agli studenti prima dell’ingresso a scuola.

Dopo la brillante idea del grembiulino che fa tanto ordine, conviene signora mia?, che rende chiari i ruoli in classe – chi comanda e chi ubbidisce – una nuova geniale trovata per mettere ordine in classe.

Basta mai alzate, basta suppliche “maestra mi scappa”, basta processioni continue aula- WC ….

Basta scuse per trovare un momentano sollievo allo stress causato dallo sproloquio continuo dell’insegnante …

Basta con l’alternativa all’abbiocco da didattica …

Un bel catetere prima di partire da casa e il problema del disordine, del disturbo, dell’indisciplina è bello e risorto.

Con poca spesa, senza ostacoli sindacali, in un battibaleno ritorna la scuola di qualità, la scuola dell’eccellenza, la scuola che premia il merito (mica la frenesia mingitoria).

La “nuova” scuola è tutta un catetere, dal 5 in condotta alle LIM. La scuola dei panicelli caldi è servita. Conviene, signora mia?

La scuola dell’allevamento dei cervelli in batteria (grazie Cristina) è una realtà.

Be the first to like.

Print Friendly, PDF & Email

3 Commenti

  1. 😀
    Post ironico, che fa sorridere anche quando non c’è molto da ridere.
    Dunque, passione alunni-bagno.
    “Professorè, me scappa, è URGENTE”: a volte un ritornello frequente. E dato che non è possibile ipotizzare debolezza di vescica fin già dalla tenera età, c’è da chiedersi cosa non va in quel momento nella lezione. Cosa spinge ad ambire una passeggiata direzione water? Noia? Disinteresse? Stanchezza? Sicuramente di tutto un po’. A volte mi capita di vedere interrotta un’attività (che pensavo interessante e coinvolgente) dall'”impellenza di bisogni primari”: e, superato il momento di “sconforto” (“Mmm…qualcosa non va per il verso giusto”), ne deduco che la direzione didattica necessita di qualche variazione di rotta. Allora sdrammatizzo, alleggerisco la lezione con battute e aneddoti, porto l’attività verso altre coordinate. E passo il pomeriggio a rivedere l’approccio, chattando su Msn coi “vesciconi” cercando di leggere tra le righe cosa non è andato o cosa avrebbero preferito.
    Certo, la soluzione del catetere eviterebbe tante torture mentali e faciliterebbe la vita, e seguirebbe l’iter già intrapreso: rigidità, serietà, obbedienza.
    Imposizione e non dialogo, “Zitti tutti!” e non “Che c’è?”, autorità e non umiltà di rivedere le proprie convinzioni.

    Per la contentezza degli urologi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.